01/05/2019
Abbiamo bisogno di novità politiche, novità non a parole ma nei fatti, nelle persone e nei metodi.
E come si costruiscono le novità?
Si costruiscono con il coraggio di scegliere una strada diversa.
E questo è importante sottolinearlo, in un contesto —quello sardo— dove c'è moltissimo timore di cambiare per davvero. Cambiare vuol dire rinunciare alla strada conosciuta del centro sinistra, quella che non ha portato da nessuna parte, se non a delusioni cocenti che si sono stratificate nel tempo. Vuol dire scegliere di non rinunciare a una visione audace, radicale, e costruirla con umiltà e coerenza.
Oggi, in Sardegna, il progetto politico di rinnovamento passa per mettere insieme una visione di crescita della propria comunità, come coscienza nazionale e capacità di autogoverno, e unirla ad una prospettiva di giustizia ecologica e sociale, che cerchi cioè di correggere tutte le storture di una economia sbagliata, di una società spremuta e abbandonata, di una cultura dominante superficiale e asservita, a cui si resiste con l'unica arma che ci rimane: la cultura e la partecipazione.
Autodeterminazione, ecologia sociale, radicalità democratica: questa è la triade che costituisce la novità politica in Sardegna, che non ci verrà data da nessuno degli schieramenti in campo, e che siamo noi a dover proporre alla società: con la testimonianza personale e, ovunque sia possibile, con una proposta politica.
Come a Sassari, per esempio. Con persone come Marilena Budroni, disarmante non solo nel sorriso ma nelle cose che dice, e nel come le dice e le fa. Lei è una bellissima portavoce della novità.
Marilena Budroni Sindaca di Sassari