Cronache della Contea di Modica

Cronache della Contea di Modica Uno spazio di condivisione e informazione per approfondire e conoscere usi, costumi, tradizioni, arte e storia di quella che fu la Contea di Modica.

28/04/2026
23/04/2026

[La festa di San Giorgio 1953]

In questo meraviglioso video del 1953 realizzato da Giovanni Modica Scala, testimone della storia della città di Modica, possiamo ammirare l'antica e tradizionale festa del Santo Patrono lungo le strade di Modica Alta. I fedeli, il clero e la banda precedevano i carri allegorici in cui possiamo osservare San Giorgio davanti al Re e Santa Margherita e il drago.

Uno spaccato della storia di Modica che testimonia la grande fede del popolo modicano al Megalomartire Giorgio.

26/03/2026
Le chiese di Modica si dotano di totem digitali.Ieri sera abbiamo ricevuto, alla presenza dei parroci delle chiese di Sa...
26/03/2026

Le chiese di Modica si dotano di totem digitali.

Ieri sera abbiamo ricevuto, alla presenza dei parroci delle chiese di San Pietro Apostolo, Santa Maria di Betlem, Carmine, una delegazione dell'Inner Wheel Club di Ragusa Contea di Modica il quale ha donato tre totem digitali alle chiese che compongono il Cammino Mariano di Modica.

Una partnership, una sinergia positiva per il territorio che ha unito club, sponsor, associazioni e parrocchie.

L'acquisto si è reso possibile grazie al contributo della BCC di Pachino Agenzia di Modica, Bruno Euronics e Cappello Battaglia Group.

I totem, dotati della più recente tecnologia informatica, permetteranno di migliorare e ottimizzare l'accoglienza turistica nella prossima stagione estiva, potranno essere oggetto di progetti scolastici e fungere anche da infopoint per i fedeli in relazione agli avvisi e agli eventi religiosi.

Una donazione che aiuta concretamente ad ammodernare i luoghi sacri permettendoci di sfruttare al massimo le potenzialità delle nuove tecnologie.

Il nostro vivo ringraziamento a tutti i componenti dell'Inner Wheel Club di Ragusa Contea di Modica, in particolare nella persona del Presidente Prof.ssa Maria Agosta e agli sponsor.

innerwheelclubdiragusaconteadimodica

In questi giorni tantissimi di voi hanno visitato i Teleri del Carmine, tornati finalmente nel loro luogo naturale dopo ...
23/03/2026

In questi giorni tantissimi di voi hanno visitato i Teleri del Carmine, tornati finalmente nel loro luogo naturale dopo un luogo e attento restauro.

E proprio di questo parleremo in una due giorni di approfondimento su queste meravigliose opere d'arte.

Appuntamento a Venerdì 27 Marzo alle ore 19.30 con una catechesi quaresimale sulle raffigurazioni dei teleri curata da Don Antonio Sparacino parroco della Parrocchia S. Paolo Apostolo al Carmine - Modica

Sabato 28 Marzo alle ore 17.00
Dove approfondiremo la storia dei teleri e del loro restauro con le relatrici Prof.ssa Maria Terranova e Dott.ssa Gaetana Ascenzo

Qualche settimana fa, su invito della Diocesi di Noto, ho avuto il piacere di accompagnare, per una visita informale, Do...
15/03/2026

Qualche settimana fa, su invito della Diocesi di Noto, ho avuto il piacere di accompagnare, per una visita informale, Don Giuseppe Antoci, Direttore dell’Ufficio Diocesano per i beni culturali della Diocesi di Ragusa nonché Parroco del Duomo di San Giorgio di Ragusa Ibla.

E’ sempre un piacere incontrare Don Giuseppe, sacerdote dotato di una grande cultura e conoscenza dell’arte e della storia del nostro territorio, cui avevo già mostrato, in un precedente incontro, uno dei teleri, custodito nelle chiese del Cammino Mariano di Modica.

La visita ha interessato la Chiesa di Santa Margherita e, in particolare, il simulacro dell’Ecce Homo, custodito da secoli in questa antica chiesa del centro storico. Abbiamo avuto modo di verificare e approfondirne l’iconografia in relazione ad una statua similare che si trova presso il Duomo di San Giorgio a Ragusa e che da poco è stata restaurata.

[L’Ecce Homo di Santa Margherita: il Cristo sulla pietra fredda.]

All’interno della Chiesa di Santa Margherita, da poco riaperta ai fedeli, in una ca****la che immette nella navata centrale è custodito un pregevole simulacro rappresentante l’Ecce Homo, di fattura settecentesca, realizzato dallo sculture Suriati della “terra di Gulisano”.

