Museo 1914-1945

Museo 1914-1945 La pagina ufficiale del Museo 1914-1945 di Montecchio Maggiore.
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Il Museo Civico delle Forze Armate 1914-1945 si prefigge di
incentivare la conoscenza della Storia delle Forze Armate e dei fatti accaduti tra il 1914 ed il 1945, promuovendo adeguate iniziative, incentivando e sviluppando la ricerca storica, organizzando e dirigendo studi, convegni ed esposizioni.

"Quei morti fanno paura, perché troppo umani.I soldati si avvicinano e guardano i primi caduti con un senso di orrore ed...
08/06/2026

"Quei morti fanno paura, perché troppo umani.
I soldati si avvicinano e guardano i primi caduti con un senso di orrore ed ingenuità: la guerra è la guerra; si sa, bisogna morire, se occorre.
Ma la morte? chi ci aveva parlato della morte?
Quei corpi contorti, quei visi sfigurati, quegli occhi di gente che non voleva morire, chi li ha ridotti così?
Chi? La morte?
Ma questa morte, questa che gli uomini hanno inventato, e che spezza, distrugge, brucia e sfigura uomini e cose terrestri, noi sappiamo che è una maledizione.
Dio l’ha maledetta, Dio che è morto soffrendo.
Noi non vogliamo morire così".

Gadda

07/06/2026

Lo SPA TM40 dove TM sta per Trattrice Media (in realtà un vero e proprio trattore pesante) fu uno dei veicoli più riusciti tra quelli impiegati da Regio Esercito.

Eccolo in movimento!

Vi ricordiamo che domani, come ogni prima domenica del mese il Museo sarà aperto anche al pomeriggio!!Vi aspettiamo!
06/06/2026

Vi ricordiamo che domani, come ogni prima domenica del mese il Museo sarà aperto anche al pomeriggio!!

Vi aspettiamo!

Ufficiale: Courage? Fegato, dicono. Qvelli conoscono soltanto fegato alla veneziana con cipolla. E presto mangeremo anch...
06/06/2026

Ufficiale: Courage? Fegato, dicono. Qvelli conoscono soltanto fegato alla veneziana con cipolla. E presto mangeremo anche noi qvello. Dunqve... Dove??

Busacca: No dico.... Cosa c’entra questo?

Ufficiale: Prego?

Jacovacci; A Giovà...

Busacca: Stai buono! E allora senti un po', visto che parli così...Mi te disi propi un bel nient! Hai capito? Facia de m***a"!

Non c'è bisogno di dire il film, gli attori e i personaggi.

O forse si solo per l'ufficiale austriaco: Gérard Herter attore dotato di "fisionomia ideale per impersonare ufficiali germanici o nobili austriaci, gelidi e perfidi, intolleranti e spietati".

05/06/2026

Gli oggetti parlano e spesso ci raccontano molto di più di quanto ci si possa aspettare.

Loading...Il parco mezzi pesanti del Museo si sta preparando per il 27 giugno.Vi aspettiamo numerosi!
05/06/2026

Loading...

Il parco mezzi pesanti del Museo si sta preparando per il 27 giugno.

Vi aspettiamo numerosi!

"-Non ha mai provato ad immaginare la sua vita senza divisa?-Bene, io in divisa ho vissuto tutta la mia vita con l’unico...
05/06/2026

"-Non ha mai provato ad immaginare la sua vita senza divisa?

-Bene, io in divisa ho vissuto tutta la mia vita con l’unico scopo di servire lo Stato, le sue Istituzioni e la collettività che mi circonda. Penso che non mi abbia mai fatto dimenticare di essere un cittadino come tutti gli altri".

Generalmente quando parliamo di "personaggi” trattiamo storie poco note o, quanto meno, trascurate.

Oggi però, in occasione dell'anniversario dell'Arma dei Carabinieri vogliamo ricordarvi una parte della vita di un grande Carabiniere, di un Grande Italiano di un grande Uomo: Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Classe 1920, di Saluzzo, Carlo Alberto era figlio di Romano Dalla Chiesa combattente italiano della Guerra italo-turca, fante della Grande Guerra sul Fronte albanese decorato con MBVM e durante la Seconda Guerra Mondiale incaricato del Comando dei Carabinieri Reali dell’Italia Meridionale.

Carlo Alberto, ventenne allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, servì in fanteria come sottotenente di complemento della Divisione Emilia, impiegata nei Balcani e Montenegro.

Nel 1942 entrò nell’Arma dei Carabinieri Reali conseguendo nel frattempo la laurea in giurisprudenza con una delle tesi orali assegnatagli per altro da un giovane Aldo Moro. (In seguito, solo pochi anni dopo, conseguì una seconda laurea in Scienze Politiche).
Responsabile della Caserma Carabinieri di San Benedetto del Tronto al momento dell’Armistizio si rifiutò di prendere parte alle operazioni di rastrellamento antipartigiane programmate dai tedeschi collaborando anzi con i gruppi di resistenza marchigiani.

Entrò quindi nella clandestinità con una taglia sulla sua testa: apprese le tecniche della guerriglia, organizzò gruppi armati nella zona di Ascoli Piceno.

Con la Liberazione venne promosso tenente e poi capitano dei Carabinieri.

Non raccontiamo invece il resto della sua Storia, quella più nota, quella del Generale Dalla Chiesa, protagonista nella lotta contro la criminalità, il terrorismo, dalle Brigate Rosse a Cosa nostra fino al più tragico degli epiloghi.

