MoVimento 5 Stelle Montescaglioso

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Dopo 17 anni di gestione Volkswagen, lo stabilimento di Osnabrück passerà nelle mani del fondo israeliano Aurelius Capit...
08/09/2026

Dopo 17 anni di gestione Volkswagen, lo stabilimento di Osnabrück passerà nelle mani del fondo israeliano Aurelius Capital, che lo riconvertirà alla produzione bellica. L’accordo, che ora attende il via libera definitivo da parte delle autorità tedesche, è stato raggiunto dopo una lunga trattativa e si inserisce nel più vasto piano di ristrutturazione annunciato dalla Volkswagen per far fronte alla crisi economica. Degli attuali 1.800 operai impegnati nello stabilimento della Bassa Sassonia, 1200 dovrebbero mantenere il posto, mentre resta incerto il futuro degli altri. Il primo progetto dopo la riconversione dovrebbe coinvolgere l’israeliana Rafael Advanced Defense Systems, nota ai più per aver costruito i sistemi di difesa antimissile Iron Dome e Iron Beam.

Dei dettagli dell’accordo preliminare tra Volkswagen e Aurelius Capital si sa ancora poco. Il fondo israeliano dovrebbe guidare lo stabilimento di Osnabrück da socio di maggioranza, affiancato dallo Stato tedesco della Bassa Sassonia. Nei primi passi della nuova società dovrebbe essere coinvolta anche la produttrice israeliana di armamenti Rafael Advanced Defense Systems, per la realizzazione di sistemi e componenti per la difesa aerea destinati alla Germania e all’Europa, almeno secondo quanto dichiarato da Volkswagen, che tuttavia non esclude «ulteriori partenariati e progetti sotto l’egida della nuova società». L’accordo, che ora attende l’approvazione definitiva da parte delle autorità tedesche, era nell’aria. Già ad aprile la multinazionale era in trattative con la Rafael Advanced Defense Systems, di proprietà dello Stato israeliano e controllata dal Ministero della Difesa. Ha un rapporto preferenziale con le Forze di Difesa Israeliane (IDF), i cui crimini sono stati denunciati da ong e Nazioni Unite.

Questi legami sono stati denunciati dai cittadini tedeschi, riuniti nell’Osnabrücker Friedensinitiative (OFRI). La portavoce Marie Dominique Guyard ha sottolineato come «la produzione per un’azienda israeliana di armi equivalga di fatto a un sostegno alle guerre che lo Stato di Israele sta conducendo contro i palestinesi, il Libano e l’Iran». Le proteste contro l’accordo non sono arrivate soltanto dalla società civile tedesca, ma anche dal Qatar (terzo azionista della Volkswagen), che ha ottenuto una modifica limitata, facendo virare la cessione sul fondo di investimenti Aurelius, con base operativa a Tel Aviv.

Quello di Osnabrück è uno stabilimento storico, all’interno del quale si producono automobili da 125 anni. Nel 2010, a seguito del fallimento di Karmann, venne rilevato dalla Volkswagen. Quando l’emergenza sembrava rientrata, alle porte dell’impianto della Bassa Sassonia venne a bussare la crisi della multinazionale tedesca. A dieci anni di distanza, Volkswagen ha messo a punto un imponente piano di licenziamenti. Pochi giorni fa, ha annunciato l’intenzione di tagliare ulteriori 50mila posti di lavoro, che si aggiungono agli altri 50mila previsti entro il 2030. Nel piano di ristrutturazione rientra anche la chiusura o la cessione di diversi stabilimenti, a partire da quello di Osnabrück, dove non sarà rinnovato il contratto per la produzione della T-Roc Cabriolet, in scadenza l’anno prossimo. Al suo posto ci sarà, secondo i piani della multinazionale tedesca, la riconversione bellica, a favore di sistemi di difesa aerea. Volkswagen difende la decisione traslandola sul piano dell’occupazione. Secondo la dirigente Daniela Cavallo, verranno garantiti, almeno fino al 2029, 1.200 posti di lavoro.

La vendita dello stabilimento di Osnabrück si inserisce in una tendenza più ampia, che sfrutta la crisi in cui versa l’industria automobilistica europea per portare avanti gli ambiziosi piani di riarmo messi a punto di recente. In Francia, Renault ha siglato un accordo con il Ministero delle Forze armate per produrre in serie – negli stabilimenti di La Mans e Cléon — il drone militare polifunzionale denominato “Chorus”. La sensazione è che Renault e Volkswagen possano essere presto seguite da altre aziende. In Italia il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, aveva annunciato — senza poi dargli seguito — un possibile piano per convertire le fabbriche del settore auto in industrie per la difesa, soprattutto alla luce della crisi di Stellantis.

