27/05/2026
Figura iconica, forse di Oscar Wilde si conosce troppo poco.
Magari non tutti sanno che l’autore nato nel 1854 a Dublino in Irlanda, oltre al celeberrimo “Il ritratto di Dorian Gray” ha scritto anche diverse fiabe, tra cui “Il principe felice” o “Il gigante egoista”, pièce teatrali e racconti, oltre che acuti saggi su alcuni dei temi più spinosi del passato e ancora d’oggi.
Anche nelle opere più giovanili, come questi racconti scritti attorno al 1885, si ritrova tutta la raffinatezza e la sagacia dell’autore; pur utilizzando un linguaggio semplice e accessibile, racconta e affronta i temi con intelligenza, in uno stile pungente, pulito, ironico, che attraversa i secoli e che, anche a distanza nel tempo, ci parla, facendo riflettere su tematiche profonde come la società, la ricchezza e la povertà, gli obblighi morali imposti e la voglia di libertà, i pregiudizi e gli stereotipi.
Il racconto de “Il Fantasma di Canterville” e gli altri che lo accompagnano riescono a far ridere il lettore e anche a commuoverlo, tutto in poche pagine intense di personaggi, descrizioni, battute, eventi realisticamente surreali e colpi di scena. Una lettura davvero piacevole, leggera ma non superficiale che spinge il lettore a voler approfondire l’opera di questo irriverente ma mai volgare autore del passato.
Ri-Sguardi è una rubrica a cura del Gruppo di Lettura della biblioteca civica di Missaglia e di