Sociologi Lombardia Ans

Sociologi Lombardia Ans Associazione Nazionale Sociologi ANS
Dipartimento Lombardia
http://www.anslombardia.it/ Dal 2004 presiede l'ANS il dr Pietro Zocconali.

Pagina Ufficiale del Dipartimento della Lombardia dell'Associazione Nazionale Sociologi. L'ANS, Associazione Nazionale Sociologi, è stata fondata a Roma nel 1982. Tra i suoi scopi primeggiano la promozione del ruolo del sociologo, il contributo allo sviluppo delle scienze sociali, l'organizzazione di convegni, la realizzazione di ricerche, gli scambi culturali e la collaborazione con altre associa

zioni ed enti nazionali ed internazionali. Tra gli altri, hanno ricoperto la carica di presidente ANS i prof.ri Paolo De Nardis e Michele Marotta, dell’Università “La Sapienza” di Roma. Uno degli obiettivi dell'ANS è ottenere una regolamentazione della professione del sociologo. L'Associazione non ha fini di lucro e si autofinanzia con donazioni e con le quote annuali versate dai soci; se non l'avete ancora fatto, dunque, iscrivetevi o rinnovate al più presto la vostra iscrizione. Riceverete così il Notiziario, le Newsletters, e potrete partecipare attivamente alle varie iniziative.

Un'analisi recente, pubblicata su "ItaliaOggi", mette in luce una realtà che molte coppie conoscono fin troppo bene: i c...
11/06/2026

Un'analisi recente, pubblicata su "ItaliaOggi", mette in luce una realtà che molte coppie conoscono fin troppo bene: i costi per sposarsi sono letteralmente schizzati alle stelle, trasformando il matrimonio in un vero e proprio lusso finanziario, che richiede mesi (se non anni) di pianificazione economica e sacrifici.
Dal punto di vista sociologico, questo fenomeno ci racconta molto della nostra società attuale: il matrimonio non è più solo un rito di passaggio affettivo e comunitario, ma si è progressivamente trasformato in una performance sociale complessa. Spesso, la pressione sociale e gli standard estetici amplificati dai social media, spingono le coppie a rincorrere un'idea di perfezione che ha costi altissimi. In sociologia si parla di "consumo vistoso": spendiamo non solo per il valore delle cose, ma per ciò che quelle cose comunicano agli altri sul nostro status e sulla nostra felicità.
La buona notizia è che sta crescendo una nuova consapevolezza. Molti futuri sposi stanno riscoprendo che ridurre i costi è possibile senza per questo rinunciare al significato profondo della giornata. Scelte più sostenibili, razionalizzazione delle spese superflue e un ritorno all'essenziale non sono solo strategie di risparmio, ma veri e propri atti di libertà culturale rispetto alle aspettative esterne.
Voi cosa ne pensate? Siete d'accordo che oggi si tenda a spendere troppo per le apparenze, o ritenete che per il giorno del sì non si debba badare a spese?

Dott.ssa Daniela Gensabella
Vice presidente ANS Lombardia

«In pace i figli seppelliscono i padri, mentre in guerra sono i padri a seppellire i figli». ErodotoQuesta celebre affer...
09/06/2026

«In pace i figli seppelliscono i padri, mentre in guerra sono i padri a seppellire i figli». Erodoto

Questa celebre affermazione di Erodoto racchiude una delle conseguenze più drammatiche della guerra: il sovvertimento dell’ordine naturale della vita.
In condizioni normali, infatti, le generazioni si susseguono secondo un percorso prevedibile: i genitori accompagnano i figli nella crescita e, con il passare del tempo, sono i figli a confrontarsi con la perdita dei propri genitori.
La guerra, invece, interrompe violentemente questo equilibrio. Quando sono i padri a seppellire i figli, non viene colpita soltanto la singola famiglia, ma l’intero tessuto sociale. Ogni giovane vita perduta, infatti, rappresenta una risorsa umana, affettiva e culturale che viene sottratta alla collettività. La società perde lavoratori, cittadini, genitori del futuro e portatori di nuove idee. In questo senso, la guerra non distrugge soltanto il presente, ma compromette anche il futuro.
Dal punto di vista sociologico, la frase di Erodoto richiama il concetto di disorganizzazione sociale e, purtroppo, conserva una straordinaria attualità. Ancora oggi, infatti, il vero costo delle guerre si misura soprattutto nelle vite spezzate e nei legami umani irrimediabilmente distrutti. Tu che ne pensi?

