09/08/2026
Il Coordinamento per la Pace - Milano,
preso atto della dichiarazione congiunta delle rappresentanze nazionali di Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) del 28 luglio 2026, della successiva denuncia contro “ignoti” presentata dalla Brigata ebraica per i fatti del 25 aprile di quest’anno, espone la propria posizione.
Premesso che:
La data del 25 aprile è legata a un evento fondamentale della lotta partigiana. Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, imponendo la resa dei presidi tedeschi e fascisti, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate.
Per ricordare che la festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo assume come riferimento, in particolare a Milano medaglia d’oro della Resistenza, la data della liberazione del Nord Italia ad opera della Resistenza partigiana e non quella del 2 maggio, come stabilito formalmente dai rappresentanti delle forze in campo, dopo la resa di Caserta.
Ricordando che:
il Coordinamento per la Pace per lo scorso 25 aprile è stato, come sempre, nel corteo tra gli antifascisti, formando però uno spezzone con le proprie parole d’ordine espresse nel comizio alternativo in piazza San Fedele, posizione assunta considerando:
1 non accettabile che nel corteo del 25 aprile sfilino le bandiere dello stato terrorista, colonialista e genocida di Israele rappresentato dalla Brigata ebraica; formazione inoltre che non ha partecipato alla guerra partigiana, ma aggregata nelle retrovie al corpo d’armata britannico al solo fine di accreditarsi presso quel governo, protettorato sulla Palestina, per ottenere su quelle terre l’insediamento dello stato d’Israele, come dimostrato da documentazione ufficiale e studi storici;
- necessario distinguersi dalle ambiguità di quelle organizzazioni e partiti che non si oppongono alla linea guerrafondaia e di riarmo dell’Unione Europea contro la Russia, anzi la alimentano, e che si oppongono solo strumentalmente alle azioni di Trump e Netanyahu, dimenticandosi delle guerre scatenate dagli USA negli ultimi decenni e degli 80 anni di feroce occupazione israeliana della Palestina. Sono quelle stesse forze che lo scorso gennaio hanno avallato la propaganda di guerra contro l’Iran e oggi non condannano la criminale aggressione di Israele e USA mentre sacrificano gli interessi del proprio Paese per difendere quelli dell’imperialismo statunitense e dell'alleato in Medio Oriente.
Precisando che:
1 La dichiarazione congiunta ANPI-UCEI (al terzo punto) conferma la non appartenenza della Brigata ebraica alla Resistenza partigiana, ma tra le forze degli alleati e non alla lotta italiana al nazifascismo; pertanto la Brigata ebraica non ha alcun diritto di sfilare tra le organizzazioni partigiane alla testa del corteo, ma può partecipare tra le altre associazioni antifasciste, come hanno fatto pacificamente e senza contestazioni altri ebrei sinceri antifascisti.
2 Per quanto dichiarato (al secondo punto) non risulta in alcun atto pubblico di UCEI e della Brigata ebraica, la condanna della violenza (genocidio, programmate uccisioni di bambini palestinesi), del razzismo (apartheid, riduzione/annullamento dei diritti civili dei palestinesi) e dell’occupazione delle terre di Palestina da parte dello stato di Israele, a Gaza e in Cisgiordania. Anzi, con l’esposizione delle bandiere di Israele è palese l’avvallo alle sue azioni. Ma di questo il comunicato non ne parla, limitandosi a una retorica esposizione di principi.
3 La denuncia contro “ignoti” presentata dalla Brigata Ebraica per i reati di istigazione a delinquere, diffamazione aggravata, violenza privata, minaccia, rapina, istigazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale, apologia di associazione terroristica e lesioni personali, dimostra non solo l’assoluta mancanza di volontà conciliatoria, ma la continuità dell’azione provocatoria tesa a minare la grande forza della manifestazione antifascista del 25 aprile. Considerando inoltre che gli “ignoti” non sono un gruppetto di contestatori spregevolmente etichettati come propal, ma le centinaia di cittadini milanesi sui marciapiedi in attesa del corteo che, spontaneamente e individualmente, alla vista delle bandiere israeliane, dei ritratti di Trump e dell’ex Scia di Persia alla testa del corteo, hanno giustamente reagito e contestato quella presenza.
INVITA
L’ANPI Nazionale e Provinciale a prendere atto della reale natura della Brigata ebraica fiancheggiatrice dello stato coloniale e genocida di Israele e a rifiutare i condizionamenti di partiti e cartelli elettorali riprendendo la sua autonoma funzione di difesa ed attuazione della Costituzione, con un maggiore coinvolgimento della sua base associativa e un maggiore dialogo con le tantissime organizzazioni, associazioni e comitati che si riconoscono nei valori della Costituzione e operano in sua difesa in tutto il territorio nazionale.
DICHIARA
Di rammaricarsi di non aver seguito, dopo i fatti del 25 aprile, la prima indicazione politica di dare subito seguito ad una denuncia nei confronti della Brigata ebraica e dei politici presenti e solidali, ma si riserva di valutare l’opportunità di assumere iniziative legali dirette ad accertare eventuali responsabilità penali dei soggetti coinvolti nei fatti di cui sopra. Ciò, anche mediante il coinvolgimento dei cittadini presenti durante il corteo, quali parti offese e danneggiate da quanto accaduto".
Di confermare la posizione alternativa presa per il 25 aprile 2026 e di cominciare ad operare per creare per il 2027 un più ampio fronte che, nel rispetto della Costituzione e della sua matrice nella Resistenza partigiana, si opponga alla presenza di bandiere israeliane e alla partecipazione della Brigata ebraica tra le file delle organizzazioni partigiane per mettere al centro della prossima manifestazione l’opposizione al riarmo per portare l’Italia fuori dalla guerra.
PROPONE
Alle organizzazioni, partiti, associazioni che si oppongono al riarmo e alla guerra per la difesa della Pace, dei servizi sociali, del lavoro e delle strutture produttive, per un futuro di progresso e non di distruzione, di costituire il Coordinamento 25 aprile 2027 per una forte azione che possa testimoniare efficacemente l’opposizione alla guerra della maggioranza del popoli italiano.
Milano, 8 agosto 2026