Anpi Niguarda

Anpi Niguarda Pagina della Sezione ANPI di Niguarda, "Martiri Niguardesi" per info [email protected]

14/08/2026

"... Se fosse stato un credente lo avrebbero già proposto per la procedura di beatificazione."

560 le vittime. Lle truppe n**iste erano guidate dai fascisti italiani. I cui nipoti oggi si definiscono "patrioti"
12/08/2026

560 le vittime. Lle truppe n**iste erano guidate dai fascisti italiani.
I cui nipoti oggi si definiscono "patrioti"

SANT’ANNA DI STAZZEMA, 12 AGOSTO 1944

Erano le sette del mattino.

Le SS salirono in tre colonne, con i fascisti del posto a fare da guida. Rastrellarono le case una per una, radunarono le famiglie nelle stalle e sul sagrato della chiesa, e le mitragliarono. Sui corpi gettarono le bombe a mano, poi le panche della chiesa, poi la benzina, e diedero fuoco.

In poco più di tre ore.

560 persone. Oltre 130 bambini.

La più piccola si chiamava Anna Pardini e aveva venti giorni.

Don Innocenzo Lazzeri si offrì al posto dei suoi parrocchiani: lo uccisero con loro. Genny Bibolotti Marsili scagliò uno zoccolo in faccia a un SS per dare a suo figlio Mario, sei anni, il tempo di scappare: Mario si salvò, lei no. Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.

Poi il silenzio, per cinquant’anni. Le carte dell’inchiesta finirono chiuse nell’”armadio della vergogna”, ritrovato solo nel 1994 in uno scantinato della Procura militare di Roma.

Nel 2005 il Tribunale militare di La Spezia condannò all’ergastolo dieci ex SS. Nessuno di loro ha mai scontato un solo giorno di carcere: la Germania non li ha mai estradati e nel 2012 la Procura di Stoccarda ha archiviato tutto.

Per questo la memoria non è e non può essere un rito.

Oggi Sant’Anna è Parco Nazionale della Pace. Le case bruciate sono rimaste dove erano. Ci si sale a piedi, e si legge una lapide dopo l’altra: interi cognomi ripetuti dieci, dodici volte. Famiglie cancellate in una mattina d’agosto.

Onore ai martiri di Sant’Anna di Stazzema.





Come direbbe Travaglio è lo stile del "cazzaro verde"Hanno preso le immagini di centinaia di migranti sulla spiaggia di ...
10/08/2026

Come direbbe Travaglio è lo stile del "cazzaro verde"

Hanno preso le immagini di centinaia di migranti sulla spiaggia di Ceuta, le hanno spacciate per Riccione e ci hanno costruito sopra la solita propaganda razzista.

Alla fine li ha denunciati.

La sindaca di Riccione Daniela Angelini ha deciso di chiedere alla Lega 1 milione di euro per il video fake in cui hanno spacciato per Riccione le immagini dei migranti di Ceuta in spiaggia.

Vero e proprio fango gratuito e ignobile nei confronti della città e dell’amministrazione, di fronte a cui la sindaca Angelini aveva anche provato a chiedere delle scuse, un ravvedimento, oltreché la cancellazione.

La risposta?

Non solo nessuna scusa, nessuna presa di distanza, ma anzi la Lega, attraverso il deputato Jacopo Morrone, ha dato una risposta surreale parlando di meme, addirittura di “allegoria”.

A quel punto alla sindaca non è rimasto altro da fare che denunciare i responsabili di una simile vergogna.

Lo ha fatto per due motivi: per il razzismo di cui è intriso e per aver infangato la città e l’amministrazione.

“Si tratta di un contenuto gravissimo, intriso di un razzismo estremo e inaccettabile, che associa il colore della pelle delle persone alla criminalità e al degrado. Noi auspicavamo una presa di posizione, un distacco chiaro da quello che era accaduto, invece le dichiarazioni dell’onorevole Morrone sono andate nella direzione opposta.
A questo punto penso che sia il caso di intervenire in maniera più incisiva. Chiederemo anche i danni d’immagine che queste dichiarazioni e questa vicenda hanno arrecato alla città. Quindi andremo avanti con una querela”.

E ha fatto non bene, ma benissimo.

Questa non è satira e neppure politica.
Questa è propaganda razzista e killeraggio mediatico puro.

Se i giudici daranno ragione alla sindaca, l’intero risarcimento (quale che sia) sarà destinato al fondo comunale per il sostegno agli affitti delle famiglie in difficoltà.

Sarebbe un finale degno di una storia indegna.

Brava sindaca! 👏👏👏

Capiscono solo questo.

