19/07/2026
Trentaquattro anni fa, la strage di Via D'Amelio spezzava le vite del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Oggi, come Consulta Giovanile del Comune di Monreale, vogliamo ricordare il loro sacrificio non come un semplice anniversario, ma come un faro per il nostro futuro.
In occasione di questa ricorrenza, siamo orgogliosi di dare il via a una prestigiosa collaborazione con il maestro Gaetano Porcasi, un artista che ha fatto della pittura un'arma di impegno civile e di denuncia contro la criminalità organizzata.
Il maestro ha condiviso con noi una sua straordinaria opera inedita, mai esposta pubblicamente, dedicata proprio al giudice Borsellino. Si tratta di un olio su tela intitolato “Il grande depistaggio italiano”
"Nel quadro - afferma l’artista siciliano Gaetano Porcasi - si evince la data del depistaggio di Paolo, il 1992 anno dell'attentato. Poi il 52, gli anni di Paolo, e quel maledetto 19, una cifra che ricorre come un cupo disegno del destino, legando il giorno della sua nascita (19 gennaio) a quello della strage (19 luglio).
Sulla tela si nota una poltrona vellutata di colore rosso, che simboleggia la poltrona del potere, affiancata da una scacchiera, simbolo del gioco perverso tra Stato e anti-Stato. C'è un movimento di cravatte che vanno verso ogni direzione, colletti bianchi sporchi di sangue. In alto a destra, un volto si trasforma: ha i denti di un animale ma lo sguardo di un pagliaccio. Rappresenta l'ignoto, l'oscurità, il mandante.
Questo quadro racconta la confusione generata dai depistaggi per non fare arrivare mai all'unico vero obiettivo: la Verità. Come tutte le mie opere, vuole mostrare attraverso allegorie come la mafia, i corrotti e i corruttori non facciano sconti alle persone perbene che vogliono cambiare i giochi di potere a favore della collettività, per una società trasparente che ha voglia di riscatto.”
Questo è solo il primo passo di un percorso comune. In futuro, la Consulta Giovanile aprirà ufficialmente una mostra dedicata alle opere di Gaetano Porcasi, per permettere a tutta la cittadinanza, e soprattutto ai ragazzi, di toccare con mano la forza dell'arte della legalità.
A noi giovani di Monreale spetta il compito più importante: raccogliere il testimone di Paolo Borsellino. Per la nostra città non si tratta solo di un dovere morale, ma di un legame profondo: il giudice Borsellino ha lavorato proprio qui, tra le strade e le aule della Pretura di Monreale, spendendosi in prima persona per la nostra comunità.
Le sue idee ora devono camminare sulle nostre gambe. Scegliere da che parte stare è una responsabilità di ogni giorno, nelle piccole e nelle grandi azioni.
Scegliamo la trasparenza. Scegliamo la cultura. Scegliamo sempre lo Stato, non la mafia.