15/07/2026
𝗣𝗼𝘀𝘁 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗺𝗮 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗼𝘀𝗼.
È stato un incontro partecipato e intenso come volevo che fosse, l’assemblea pubblica di ieri pomeriggio su Piazza della Libertà, sul progetto complessivo di parcheggio sotterraneo e di rigenerazione ambientale e sociale dell’intera area. Un confronto severo e aspro come era prevedibile che fosse, ma aperto e trasparente. Chi ha voluto farlo ha avuto modo di intervenire ed esprimere le ragioni del suo dissenso, chi ha cercato almeno qualche risposta e ha voluto e saputo ascoltare, le ha avute, per quel che la situazione ambientale consentiva.
Il confronto non si esaurisce, è ovvio. Partendo però da alcuni punti fermi.
Chiamiamo oggi “piazza” della Libertà quella che è soltanto un’area adibita alla sosta veicolare: la vogliamo trasformare in una 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮, la nostra piazza, un luogo vivibile di socialità e di aggregazione.
L’unico elemento di pregio che va salvaguardato è rappresentato dagli 𝗮𝗹𝗯𝗲𝗿𝗶 presenti e allora ribadisco: gli alberi di piazza della Libertà 𝗡𝗢𝗡 𝘀𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗯𝗯𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝗶.
La nuova piazza, per come l’abbiamo pensata, voluta e progressivamente progettata, 𝗡𝗢𝗡 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝘂𝗻’𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 ma conterrà una serie di soluzioni ingegneristiche, tecnologiche, agronomiche e paesaggistiche che tenderà esattamente al contrario: liberare la piazza dalle macchine (quelle si fonte di inquinamento ambientale e aumento di CO2) e farne una moderna area fito-bioclimatica.
Per fare questo ci avvaliamo del lavoro di professionisti, esperti ambientali, progettisti, in collaborazione con università e ispirandoci alle migliori esperienze europee in materia di 𝗿𝗶𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲.
Aggiungo: nel corso dell’ 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗺𝗯𝗹𝗲𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗿𝘁𝗲𝗱𝗶̀ 𝟮𝟭 al Comune (la faremo lì perché abbiamo bisogno di strumenti di proiezione, chi non potrà essere presente la potrà seguire in diretta Facebook) verranno presentati i 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗶𝗻𝗴 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗮𝘀𝗲 𝗲𝘀𝗲𝗰𝘂𝘁𝗶𝘃𝗮 del progetto, illustrate nel dettaglio quelle soluzioni a cui accennavo. E chiarito, ancora una volta, come questo tipo di intervento tiene insieme la risposta ad una serie di questioni che vanno dall’esigenza di pedonalizzazione sempre più estesa, del centro storico e non soltanto, della necessità di liberare le superfici dalle macchine e allo stesso tempo garantire la sosta regolamentata nei luoghi a maggiore densità di servizi, di trovare e attrezzare spazi di socialità e d’incontro di cui abbiamo bisogno, di garantire non solo la difesa ma l’aumento di un verde esteso e compatibile con gli spazi urbani.
𝗨𝗹𝘁𝗶𝗺𝗲 𝗱𝘂𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶.
Ben vengano tutti i momenti e tutte le occasioni di esercizio di 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘁𝗮, l’assemblea di ieri lo dimostra. Ma attenzione: se esercitare questo diritto garantito diventa pretesa di “democrazia diretta” nel quale diventa prassi il veto all’azione di governo, dei processi democratici prima ancora che della città, allora dico no, non ci siamo… Chi governa ha il dovere di ascoltare, accogliere le proposte ed integrarle quando utili e funzionali a migliorare un progetto, non quello di rinunciarvi sulla scorta di una narrazione che nelle sue parti più rilevanti è, quantomeno, 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗶.
Ultima cosa: un conto è criticare anche con toni sopra le righe, rozzi e persino volgari me o chiunque ricopra una carica politica, un altro è schernire, sbeffeggiare, mettere in discussione, come accaduto ieri, la capacità, l’esperienza e l’onestà di tecnici e dipendenti comunali, professionisti seri, più che validi anzi esemplari, che ogni giorno lavorano con estrema dedizione per la comunità. 𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘁𝗼𝗹𝗹𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼.
A presto prossimi aggiornamenti.
Riccardo