28/04/2026
In merito all’adesione del nostro comune al progetto SAI promosso del Comune di Atena Lucana quale capofila, 𝐭𝐨𝐜𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐫𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐟𝐚𝐥𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐥 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞.
A scanso di equivoci e per la serietà che contraddistingue l’operato di questa Amministrazione è opportuno precisare che il Decreto del Ministero dell’Interno 18 novembre 2019 stabilisce che i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti possono accogliere un numero massimo di 15 beneficiari nell’ambito del Sistema SAI.
Il progetto SAI del Comune di Atena Lucana, al quale il Comune di Monte San Giacomo, insieme a numerosi altri comuni ha aderito, 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐧𝐮𝐜𝐥𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐭𝐢 , 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢. I nuclei familiari rappresentano una componente stabile e integrata, che favorisce dinamiche positive di convivenza, inclusione sociale e partecipazione alla vita comunitaria.
Le strutture saranno individuate nel rispetto del modello previsto dal Sistema SAI, che privilegia soluzioni abitative integrate nel contesto urbano, 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐒𝐄 𝐜𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐟𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐬𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐜𝐨𝐦𝐞𝐬𝐢.
Ed infatti, al fine di garantire trasparenza e correttezza nelle procedure si provvederà alla 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑎𝑣𝑣𝑖𝑠𝑜 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑜 per il reperimento di eventuali unità abitative, rivolto ai proprietari di immobili presenti nel territorio comunale.
𝑃𝑒𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑙’𝑎𝑐𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑎𝑟𝑎̀ 𝑠𝑢𝑏𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑒𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑛𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑣𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑖𝑚𝑚𝑜𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑑𝑎 𝑖𝑛𝑠𝑒𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑐𝑖𝑟𝑐𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑐𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎.
𝙉𝙚𝙨𝙨𝙪𝙣 𝙚𝙙𝙞𝙛𝙞𝙘𝙞𝙤 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙤, 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙘𝙝𝙞𝙖𝙘𝙘𝙝𝙞𝙚𝙧𝙚 𝙙𝙖 𝙗𝙖𝙧 𝙚̀ 𝙨𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙙𝙞𝙛𝙛𝙪𝙨𝙤, 𝙨𝙖𝙧𝙖̀ 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙚𝙨𝙨𝙖𝙩𝙤.
Le famiglie eventualmente accolte saranno accompagnate da una équipe multidisciplinare qualificata (assistenti sociali, educatori, mediatori culturali, operatori legali), che curerà percorsi personalizzati finalizzati a all’inclusione sociale e lavorativa, all’accesso ai servizi territoriali e all’autonomia abitativa e relazionale.
NON SI TRATTEREBBE PERCIÒ di PERICOLOSI clandestini , ma di 𝐅𝐀𝐌𝐈𝐆𝐋𝐈𝐄 che fanno parte di un PERCORSO, individuate e seguite a monte dal Ministero.
Il progetto cui il Comune a Monte San Giacomo ha aderito è finanziato esclusivamente con fondi statali.
La gestione del progetto di accoglienza sarà affidata dal comune capofila ad un ente gestore selezionato mediante procedura ad evidenza pubblica e soggetto al controllo del Servizio centrale del Ministero dell’Interno pertanto al comune non è richiesto nessun onere a carico del bilancio comunale.
Esperienze analoghe sono già attive in quasi tutti i Comuni del Vallo di Diano e hanno prodotto risultati positivi in termini di integrazione e coesione sociale.
Inoltre 𝐞̀ 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐨𝐬𝐨 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐯𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐮𝐧 𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐧𝐚𝐭𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀, 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐦𝐢𝐧𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚.
I progetti di accoglienza possono rappresentare anche un utile strumento per favorire 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑙𝑎𝑠𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑀𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑆𝑎𝑛 𝐺𝑖𝑎𝑐𝑜𝑚𝑜 𝑒 𝑠𝑐𝑜𝑛𝑔𝑖𝑢𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑓𝑢𝑡𝑢𝑟𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑢𝑠𝑢𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑢𝑐𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑡𝑒𝑣𝑜𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑚𝑖𝑛𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑖.
Negli anni scorsi la nostra comunità scolastica, grazie alla presenza di giovani rumeni e poi ucraini, ha resistito a possibili chiusure.
È anche superfluo sottolineare il fatto che 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐒𝐚𝐧 𝐆𝐢𝐚𝐜𝐨𝐦𝐨 𝐡𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨.
𝐼 𝑠𝑎𝑛𝑔𝑖𝑎𝑐𝑜𝑚𝑒𝑠𝑖 𝑛𝑒𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑠𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑑𝑑𝑖𝑠𝑡𝑖𝑛𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒𝑠𝑡𝑒𝑟𝑒.
𝐿𝑜 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑖𝑚𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑚𝑖𝑐𝑖 𝑟𝑢𝑚𝑒𝑛𝑖 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑎 𝑀𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑆𝑎𝑛 𝐺𝑖𝑎𝑐𝑜𝑚𝑜, 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑛𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑖 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑎𝑚𝑖𝑐𝑖 𝑎𝑟𝑔𝑒𝑛𝑡𝑖𝑛𝑖 𝑒 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎𝑛𝑖 𝑒 𝑠𝑎𝑛𝑔𝑖𝑎𝑐𝑜𝑚𝑒𝑠𝑖.
Molti di questi oggi rappresentano un valore aggiunto per la nostra comunità, partecipando attivamente anche alla vita associativa.
Così come va detto che molti nostri compaesani si sono affermati nelle comunità in cui si sono trasferiti, talvolta vivendo, a causa dell’ignoranza e dell’intolleranza di pochi, anche discriminazioni.
𝐋’𝐢𝐧𝐯𝐢𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐠𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐚𝐠𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐮 𝐭𝐞𝐦𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐥’𝐞𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐥’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚.
𝐶𝑖 𝑠𝑎𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑢𝑛 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑔𝑔𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑒𝑟𝑖𝑜, 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑎𝑏𝑜𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑛𝑜𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑙’𝑒𝑛𝑛𝑒𝑠𝑖𝑚𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑖 𝑓𝑖𝑛𝑖 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑖 𝑠𝑢 𝑢𝑛 𝑡𝑒𝑚𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑙’𝑎𝑐𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎.
𝐀𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐦𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞.
La vera miseria umana è trovare nell’immigrato un nemico comune e provare ad aizzare la rabbia della nostra comunità contro quelli che povertà e guerra hanno trasformato nei nuovi ultimi.