28/05/2026
È Giovanni Mastrobuoni il nuovo segretario del Partito Democratico di Monfalcone, eletto ieri sera all’unanimità dall’assemblea degli iscritti.
Nella sua relazione il neosegretario ha tracciato le linee per il rilancio del Partito in città dopo la dura sconfitta elettorale.
Il partito si va rinnovando con una nuova segreteria e vuole riprendere, da subito, un dialogo con la città e riannodare quei fili che si sono persi negli ultimi anni.
Monfalcone non merita chi oggi la governa, incompetenti, buoni a darsi bei voti da soli a descrivere una città in preda alla paura e alla violenza. Monfalcone produce molta ricchezza per tutta la Regione, ospita una delle più grandi aziende italiana, ma ha problemi rilevanti che si possono risolvere solo con l’impegno e la collaborazione di tutti, senza demagogia, senza seminare odio, senza pensare solo alle proprie carriere politiche.
Sul piano programmatico si lavorerà per cercare di avviare il tavolo di confronto con Governo, Regione, Comune e Fincantieri per dare alla città le risorse di cui ha bisogno; quel tavolo che la destra non vuole o non è in grado di mettere in piedi. Il Pd è pronto a collaborare con tutti: crediamo che la proposta di uno studio approfondito sulla realtà cittadina e le possibili soluzioni ai suoi problemi sia una proposta utile, ma registriamo che chi ci governa ha già detto di no. In fondo, alla destra non interessa risolvere i problemi, ma preferisce lasciarli incancrenire per speculare e raccattare qualche voto.
Vogliamo rilanciare l’alleanza dí centrosinistra per scrivere, da subito e insieme, il programma per il futuro della città. Un futuro che vogliamo costruire con le associazioni, i rioni, chi produce, fa cultura e ama questo luogo. Un programma che guardi ai bisogni sociali, sanitari, educativi delle persone, che sia attento all’ambiente e si muova concretamente per l’integrazione di tutti. Su questo punto non ci possono essere ambiguità: chi vive in città, lavora, paga le tasse, rispetta le leggi e la Costituzione è un cittadino a pieno titolo e non deve subire alcun tipo di discriminazione per la religione o il colore della pelle.
Alcune battaglie da subito vanno rilanciate, come quella per il salario minimo, fondamentale in una realtà di lavoro povero come la nostra, per rafforzare i servizi sanitari alle persone, per l’integrazione e il sostegno alle nostre scuole, per ravvivare una rete commerciale che arranca faticosamente.
Pensiamo a una Monfalcone che dia opportunità ai giovani, sicurezza agli anziani e si lasci alle spalle questi anni di tensioni e rancori.
Sappiamo che non possiamo farlo da soli, ma sappiamo anche che tanti sono i monfalconesi di buona volontà e che vogliamo coinvolgere.
Abbiamo fatto un altro passo avanti, continueremo a lavorare per una città migliore, più giusta e di tutti.