Massimo Castoldi  (del Comitato prov. ANPI) nipote del maestro  Salvatore Principato, il partigiano più vecchio dei 15 f...
10/08/2026

Massimo Castoldi (del Comitato prov. ANPI) nipote del maestro Salvatore Principato, il partigiano più vecchio dei 15 fucilati in Piazzale Loreto, nel bel pezzo oggi su Repubblica
....... Trovo storicamente fuorviante la proposta strumentale, sostenuta un tempo soltanto da alcuni nostalgici del fascismo, e oggi anche da altri, e condivisa in questi giorni perfino dalla seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Ign**io La Russa, di equiparare implicitamente i martiri per la libertà, con le vittime, per quanto innocenti, di una controversa azione di guerra partigiana......

Massimo Castoldi (del Comitato prov. ANPI) nipote del maestro Salvatore Principato, il partigiano più vecchio dei 15 fucilati in Piazzale Loreto, nel bel pezzo oggi su Repubblica
....... Trovo storicamente fuorviante la proposta strumentale, sostenuta un tempo soltanto da alcuni nostalgici del fascismo, e oggi anche da altri, e condivisa in questi giorni perfino dalla seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Ign**io La Russa, di equiparare implicitamente i martiri per la libertà, con le vittime, per quanto innocenti, di una controversa azione di guerra partigiana......

https://milano.repubblica.it/cronaca/2026/08/09/news/i_15_martiri_di_piazzale_loreto_e_quei_nuovi_tentativi_di_riscrivere_la_storia-425519468/

Continua lo SQUADRISMO MEDIATICO contro REPORT Dal partito di Meloni ai giornali di destra fino al Tg1. TRA LUGLIO E AGO...
10/08/2026

Continua lo SQUADRISMO MEDIATICO contro REPORT

Dal partito di Meloni ai giornali di destra fino al Tg1.
TRA LUGLIO E AGOSTO 140 ARTICOLI SUL "GIORNALE"

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/08/10/la-regia-di-fdi-dietro-gli-attacchi-a-report-per-far-fuori-ranucci/8475004/

Ci sarebbe la regia dei vertici di Fratelli d’Italia dietro all’operazione che stanno portando avanti i giornali di destra contro Report. Un’operazione che, secondo fonti qualificate, parrebbe diventata negli ultimi giorni una vera triangolazione che parte dal partito della premier Giorgia Meloni e passa per gli uffici dei direttori de Il Giornale, Libero e Il Tempo – i quotidiani della famiglia Angelucci. Poi, di riflesso, ultimamente anche sul Corriere della Sera, per sbarcare direttamente sul Tg1 della Rai che confeziona dei servizi molto allineati alle richieste di FdI per fare rimuovere Sigfrido Ranucci dalla conduzione del programma o per far sospendere la replica delle puntate durante l’estate (cosa poi accaduta). Tirando fuori anche casi vecchi e già smentiti.

Tutto inizia a luglio, quando l’inchiesta sulla bomba nei confronti di Ranucci porta la procura di Roma a indagare Valter Lavitola. Il 7 luglio l’ufficio studi di FdI, guidato da Francesco Filini, braccio destro di Giovanbattista Fazzolari, confeziona un dossier che punta al conduttore di Report: “Spieghi l’amicizia col pregiudicato. Qual è il movente?”. Filini era stato anche il primo a chiedere a Ranucci, in tempi non sospetti, della sua possibile candidatura come leader del centrosinistra durante l’audizione del conduttore in Vigilanza Rai. Suggestione sempre smentita dal conduttore e usata per isolarlo. Ma la linea di FdI è segnata: cavalcare le indagini della magistratura per l’attentato che Ranucci ha subito lo scorso ottobre, di cui Valter Lavitola è il presunto mandante, e spingere sulle presunte pressioni che il faccendiere avrebbe esercitato su alcune inchieste di Report. Così i giornali di centrodestra hanno iniziato a ba***re quotidianamente. Prima con gli editoriali dei rispettivi direttori, poi con articoli di presunte inchieste. Prendendo a riferimento il Giornale, diretto da Tommaso Cerno, solo nei mesi di luglio e agosto, gli articoli pubblicati contro Report sono 140 ripresi poi da molte piattaforme social di informazione, tra cui Esperia, il cui direttore editoriale, Gino Zavalani, è il social manager di Alessandro Sallusti. A questi se ne sono aggiunti una trentina della Verità e 20 tra Libero e Il Tempo.

È successo anche 48 ore fa quando, nonostante i giornalisti di Report avessero continuato a negare l’indiscrezione sul commissariamento di Ranucci da parte della redazione, un servizio del Tg1 ha rilanciato l’ipotesi della sfiducia al conduttore e rincarato la dose con le polemiche sul documentario Food for profit di Giulia Innocenzi. Nel frattempo è iniziato sul Messaggero, quotidiano del costruttore Francesco Gaetano Caltagirone (spesso oggetto delle inchieste di Report), anche un romanzo “a puntate” contro Ranucci.