dott. Massimiliano Gianotti
Sociologo – Psicologo
Presidente Sociologi Ans Lombardia

04/06/2026
Ecco una delle sfide più rilevanti per le società europee: il rapporto tra crisi demografica, sostenibilità del welfare ...
28/05/2026

Ecco una delle sfide più rilevanti per le società europee: il rapporto tra crisi demografica, sostenibilità del welfare e gestione della non autosufficienza.
In Germania il governo sta valutando una riforma d’assicurazione obbligatoria che prevede un incremento del contributo economico richiesto alle persone senza figli. La misura nasce dall’esigenza di fronteggiare un forte squilibrio finanziario del sistema assistenziale e si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo della genitorialità nella tenuta del modello sociale.
La riforma si colloca in un contesto segnato dal calo della natalità: in Germania il tasso di fecondità continua a diminuire e la crescita demografica dipende quasi esclusivamente dall’immigrazione. Una dinamica simile interessa anche l’Italia, che presenta livelli di natalità ancora più bassi ed un progressivo invecchiamento della popolazione.
Dal punto di vista sociologico, il caso evidenzia una tensione crescente tra principi di solidarietà universale e responsabilità intergenerazionale: il rischio è che il welfare venga ridefinito non solo come strumento redistributivo, ma anche come dispositivo che orienta comportamenti demografici e modelli di cittadinanza. Qual è il tuo parere in merito?

dott. Massimiliano Gianotti
Sociologo – Psicologo
Presidente Sociologi Ans Lombardia

Per approfondimenti: https://www.corriere.it/economia/finanza/26_maggio_26/welfare-cosi-la-germania-fa-pagare-il-prezzo-dell-inverno-demografico-a-chi-non-ha-figli-c324a4fc-9e6b-491b-ae99-f4b817ad5xlk.shtml?refresh_ce

"Il soggetto di prestazione è libero, ma in realtà è un servo, in quanto si sfrutta da solo senza un padrone." (Byung-Ch...
26/05/2026

"Il soggetto di prestazione è libero, ma in realtà è un servo, in quanto si sfrutta da solo senza un padrone." (Byung-Chul Han)

Avete presente quella sottile e perenne sensazione di colpa che scatta ogni volta che decidete di non fare nulla, di staccare il telefono o di non essere produttivi? Il filosofo e sociologo Byung-Chul Han ha dato un nome a questo cortocircuito collettivo definendoci "soggetti di prestazione". Rispetto al passato, quando l'oppressione arrivava dall'esterno sotto forma di capi autoritari, orari rigidi e divieti, oggi la dinamica è molto più subdola perché si traveste da libertà. Ci auto-sfruttiamo convinti di inseguire l'autorealizzazione, il successo personale e l'ottimizzazione di noi stessi, trasformando la nostra stessa mente nel padrone più severo che potessimo incontrare. Il paradosso sociologico sta proprio qui: non serve più un sistema che ci costringa a lavorare oltre i nostri limiti, perché lo facciamo volontariamente, spinti dall'illusione che il nostro valore come esseri umani coincida esclusivamente con quello che riusciamo a produrre. Questa transizione dalla società del dovere a quella del poter fare tutto ci lascia apparentemente liberi, ma strutturalmente esausti, trasformando il burnout non in un semplice crollo individuale, ma nel sintomo sociale più evidente di un'epoca che ha scambiato l'auto-sfruttamento per emancipazione. Quanto di questa "libertà di performare" pesa sulla nostra quotidianità, e quante volte ci autorizziamo davvero a fermarci senza sentirci in colpa?

Dott. Daniela Gensabella
Vice presidente ANS Lombardia

“Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva fin dove non trova limiti”.  Charles de MontesquieuQuesta affe...
19/05/2026

“Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva fin dove non trova limiti”. Charles de Montesquieu

Questa affermazione di Montesquieu rappresenta una riflessione importante della sociologia politica e della filosofia del potere. Egli evidenzia una dinamica sociale ricorrente: il potere tende naturalmente ad espandersi quando non incontra ostacoli, controlli o responsabilità.
La storia offre numerosi esempi di questa dinamica: regimi totalitari, dittature, sistemi coloniali o governi che, in assenza di controlli democratici, hanno progressivamente ampliato il proprio dominio limitando libertà e diritti.
La frase mantiene una straordinaria attualità anche nella società contemporanea. In un’epoca caratterizzata dal potere economico, mediatico e digitale, il pensiero di Montesquieu ci ricorda che ogni forma di potere necessita di trasparenza, controllo e responsabilità. Senza limiti, il rischio non è soltanto l’abuso individuale, ma l’indebolimento stesso della libertà collettiva.

