Giovani Comunisti/e Modena

Giovani Comunisti/e Modena Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra Intelligenza. Agitatevi, perché avremo biso Organizzazione Politica, Giovanile, Comunista. A. Gramsci

Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro Entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra Forza.

11/05/2021

Liberare la Palestina, fermare abusi e violenze!

Negli ultimi giorni si stanno intensificando le violenze ai danni della popolazione palestinese per mano delle forze militari israeliane e di coloni e fanatici sionisti. Numerosi sono stati i casi di giovani palestinesi uccisi a sangue freddo in Cisgiordania. Tuttavia nelle ultime settimane è la questione di Sheikh Jarrah a tenere banco.

Sheikh Jarrah è un quartiere di Gerusalemme, nel quale dopo il primo conflitto arabo-israeliano del 1948, diverse famiglie palestinesi sfollate trovarono residenza. Dopo l'occupazione illegale di Gerusalemme (che dura tuttora) da parte di Israele nel 1967, lo Stato sionista si è dotato di una legge che permette agli ex profughi israeliani del 1948 di rivendicare i territori abitati dai palestinesi, anche oltre i confini segnati dall'ONU, se precedentemente abitati dai loro avi. La particolarità di questa legge è che non accoglie istanze dello stesso tipo se avanzate da ex profughi palestinesi, i quali avrebbero molte più ragioni e terre da rivendicare.

Sulla base di questa legge si è cercato a più riprese di sfrattare le famiglie palestinesi di Sheikh Jarrah. L'obiettivo è uno solo: colonizzare sempre più Gerusalemme Est e suggellare l'occupazione illegale della capitale palestinese. Dal 2 maggio il quartiere è sottoposto a continui attacchi da parte di coloni e sionisti, con il libero supporto dei militari israeliani.

Nella giornata di oggi diversi estremisti sionisti hanno lanciato le loro auto contro palestinesi inermi, mentre i militari israeliani hanno aggredito i palestinesi sulla spianata delle moschee provocando oltre 300 feriti. La situazione rischia di degenerare in un'escalation pericolosissima ma soprattutto dimostra ancora una volta il rifiuto di Israele di rispettare gli accordi internazionali e di garantire pace e libertà al popolo palestinese.

11/03/2021

Nonostante gli slogan di Donini i dati sulle vaccinazioni del personale scolastico nella nostra Regione illustrati dal Sole 24 Ore, pari al 26% dei lavoratori e delle lavoratrici, sono chiari: non si è voluta dare priorità alla scuola.

Nel frattempo il commercio e l'industria vanno avanti, spesso senza garantire il monitoraggio della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il diritto all'istruzione deve andare di pari passo col diritto alla salute!

Oggi siamo nelle piazze insieme a e ad altre forze politiche e sindacali per ribadire le nostre richieste alla Regione, chiedendo lo stop dei brevetti sui vaccini!

03/10/2020

COMPLICI E SOLIDALI CON I LAVORATORI INQUISITI!

Al corteo organizzato dai SI COBAS Modena in solidarietà ai lavoratori e lavoratrici di .

Domani saremo anche noi in piazza!
02/10/2020

Domani saremo anche noi in piazza!

PRC E GC ADERISCONO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 3 OTTOBRE

Nel silenzio delle istituzioni e delle forze politiche Modena sta andando incontro ad un maxi processo contro lavoratori, lavoratrici e sindacalisti Si Cobas impegnati in diverse vertenze lavorative che in questi anni hanno tenuto banco in città. Complessivamente a Modena in questo momento sono 452 le persone chiamate a rispondere del 'reato di sciopero', perché è di questo che stiamo parlando.

La messa sotto inchiesta di 120 tra lavoratori, sindacalisti Si Cobas e militanti per la vertenza Italpizza è solo l'ultimo episodio di un tentativo di criminalizzazione delle lotte per difendere i diritti dei lavoratori che dovrebbe allarmare chiunque si batte per garantire diritti e tutele al mondo del lavoro. I capi d'accusa, inoltre, sono appesantiti dai decreti sicurezza di Salvini che il governo del cambiamento si guarda bene dal modificare.

