03/09/2026
In questi giorni ricominciano le scuole e università.
Noi torniamo nelle aule, voi ci guardate crescere, studiare, prepararci a un futuro che non esiste.
Siete la generazione cresciuta durante il boom economico e nel più lungo periodo di pace della storia recente, una pace costruita dalla Resistenza, dalla Costituzione e dal sacrificio delle generazioni che vi hanno preceduto.
Negli anni "che furono" avreste dovuto cambiare il mondo, o almeno così ci avete raccontato.
Oggi guardiamo questo Paese e facciamo fatica a riconoscere tutte quelle promesse.
Abbiamo la classe dirigente più mediocre della Storia Italiana, incompetente, conservatrice, incapace di immaginare il futuro al di fuori della paura, del controllo e del riarmo.
Da decenni diminuiscono gli investimenti nella scuola pubblica, nella sanità, nell’università, nella ricerca, nella cultura e nel welfare. E mentre a noi viene spiegato che le risorse sono poche, miliardi vengono destinati alle armi e alla preparazione di nuovi conflitti.
Nel frattempo siete diventati anche pochi, come genitori.
In Italia si fanno sempre meno figli, perché costruire una famiglia è diventato troppo costoso e troppo incerto.
Questo è il Paese che ci state consegnando.
Voi avete avuto la fortuna di non conoscere la guerra.
Noi stiamo crescendo in un’Europa che torna a parlarne come di una possibilità concreta, talvolta persino come di una prospettiva inevitabile.
Ed è qui che sentiamo il bisogno di parlarvi come vostri figli.
Non accettate con leggerezza che la nostra generazione venga preparata a una guerra che la vostra non ha dovuto combattere.
Non permettete che ci venga lasciato un Paese con meno scuola, meno diritti, meno possibilità e più armi.
Se davvero avete creduto che il mondo potesse essere cambiato, questo è il momento di ricordarvelo.
Perché il futuro di cui si sta decidendo oggi non è più il vostro.
È il nostro.
I VOSTRI FIGLI.