Salvatore Toscano

08/09/2026

Adesso basta. La destra ha superato ogni limite. Le clamorose menzogne sul 41-bis vanno smontate una per una.

BALLA 1: “I boss non arriveranno in Sardegna”.

Per mesi Fratelli d’Italia ha detto ai sardi che non sarebbe successo.

A dicembre i parlamentari sardi di FdI Salvatore Deidda, Francesco Mura, Barbara Polo, Gianni Lampis e Giovanni Satta parlavano di «paure infondate».

A febbraio Fausto Piga accusava Alessandra Todde di creare «allarmismi e scenari catastrofici».

Il 2 marzo Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia del Governo Meloni, assicurava che a Uta e Bancali il numero dei detenuti al 41-bis sarebbe rimasto uguale.

Il giorno dopo Salvatore Deidda dichiarava: «Nessun boss mafioso arriverà in Sardegna».

La verità? Il Governo Meloni ha appena trasferito 88 detenuti al 41-bis a Uta.

BALLA 2: “Non abbiamo deciso noi. Ha deciso Conte”.

Adesso che gli 88 detenuti sono arrivati, la destra cerca qualcuno a cui dare la colpa.

Pietro Pittalis, segretario regionale di Forza Italia, tira in ballo il Governo Conte.

E per avallare queste fantasiose ricostruzioni, la destra non esita a usare anche i suoi mezzi propagandistici. Come Il Giornale, che ha titolato: «Sardegna Cayenna d’Italia, autogol della Todde sul 41 bis». E sotto ha scritto: «La scelta fu di Conte».

Falso.

Il reparto da 92 posti di Uta fu deciso nel 2009. Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi. Ministro della Giustizia: Angelino Alfano.

Quando anni dopo Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia del Governo Conte, arrivò al ministero, quel reparto era già stato deciso, finanziato e messo in cantiere dal governo Berlusconi. I lavori si erano fermati perché l’impresa era fallita. Bonafede li fece completare. Sopratutto: non aveva scelta, fermare l’opera avrebbe provocato un danno erariale. Una cosa che semplicemente non si può fare.

Il Movimento 5 Stelle non ha MAI potuto scegliere nulla su questo argomento.

Ma soprattutto gli 88 trasferimenti di oggi non li ha decisi Conte.

Li ha decisi il Governo Meloni, con Carlo Nordio ministro della Giustizia.

Ecco perché adesso hanno la coda di paglia.

Prima dicevano: “Non arriverà nessuno”.

Ne sono arrivati 88.

Adesso dicono: “Ha deciso Conte”.

No.

2009: Berlusconi e Alfano decidono il reparto di Uta.
2026: Meloni e Nordio decidono gli 88 trasferimenti a Uta.

Il resto serve solo a scaricare sugli altri le loro responsabilità.

Ho sentito Giorgia Meloni alla kermesse di Bari proporre una soluzione al caro benzina e al caro vita: estrarre più petr...
05/09/2026

Ho sentito Giorgia Meloni alla kermesse di Bari proporre una soluzione al caro benzina e al caro vita: estrarre più petrolio dai nostri mari, dalla Basilicata, invece che comprarne dal Qatar, visto che ce l'abbiamo in casa.

Sorvolando sulla confusione tra estrazione offshore in mare e i giacimenti della Basilicata, che sono esclusivamente sulla terraferma, tocca ribadire quello che per anni abbiamo detto sul tema.

La Basilicata da sola costituisce oltre l'80% di tutta la produzione nazionale di greggio: vengono estratte ogni anno tra 2,5 e 3 milioni di tonnellate di petrolio, pari a circa 65.000–80.000 barili al giorno (numeri scesi molto negli ultimi anni). Sembrano tanti? Rapportiamoli al fabbisogno nazionale: il petrolio estratto in Basilicata copre appena il 4,8-5,1% dei consumi totali italiani.

Ma a prescindere dai numeri, resta il grande e solito equivoco di fondo. Il petrolio estratto non appartiene allo Stato italiano, ma alle compagnie private che lo estraggono. In Qatar o in Arabia Saudita (come in gran parte del Golfo Persico), lo Stato non si limita a concedere permessi a società private, ma gestisce l'intera filiera tramite le proprie compagnie petrolifere pubbliche.

Mi spiace che, a distanza di anni e dopo tutte gli scandali emersi e le riforme (poi bloccate) che abbiamo portato avanti come Movimento 5 Stelle, ci sia ancora chi si lascia abbindolare da questa favola.

