03/06/2026
È cominciato il mese del Pride. E non siamo qui per chiedere gentile concessione.
In Italia e nell’Unione Europea le persone LGBTQIA+ vivono ancora una cittadinanza spezzata: riconosciute in alcuni luoghi, tollerate in altri, cancellate altrove. Una coppia può esistere per uno Stato e diventare un problema burocratico per un altro. Una famiglia arcobaleno può avere diritti da una parte del confine e perderne pezzi appena si sposta. Una persona trans o intersex può ritrovarsi davanti a istituzioni che discutono il suo corpo come fosse materia di propaganda.
Questa è disuguaglianza organizzata.
Alla destra che urla “ideologia” rispondiamo: l’ideologia è pretendere che alcune vite restino invisibili per non disturbare la vostra idea di normalità. Riconoscere diritti non cancella nessuno. Negarli sì.
Servono matrimonio egualitario, piena genitorialità, adozioni, educazione al rispetto, protezione contro odio e violenza, autodeterminazione, tutele per le persone trans e intersex, riconoscimento delle famiglie arcobaleno in tutta l’Unione Europea.
Il Pride non è folklore. Non è marketing. Non è una festa.
È la risposta politica di chi è stato reso vulnerabile e ha deciso di non arretrare.
Per Volt, diritti LGBTQIA+ significa cittadinanza piena. In Italia. Nell’Unione Europea. Ovunque.
Libertà senza confini. Uguaglianza senza permesso. 🏳️🌈🏳️⚧️✊🇪🇺💜