05/06/2026
"-Non ha mai provato ad immaginare la sua vita senza divisa?
-Bene, io in divisa ho vissuto tutta la mia vita con l’unico scopo di servire lo Stato, le sue Istituzioni e la collettività che mi circonda. Penso che non mi abbia mai fatto dimenticare di essere un cittadino come tutti gli altri".
Generalmente quando parliamo di "personaggi” trattiamo storie poco note o, quanto meno, trascurate.
Oggi però, in occasione dell'anniversario dell'Arma dei Carabinieri vogliamo ricordarvi una parte della vita di un grande Carabiniere, di un Grande Italiano di un grande Uomo: Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Classe 1920, di Saluzzo, Carlo Alberto era figlio di Romano Dalla Chiesa combattente italiano della Guerra italo-turca, fante della Grande Guerra sul Fronte albanese decorato con MBVM e durante la Seconda Guerra Mondiale incaricato del Comando dei Carabinieri Reali dell’Italia Meridionale.
Carlo Alberto, ventenne allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, servì in fanteria come sottotenente di complemento della Divisione Emilia, impiegata nei Balcani e Montenegro.
Nel 1942 entrò nell’Arma dei Carabinieri Reali conseguendo nel frattempo la laurea in giurisprudenza con una delle tesi orali assegnatagli per altro da un giovane Aldo Moro. (In seguito, solo pochi anni dopo, conseguì una seconda laurea in Scienze Politiche).
Responsabile della Caserma Carabinieri di San Benedetto del Tronto al momento dell’Armistizio si rifiutò di prendere parte alle operazioni di rastrellamento antipartigiane programmate dai tedeschi collaborando anzi con i gruppi di resistenza marchigiani.
Entrò quindi nella clandestinità con una taglia sulla sua testa: apprese le tecniche della guerriglia, organizzò gruppi armati nella zona di Ascoli Piceno.
Con la Liberazione venne promosso tenente e poi capitano dei Carabinieri.
Non raccontiamo invece il resto della sua Storia, quella più nota, quella del Generale Dalla Chiesa, protagonista nella lotta contro la criminalità, il terrorismo, dalle Brigate Rosse a Cosa nostra fino al più tragico degli epiloghi.
Venne decorato con Medaglia d'Oro al Valore Civile, Medaglia d'Argento al Valor Militare ottenendo un'avanzamento di grado per meriti di guerra con la seguente motivazione:
Nella citazione iniziale: stralcio di un’intervista di Enzo Biagi al Generale.
Nella foto: immagine di Carlo a San Benedetto durante la Seconda Guerra Mondiale, condivisa su twitter dalla figlia Rita Dalla Chiesa.
Il 5 giugno è stata assunta per commemorare la data in cui, nel 1920, la Bandiera dell'Arma fu insignita della prima Medaglia d'Oro al Valor Militare per la partecipazione alla Grande Guerra con la seguente motivazione:
"Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d'Italia".
Evviva l’Arma dei Carabinieri. “Nei secoli fedele”