20/05/2026
La storia recente della Casa di riposo “Nevio Fabbri” ha la classica trama del film noir di genere: non si capisce quasi nulla, aspettando il colpo di scena finale.
L’attuale amministrazione, già nel 2024 in Consiglio comunale e poi nel 2025, aveva annunciato, non senza la solita faciloneria tipica di questi anni, l’uscita da ASP: cioè il gestore del nucleo in mano al pubblico. L’altro nucleo, accreditato, pur sempre dentro a un immobile pubblico, è gestito da due cooperative.
Come nella migliore tradizione degli annunci fatti senza sapere bene di cosa si parla, già alla fine del 2025 ci fu una prima inversione a U in autostrada: troppo stretti i tempi per individuare un gestore che subentrasse ad ASP dal 1º gennaio 2026 (serve una procedura di gara, non bastano pochi mesi: cosa che l’opposizione aveva già fatto notare in Consiglio Comunale).
Così si è tornati da ASP con il cappello in mano, implorandola di gestire il “suo” nucleo per tutto il 2026: ci si è arrivati tardi, quando ASP era già convinta di dover smobilitare in poche settimane, con gravi conseguenze sulla gestione e sul numero di ospiti della struttura (con conseguenze sull’equilibrio economico della struttura che ASP aveva grandemente migliorato nel triennio di gestione precedente, riducendo di molto la storica perdita del servizio).
Il film era quello della proroga ad ASP di un anno (il 2026), per dare il tempo al comune di individuare un nuovo gestore: solo che ormai siamo alla metà dell’anno e non e ancora partita la procedura (che sia una gara, un bando o un project) atta a individuare chi sostituirà ASP.
Sapendo bene quali sono i tempi connessi allo svolgimento di un procedimento così corposo, si rischia di ripetere la trama del 2025: il venir meno dei tempi necessari perché una nuova gestione possa entrare in essere dal 1º gennaio 2027. Intanto si naviga a vista: non si individua chi deve arrivare, lasciando la gestione a chi sa già che dovrà andarsene. In questo scenario garantire qualità del servizio per gli ospiti e certezze per gli operatori diventa molto più complicato.
Come finirà? Con un’altra proroga ad ASP? Non lo sappiamo. Certo il
trailer del film, in campagna elettorale, faceva intendere cose diverse: ovvero il ritorno (addirittura) ad una gestione diretta (comunale) della struttura. Adesso è tutto un altro film.
Ma i trailer sono fatti per vendere i biglietti: spesso poi quando si vede tutto il film si rimane delusi.