27/10/2022
🚩 Il 27 ottobre 1962, il partigiano e presidente dell'ENI Enrico Mattei perdeva la vita in un incidente aereo nel territorio di Bascapè, in provincia di Pavia.
Nativo di Acqualagna, nelle Marche, Mattei era figlio di Angela Galvani e Antonio Mattei, sottufficiale dei carabinieri. Terminati gli studi e conseguito il diploma da ragioniere, dopo aver lavorato da apprendista in una fabbrica di Matelica, Mattei si trasferì a Milano, ove iniziò a lavorare come agente di commercio per poi avviare una propria attività nel settore chimico: fu proprio nel capoluogo lombardo che ebbe i primi contatti con l'antifascismo cattolico.
All'indomani dell'8 settembre, tornato a Matelica, diede vita ad una delle prime formazioni partigiane locali, salvo poi rientrare a Milano quando le SS si misero sulle sue tracce. A Milano, dopo un periodo trascorso nell'Oltrepò pavese al comando di una formazione locale, Mattei assunse il ruolo di rappresentante della costituenda Democrazia Cristiana in seno al Comando generale del Corpo Volontari della Libertà; preziosa fu l’attività di raccolta fondi in favore del movimento resistenziale per la quale si giovò di un rapporto privilegiato con Enrico Falck, il grande industriale che, con suo padre Giorgio Enrico, aveva fondato l’azienda siderurgica omonima di Sesto San Giovanni. Arrestato in ottobre dalla polizia fascista, evase in maniera rocambolesca dal carcere di Como dopo aver causato un’interruzione d’energia elettrica nel carcere e riparò in Svizzera; il 6 maggio 1945 fu tra i sette membri del Comando generale del CVL che aprirono la sfilata della Liberazione per le vie di Milano. Membro della Consulta nazionale e successivamente deputato della DC nella I legislatura, fu vicepresidente dell'ANPI, fondò l'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (ANPC) nel 1947 e contribuì alla nascita della Federazione Italiana Volontari della Libertà (FIVL) nel 1948.
Eletto commissario liquidatore dell'Agenzia Generale Italiana Petroli (AGIP), intuì le potenzialità di sviluppo dell'ente, convincendosi che avrebbe potuto essere una risorsa di grande utilità per il Paese; animatore della produzione metanifera italiana in Lombardia e a Cortemaggiore, nel 1953 costituì l'Ente nazionale idrocarburi (ENI) portando ad alti livelli l'industria petrolifera italiana. Morì tragicamente nel 1962, mentre si recava da Catania a Milano con il suo aereo privato: la magistratura chiuse il caso sostenendo che si era trattato di un incidente, probabilmente dovuto alle cattive condizioni meteorologiche. L’inchiesta riaperta nel 1995 e chiusa nel 2003 ribaltò la precedente sentenza, sostenendo la validità dell’ipotesi di un sabotaggio.