Mentre i lavoratori vengono colpiti nelle lotte che praticano ai padroni è consentito eludere legalmente le norme e i salari che la contrattualistica prevede per chi produce pizze o lavora la carne ricorrendo alla subdola forma di contratti di lavoro multiservizi dietro cui migliaia di lavoratori e lavoratrici, prevalentemente immigrati, lavorano in condizioni di sfruttamento indegne per un paese civile in cui non dovrebbe accadere che la Costituzione si fermi fuori dai cancelli delle fabbriche.

Rifondazione Comunista ha sostenuto la lotta di questi lavoratori e li sosterrà anche durante il procedimento giudiziario, perché le vertenze sindacali non possono essere trasformate in problemi di ordine pubblico e trasferite nelle aule dei tribunali.

Per sostenere i lavoratori e le lavoratrici contro la criminalizzazione di questa giusta lotta sabato 3 ottobre saremo in piazza a Modena accanto al sindacato Si Cobas.

Antonello Patta, Responsabile Lavoro, PRC-S.E.
Stefano Lugli, Segretario regionale Emilia-Romagna PRC-S.E.
Giovani Comunisti/e Emilia-Romagna

02/08/2020

Quarant’anni fa una bomba squarciava la sala d’attesa della Stazione di Bologna, il 2 agosto 1980, ancora oggi nella città tutti ricordano cosa stavano facendo quel giorno o hanno un parente che direttamente o indirettamente ricorda ancora quella mattinata soleggiata improvvisamente oscurata da...

31/07/2020

L'ORA DELLA VERITA'

Come sapete domenica 2 agosto non si terrà il tradizionale corteo che ogni anno le istituzioni promuovono da piazza Maggiore a piazza Medaglie d’oro in occasione della commemorazione della strage fascista alla stazione di Bologna.

Noi crediamo che sia una scelta sbagliata e che nel rispetto delle norme anti Covid-19 sia importante esserci e rendere omaggio come partito alle vittime delle strage fascista.

Il ritrovo per i compagni e le compagne di Rifondazione Comunista è per domenica 2 agosto in piazza Maggiore presso la fontana del Nettuno alle ore 8:30 con le bandiere del partito. A seguire ci incammineremo verso la stazione.

PRC e GC Emilia-Romagna

28/07/2020

UN CORTEO SI PUO' E SI DEVE FARE

Oggi più che mai è necessario mantenere vivo il ricordo delle vittime del terrorismo fascista, a 40 anni dalla strage di Bologna vediamo infatti come il neofascismo e la violenza razzista siano all'ordine del giorno in Italia e anche nella nostra città.

Proprio oggi in cui vengono fuori le trame oscure dietro la strage riteniamo insufficiente la proposta del Comune di far andare in pullman i parenti delle vittime alla stazione, senza alcun corteo.

Sono già state fatte manifestazioni pubbliche, anche di carattere nazionale, in tempi di Coronavirus, scendere in corteo da piazza Maggiore alla stazione centrale è possibile con le dovute precauzioni.

Bologna non dimentica.

24/06/2020

SOSTENIAMO I/LE COMPAGNI/E SOTTO PROCESSO!

Il nostro portale sponsorizza la raccolta fondi organizzata dai/dalle Giovani Comunisti/e di Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte a sostegno di alcuni/e compagni/e ingiustamente sotto processo o vittime di provvedimenti sanzionatori frutto delle ultime riforme repressive.

PER INFORMAZIONI E PER DONARE: http://www.laspina.red/2020/06/24/speselegaliattivisti/

L’ONDATA DI REPRESSIONE NELLE UNIVERSITA’ DEL NORD

Nell’ultimo anno nelle università del nord Italia si è assistita ad una ondata di repressione che ha coinvolto soprattutto attivisti antifascisti e ambientalisti, colpevoli di contestare le politiche di tolleranza dei movimenti neofascisti in università e la collaborazione degli atenei con le multinazionali del petrolio e del cemento. A seguito di ciò diversi compagni e compagne, soprattutto in Piemonte, Lombardia ed Emilia, hanno subito procedimenti penali a loro carico con le accuse più disparate, ciò al solo fine di ostacolare l’organizzazione del dissenso se non di spaventare gli studenti e le studentesse che si avvicinano alle tematiche discusse dalle realtà sociali universitarie, parificando il diritto di espressione del libero pensiero a un qualsiasi atto criminoso, in spregio alla Costituzione.

