03/10/2026
🤷🤷♀️ Elly Schlein: inodore, incolore, insapore. La perfetta sintesi di trent'anni di rimozione di ogni coordinata culturale nel campo del centrosinistra.
Non ne è lei la colpevole. Lei è il risultato, il frutto dell'evoluzione a lungo termine del progetto fallimentare del Partito democratico, nato per essere il partito cardine del potere ("a vocazione maggioritaria", diceva Veltroni), il fedele esecutore degli ordini dei gruppi dominanti della società italiana e dei loro padroni a Washington e Bruxelles, e ridotto dalla rottura dell'unità del blocco occidentale e dalle devastazioni della crisi economica a vivacchiare con un 20% di quel 60% di cittadini che ancora votano.
Purtroppo per il PD, il "modello Milano" è riproducibile solo dove la potenza della finanza speculativa riesce a selezionare fisicamente inclusi e reietti. Dove ciò non è possibile, bisogna cercare il consenso di masse impoverite, frustrate, terrorizzate. E come fare, quando tre decenni di idiozie post-ideologiche ti hanno privato degli strumenti minimi anche solo per provarci, a parlare con il "volgo"? Semplice: t'inventi una Elly per provare a dare a bere almeno a chi non ti schifa ancora del tutto che sei cambiato, che le porcherie del recente passato non le ripeterai.
Peccato che non ci creda nessuno. Peccato che anche il ceto medio meglio disposto non ci riesca proprio a identificarsi con una privilegiata dalla tripla cittadinanza, la cui immagine è costruita ad arte fino all'abbinamento di colori tra camicetta e pantaloni.
Ed ecco che arriva un Conte qualsiasi e ti trasforma il feticcio plebiscitario delle primarie, fino a ieri indiscutibile manifestazione di "apertura alla società", in un'insidia mortale. A quel punto, non resta che una cosa da fare a Elly la finta: rimangiarsi un ventennio di marketing veltroniano del Nazareno e proclamare grottescamente che "uno non vale uno", sommersa dagli applausi scroscianti di politicanti e feudatari locali del PD più retrivo.
Resta un problema, però: su Elly a Palazzo Chigi, nessuno sano di mente punterebbe mai mezza lira.