La statua, secondo quanto si è scritto fin ora, rappresenta l'istante in cui Ponzio Pilato, prefetto della Giudea, presenta Gesù flagellato e umiliato alla folla, pronunciando appunto la frase latina riportata nel Vangelo di Giovanni (19,5).
Il simulacro doveva comporre, in passato, uno dei momenti della Settimana Santa a Modica.

Analizzando la statua si osserva che: la figura è ritratta in una posa seduta e raccolta, che trasmette un senso di spossatezza e abbandono. A differenza delle versioni in piedi, sottolinea l'aspetto della solitudine e della meditazione sul dolore.
La testa è inclinata verso destra, assecondando la linea delle spalle e creando una diagonale che guida l'occhio verso il basso mentre le mani sono legate da una corda vera, un dettaglio che rompe la barriera tra finzione artistica e realtà.

L'opera appartiene alla categoria delle statue polimateriche. L'uso di materiali diversi dal legno o dal gesso serviva a rendere il simulacro più "vivo". I capelli realizzati in fibra naturale conferiscono una trama realistica che va a contrastare con la durezza del corpo, i tessuti e la canna, che non sono scolpiti, sono oggetti reali danno volume e un forte contrasto cromatico.
Lo stile è marcatamente iperrealista. Per quanto riguarda il corpo, la pelle assume un colore pallido tipico di chi ha subito torture, le ferite della flagellazione sono rappresentate con rivoli di sangue che ci conducono alle tradizioni barocche della scuola napoletana o sp****la, dove il realismo crudo aveva lo scopo di suscitare una forte empatia nel fedele.

Tuttavia, la presenza di due elementi in questa statua ha suggerito una lettura più articolata e approfondita. Da una parte le ginocchia sanguinanti e scorticate, che più che alla tortura ci riportano alle tre cadute di Gesù durante la salita al Calvario, e dall’altra il dettaglio della pietra su cui è seduto.

Questi due elementi suggeriscono un'altra storia.
Un’antica devozione fiamminga riferisce al “Cristo seduto sulla Pietra fredda”. Siamo temporalmente nel XVI sec. nel contesto dei domini asburgici nell’Europa del nord e in particolare nei Paesi Bassi. Luoghi legati insieme, Paesi Bassi, Spagna e Sicilia da comuni regnanti.

Questa devozione, partita appunto dai paesi bassi, arrivò presto in Spagna e da li si espanse nei domini spagnoli in Italia e in Sicilia.

Il “Cristo seduto sulla Pietra fredda” rappresenta un momento di "pausa" durante la Passione, che si colloca idealmente tra la Flagellazione e la Crocifissione, e quindi coerente con ferite sulle ginocchia causate dalle cadute della salita al Calvario. E’ una delle espressioni più intime e malinconiche della devozione popolare. Mentre la Crocifissione rappresenta il sacrificio pubblico, il Cristo sulla Pietra Fredda rappresenta il momento dell'abbandono. È l'istante in cui Gesù, dopo essere stato flagellato e schernito (l'Ecce Homo), attende seduto, su una pietra, che venga preparata la croce. Rappresenta la "Notte Oscura" dell'anima: il dolore non è più solo fisico (sangue e ferite), ma psicologico. È l'attesa consapevole della morte in totale solitudine.

La "pietra" su cui siede non è un trono, ma un elemento di contrasto. La pietra è fredda come l'indifferenza degli uomini che lo circonda. Spesso Gesù è raffigurato quasi n**o sottolineando la sua vulnerabilità estrema. La posa rappresenta Gesù che "pensa" al destino dell'umanità proprio mentre l'umanità lo sta distruggendo.

Oggi questa devozione è presente ancora in alcune parti d’Italia, ma dobbiamo guardare alla pen*sola iberica ancora una volta per immedesimarci in quello che ha rappresentato questo simulacro nella nostra città. In Spagna la devozione ha assunto il nome di “Nuestro Jesus de la Humildad y Paciencia” e compone uno dei “troni” che vengono portati in processione durante la Settimana Santa, in particolare, di Malaga e di Cadice dove troviamo il simulacro del “Santissimo Cristo dell'Umiltà e della Pazienza”, scultura di Jacinto Pimentel (1637-1638).

Se il simulacro custodito all’interno della Chiesa di Santa Margherita rappresenti propriamente l’Ecce Homo o il Cristo sulla Pietra fredda è una certezza che potremmo avere solo studiando i numerosi documenti custoditi nelle chiese. Per adesso acquisiamo questa felice intuizione che ci aiuta a comprendere ancora di più la nostra storia e il nostro passato.

VP.

Alla scoperta, con gli studenti di Modica, della Chiesa del Carmine e dei teleri in un percorso di approfondimento che i...
11/03/2026

Alla scoperta, con gli studenti di Modica, della Chiesa del Carmine e dei teleri in un percorso di approfondimento che integra la didattica dell'ora di religione e altre discipline con sopralluoghi e visite nelle chiese di Modica.

