19/08/2026
Missaglia merita di più.
Grazie a Viaggiare in Brianza per l’ottima presentazione della nostra Missaglia.
Questo post ci ricorda quante bellezze abbiamo: storia, ville, chiese, arte, cinema, sentieri e natura.
Serve una nuova amministrazione capace di valorizzarle davvero, con una strategia turistica fatta di percorsi, segnaletica, promozione digitale, eventi e collegamenti con Montevecchia, Meratese e Casatese.
Missaglia può diventare un vero polo turistico della Brianza, dando visibilità e lustro al nostro territorio.
Meno occasioni p***e, più idee e più promozione.
Diamo luce a Missaglia!
+++ NOBEL, VINO, STREET ART E CAFFÈ CON TOGNAZZI: BENVENUTI A MISSAGLIA +++
Tra la tomba dell’unico Premio Nobel per la Pace italiano, le scappatelle cinematografiche di Lattuada e i proverbi in dialetto che si palesano lungo un sentiero costellato di ulivi, Missaglia è molto più di un semplice paese immerso nel verde della Brianza lecchese.
Altri indizi? Un palazzo progettato da un eroe di El Alamein, un murale lungo cento metri e... ovviamente sì, i sentieri del Parco del Curone.
Mettetevi comodi e prendete appunti per una gita fuori porta inaspettata: oggi vi racconto che cosa fare e che cosa vedere lungo le strade e i boschi di Missaglia. Buon viaggio!
Paese della Brianza lecchese di quasi 9mila abitanti, Missaglia si trova al centro del distretto del Meratese e comprende le frazioni di Missaglia capoluogo, Bariano, Lomaniga, Molinata, Rengione, Missagliola, Contra, Ossola, Maresso e Valle Santa Croce. Proprio in quest’ultima località è situata la sorgente del torrente Molgoretta. Missaglia, inoltre, è attraversata dal torrente Lavandaia.
Di Missaglia, e più precisamente della frazione di Contra, è la Casa Vinicola Caldirola: un nome che suona familiare non solo agli esperti di vino, ma anche agli appassionati di ciclismo, visto che la Vini Caldirola è stata nei primi anni 2000 la squadra – tra gli altri – di Stefano Garzelli e Pavel Tonkov.
Che cosa vedere a Missaglia, allora? Vi consiglio di iniziare il vostro tour del paese da piazza Pio XII, dove sorge la Chiesa dei Santi Fermo e Rustico. Curiosamente priva di campanile (crollato nel 1942 e mai più ricostruito), fu progettata nel 1910 su progetto di Giovanni Barboglio e successivamente decorata con gli affreschi di Pierino Rossini.
Lasciandovi la facciata della chiesa alle spalle, raggiungete lo stop: girate a destra e poi subito a sinistra in via Butto. Percorrendo questa strada fino in fondo (vi attende una lunga passeggiata nel verde) vi ritroverete in via Cascina Pianina: allo stop girate a sinistra in via Manzoni e andate sempre dritto fino a quando non incrocerete sulla vostra sinistra la Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, in piazza Chiesa. Qui dal 1869 è ospitato un Crocefisso in legno che in precedenza era conservato nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.
Superata la chiesa, proseguite la passeggiata in via Milano. Giunti alla rotonda, davanti all’ingresso del cimitero potete osservare da vicino il Monumento ai Caduti di Maresso.
Alla rotonda svoltate a destra per proseguire lungo via Milano, percorrendo la pista ciclopedonale sulla sinistra. Dopo la curva, vi imbattete in un magnifico murale lungo 100 metri, con la rappresentazione di molteplici elementi vegetali: uno dei tanti esempi di street art in Brianza.
Ora ritornate verso la chiesa, continuate la vostra camminata in via Manzoni e girate a sinistra in via dei Mulini: percorretela fino in fondo (è una splendida strada immersa nel verde) per poi svoltare a destra in via Montello. Andando sempre dritto vi ritrovate in via Ernesto Teodoro Moneta, strada intitolata al solo italiano che abbia mai ottenuto il Premio Nobel per la Pace. Non è un’intitolazione casuale: in via Moneta 7, infatti, sorge Cascina Tegnoso, cioè Villa Moneta Caglio, la residenza in cui Moneta visse insieme con la moglie Ersilia Caglio. Il Premio Nobel, tra l’altro, era stato sindaco di Contra quando la località era ancora un Comune autonomo, prima che diventasse frazione di Missaglia.
Lasciandovi la villa sulla destra, incamminatevi lungo via Moneta e poi girate a destra in via San Bartolomeo, procedendo fino a quando sulla vostra destra non vedete la Chiesa di San Bartolomeo, risalente al XIX secolo.
