03/10/2026
𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐏𝐃 𝐌𝐨𝐥𝐟𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐯𝐨𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐚𝐫𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐬𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐦𝐚𝐭𝐚:
“𝑼𝒏𝒂 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒕𝒂 𝒓𝒆𝒔𝒑𝒐𝒏𝒔𝒂𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒕𝒖𝒕𝒆𝒍𝒂𝒓𝒆 𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒂𝒍𝒊 𝒆 𝒍’𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒆𝒔𝒔𝒆 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒐”
“È stata una scelta di grande responsabilità che ha evitato alla città un rischio finanziario enorme”.
È questa la conclusione cui è giunto il 𝐺𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑃𝑎𝑟𝑡𝑖𝑡𝑜 𝐷𝑒𝑚𝑜𝑐𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑀𝑜𝑙𝑓𝑒𝑡𝑡𝑎, guidato da Giulio Calvani e composto anche da Guglielmo Grosso e Vito Farinola, a seguito del lavoro di approfondimento condotto nei giorni scorsi sull’iter amministrativo che ha portato il Comune di Molfetta a revocare in autotutela tutti gli atti di gara relativi alla realizzazione della vasca di colmata sul lungomare, un’opera dall’enorme impatto ambientale e paesaggistico che avrebbe irrimediabilmente compromesso il watefront di levante, pregiudicando per sempre qualunque concreta possibilità di rilancio di una delle aree più significative della città.
“L’amministrazione guidata dal Sindaco Manuel Minervini – spiega il capogruppo Giulio Calvani – ha avuto il 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲, 𝗮𝗹𝗹’𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗼 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲, 𝘂𝗻 𝘁𝗿𝗲𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝗲𝘃𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝗿𝘂𝗽𝗼. Con l’aggiudicazione definitiva della gara, infatti, il Comune di Molfetta avrebbe pagato un prezzo altissimo, sotto tutti i punti di vista”.
La questione gira tutta attorno al 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗮𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝟯𝟭 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 per poter utilizzare il finanziamento di 6 milioni e 500.000 euro concesso dalla Regione Puglia per realizzare l’intervento. Come noto, il costo complessivo dell’opera era di 12,3 milioni di euro, coperto per più della metà con le risorse stanziate dalla Regione Puglia e per la restante parte dal Comune di Molfetta.
“In questi giorni – proseguono Giulio Calvani, Guglielmo Grosso e Vito Farinola – leggiamo una discussione surreale, su social e giornali locali, relativa alla presunta proroga che il Comune di Molfetta avrebbe potuto o, anzi, secondo alcuni, dovuto chiedere alla Regione Puglia, al fine di poter utilizzare il contributo ottenuto ben oltre il termine del 31 dicembre 2026. Questa tesi è del tutto infondata e ignora un dato di fatto fondamentale, di natura giuridica e finanziaria, prima ancora che politica: il finanziamento dell’intervento di cui stiamo parlando è riconducibile alle risorse del Programma Operativo Complementare (POC) Puglia 2014-2020. Ebbene, l’art. 242, comma 7, del decreto-legge n. 34/2020 stabilisce espressamente che 𝗹𝗮 𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗮𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗣𝗢𝗖 𝗲̀ 𝗳𝗶𝘀𝘀𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹 𝟯𝟭 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲. E in presenza di un termine stabilito da una fonte primaria (cioè dalla legge dello Stato) nessuna proroga avrebbe mai potuto essere concessa, con un provvedimento amministrativo, dalla Regione Puglia".
"Chi continua ad agitare il vessillo della proroga, pertanto, dimostra di non sapere di che parla perché racconta con grande superficialità alla città una realtà che non esiste. D’altro canto la stessa Regione Puglia, su esplicita richiesta del Comune, confermava, con una nota del 23 luglio scorso, che, per poter utilizzare il finanziamento di 6,5 milioni di euro concesso, l’opera doveva essere completata (e rendicontata) entro il 31 dicembre 2026. E dunque come si poteva mai pensare di completare la realizzazione di un’opera di quelle proporzioni, in pochi mesi, se la gara per l’affidamento era ferma alla proposta di aggiudicazione formulata ad aprile scorso? Anche se la gara fosse stata aggiudicata definitivamente, avrebbero dovuto poi essere svolte tutte le verifiche previste dalla legge e dal bando di gara, per non parlare della redazione del progetto esecutivo (entro 45 giorni dall’aggiudicazione) nel rispetto delle numerose prescrizioni indicate dalla Regione, e della effettiva realizzazione dei lavori per cui erano previsti ben 515 giorni, cioè più di un anno e mezzo. E tutto questo come poteva mai essere compatibile con un finanziamento che scade, per legge, il 31 dicembre 2026? La responsabilità non consiste nel procedere comunque, a ogni costo, in un progetto per il solo fatto che sia stato messo a bando, nonostante tutte le criticità rilevate, ma nel proteggere innanzitutto l’interesse della città e il bilancio comunale. Ed è quello che è stato fatto in questo caso”.
