14/06/2026
SONO GIORGIA…E MI SENTO PRIGIONIERA…
di un sistema Italia inquisitorio, persecutorio e
denigrante dal quale vorrei EVADERE.
Ho aperto la mia attività perché volevo essere libera.
Libera di costruire il mio futuro.
Libera di lavorare s**o e raccogliere i frutti del mio impegno.
Libera di decidere del mio tempo e della mia vita.
Oggi, invece sono Prigioniera.
Prigioniera di scadenze.
Prigioniera della burocrazia.
Prigioniera di regole che cambiano continuamente.
Prigioniera di un sistema che sembra nato per complicare ciò che dovrebbe essere semplice.
Prigioniera del pregiudizio dei politici, della classe dirigente statale e sindacale.
Passo più tempo a gestire adempimenti che a far crescere la mia attività.
Più tempo a preoccuparmi che a progettare.
Più tempo a difendermi che a lavorare.
Più tempo a difendermi dal pregiudizio culturale che,
chi si mette in proprio deve subire perché viene guardato e ascoltato con diffidenza.
Come se Noi Autonomi e Partite Iva (Vera economia reale) fossimo un problema.
Come se fossimo COLPEVOLI fino a prova contraria.
Eppure siamo Noi a produrre il PRODOTTO INTERNO LORDO (PIL) che fa dell’Italia la SETTIMA POTENZA MONDIALE.
Eppure siamo noi che apriamo le serrande, non solo in senso metaforico.
Siamo noi che rischiamo tutto in prima persona.
Siamo noi che investiamo i ns capitali
Siamo noi che creiamo lavoro e ricchezza per Noi e per altri.
Si, cari Autonomi e Partite Iva, mi chiamo Giorgia,
come la ns presidente del consiglio che ho votato,
ma solo adesso capisco che non può capirci, se non ha mai lavorato in proprio.
Se non ha mai avuto la Partita iva.
E allora mi chiedo e chiedo a Voi:
“in un Paese che rende così difficile fare attività produttiva,
quanti giovani avranno ancora il coraggio di provarci?”