Da qui, girate a sinistra e proseguite fino a raggiungere piazza Verdi, che accoglie al civico 3 Palazzo Sormani Andreani e, esattamente di fronte, Villa Melzi d’Eril.
Proseguite passeggiando lungo via Cesare Battisti, in fondo alla quale girerete a destra in via Marconi. Andate dritto e girate nella prima strada sulla sinistra, via della Misericordia, che vi conduce all’ex Convento di Santa Maria della Misericordia: potete osservarlo dall’incrocio tra via della Misericordia, via Foppa e via Europa o dal civico 25 di via della Misericordia. Costruito alla fine del Quattrocento, il complesso comprende una chiesa a navata unica con tre cappelle laterali e un piccolo campanile a vela privo di campana.
All’interno del convento furono girate alcune scene del film di Alberto Lattuada “Venga a prendere il caffè da noi” con protagonisti Ugo Tognazzi e Milena Vukotic: insomma, se siete appassionati di turismo cinematografico in Brianza, per voi è una meta quasi obbligata.
Ritornati all’inizio di via della Misericordia, girate a sinistra in via Marconi: andando dritto arrivate in piazza Cioja, dove potete ammirare la Chiesa di San Zenone. Edificata nel 1289, è in stile romanico e si trova di fianco al Monumento ai Caduti della Grande Guerra realizzato dallo scultore Giuseppe Mozzanica nel 1922.
Accanto alla Chiesa di San Zenone, in piazza Cioja 8, c’è la settecentesca Villa Caglio Cioja. Dopo aver ospitato un seminario dei salesiani, da diversi anni la struttura è vuota, ma mantiene immutato il proprio fascino, a dispetto degli evidenti segni del tempo che passa.
Lasciandovi la Chiesa di San Zenone sulla sinistra, imboccate via Vespucci e percorretela fino in fondo; oltrepassate la rotonda a fagiolo per incamminarvi in via Merlini. All’incrocio con piazzetta Teodolinda, sulla vostra destra, fermatevi a osservare l’opera “Venere Verde” di Davide Maccari.
Proseguite la vostra passeggiata in via Merlini e dopo pochi metri potete vedere un’altra opera di Maccari sulla vostra destra: si chiama “Alfabeto”, ed è stata realizzata in molera e pietra dorata.
Giunti all’incrocio con via Giovanni XXIII, trovate alla vostra sinistra l’ex Palazzo Municipale, oggi sede della biblioteca comunale. Fu costruito a cavallo tra il 1959 e il 1962; la prima pietra posata era un sasso proveniente dal Piave. Rivestito in marmi pregiati, l’edificio accoglie in cima quattro statue, che rappresentano le stagioni. Il progettista era Paolo Caccia Dominioni, ingegnere di famiglia nobile, ma anche militare (prese parte alla prima e alla seconda battaglia di El Alamein), partigiano e scrittore.
Davanti all’edificio è presente il Monumento ai Caduti di Missaglia.
Ai lati, altre due opere di Maccari: “Energie ascendenti” e “Stele”, entrambe in granito e marmo.
Ora imboccate via Giovanni XXIII, e dopo poche decine di metri entrate nel cimitero che trovate sulla vostra sinistra. Qui c’è, infatti, la tomba di Ernesto Teodoro Moneta.
L’epigrafe sotto il busto di Ernesto Teodoro Moneta all’interno della ca****la di famiglia recita: “Ernesto Teodoro Moneta[.] Pubblicista e primo maestro del giornalismo italiano[,] direttore del ‘Secolo’ e della ‘Vita Internazionale'[.] Aiutante di campo del generale Sirtori combatté da giovane per la patria[.] Tutta la maturità della mente tutto l’ardore della sua grande anima diede poi con incrollabile fede all’apostolato della pace fra le nazioni onde ebbe riconoscimento e gloria nel Premio Nobel. N. 20 settembre 1833 M. 10 febbraio 1918”.
Usciti dal cimitero, girate a destra in via Giovanni XXIII e, arrivati all’incrocio, andate a sinistra per osservare da vicino la Basilica di San Vittore, in piazza della Libertà. Costruita negli anni ’40 del XIX secolo su progetto di Giacomo Moraglia (architetto anche della Chiesa di San Giovanni Battista a Cernusco Lombardone e di Villa La Rovella a Carate Brianza), si sviluppa a croce latina e presenta un’importante cupola centrale.