Grazie alle iniziative messe in campo dalle Parrocchie di Modica insieme all'Ass. La via delle Collegiate proponiamo letture di catechesi delle opere d'arte che possano ampliare i saperi e sviluppare nuove abilità nei ragazzi, oltre alla riscoperta dei propri luoghi e della città.

Per l'occasione abbiamo voluto realizzare un itinerario di catechesi sui teleri esposti al Carmine durante tutta la quaresima con un focus particolare sull'Annunciazione, grandemente espressa dalla scultura del Gagini, che da sempre è stata devozione dell'Ordine Carmelitano. In foto il meraviglioso telerio che racconta il Getsemani dove è possibile osservare tutta l'umanità di Gesù nella prospettiva di quello che accadrà nella sua Passione.

Colgo l'occasione per ringraziare i docenti che hanno accompagnato gli studenti.

Sarà in esposizione per tutto il periodo di quaresima la grande Taledda del Duomo di San Giorgio a Modica. E’ un’opera m...
09/03/2026

Sarà in esposizione per tutto il periodo di quaresima la grande Taledda del Duomo di San Giorgio a Modica. E’ un’opera monumentale che copre l’altare maggiore quasi nella sua interezza. Rappresenta la Passione di Cristo, in particolare il momento della Crocifissione.

Opera realizzata da Pietro Quintavalle nel 1846. Più che rifarsi al passato sembra anticipare i tempi. Quasi una fusione tra il Periodo Blu di Picasso e una scena da film Noir con una luce radente che definisce solo i bordi e le creste dei volumi, lasciando il resto nel buio profondo (o nel blu profondo). L’affollamento è quasi totalizzante e la resa di alcuni dettagli anatomici ricorda quasi un’estetica futurista “congelata”, dove il movimento è suggerito dalla tensione delle linee piuttosto che dalla dinamica della scena.

La taledda di San Giorgio e i teleri del Carmine, due espressioni dello stesso soggetto iconografico che raccontano, ancora una volta, la grande poliedricità artistica del territorio ibleo.

Nella giornata dell'8 Marzo ricordiamo una grande donna modicana Girolama Lorefice Grimaldi. Concittadina di vivo ingegn...
08/03/2026

Nella giornata dell'8 Marzo ricordiamo una grande donna modicana Girolama Lorefice Grimaldi. Concittadina di vivo ingegno nota sin dalla gioventù per la viva intelligenza che seppe impiegare tanto nello studio quanto nella sua formazione di donna che non si abbandonò alle mollezze offerte dal benessere e dalle comodità della sua condizione sociale.

Non fu esibizionista, non amò conversazioni inutili e prive di contenuto ma impiegò il suo tempo per affinare le proprie conoscenze in un mondo in cui l'istruzione era esclusiva degli uomini.

Lo studio dei classici e l'amore per le lettere antiche fecero nascere in lei la passione per le cose "antiche" iniziando con impegno e passione a raccogliere e catalogare tutto quanto andava trovando di bello e di buono della civiltà greco-sicula.

Eccelse nella poesia seguita dal suo mentore e maestro Tommaso Campailla.

Il Renda ci dice che nei secoli XVII e XVIII la città di Modica potè annoverare numerose nobili donne che si dedicavano allo studio delle lettere, delle arti, della mitologia e della poesia.

In foto ritratto originale e riproposizione artistica di Girolama Grimaldi.

Ho sempre trovato la Chiesa di S. Maria di Betlem a Modica come una delle chiese più affascinanti di questa città. La su...
06/03/2026

Ho sempre trovato la Chiesa di S. Maria di Betlem a Modica come una delle chiese più affascinanti di questa città. La sua fondazione si perde nella notte dei tempi e racconta forse il primo vero tentativo di espandere la città verso Modica Bassa.

In accordo con il Prof. Rosario Nobile essa rappresenta uno dei grandi cantieri attivi nel cinquecento. Una grande costruzione che rappresentava la Contea nel suo periodo più florido e dinamico. Un momento della storia di questo nobile feudo di cui conosciamo pochissimo perchè il terremoto ne ha cancellato i segni e la memoria.

[Curiosità] La chiesa di S. Maria di Betlem rimase incompiuta nella sua facciata per più di tre secoli. Numerosi furono i tentativi di completamento ma per la maggior parte finirono nel fallimento perchè il secondo livello risultava troppo pesante e rischiava di far crollare la chiesa. Nel 1820, grazie ad uno "stratagemma architettonico" si riuscì a costruire il secondo livello creando questa eclettica fusione di un primo livello rinascimentale e il secondo livello neoclassico.

Indirizzo

Modica
97015

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