COSA E’ SUCCESSO A FOGGIA DOPO IL CORTEO DEL 6 DICEMBRE 2019

Dopo la manifestazione del 6 dicembre, durante la quale centinaia di lavoratori e lavoratrici delle campagne hanno congiuntamente manifestato a Foggia e a Gioia Tauro chiedendo al governo documenti, case e contratti, la macchina repressiva dello Stato si è mossa per sedare e criminalizzare chi quel giorno solidarizzava con i lavoratori e le lavoratrici. Ai 12 fogli di via già emessi da Foggia, Sansevero e Manfredonia oggi si sommano altri due da Rosarno, Reggio Calabria, San Ferdinando e Gioia Tauro. Questa volta le dinamiche repressive sono ancora più esplicite: le compagne e i compagni vengono descritti come pregiudicati e accusati di essere un’associazione a delinquere. Inoltre da quanto emerge dai fogli di via si nota, ancora una volta, la volontà di ostacolare le lotte nelle campagne, di dare la responsabilità delle rivolte, in una visione assai paternalista e razzista delle cose, agli italiani solidali e allo stesso tempo sedare la rabbia di chi è costretto a condizioni di vita inaccettabili e che si ribella autonomamente e liberamente per cambiarle. Ma la lotta non si arresta, le condizioni di vita di chi vive e lavora nelle campagne italiane continuano ad essere disumani, nonostante la sanatoria presentata dal governo.

21/05/2020

"Oggi chiediamo che nessuno compri frutta e verdura come segno di solidarietà ai lavoratori agricoli sfruttati". Questa è la richiesta che viene da Patrick Konde, sindacalista USB, tra gli organizzatori dello sciopero di oggi assieme ad Aboubakar Soumahoro. Lo sciopero di oggi raccoglie l'insoddisfazione che anche noi avevamo espresso qualche giorno fa a fronte del piano di regolarizzazione di lavoratori e lavoratrici straniere presentato dal governo.

Per sconfiggere la schiavitù dei campi non servono provvedimenti temporanei a bassa soglia di accessibilità. Serve un'inversione di paradigma perché è una questione di dignità e soprattutto di giustizia sociale. Non devono essere lavoratori e lavoratrici a sottostare alle regole del mercato e del profitto. Ieri celebravamo i cinquant'anni dall'approvazione dello Statuto dei lavoratori, "l'ingresso della Costituzione in fabbrica" si disse all'epoca. Oggi bisogna far entrare la Costituzione anche nei campi del caporalato e dello sfruttamento.


Vi aspettiamo domani!
15/05/2020

Vi aspettiamo domani!

Dopo l'emergenza la fase 2, alla luce della profonda crisi che ha avuto il nostro sistema politico-economico quali sono state le cause di tale crisi? Quali alternative mettere in campo nell'ambito politico, sociale, sanitario ed economico?
Ne parliamo con:
-Stefano Biffi, medico in formazione in malattie infettive;
-Claudia Candeloro, avvocata del lavoro;
-Emilio Robotti, avvocato esperto in diritto sanitario, Giuristi Democratici
-Lorenzo Falistocco, Esecutivo nazionale GC

Sarà possibile intervenire via internet per fare domande ai relatori scrivendo a [email protected] o inviando le domande alla stessa mail qualora impossibilitati ad intervenire in diretta.

Vi aspettiamo con tanti ospiti per fare il punto sulla situazione.
06/05/2020

Vi aspettiamo con tanti ospiti per fare il punto sulla situazione.

Come le amministrazioni locali, il sistema scolastico e quello universitario hanno affrontato la pandemia? Quali problemi? Quali questioni politiche si aprono nel nostro Paese all’avvio della fase 2? Ne parliamo con undici relatori tra amministratori locali, studenti medi e universitari, provenienti da Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna.

Potrete seguire la diretta dalla pagina Facebook Giovani Comunisti/e Emilia-Romagna e La Spina.

LINK ALL'EVENTO: https://www.facebook.com/events/229251655171356/

Indirizzo

Via Pio Donati, 40
Modena
41122

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