22/07/2026
Ci sono parole che pronunciamo cosรฌ spesso da rischiare di svuotarle di senso. E poi ci sono sere come questa, in cui quelle stesse parole pesano come macigni.
Questa sera, a Coriano, la nostra Assessora alle Pari Opportunitร Silvia Pangrazi ha rappresentato la comunitร di Montefiore Conca al presidio in memoria di Tania Sperandio, al fianco di sindaci, sindache, assessore, assessori, consiglieri, consigliere e alle operatrici dei Centri Antiviolenza. Tanti, tantissimi amministratori presenti anche senza fascia, mescolati tra la gente, a testimoniare che prima della forma viene la sostanza di una comunitร ferita che vuole reagire.
Non si รจ trattato di una semplice presenza formale. Esserci era un dovere.
Quando una donna viene uccisa non siamo di fronte a una "tragedia isolata" o ad un "raptus". Siamo di fronte all'ennesimo sintomo di un male profondo e strutturale: la cultura del possesso.
L'idea che un uomo possa disporre della vita, della libertร e delle scelte di una donna.
Non basta indignarsi il giorno dopo. Non basta la memoria se non diventa azione quotidiana.
Per spezzare questa catena dobbiamo fare almeno due cose concrete:
- Fare rete senza sosta: le istituzioni, le associazioni e i cittadini devono essere una maglia stretta in grado di intercettare la paura prima che diventi violenza.
- Sradicare la cultura del dominio: la violenza maschile sulle donne non si combatte solo nelle aule di tribunale, ma nelle famiglie, nelle scuole, nei bar, nei luoghi di lavoro.
Ogni volta che si tollera una frase sessista, un controllo di troppo, una gelosia tossica, si sta alimentando lo stesso terreno in cui cresce la violenza.
Cambiare questa mentalitร รจ un compito che spetta a tutti e tutte. Parlarne, educare, non girarsi dall'altra parte quando si vedono segnali d'allarme.
A Tania, alla sua famiglia e a tutte le donne che non possono piรน urlare la propria libertร , va il nostro impegno solenne: non abituarci mai.