“Proseguire la gara in queste condizioni – spiegano i consiglieri comunali del Partito Democratico – avrebbe significato assumere il 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗶𝗻𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 e alla necessità di affrontare con risorse proprie un’opera dal valore complessivo di 12,3 milioni di euro che, a quel punto, non avrebbe più avuto copertura finanziaria e avrebbe gravato completamente sulle casse comunali. Un vero e proprio disastro. Una pubblica amministrazione responsabile non può ignorare questo rischio, né può trasformare l’incertezza sul finanziamento in un obbligo di procedere comunque, a qualunque costo, verso l’aggiudicazione e la stipula del contratto. 𝗟𝗮 𝗿𝗲𝘃𝗼𝗰𝗮 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮, 𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼, 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝘂𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗵𝗲. È da irresponsabili descriverla come una rinuncia al dragaggio o al completamento del nuovo porto. È, piuttosto, il passaggio necessario per evitare di vincolare l’amministrazione a un progetto già originariamente sconclusionato, che non risultava più neanche sostenibile sotto il profilo finanziario e temporale”.
“La nostra amministrazione comunale – continuano Calvani, Grosso e Farinola – intende 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗱𝗿𝗮𝗴𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘃𝗶𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗶𝗻 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗹’𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲, ma non era possibile conseguire questi risultati con una procedura che non avrebbe mai potuto essere terminata nei tempi imposti dal finanziamento regionale e che avrebbe esposto le casse comunali a un sicuro salasso. D’altro canto, per poter smaltire il materiale derivante dalle operazioni di dragaggio, sono già state individuate almeno 𝗱𝘂𝗲 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗮𝘀𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗺𝗮𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼𝗺𝗮𝗿𝗲, collocate all’interno del bacino portuale, che dovranno essere adeguatamente approfondite e verificate, ma che appaiono certamente meno impattanti e, soprattutto, 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼𝘀𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗮 𝗴𝗮𝗿𝗮, rafforzando ulteriormente la fondatezza e l'opportunità della decisione di procedere alla revoca della procedura”.
“Un’ultime considerazione di carattere politico ci deve essere consentita: la scelta di revocare la gara per la realizzazione della vasca di colmata al lungomare è stata un 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗮𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 Manuel Minervini sin dalla campagna elettorale, durante la quale questo tema è stato centrale. I cittadini, quindi, hanno votato anche su questo, dando un chiaro e preciso mandato che con senso di responsabilità e rispetto per la volontà popolare stiamo eseguendo.
𝗔𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗻𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀. Ora siamo già al lavoro per giungere presto, da un lato, ad approvare un nuovo progetto per il dragaggio del Porto e la gestione dei sedimenti e, dall’altro, per avviare 𝘂𝗻 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗿𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗟𝘂𝗻𝗴𝗼𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 che ci è stato lasciato in eredità in condizioni davvero molto critiche e che merita un restyling completo, all’altezza della sua rilevanza per la città”.
“Molfetta – concludono i consiglieri del Partito Democratico Giulio Calvani, Guglielmo Grosso e Vito Farinola – ha bisogno di 𝘀𝗲𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, non di polemiche costruite ad arte da chi si affanna a difendere progetti di fatto irrealizzabili. Noi siamo al lavoro per 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀. 𝗘 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗰𝗶 𝗿𝗶𝘂𝘀𝗰𝗶𝗿𝗲𝗺𝗼per, al fianco del Sindaco Manuel Minervini e di tutta la coalizione democratica e progressista di cui facciamo orgogliosamente parte”.