Lasciandovi la basilica sulla destra, passate sotto i portici di via Garibaldi per girare a sinistra in via Cavour: da qui, andando dritto raggiungete piazza Sormani. La piazza accoglie al civico 2 Villa Sormani Marzorati Uva, con la trecentesca Ca****la di Santa Maria in Villa (o Santa Maria in Castro) in cui furono rinvenuti in passato reperti romani.
All’interno della villa – che può essere visitata con tour guidati durante manifestazioni come Ville Aperte – sono custoditi cimeli del periodo asburgico e risorgimentali, ma anche armi e divise storiche nella sala delle uniformi.
Ritornando indietro in via Cavour, svoltate a sinistra in via alle Valli: percorrendola fino in fondo, arrivate a vedere, accanto al civico 45, la Chiesa di Santa Croce, risalente al Duecento ma poi ricostruita tra il 1832 e il 1835.
Insomma, Missaglia è lì che vi aspetta con i suoi aneddoti succosi e i suoi paesaggi da cartolina. Ma non è tutto, perché devo ancora suggerirvi gli itinerari naturalistici che potete esplorare in paese, lungo i sentieri del Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone.
L’itinerario 5, per esempio, collega la frazione di Maresso con la stazione ferroviaria di Cernusco Lombardone, passando per il sentiero che costeggia le anse del Molgoretta. Potete imboccare il percorso dall’incrocio tra via San Francesco e via Madonnina.
L’itinerario 6, invece, attraversa la località Fornace, al centro della Valle Santa Croce, congiungendo Sirtori con Lomagna. Il sentiero segue la strada che affianca il Molgoretta, passando per la località Pianetta bassa e Lomaniga; a Pianetta bassa, comunque, potete anche decidere di deviare verso Pianetta alta e arrivare fino a Cascina Oliva, per poi scendere in direzione di Lomaniga. Il sentiero tra Cascina Fornace in Valle Santa Croce e la località Pianette è noto come “strada dei vagoncini“, poiché in passato veniva percorso dai camion che raggiungevano il vecchio cementificio di Lomaniga portando i blocchi di marna provenienti dalla cava della Bellesina. Volendo, potete osservare ciò che rimane del cementificio accedendovi da via degli Ulivi.
Proprio in Valle Santa Croce, in corrispondenza delle sorgenti della Molgoretta, avete l’opportunità di osservare l’habitat delle sorgenti petrificanti, con ruscelli in cui si verificano fenomeni di travertinizzazione. Non entro troppo nei dettagli, ma in sostanza la presenza di acqua corrente favorisce la formazione di travertini, cioè rocce porose che derivano dalla precipitazione del carbonato di calcio (cioè il calcare) di cui le acque sorgive sono ricche. A mano a mano che ci si allontana dalle sorgenti, il fenomeno si fa via via meno evidente.
L’itinerario 7, poi, unisce Missaglia con Cernusco Lombardone passando per la Valle Santa Croce, lungo il sentiero che inizia dalla Cappelletta Crippa. Potete imboccare il percorso dall’inizio di via alle Valli, all’incrocio con via Cavour.
Mentre percorrete questa strada, prestate attenzione alla vostra sinistra alle indicazioni per il Sentiero dei Roccoli e Cascina Selvatica. Se seguite questa deviazione e percorrete quella che è segnalata come “stradina degli ulivi”, vi imbattete dopo poco in una serie di pietre su cui sono incisi proverbi in dialetto locale. Il paesaggio è impreziosito dai filari di ulivi che si affacciano sul sentiero di accesso alla cascina.
L’itinerario 8, ancora, parte dalla frazione di Lomaniga per giungere a Beolco, a Olgiate Molgora. Dalla stradina che porta alla località Casarigo arrivate fino a Montevecchia alta, per poi proseguire. Potete imboccare il percorso da via Cascina Palazzina. Vi consiglio di lasciare la macchina nel parcheggio tra la SP 54 e via Leonardo da Vinci; poi per raggiungere l’imbocco del sentiero percorrete un pezzo di provinciale e svoltate a sinistra dopo via delle Rose.
L’itinerario 9, infine, porta da Missaglia a Montevecchia: dalla località Monte arrivate in Valle Santa Croce. Da qui raggiungete la strada provinciale Lissolo-Montevecchia che vi conduce nei boschi. Anche in questo caso, potete imboccare il percorso da via alle Valli.
Ricapitolando: natura incontaminata, set da film e l'unico pacifista italiano da Nobel. Missaglia ha tutte le carte in regola per diventare la vostra nuova gita fuori porta preferita!
Ora condividete questo post, e poi andate a godervi la Brianza. 🙂
[Nella foto: il Monumento ai Caduti della Grande Guerra di Missagliola]