23/07/2025
Alla Regione Siciliana è andato in scena l’ennesimo fallimento di un centrodestra ormai allo sbando.
Con un voto segreto richiesto dal M5S, è stato bocciato l’articolo 3 del disegno di legge sui consorzi di bonifica, cuore della riforma voluta dal governo Schifani.
A determinare la bocciatura non è stata solo l’opposizione, che ha fatto il proprio dovere in modo compatto, ma anche almeno dieci franchi tiratori interni alla maggioranza, probabilmente in quota Forza Italia, oltre all’assenza strategica di alcuni deputati di Fratelli d’Italia.
Si trattava di un disegno di legge che avrebbe rappresentato un vero e proprio schiaffo ai creditori che da anni attendono di essere pagati e che non garantiva alcuna stabilità né tutele concrete ai lavoratori.
L’unico obiettivo era moltiplicare poltrone, creando altri quattro consorzi, e nascondere sotto il tappeto i debiti dei tredici consorzi esistenti.
Il risultato è stato l’affossamento di una riforma attesa da anni, con una maggioranza palesemente spaccata e un governo che non ha più né numeri né credibilità.
Nonostante tutto, il presidente Schifani insiste e tira dritto con una manovra da 345 milioni di euro, che rischia di subire lo stesso destino.
A chi oggi si lamenta del voto segreto, ricordiamo che se non hai paura dei franchi tiratori, non hai motivo di temere il voto segreto.
Se invece ti preoccupi di cosa possano fare i tuoi stessi deputati quando votano liberamente, allora il problema non è il regolamento: è la tua maggioranza che fa acqua da tutte le parti.
Il Movimento 5 Stelle continuerà a difendere la trasparenza, la buona politica e il diritto degli agricoltori a una gestione seria e sostenibile delle risorse idriche.
Questo governo regionale e questo centrodestra sono il problema, non il voto segreto.