Venne decorato con Medaglia d'Oro al Valore Civile, Medaglia d'Argento al Valor Militare ottenendo un'avanzamento di grado per meriti di guerra con la seguente motivazione:

Nella citazione iniziale: stralcio di un’intervista di Enzo Biagi al Generale.

Nella foto: immagine di Carlo a San Benedetto durante la Seconda Guerra Mondiale, condivisa su twitter dalla figlia Rita Dalla Chiesa.

Il 5 giugno è stata assunta per commemorare la data in cui, nel 1920, la Bandiera dell'Arma fu insignita della prima Medaglia d'Oro al Valor Militare per la partecipazione alla Grande Guerra con la seguente motivazione:

"Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d'Italia".

Evviva l’Arma dei Carabinieri. “Nei secoli fedele”

04/06/2026

L'M1 Garand è stato uno dei fucili più riusciti del Novecento.

Ebbe però un avversario nella sua strada verso il "successo".

Ecco a voi l'M1941 Johnson Rifle

Una condizione insindacabile. In questi giorni si sente molto parlare degli Open di Francia di tennis, noti a tutti semp...
04/06/2026

Una condizione insindacabile.

In questi giorni si sente molto parlare degli Open di Francia di tennis, noti a tutti semplicemente come “Roland Garros”.

Si tratta di un torneo prestigioso e “antico”, l’unico contraddistinto dall’emblematica terra rossa!

Oggi però non siamo a parlarvi della manifestazione sportiva ma del nome che la contraddistingue e che è in assoluto una delle nomenclature sportive più celebri della storia.

In effetti il torneo prende il nome dall’impianto sportivo parigino che oggi comprende ben venti campi di cui tre principali (il più importante è il Court Philippe Chatrier).

Realizzato dal 1923 e inaugurato nel 1928 il complesso è dedicato alla memoria dell’aviatore francese Roland Garros un pioniere dell’aeronautica e un innovatore militare caduto in combattimento nel 1918.

Nato nel 1888, Eugène Adrien Roland Georges Garros è stato anche definito il primo autentico pilota di caccia della storia. Nonostante non sia annoverato tra gli Assi non avendo raggiunto i 5 abbattimenti riconosciuti Garros è senza dubbio uno degli aviatori più importanti del panorama di inizio secolo.

Prima di prestare servizio durante la Grande Guerra si formò da autodidatta conseguendo il brevetto nel 1910 e compiendo per primo alcune imprese che gli donarono la meritata celebrità: fu il primo uomo, per esempio, a effettuare la trasvolata senza scalo del Mediterraneo (dalla Francia meridionale alla Tunisia). Ottenne inoltre diversi record di altitudine arrivando, nel 1913 a 5.610 metri!
Pilota militare venne mitizzato fin da subito tanto che nel 1914 gli venne attribuito l’abbattimento di uno Zeppelin (in cui per altro egli stesso sarebbe deceduto).

Come molti altri del suo tempo Garros tentò anche di risolvere il problema del fuoco in volo. Sparare con efficacia e pilotare del resto si rivelava impresa talvolta impossibile: l’idea di Garros (e del suo meccanico) fu quella di sviluppare dei cunei protettivi, dei veri e propri deflettori, montati sulle pale dell'elica leggermente ristrette. Proprio questi avrebbero dovuto deviare i proiettili occasionali che altrimenti avrebbero colpito l'elica.

Grazie a questa sua innovazione Roland Garros fu il primo pilota a mo***re una mitragliatrice capace di sparare “attraverso” un’elica (del velivolo Morane-Saulnier G) nonché il primo pilota ad abbattere un velivolo con questo sistema. A questo seguirono altri due abbattimenti.

Durante il conflitto, nel 1915 a causa di un guasto al motore fu costretto ad atterrare in territorio nemico e catturato. Tuttavia, la sua cattura sortì un altro effetto: l’elica del velivolo del francese fu infatti recuperata integra e consegnata per essere studiata: qualcosa evidentemente ispirò Anthony Fokker (che scartò subito l’idea delle piastre deflettrici) nello sviluppo del suo sistema di sincronismo tra mitragliatrice ed elica del velivolo che cambiò per sempre il mondo della Caccia.

E Roland Garros? Internato per tre anni in vari campi di prigionia tedeschi riuscì a fuggire cucendosi di nascosto una uniforme tedesca rientrando infine in Patria nel 1918 e ritornando a combattere e dichiarando altri due abbattimenti.

Un mese prima della fine della guerra e un giorno prima del suo trentesimo compleanno Garros venne abbattuto sulle Ardenne, perdendo la vita.

Fu Émile Lesieur nel 1928 a porre l’insindacabile condizione di nominare il nuovo Impianto sportivo di Parigi proprio Roland Garros.

Il motivo? Lesieur non era solo un grande amico e vecchio compagno di università di Roland Gaross ma anche il presidente nonché principale finanziatore del nuovo complesso.

E ancor oggi nello stadio che porta il suo nome campeggia ancora la frase che Garros aveva incisa sull’elica del suo aereo: La victoire appartient au plus opiniâtre.

Roland Garros su un velivolo Blériot, 1910
Crediti fotografici: Touring Club Italiano

03/06/2026

Il 18BL è uno dei veicoli più belli del Museo.

E quando lo si vede muovere è ancora più bello!

Indirizzo

Via Del Lavoro 66
Montecchio Maggiore
36075

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
Venerdì 09:00 - 12:00
Domenica 09:00 - 12:00

Sito Web

https://www.facebook.com/museodelleforzearmate/subscribe/, https://www.tiktok.com/login?re

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