ANPI Lombardia

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06/09/2026
04/09/2026
22/08/2026

La democrazia, i suoi nemici e le sue sfide nel tempo delle autocrazie, del turboliberismo e della tecnocrazia.

Il Comune di Marzabotto, il Comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto, l’ANPI, l’Istituto nazionale Ferruccio Parri e l’Istituto Alcide Cervi promuovono un convegno internazionale sul tema oggi cruciale della democrazia.

Tre giornate in due luoghi simbolo della Resistenza: Marzabotto, venerdì 18 e sabato 19 settembre 2026, e Casa Cervi a Gattatico, sabato 10 ottobre 2026.

🔍 Presto il programma completo

Comune di Marzabotto
Istituto Alcide Cervi
Istituto Nazionale Ferruccio Parri

20/08/2026
14/08/2026

Bastava un nome.

82 anni fa esatti, il 14 agosto 1944 i fascisti portano Irma Bandiera davanti alla casa dei suoi genitori, al Meloncello di Bologna. Sono sei giorni e sei notti che la torturano. Le offrono di rientrare da suo padre e sua madre: bastava che rivelasse un nome.

Non risponde. La accecano con una baionetta e le sparano addosso a pochi passi da casa. Il corpo resta in strada un giorno intero, come monito.

Aveva ventinove anni. Era “Mimma”, della 7ª Brigata GAP di Bologna. Non fece un solo nome: nessuno dei suoi compagni fu preso grazie al suo sacrificio.

Motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria:

«Prima fra le donne bolognesi a impugnare le armi per la lotta nel nome della libertà, si batté sempre con leonino coraggio. Catturata in combattimento dalle SS. tedesche, sottoposta a feroci torture, non disse una parola che potesse compromettere i compagni. Dopo essere stata accecata fu barbaramente trucidata e il corpo lasciato sulla pubblica via. Eroina purissima degna delle virtù delle italiche donne, fu faro luminoso di tutti i patrioti bolognesi nella guerra di liberazione.»
Meloncello, 14 agosto 1944

🔍 La sua biografia: www.anpi.it/biografia/irma-bandiera




12/08/2026

SANT’ANNA DI STAZZEMA, 12 AGOSTO 1944

Erano le sette del mattino.

Le SS salirono in tre colonne, con i fascisti del posto a fare da guida. Rastrellarono le case una per una, radunarono le famiglie nelle stalle e sul sagrato della chiesa, e le mitragliarono. Sui corpi gettarono le bombe a mano, poi le panche della chiesa, poi la benzina, e diedero fuoco.

In poco più di tre ore.

560 persone. Oltre 130 bambini.

La più piccola si chiamava Anna Pardini e aveva venti giorni.

Don Innocenzo Lazzeri si offrì al posto dei suoi parrocchiani: lo uccisero con loro. Genny Bibolotti Marsili scagliò uno zoccolo in faccia a un SS per dare a suo figlio Mario, sei anni, il tempo di scappare: Mario si salvò, lei no. Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.

Poi il silenzio, per cinquant’anni. Le carte dell’inchiesta finirono chiuse nell’”armadio della vergogna”, ritrovato solo nel 1994 in uno scantinato della Procura militare di Roma.

Nel 2005 il Tribunale militare di La Spezia condannò all’ergastolo dieci ex SS. Nessuno di loro ha mai scontato un solo giorno di carcere: la Germania non li ha mai estradati e nel 2012 la Procura di Stoccarda ha archiviato tutto.

Per questo la memoria non è e non può essere un rito.

Oggi Sant’Anna è Parco Nazionale della Pace. Le case bruciate sono rimaste dove erano. Ci si sale a piedi, e si legge una lapide dopo l’altra: interi cognomi ripetuti dieci, dodici volte. Famiglie cancellate in una mattina d’agosto.

Onore ai martiri di Sant’Anna di Stazzema.





09/08/2026

Enzo Biagi nasce a Pianaccio, sull’Appennino bolognese, il 9 agosto 1920. Figlio di un operaio, comincia il “mestiere” di giornalista ancora ragazzino, al Resto del Carlino.

Lo interrompe nel momento delle scelte: dopo l’8 settembre 1943 entra nella Divisione partigiana “Bologna” di Giustizia e Libertà.

Dopo la Liberazione, una vita intera nel giornalismo senza mai scendere a compromessi.

Non ha mai smesso di essere, fino alla fine, quello che è sempre stato: un uomo libero.

È sepolto a Pianaccio. Sulla sua giacca, il distintivo dei partigiani di Giustizia e Libertà. Nell’aria, quel giorno, il canto di Bella Ciao.

🔍 Scopri di più su: https://www.anpi.it/biografia/enzo-biagi



09/08/2026
06/08/2026

Ciao Francesco, ci hai regalato voli di bellezza, passione civile, umanità, amore da vivere fino in fondo.
Grazie.

02/08/2026

Bologna, 2 agosto 1980. Ore 10.25. Una bomba esplode nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione centrale, gremita di viaggiatori in partenza per le vacanze.

Ottantacinque morti, oltre duecento feriti: la più grave strage nella storia dell’Italia repubblicana.

Ci sono voluti decenni di processi per stabilire quello che le sentenze oggi affermano: la matrice neofascista dell’attentato e i depistaggi messi in atto da settori degli apparati dello Stato e dalla loggia P2 per coprirne gli autori.

A quarantasei anni di distanza, l’orologio della stazione resta fermo alle 10.25. Non è un gesto simbolico: è un impegno. Perché la memoria non muore, e non muore la richiesta di verità piena portata avanti dall’Associazione dei familiari delle vittime.

L’ANPI è a fianco di Bologna oggi come ogni 2 agosto: ricordare le vittime significa difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e chiudere ogni spazio a chi ancora oggi si richiama a quella matrice.

ANPI provinciale Bologna




Indirizzo

Via Federico Confalonieri 14
Milan
20159

Orario di apertura

09:30 - 17:00

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