20/03/2026
Una comunità che si incontra, ascolta, si interroga. È da qui che riparte la forza della democrazia.
L’incontro conclusivo della campagna referendaria è stato il punto di arrivo di un percorso condiviso, fatto di partecipazione autentica e di un rinnovato senso civico. Un momento in cui voci autorevoli e cittadine e cittadini si sono ritrovati per riflettere insieme su ciò che è davvero in gioco.
Dal confronto con gli importanti relatore della serata - l'avvocato Girolamo Arciuolo, la Sindaca di Bovino Stefania Russo, l'Assessore regionale Raffaele Piemontese e il Procuratore Ludovico Vaccaro, moderati dall'Assessore di Monte Sant'Angelo Giovanni Vergura - è emersa con chiarezza una convinzione: questa riforma non migliora la giustizia. Non rende i processi più rapidi, né più efficienti. Al contrario, rischia di delegittimare la magistratura e di alterare quell’equilibrio tra poteri che è alla base della nostra democrazia.
Il timore è concreto: una magistratura più esposta al potere politico, meno autonoma, meno libera di perseguire la verità.
E mentre i veri problemi restano irrisolti — carenza di organici nei tribunali, necessità di maggiori risorse per le forze dell’ordine, presidio dei territori — si interviene sulla Costituzione senza confronto, con un testo blindato e approvato senza possibilità di modifica parlamentare.
È in questo quadro che il NO assume un valore ancora più forte.
Dire NO significa difendere i diritti dei cittadini. Significa proteggere l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Significa impedire che si apra una deriva pericolosa, dove l’assenza di contrappesi può mettere a rischio la qualità stessa della nostra democrazia.
La partecipazione che abbiamo visto in queste settimane è un segnale importante: il tessuto sociale si è risvegliato, ha scelto di non restare indifferente.
Ora è il momento di compiere l’ultimo passo.
Andiamo a votare. Facciamolo con consapevolezza.
Votiamo NO, per difendere la Costituzione, i diritti e l’equilibrio democratico del nostro Paese.