“Pur di alimentare la campagna politica per la rimozione di Ranucci, il Tg1 fornisce un’interpretazione singolare dei più elementari doveri di correttezza aziendale”, commentano i consiglieri di amministrazione Rai, Alessandro Di Majo e Roberto Natale. Anche per i componenti M5s della Vigilanza guidati da Dario Carotenuto “è in atto un killeraggio mediatico contro Report inaccettabile: la campagna parte da alcuni media sulla base di notizie già smentite e viene rilanciata in ciclostile da maggioranza e governo”.

Intanto la Rai cerca di stringere i tempi per decidere il futuro di Report. In attesa dell’autorizzazione della Procura per l’audit interno su Ranucci – che dovrà verificarne la correttezza professionale in base al Codice etico aziendale – avanzata dall’azienda, prosegue il lavoro della commissione stabile che vigila proprio sul rispetto delle norme interne. E dopo un’interrogazione del governo, a firma di Galeazzo Bignami e Francesco Filini (Fdi), Fausta Bergamotto, la sottosegretaria al Ministero delle Imprese (quello che gestisce il contratto di servizio della Rai), ha di fatto aperto al processo delle fonti giornalistiche contro Report spiegando che spetta alla Rai valutare “l’eventuale avvio di uno specifico audit, tenuto conto dei caratteri di notevole complessità della vicenda”. Avendo valenza giudiziaria, l’audit potrebbe sovrapporsi all’inchiesta della procura.

e invece di chiedere scusa per la figura da piccola livorosa oggi rilancia "la CGIL doveva dissociarsi" 🤡
09/08/2026

e invece di chiedere scusa per la figura da piccola livorosa oggi rilancia "la CGIL doveva dissociarsi"
🤡

Non dimentichiamo che il 18 aprile 2002, durante una conferenza stampa a Sofia, l'allora presidente del Consiglio Silvio...
09/08/2026

Non dimentichiamo che il 18 aprile 2002, durante una conferenza stampa a Sofia, l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi definì "uso criminoso" della TV pubblica l'operato di Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi. Questa dichiarazione, nota come editto bulgaro, portò all'esclusione di Biagi e alla chiusura del suo programma [Il Fatto] dalla Rai.
Grazie Enzo per aver difeso SEMPRE la LIBERTA' dai n**i fascisti e dai miliardari neo faraoni.

Enzo Biagi nasce a Pianaccio, sull’Appennino bolognese, il 9 agosto 1920. Figlio di un operaio, comincia il “mestiere” di giornalista ancora ragazzino, al Resto del Carlino.

Lo interrompe nel momento delle scelte: dopo l’8 settembre 1943 entra nella Divisione partigiana “Bologna” di Giustizia e Libertà.

Dopo la Liberazione, una vita intera nel giornalismo senza mai scendere a compromessi.

Non ha mai smesso di essere, fino alla fine, quello che è sempre stato: un uomo libero.

È sepolto a Pianaccio. Sulla sua giacca, il distintivo dei partigiani di Giustizia e Libertà. Nell’aria, quel giorno, il canto di Bella Ciao.

🔍 Scopri di più su: https://www.anpi.it/biografia/enzo-biagi



Dopo lo scontro con al Spagna un'altra figura da piccola livorosa. Oggi fidandosi di quanto gli raccontava il camerata F...
08/08/2026

Dopo lo scontro con al Spagna un'altra figura da piccola livorosa.

Oggi fidandosi di quanto gli raccontava il camerata Fidanza, ha accusato la CGIL di aver girato le spalle a Ign**io Benito Maria La Russa durante il suo intervento.
Poi si è scoperto che la CGIL non c'entrava una mazza.

Intanto sta creando un incidente intern**ionale con la Spagna. Sul NULLA, solo per livore ideologico contro Sanchez.

Il livore della MeloniPoteva evitare di intervenire, e invece ancora una volta ha rovinato tutto come per il 2 agosto e ...
08/08/2026

Il livore della Meloni
Poteva evitare di intervenire, e invece ancora una volta ha rovinato tutto come per il 2 agosto e la strage fascista che ha evitato di nominare con il suo nome proprio.
Maestra di vittimismo.
Sai perché non piacevi a Guccini ?
Perché quello nella foto è suo padre Ferruccio. Nel 1943, dopo l'8 settembre, rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e venne internato nei campi di lavoro in Germania. Tornò a casa nel 1945, pelle e ossa, distrutto dal lavoro e dalla fame e dopo essere stato testimone di atrocità che non volle mai raccontare.

Ecco perché è “livoroso” con voi che avete ancora nel 2026 la fiamma alla base del simbolo del vostro partito (le radici che non gelano, cit.), ereditata dal MSI del fucilatore di partigiani Giorgio Almirante che persino nel nome del Movimento “Sociale” richiama la Repubblica Sociale Italiana.
Era meglio stare zitta.

Indirizzo

Via Hermada 8
Milan
20162

Orario di apertura

Mercoledì 09:00 - 12:00
Sabato 09:00 - 12:00

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