Accademia Nazionale Di Modena

Accademia Nazionale Di Modena L'Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti organizza conferenze ad ingresso libero e mette a dis A. Serenissima Rinaldo I Duca di Modena ecc.”. S.

Nata in seguito alla richiesta dei cittadini di Modena, che si presentarono agli inizi del 1600 ai conservatori del Comune per richiedere a gran voce che a Modena fosse restituita l'Università e fosse altresì istituita un'Accademia, rappresenta la continuazione ai giorni nostri dell'antica Accademia dei Dissonanti. Al primo progetto, intorno al 1680, si dice ad opera di un sacerdote della Congrega

zione della B.a Vergine e di S. Carlo, il teologo don Dario Sangiovanni, seguì una concentrazione organizzativa tra il 1681 e il 1683, quando si unirono al Sangiovanni, quali promotori, il marchese Bonifazio Rangoni, il conte Pirro Graziani e il francescano cartesiano Michelangiolo Fardella. Nel 1684-86 iniziò un'attività organica documentata costituita da adunanze e deliberazioni. Nel carteggio del Muratori, Dottore dell'Ambrosiana in Milano, troviamo fra le tante lettere della fine del Seicento, quelle di Gian Giacomo Tori, segretario dei Dissonanti, ricche di particolari interessanti. Si apprende ad esempio che l'8 Dicembre 1695, Rinaldo I, salito al Ducato in successione di Francesco II, ha conferito incarico al conte di Nogarola di rimettere in piedi l'Accademia dei Dissonanti e di curarne l'espansione. Si deduce che nel 1691 l'Accademia aveva le sue Costituzioni, che erano di pubblica ragione. Prima del 1682 l'Accademia molto probabilmente esisteva con la semplice denominazione di Accademia di Modena. Dopo che aveva iniziato la sua attività, essa discusse nelle riunioni del 21 Febbraio e del 13 Marzo 1684 delle costituzioni e dell'“Impresa” nonché della denominazione. Fra le varie proposte fu presentata anche quella di dotare l'Accademia di un simbolo che rappresentasse l'armonia nella varietà degli accordi. Perciò gli accademici di Modena furono detti 'Dissonanti' con il motto “Digerit in numerum dissonantes”. Nel centro dell'emblema un'aquila sovrasta una corona di alloro e fiancheggia rami di palma e le pende dal collo una cetra: il simbolo ricorda la tutela estense sulla istituzione. L'emblema originario fu poi modificato con l'inserzione delle prerogative ducali, ma quello che appare nella sala delle adunanze dell'Accademia l'antico emblema seicentesco nella forma primitiva. Nel cammino per la ricerca dell'atto costitutivo originario dell'Accademia di Modena ci si imbatte come primo documento nell'antico testo di “Leggi dell'Accademia de' Dissonanti di Modena di nuovo pubblicate sotto gli auspici di S. Quel testo fu edito in Modena per i tipi di Bartolomeo Soliani, nel 1731. Di quel documento non è venuto fino ad ora alla luce alcun esemplare, ma si deduce che questa doveva essere una seconda edizione. Alla data del 1731 l'Accademia viveva da circa cinquant'anni e l'inizio delle attività deve cadere nel 1680. I1 15 Dicembre 1780 l'Accademia si riunì infatti in solenne pubblica adunanza, in Corte, per celebrare il suo primo secolo di vita insieme alla salita al trono del Serenissimo Ercole III. La riunione commemorativa fu organizzata da uno storico e letterato di gran nome, Girolamo Tiraboschi, Socio dal 1771 della Ducale Accademia, Consigliere di S. dal Febbraio 1780, nonché Presidente della Ducale Biblioteca e della Galleria delle medaglie. Nell'occasione il Tiraboschi lesse una orazione: “Sulla Accademia dei Dissonanti e sull'altre che in Modena la precedettero”, poi pubblicata in un volume al quale contribuirono tutti gli accademici. L'esordio dell'Accademia al 1680 ebbe così una consacrazione ufficiale. Afferma il Tiraboschi nel suo discorso che la gloria di veder finalmente fondata un'Accademia spetti a Francesco II, Principe illuminato nel promuovere e coltivare le lettere. A Lui si deve la prima origine o il notevole accrescimento della Ducale Biblioteca, del Museo delle Antichità, la Galleria delle Pitture e la stessa pubblica Università. Questo evento realizza l'antica richiesta dei cittadini che fin dall'inizio del Seicento avevano reclamato l'istituzione di un'Accademia e la riattivazione dell'Università. Al progressivo cammino dell'Università presso la Congregazione della B.a Maria Vergine e di San Carlo, fino allo “Studio Pubblico”, con il concorso del Comune, seguì il parallelo sviluppo dell'Accademia. Nel 1731, in un preambolo degli Statuti, si asserisce che il Principe (Duca Rinaldo I) protegge l'Accademia di Modena e ne onora con la sovrana sua presenza le funzioni, e le Costituzioni del 1769, ritornando sullo stesso particolare dell'ospitalità in Corte, ricordano la concessione fatta da Francesco III nel 1752 del titolo di “Ducale” all'Accademia. Le Costituzioni del 1790 evocano nel preambolo le cerimonie centenarie dell'Accademia di dieci anni prima e, ai piedi delle Costituzioni, si legge il decreto ducale relativo alla protezione accordata in data 8 Luglio 1790. Nell'anno successivo, 15 Luglio 1791, furono diffusi altri dodici articoli in aggiunta alle Costituzioni per organizzare una Sezione di Scienze ad integrare l'attività dell'Accademia, fino ad allora attiva solo nel campo delle Lettere. In periodo napoleonico l'attività venne allargata anche alle arti meccaniche. Personaggi di rango e letterati di lontani paesi richiesero di essere aggregati. Inoltre l'Accademia dei Peloritani di Messina chiese di avviare corrispondenza con l'Accademia di Modena e nel 1728 seguì l'aggregazione fra le due Accademie. Ne fu artefice Ludovico Antonio Muratori. Negli statuti del 1817, 1826, 1841 il nome dell'Ente diviene: “Reale Accademia di Scienze Lettere e Arti”. Il titolo reale sostituisce quello ducale per le prerogative attribuite a Francesco IV d'Este, di Principe reale d'Ungheria e di Boemia, oltre che Duca di Modena. Il carattere statale dell'Ente si conferma con l'avvento del Regno d'Italia, con lo Statuto del 1860, e poi decisamente con gli statuti del 1910 e del 1934. Nella legislazione italiana ebbe costantemente un posto tra le primarie consorelle sottoposte alla disciplina governativa (fra le dieci reali accademie di prima categoria). La Commissione per la riforma dello Statuto ribadì, nel 1910, il carattere statale della Accademia come ente di alta cultura: dalla ispirazione e protezione governativa alla approvazione degli statuti, dal titolo premesso alla denominazione, agli assegni annui sul bilancio dello Stato, dalla procedura per le nomine dei soci che si conclude con decreti statali, all'inserzione dell'elenco degli aggregati nelle pubblicazioni ufficiali, alla inclusione dell'Accademia tra i pubblici stabilimenti alle dipendenze del Ministero della Pubblica Istruzione. Il 5 Marzo 1959, in concomitanza con l'approvazione del nuovo Statuto, all'Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Modena viene attribuito il titolo di Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti, con Decreto del Presidente della Repubblica.

