16/02/2026
🎭Verso il carnevale popolare 2026: 20-21-22 Febbraio
✨La guerra è bella anche se fa male
"La guerra è la cosa più br**ta che ci sia" ripeteva sempre il nonno del nostro piccolo amico. Quando era bambino andava al parco giochi con suo nonno e passavano per una via del quartiere i cui muri erano pieni zeppi di scritte, alcune casuali e incomprensibili, altre molto chiare. Una di queste diceva: "no alla guerra! la guerra la organizzano i ricchi ma ci muoiono i poveri!". Il nonno si lamentava di tutte quelle scritte. "Questi scarabocchi rovinano i muri di questo bel quartiere" diceva; ma quella scritta contro la guerra gli piaceva, il nonno sottolineava sempre che in mezzo agli scarabocchi quella era l'unica scritta da conservare.
Il nostro amico da bambino non capiva esattamente cosa volesse dire suo nonno ma fatto sta che lui e suo fratello, di 8 anni più grande, erano cresciuti con un'idea della guerra lontana ma negativa, terrificante quasi. Purtroppo qualche anno dopo suo nonnno non c'era più ma la scritta, quella rimaneva. E quando qualche antipatico vampiro vestito di blu la cancellava puntualmente un folletto, una fata o uno gnomo la rifaceva.
Il caro nonno non c'era più, la scritta rimaneva e il nostro amico cresceva.
Nel quartiere tutti odiavano la guerra, chiunque voleva la pace e non la sofferenza. Tutti sapevano bene che la guerra non ha nulla di bello.
Un giorno, parlando col suo fratellone, il nostro amico aveva capito che improvvisamente qualcosa stava cambiando; "sicuramente la guerra è br**ta, uccidere le persone è triste, ma pensa a quelli che ci vogliono invadere!, ho sentito che sono brutti, parlano in modo assurdo e mangiano i cani e i gatti! e vogliono che lo facciamo anche noi!", "vogliono abolire i giochi e imporci i loro giochi!".
Il nostro protagonista giocava ogni giorno con gli altri bambini figli dei vicini: "Mohammed, Said, Vincenzo, Fabio, Giulia, Liu, Alice non mi hanno mai imposto di giocare come dicevano loro. Abbiamo sempre giocato insieme a nascondino allo stesso modo. Certo, ogni tanto Said e Fabio barano, ma lo fanno perchè se no perdono sempre ahahah".
Più gli anni passavano e più si parlava della guerra, talvolta in modo non tanto negativo. Nella scatola parlante (tv,ecco come si chiama!) quella col cognome fruttoso (Me, Mel, Mei, Mela? No, era più lungo... niente, ancora non me lo ricordo) parlava di cattivi, terroristi, pazzi che volevano invaderci, che volevano rinchiuderci (non si è mai capito dove). E tanti altri mostri con lei come quel Matto Salvini (sì, sempre lui!), un certo strano tipo che aveva a che fare con delle dosi e delle piante e un Cosetto o Corsetto o Crocetto (perdonatemi, ricordo bene solo le cose importanti...)
Loro parlavano di guerra come se fosse una cosa bella, da fare. Il nostro amico non era convinto, lui aveva ancora in mente le parole del nonno. Suo fratello, forse, le aveva dimenticate. Aveva 16 anni e a colazione mormorava:"ormai è necessaria, la guerra deve essere fatta per conservare la pace. Per la patria. Ovviamente io non voglio andarci, io voglio studiare e fare il medico. Ma tanto non andrò sicuramente io, la faranno altri. Quindi, che bellezza la guerra!".
Affermava questo ogni mattina, poco prima di prendere lo zaino e andare a scuola sorridente con gli amici e le amiche.