dott. Massimiliano Gianotti
Sociologo – Psicologo
Presidente Sociologi Ans Lombardia

La trasformazione digitale ha reso le società contemporanee sempre più efficienti, ma anche profondamente vulnerabili. S...
14/05/2026

La trasformazione digitale ha reso le società contemporanee sempre più efficienti, ma anche profondamente vulnerabili. Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite, il rischio di una “pandemia digitale” rappresenta una delle minacce globali più sottovalutate del nostro tempo.
Il rapporto evidenzia come la vita quotidiana di miliardi di persone sia ormai legata a sistemi digitali interconnessi dove un’interruzione improvvisa di Internet o delle reti elettriche potrebbe paralizzare i pagamenti elettronici, compromettere gli ospedali, bloccare i sistemi di emergenza e generare effetti a catena su scala internazionale.
Dal punto di vista sociologico, emerge il tema della dipendenza sistemica e l’Onu sottolinea che il problema non è più solo ipotetico, ma altamente probabile.
La “pandemia digitale” diventa così una metafora della fragilità contemporanea: una società iperconnessa, apparentemente avanzata, ma esposta a rischi invisibili che potrebbero interrompere improvvisamente il funzionamento della vita collettiva. Qual è il tuo parere in merito?

dott. Massimiliano Gianotti
Sociologo – Psicologo
Presidente Sociologi Ans Lombardia

Per approfondimenti: https://www.ansa.it/canale_scienza/notizie/futuri_digitali/2026/05/06/mondo-digitale-fragile-minacciato-da-effetti-a-cascata_f5cc681d-8575-42cd-9b5d-eaa8bf40d281.html

“Il controllo non ha più bisogno delle catene.” (Michel Foucault) Un tempo il potere era visibile, aveva il volto dell’a...
12/05/2026

“Il controllo non ha più bisogno delle catene.” (Michel Foucault)

Un tempo il potere era visibile, aveva il volto dell’autorità, delle regole imposte, delle punizioni evidenti.
Oggi, invece, il controllo è molto più sottile, ma probabilmente più potente: passa attraverso gli algoritmi che decidono cosa vediamo, le notifiche che catturano continuamente la nostra attenzione, i dati che lasciamo ogni giorno senza quasi rendercene conto.
Non serve più obbligare le persone, ma è sufficiente influenzarne desideri, abitudini, emozioni e comportamenti.
Foucault aveva intuito che il potere moderno non agisce solo “dall’alto”, ma entra nella quotidianità, nelle scelte più normali, nei gesti automatici.
Ci convince di essere completamente liberi, mentre spesso ci muoviamo dentro percorsi già orientati da piattaforme, trend e sistemi digitali progettati per guidare attenzione e consumo. E la cosa più inquietante è che il controllo più efficace è quello che non percepiamo più come controllo, quando diventa invisibile, silenzioso, persino comodo. Quindi, la vera domanda non è quanto siamo controllati, ma quanto siamo consapevoli di esserlo.

Dott.ssa Daniela Gensabella
Vice presidente Ans Lombardia

Sociologia

Le indagini sul tragico caso di Pietracatella (Campobasso), dove madre e figlia sono morte avvelenate da ricina, aprono ...
07/05/2026

Le indagini sul tragico caso di Pietracatella (Campobasso), dove madre e figlia sono morte avvelenate da ricina, aprono una riflessione impressionante sulla nostra vulnerabilità digitale.
Gli inquirenti hanno sequestrato persino i router per analizzare gli accessi alla rete Wi-Fi: un tempo si cercavano i diari segreti, oggi sono i nostri modem a raccontare chi entra in casa nostra.
​Dal punto di vista sociologico, questo ci dimostra che le mura domestiche non sono più un rifugio isolato, ma uno spazio totalmente permeabile. Le nostre reti e i dispositivi connessi registrano ogni movimento, ridefinendo il concetto stesso di intimità e alimentando una diffusa "ansia da sorveglianza". La tecnologia, nata per connetterci, diventa lo specchio in cui ogni nostra traccia resta indelebile.
​Siamo passati dal fidarci delle serrature al dover controllare i nodi di rete.
Questa iper-tracciabilità ti fa sentire più sicuro o ti spaventa?

Dott.ssa Daniela Gensabella
Vice presidente Ans Lombardia

Per approfondimenti: https://www.dire.it/05-05-2026/1237222-ricina-chi-entro-in-casa-sequestrati-cellulari-router-wifi/


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