29/01/2015
Si è appena conclusa la mostra fotografica 20146 presso lo spazio SeiCentro ma il catalogo è ancora acquistabile da Gogol & Company!
Non è un segreto che le metropoli d’oggi siano delle grandi Babele e anche Milano non è un’eccezione.
La mostra inaugurata settimana scorsa presso lo spazio culturale Seicentro, e promossa da Commissione Cultura e Aggregazione Sociale, non fa altro che ricordarcelo.
40 fotografie in bianco e nero portano alla ribalta visi di alcune personalità che animano il quartiere Giambellino, dal ristoratore alla giornalista, senza tralasciare eccentrici, romantici e sognatori. Nessun nome, solo il volto e il ruolo che quella persona ricopre all’interno del quartiere, sia esso un lavoro piuttosto che un suo tratto etico per il quale viene riconosciuto dalla comunità.
Un’ennesima occasione forse che mira a evidenziare quanto sia importante la diversità culturale e che l’altro non sia da ritenere come una pericolosa minaccia da tenere a distanza, anzi la sua conoscenza è preziosa. Oggigiorno, dove si vive nel terrore di attacchi terroristici, assassini efferati e criminalità diffusa, forse dovremmo dare una possibilità agli altri, soprattutto quando si vive in un ambiente nel quale milioni di vite diverse si incontrano nell’androne delle scale, alla fermata dell’autobus o al supermercato. Nonostante la più disparata provenienza, arriva un momento nel quale ci si accorge che ad animare il medesimo quartiere è proprio la gente stessa che vi vive. Qui, al Giambellino, un posto mitico passato nell’immaginario come luogo a luci rosse, delittuoso e perverso, si sta invece riscoprendo la bellezza del quotidiano e del vicino di casa.
Dopo questa mostra forse non cambierà nulla, ma la speranza è che ci si apra all’altro accantonando i propri pregiudizi, riconoscendosi nelle difficoltà altrui e mostrandosi solidali gli uni con gli altri. Perché in fondo casa è dove si vive e noi viviamo al Giambellino.
Irene Magni