26/03/2024

MODENA. «Grazie al lavoro e al supporto di tutti i nostri volontari, degli istituti scolastici e delle amministrazioni locali, anche quest’anno abbiamo allestito un palinsesto di aperture straordinarie di grande livello culturale». Vittorio Cavani, capo delegazione Fai Modena....

26/03/2024

MODENA. La storia di Palazzo Coccapani Rango d’Aragona, dove dal 1946 ha sede l’Accademia Nazionale delle Scienze, Lettere e Arti. Una visita alla sua scoperta in occasione delle Giornate Fai di Primavera. (Video di Luigi Esposito)

26/03/2024

Ringraziamo tutti coloro che partecipando alle 𝐺𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑡𝑒 𝐹𝐴𝐼 𝑑𝑖 𝑃𝑟𝑖𝑚𝑎𝑣𝑒𝑟𝑎 hanno visitato la sede dell'Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena.
Un ringraziamento va al FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano per l'organizzazione di queste due splendide giornate, agli studenti dell'𝙄𝙨𝙩𝙞𝙩𝙪𝙩𝙤 𝙙❜𝘼𝙧𝙩𝙚 ❞𝘼. 𝙑𝙚𝙣𝙩𝙪𝙧𝙞❞ 𝙙𝙞 𝙈𝙤𝙙𝙚𝙣𝙖, dell'𝙄𝙨𝙩𝙞𝙩𝙪𝙩𝙤 𝙙𝙞 𝙄𝙨𝙩𝙧𝙪𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙎𝙪𝙥𝙚𝙧𝙞𝙤𝙧𝙚 ❞𝙂. 𝙂𝙪𝙖𝙧𝙞𝙣𝙞❞ - 𝙈𝙤𝙙𝙚𝙣𝙖 e dell'𝙄𝙨𝙩𝙞𝙩𝙪𝙩𝙤 ❞𝙈𝙚𝙪𝙘𝙘𝙞❞ 𝙙𝙞 𝘾𝙖𝙧𝙥𝙞 che sono stati i nostri Ciceroni.
Una menzione speciale anche per Modena&Dintorni per il prezioso supporto e per le meravigliose foto.

