Deliverance Milano

Deliverance Milano Deliverance Milano è il sindacato informale dei riders e una rete di supporto autoorganizzata Sindacato autonomo e autoconvocato dei riders di Milano.

Due parole sulla situazione rider e lo sciopero di oggi dopo l'allerta meteo e le ordinanze restrittive sul servizio nel...
15/07/2026

Due parole sulla situazione rider e lo sciopero di oggi dopo l'allerta meteo e le ordinanze restrittive
sul servizio nelle ore più calde del pranzo. Articolo di Angelo Junior Avelli per Milano InMovimento lo trovate nel link qui sotto tra i commenti.

Il governo Meloni con il decreto Primo Maggio ha introdotto finalmente il concetto di presunzione di subordinazione per ...
13/05/2026

Il governo Meloni con il decreto Primo Maggio ha introdotto finalmente il concetto di presunzione di subordinazione per i lavoratori di piattaforma, adeguando parzialmente la normativa italiana alla direttiva europea, anche se in modo ancora non chiaro e del tutto armonico, continuando a fare riferimento all'eteroorganizzazione.

È introdotto anche l'inversione dell'onere delle prova che sta in capo alle aziende. Si è rafforzato quindi ulteriormente il quadro legislativo all'interno della cornice giuridica che si era consolidata grazie alle vertenze, alla legge e alla direttiva europea conquistate attraverso l'impegno del movimento dei lavoratori, dei sindacati e della magistratura a difesa dei rider.

Tutto molto bello. Posto che le persone che hanno lottato in tutti questi anni, o almeno, la maggior parte di loro, quanto meno, sono finiti in altri settori del lavoro, a causa del turnover e delle condizioni insostenibili che hanno pesato sulla categoria e sulla vita materiale delle persone, finendo molto spesso in altri settori, altrettanto precari (logistica, edilizia, trasporti, ristorazione, sicurezza).

Oltre a questo dato, c'è il fatto che noi una prima versione di una legge che introduceva la presunzione di subordinazione l'avevamo presentata nel 2018. Sono passati 8 anni. Meglio tardi che mai.

Ma se da una parte si avanza, dall'altra si attaccano le fasce di lavoratori irregolari, i corrieri più esposti al caporalato digitale, che finiscono tritati nella filiera, in quanto espulsi attraverso la burocratizzazione del lavoro, senza SPID o CIE non si può lavorare.

In questo caso il governo non ha saputo proporre una soluzione in grado di tutelare anche i diritti dei più deboli, senza offrire loro nessuna possibilità di emersione, preferendo escluderli senza prevedere alcun meccanismo di stabilizzazione attraverso un dialogo tra le parti sociali.

Andiamo avanti, sapendo che non c'è più tempo da perdere. E che al più presto con le aziende va trovato un accordo che riconosca i rider finalmente come lavoratori subordinati con tutti i diritti e le piene tutule.

Senza dimenticare che questa categoria non ha lottato soltanto per sé, ma per tutti.

✨MAYDAY PARADE 2026✨LIBERA IL TEMPO, DISTRUGGI IL LAVORO! BASTA GUERRA E SFRUTTAMENTO! VOGLIAMO CASA REDDITO E WELFARE! ...
01/05/2026

✨MAYDAY PARADE 2026✨

LIBERA IL TEMPO, DISTRUGGI IL LAVORO!
BASTA GUERRA E SFRUTTAMENTO!

VOGLIAMO CASA REDDITO E WELFARE!
RIPRENDIAMOCI LE NOSTRE VITE!

Aboliamo il lavoro: povero, precario ed inutile. Liberiamo il tempo delle persone, per vivere solidali e nella cura reciproca in armonia con il pianeta e l'ambiente.

Il Primo maggio è la festa delle lavoratrici e dei lavorator* e per questo ci riprendiamo la città e le strade di Milano. Una città sempre più inaccessibile, ormai in preda ad una crisi strutturale dal punto di vista sociale e climatico. Milano è sempre più una città per soli ricchi, in cui la forbice tra chi ha tutto e chi niente continua ad allargarsi.

La guerra è tornata onnipresente a bussare nella nostra quotidianità, nello scenario globale come nell’orizzonte locale: si tratti del genocidio in Palestina, in Iran, in Libano o in Rojava; oppure della repressione di stato contro chi esprime dissenso e contrarietà al piano di riarmo europeo e agli investimenti nell’industria bellica del Governo o di politiche xenofobe e razziste dell’Unione Europea.

In molt*, lo scorso autunno, ci siamo mobilitat* per la pace e contro la violazione del diritto di autodeterminazione dei popoli, convint* che un altro mondo, all'insegna della sorellanza e della libertà, fosse possibile e necessario. Allo stesso modo sappiamo benissimo come la guerra sia solo un grande affare per pochi, escogitato per garantire ingenti guadagni alla lobby delle armi e perpetuare politiche predatorie neocoloniali per accaparrarsi risorse energetiche strategiche.

Il lavoro, d’altro canto, sia autonomo che dipendente, pubblico, sociale o privato, non è più uno strumento di emancipazione per le persone, ma una gabbia, che non permette più a nessuno di uscire dalla propria condizione di povertà generalizzata, anche perché ormai la vita è essa stessa, in ogni sua dimensione, messa al lavoro.

Lavoriamo per sopravvivere in un mondo che non vede più nel lavoro l’elemento principale della produzione di senso per le nuove generazioni. Svuotato di utilità sociale e di potenziale sovversivo, il lavoro rimane un luogo di precarizzazione dell’esistente.

Di lavoro si muore tutti i giorni, senza cura o difesa dalla violenza di genere, risulta uno spazio sempre meno sicuro, in grado di garantire tutele e diritti a tutte le categorie di persone. Un luogo dove la discriminazione e la disugualianza sociale sono la regola e non il complemento brutale.

Non abbiamo più tempo per le nostre vite. Siamo incastrat* in un presente pervasivo in cui il salario che percepiamo è insufficiente a garantire condizioni di vita degne, mentre i nostri dati ci vengono sottratti per ve**re sottoposti a meccanismi di profilazione, finalizzati a vendere stili di vita e modelli di consumo sempre più esclusivi ed effimeri.

Per questo tutte e tutt* intendiamo rivendicare con questo primo maggio il nostro tempo e il nostro spazio a pieno, un reddito incondizionato di autodeterminazione e un sistema di welfare accessibile per tutte le tasche.

Al ricatto del lavoro povero e precario, contrapponiamo la celebrazione della festa come rituale collettivo dove il fine non sono alienazione, profitto e individualismo, ma utopia, ribellione e convivenza, un noi collettivo che si riconosce e si ricostituisce in quanto comunità alternativa nel ritrovarsi insieme, nel battito del tempo e nella condivisione di un’azione politica.

Contro ogni guerra e contro lo sfruttamento del lavoro, del pianeta e di ogni persona, reclamiamo

PACE, CASA, REDDITO E WELFARE PER TUTT*!
LA FESTA È IL NOSTRO FUTURO!

Indirizzo

Via Confalonieri 3
Milan

Sito Web

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