30/08/2026
Incontentabili? Forse. Ma anche un po’ smemorati
Mi fa molto piacere scoprire che il Sig. Andrea Martelli sia diventato così attento alle dinamiche dello sport molinellese e che non si limiti più soltanto a raccontare risultati, successi e vicende delle società e degli atleti del nostro territorio.
È certamente un bene. Peccato soltanto che questa improvvisa attenzione arrivi con almeno dodici anni di ritardo.
Perché la carenza di strutture sportive a Molinella non nasce oggi, non nasce un anno fa e, soprattutto, non nasce con questa Amministrazione.
Nell’articolo si parla, ad esempio, della demolizione dei campi da tennis e della conseguente scomparsa di questa disciplina dal nostro Comune, ricordando che solo ora stanno per essere realizzati due nuovi campi nel centro sportivo di via Romagne. Bene. Ma allora una domanda è inevitabile: dov’era tutta questa indignazione quando la precedente Amministrazione decise di spostare i campi da tennis, inserendoli nel progetto del futuro centro sportivo?
E dov’erano le critiche quando vennero presentati progetto e cronoprogramma di quei lavori?
Personalmente non ricordo articoli altrettanto severi. Forse, al contrario, scappò persino qualche “bravi”.
A questo punto faccio anche uno spoiler: probabilmente non leggeremo grandi polemiche nemmeno sul progetto di riqualificazione del giardino davanti al Municipio. E sapete perché? Perché anche in quel caso, come per altri interventi, l’attuale Giunta sta portando a compimento opere programmate dalla precedente Amministrazione.
Con una differenza: in alcuni casi siamo dovuti intervenire per migliorarle e renderle realmente funzionali.
È il caso proprio del nuovo centro sportivo. Se avessimo semplicemente lasciato il progetto così come lo avevamo trovato, oggi avremmo avuto un centro con un campo da calcio e un solo campo da tennis. E chi conosce minimamente la gestione e l’organizzazione dell’attività tennistica sa bene quanto sia limitante disporre di un unico campo.
Ma c’è di più: mancavano opere e pavimentazioni indispensabili, con conseguenze anche sulla possibilità di rendere concretamente utilizzabile e agibile il centro.
Questi particolari, però, sembrano interessare meno.
Martelli scrive anche che, quando il Comune rinuncia al proprio ruolo di indirizzo e controllo, il risultato è una “guerra tra poveri” fra le società sportive. È una tesi legittima. Ma per giudicare le scelte di un'Amministrazione bisognerebbe raccontare anche le condizioni nelle quali quell'Amministrazione si è trovata ad operare.
Ed è proprio questo il grande assente dell’articolo: le cause.
Perché è molto semplice fotografare gli effetti di oggi dimenticando ciò che li ha prodotti ieri.
Questa Amministrazione si è trovata ad affrontare una situazione finanziaria che ha portato il Comune a sfiorare il commissariamento, insieme alla gravissima situazione di Molinella Futura, da 4 anni in default e con circa 6 milioni di euro di debiti.
Non sono dettagli. Sono il contesto senza il quale qualsiasi ricostruzione diventa inevitabilmente parziale.
E le azioni intraprese per affrontare quella situazione non sono state fatte contro lo sport molinellese. Esattamente il contrario: sono state fatte anche per tutelarlo.
Perché se fossimo arrivati al commissariamento, per riportare i conti in equilibrio qualcuno avrebbe dovuto tagliare. E quando un ente deve intervenire drasticamente sulla spesa, sport e cultura sono inevitabilmente tra i settori più esposti.
Chi pensa che sia un'esagerazione può guardare cosa è accaduto in altri Comuni che hanno attraversato situazioni analoghe, ad esempio San Pietro in Casale.
Oggi, dopo aver presentato alla Corte dei Conti un percorso serio e credibile e dopo avere allontanato quel pericolo, improvvisamente il dibattito diventa: “Non avete fatto”.
Benissimo. Allora facciamola tutta, questa discussione.
Dove eravate dieci anni fa?
Dove erano gli editoriali indignati quando per anni nello sport molinellese non si investiva abbastanza né nella crescita delle strutture né, soprattutto, nella loro manutenzione?
Perché gli impianti non diventano vecchi in dodici mesi.
E questo ci porta inevitabilmente alla piscina, alla quale è dedicata gran parte dell’articolo. Martelli ricorda che la struttura venne chiusa il 31 agosto 2025 perché definita “fatiscente”, “vetusta” e “ammalorata” e oggi ironizza sulla possibilità della sua riapertura. Si domanda inoltre come possa essere nuovamente utilizzabile senza che siano stati realizzati i due milioni di euro di interventi ipotizzati.
La piscina chiusa è un problema. Nessuno lo nega.
Si possono anche deridere i nostri tentativi di trovare una soluzione. Fa parte del confronto politico e amministrativo e non ci sottraiamo certo alle critiche.
Ma una domanda resta.
Quando quella piscina era aperta, ma era fredda, sporca e presentava problemi che gli utenti denunciavano, dov'erano tutti?
Perché i frequentatori parlavano. Alcuni, stanchi della situazione, avevano persino scelto di rivolgersi ad altre strutture.
Eppure non ricordo allora la stessa campagna, la stessa attenzione, gli stessi toni da parte del Due Caffè.
Perché?
È questo che dispiace leggendo gli ultimi interventi del Sig. Martelli. I suoi articoli stanno assumendo sempre più i contorni di una critica politica all'Amministrazione, seppure confezionata con il consueto tono ironico e sarcastico.
Naturalmente è liberissimo di farlo. Quello che sorprende è che utilizzi una pagina come Il Due Caffè per queste esternazioni. Non ricordavo che quella testata avesse assunto una simile connotazione politica.
Se questa è la nuova linea editoriale, basta saperlo.
Perché l'impressione è che si stia adottando un metodo che conosciamo bene nel dibattito politico locale: raccontare gli effetti dimenticandosi sistematicamente delle cause; chiedere oggi perché mancano strutture senza domandarsi perché non siano state realizzate o adeguatamente mantenute negli anni precedenti; attribuire all'Amministrazione attuale problemi ereditati da lontano e pretendere che vengano risolti in pochi mesi.
Noi non sosteniamo di avere risolto tutto.
Sappiamo perfettamente che lo sport molinellese ha bisogno di strutture, investimenti, programmazione e certezze. Su quest'ultimo punto, peraltro, possiamo persino concordare con Martelli quando scrive che il nuoto agonistico ha bisogno di programmazione e certezze.
Ma proprio perché servono serietà e programmazione, occorre anche avere memoria.
Non si può iniziare il racconto nel giugno 2024 come se prima ci fosse una pagina bianca.
Le difficoltà dello sport molinellese vengono da lontano. Questa Amministrazione se ne è assunta la responsabilità, anche quando sarebbe stato molto più comodo limitarsi a dire: “Non è colpa nostra”.
Stiamo cercando soluzioni, completando opere ereditate, correggendo progetti dove necessario, rimettendo in sicurezza i conti e tentando di restituire prospettive alle società sportive.
Saremo giudicati sui risultati. È giusto che sia così.
Ma se vogliamo discutere seriamente dello sport molinellese, discutiamone dal primo capitolo, non soltanto dalle ultime pagine.
Altrimenti più che informazione rischia di diventare opposizione politica.
E per fare opposizione, fortunatamente, a Molinella esistono già partiti e consiglieri comunali.
Sindaco di Molinella 2024
Consapevole delle sfide che la nostra comunità dovrà affrontare, mi sono messo in gioco fiducioso che possiamo superarle e costruire un Comune ancora più prospero e inclusivo.