Ricordiamo che chi volesse partecipare alle nostre conferenze, ad ingresso libero e gratuito, può richiedere di essere inserito nella nostra mailing list scrivendo a [email protected] oppure telefonando allo 059 225566.
Inoltre la Biblioteca dell'Accademia è a disposizione per la consultazione di volumi, previo appuntamento, scrivendo a [email protected] oppure telefonando allo 059 225566.

Ultime ore per poter visitare alcune delle sale di Palazzo Coccapani Rango d’Aragona, sede dell'Accademia, in occasione ...
24/03/2024

Ultime ore per poter visitare alcune delle sale di Palazzo Coccapani Rango d’Aragona, sede dell'Accademia, in occasione delle Giornate FAI di Primavera.
Vediamo chi riesce a ricordare in quale sala ha visto questo particolare...

Vi ricordiamo che oggi e domani, in occasione delle Giornate FAI di Primavera, è possibile visitare alcune delle sale de...
23/03/2024

Vi ricordiamo che oggi e domani, in occasione delle Giornate FAI di Primavera, è possibile visitare alcune delle sale del Palazzo Lorenzotti Rango d’Aragona Coccapani, sede dell'Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena.
Vediamo chi riesce a ricordare in quale sala ha visto questo particolare...

20/03/2024
📍 Accademia Nazionale Di ModenaC.so Vittorio Emanuele II, n° 59 - ModenaSala dei Presidenti🗓 Giovedì 7 dicembre 2023🕓 Or...
07/12/2023

📍 Accademia Nazionale Di Modena
C.so Vittorio Emanuele II, n° 59 - Modena
Sala dei Presidenti

🗓 Giovedì 7 dicembre 2023

🕓 Ore 17.00

📜 GRANDEZZE & MERAVIGLIE FESTIVAL MUSICALE ESTENSE
"NICOLÒ DELL'ABATE E L'INVENTIO DA MODENA ALLA CORTE DEI VALOIS"

🎤 Giulia Brusori (UNIBO)

🎧 per partecipare in streaming
https://meet.google.com/ndv-ejhi-jzn

Nel ricco panorama della storia dell’arte italiana, un artista dedito all’inventio fu certamente Nicolò dell’Abate: nato a Modena probabilmente nel 1509, fin dagli esordi della sua carriera fu particolarmente sensibile alla rielaborazione in pittura di temi letterari, miti, concetti filosofici. Oggetto della conferenza sarà proprio l’analisi della ricercata inventiva di Nicolò attraverso il rapporto con i committenti, le fonti scritte da essi proposte e, conseguentemente, le sue opere: una peculiare attenzione si rivolgerà ai disegni del maestro, fondamentali strumenti di elaborazione figurativa. La prima parte sarà dedicata alle realizzazioni italiane, demandategli nel sofisticato contesto culturale delle corti padane del tempo, mentre la seconda vedrà protagonista la corte di Francia, dove Nicolò si trasferì dal 1552 sino alla morte, nel 1571; in quest’ultima fase, si esaminerà il ruolo del pittore modenese all’interno di questa complessa officina artistica rispetto alla raffinata committenza dei regnanti, Enrico II, Caterina de’ Medici e Carlo IX.

📍 Accademia Nazionale Di Modena      C.so Vittorio Emanuele II, n° 59 - Modena      Sala dei Presidenti🗓   Giovedì 30 no...
29/11/2023

📍 Accademia Nazionale Di Modena
C.so Vittorio Emanuele II, n° 59 - Modena
Sala dei Presidenti

🗓 Giovedì 30 novembre 2023

🕓 Ore 17.00

📜 GRANDEZZE & MERAVIGLIE FESTIVAL MUSICALE ESTENSE
"IL SIGNIFICATO DELLA MERAVIGLIA NEL DECAMERON DI
GIOVANNI BOCCACCIO"

🎤 Elisabetta Menetti

🎧 per partecipare in streaming
https://meet.google.com/zih-mpbf-vdk

Il Decameron, che solitamente si lega ad una visione lieta e comica della vita, ha un inizio drammatico, terribile e spaventoso. La peste nera del 1348 sembra annullare tutto il mondo precedente, fondato sui valori antichi di cortesia e di onestà: tutto sembra annientato ed ai giovani sopravvissuti non resta che fuggire, per cercare altrove un mondo nuovo. Le novelle, che i dieci narratori si racconteranno durante il soggiorno nelle colline fiesolane, sono il modo, creativo e vitale, per reagire al trauma collettivo, per recuperare ciò che è stato perduto e per ricostruire il senso della meraviglia per la vita, attraverso le finzioni narrative.

Indirizzo

Corso Vittorio Emanuele II, N°59
Modena
41121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 16:00
Martedì 09:00 - 16:00
Mercoledì 09:00 - 16:00
Giovedì 09:00 - 16:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

059 225566

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