Associazione Lombardia per le Riforme

Associazione Lombardia per le Riforme Manifesto politico Associazione Lombardia per le Riforme Degli statisti italiani ci piacciono Cavour, Cattaneo, Einaudi, De Gasperi. L'Italia è una e plurima.

Siamo riformisti liberaldemocratici, credenti e non, e riconosciamo la centralità della persona nella ricchezza delle sue accezioni. Il socialismo reale è fallito nel 1989, il liberismo senza regole con le crisi finanziarie dal 2008 in poi. Possiamo citare nostri riferimenti culturali: Locke, ovvero un accordo fra liberi all'origine dello stato, Kant, ovvero la ragione e la legge morale alla base

delle scelte, Adam Smith, ovvero la libertà economica come motore dello sviluppo, Tocqueville, ovvero la mobilità sociale alla base dell'uguaglianza e l'importanza della partecipazione e dei corpi intermedi per una autentica democrazia, Maritain, ovvero la centralità della persona umana, Ozanam, ovvero la solidarietà tradotta in azioni concrete, Rosmini, ovvero del bene comune e dei limiti al potere pubblico, Rosselli, ovvero del riformismo pragmatico. Fra la furbizia e la buona fede noi scegliamo la seconda e condanniamo la prima. La società che abbiamo in mente ha bisogno di intelligenza, di competenza, di esperienza. Chi non mantiene la parola data va emarginato. La demagogia è il male peggiore, inganna la gente: meglio parlare chiaro, anche quando costa e non porta consenso. La politica deve essere fatta nell'interesse generale e non di qualcuno. L'interesse generale va declinato tutti i giorni con proposte concrete e realistiche che vanno puntualmente perseguite. La libertà è essenziale e va sempre accompagnata dalla responsabilità. Una libertà anarchica e irresponsabile è l'altra faccia di una dittatura: al posto della prepotenza di un singolo o di una oligarchia vi è la prepotenza della moltitudine. Nessuno deve essere lasciato indietro, lo Stato deve farsi carico dei bisogni dei cittadini più deboli e deve offrire a tutti una opportunità, poi ognuno deve farcela con i propri mezzi a seconda delle proprie capacità. Appreziamo l’economia sociale di mercato
Chi sbaglia deve pagare ed è essenziale un sistema di regole, chiare e semplici, che vengano puntualmente fatte rispettare. Chi ha responsabilità istituzionali deve essere esente da ogni sospetto: chi viene condannato in via definitiva per delitti dolosi non può essere candidato, l’etica pubblica è il punto di partenza. Una società cresce se il merito non rimane uno slogan ma il criterio per attribuire responsabilità. Deve andare avanti solo chi merita. La lotta al parassitismo politico e clientelare è uno dei nostri obiettivi primari. La storia italiana si fonda sulla ricchezza e varietà dei territori. Un autentico federalismo che passi tuttavia attraverso una semplificazione degli enti locali, un prosciugamento dello stato e un rafforzamento della sua autorevolezza è fondamentale per assicurare il buon funzionamento del principio di responsabilità. Poco stato, ma efficiente. Prioritario diventa dunque sburocratizzare e liberalizzare. Meno spesa pubblica improduttiva per poter avere meno tasse e più ricchezza per tutti. Nostro obiettivo è la lotta alla povertà non alla ricchezza. Vogliamo una società dei diritti e dei doveri, per tutti. Siamo alternativi ad una sinistra conservatrice e non riformista, e ad una destra muscolare e populista, tendenzialmente non liberale, così come alle facili scorciatoie demagogiche. Facciamo un passo in più: il mondo ha fatto a meno per secoli di queste categorie ottocentesche della politica: siamo per ciò che unisce e non per ciò che divide. Destra, sinistra, centro sono concetti in larga misura superati. Dobbiamo superare le fratture sociali all'insegna di: concordia, rispetto, solidarietà, integrazione. A chi riveste responsabilità pubbliche chiediamo: equilibrio, onestà, competenza. Rifiutiamo ogni estremismo ideologico e comportamentale. Siamo per la democrazia partecipativa ed esigente che deve ampliare i suoi spazi. Ci impegniamo a fare, giorno dopo giorno, con un disegno coerente, il bene della nostra regione e della nostra Repubblica. Ripartiamo dalla Lombardia, da sempre regione portatrice di innovazione e modernità, per un nuovo progetto politico per l’intera Repubblica. L’Europa politica, in grado di tutelare gli interessi dei suoi popoli nel mondo, di garantire prosperità e sviluppo, proteggendo dalla speculazione finanziaria i suoi cittadini, è il nostro orizzonte.

Indirizzo

Milan
20100

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