Fonte: Mirella Liuzzi

𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐭𝐫𝐨𝐥𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨.Le dichiarazioni di 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 sull’aumento delle estrazioni in Basil...
05/09/2026

𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐭𝐫𝐨𝐥𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨.

Le dichiarazioni di 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 sull’aumento delle estrazioni in Basilicata raccontano una visione energetica ferma al passato. Con riserve limitate e consumi nazionali elevatissimi, il petrolio lucano non può garantire alcuna vera indipendenza energetica: può soltanto alimentare nuova propaganda.
La Basilicata non deve essere considerata il pozzo petrolifero del Governo. Servono invece una pianificazione seria, investimenti nelle rinnovabili, energia pulita, autonomia per famiglie e imprese, tutela dell’ambiente e nuove opportunità di lavoro per i giovani.
La vera sfida non è scavare ancora. È costruire un futuro diverso.

✍️𝐋𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨:

https://www.sassilive.it/cronaca/politica/deputato-lomuti-meloni-sul-petrolio-lucano-e-la-fotografia-di-unitalia-senza-futuro-come-si-cambia-per-non-morire/



Arnaldo Lomuti

La Procura militare di Roma, guidata da Marco De Paolis, ha avviato “accertamenti preliminari” in relazione ad un espost...
03/09/2026

La Procura militare di Roma, guidata da Marco De Paolis, ha avviato “accertamenti preliminari” in relazione ad un esposto presentato dal Sindacato dei Militari nei confronti del generale Roberto Vannacci, presidente di Futuro Nazionale, del coordinatore nazionale Massimiliano Simoni e del responsabile del programma Lorenzo Gasperini e in cui si ipotizza la ricostituzione del partito fascista con la violazione della legge Scelba.

L’attività della Procura “è in ordine alla posizione di appartenenti alle Forze Armate – spiega il procuratore in una nota – all’interno della struttura organizzativa ‘Futuro Nazionale’. Obiettivo dei pm è verificare “l’eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare”.

Leggi l’articolo completo su Il Fatto Quotidiano:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/03/vannacci-indagine-ricostituzione-partito-fascista-notizie/8495963/

𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 𝟮𝟰𝟭 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗣𝗘𝗥 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗡𝗭𝗜𝗔𝗡𝗜 𝗘 𝗟𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗢𝗡 𝗗𝗜𝗦𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀’ 𝗡𝗢𝗡 𝗔𝗨𝗧𝗢𝗦𝗨𝗙𝗙𝗜𝗖𝗜𝗘𝗡𝗧𝗜  Abbiamo approvato in Giunta la nuov...
02/09/2026

𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 𝟮𝟰𝟭 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗣𝗘𝗥 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗡𝗭𝗜𝗔𝗡𝗜 𝗘 𝗟𝗘 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗢𝗡 𝗗𝗜𝗦𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀’ 𝗡𝗢𝗡 𝗔𝗨𝗧𝗢𝗦𝗨𝗙𝗙𝗜𝗖𝗜𝗘𝗡𝗧𝗜

Abbiamo approvato in Giunta la nuova programmazione delle politiche sociali per le persone con disabilità in condizione di non autosufficienza e per gli anziani non autosufficienti.

Nel triennio investiamo 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟮𝟰𝟭 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼. Alle risorse del Fondo nazionale, pari a 94,6 milioni, la Regione affianca 𝟭𝟰𝟳,𝟯 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, con un impegno di 49,1 milioni l’anno.

Diamo così stabilità e prospettiva alle politiche per la non autosufficienza. L’obiettivo è 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗹𝗲 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲, rafforzando i servizi territoriali e favorendo, ogni volta che è possibile, 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗼𝗺𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗼.

✔️ Le risorse finanzieranno 𝗥𝗶𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗣𝗹𝘂𝘀 e 𝗩𝗶𝘁𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲, insieme all’assistenza domiciliare integrata con i servizi sanitari e ai servizi di sollievo e supporto. Nel triennio sono destinati 𝟲𝟴,𝟰𝟲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘂𝘁𝗼𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶 e 𝟭𝟴,𝟲𝟭 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮’ in condizione di non autosufficienza.

✔️ Rafforziamo anche i 𝗣𝘂𝗻𝘁𝗶 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼, i PUA, che rappresentano la porta di accesso ai percorsi sociosanitari integrati, e le 𝗨𝗻𝗶𝘁𝗮’ 𝗱𝗶 𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲.

✔️ Per il personale dei PUA sono previsti 6,36 milioni di risorse nazionali nel triennio, ai quali si aggiungono 𝟭𝟲,𝟱 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 per il periodo 2026-2028.

✔️ Confermiamo un modello fondato sulla valutazione multidimensionale dei bisogni. Per ogni persona vengono definiti un budget di progetto e un 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗼𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼, integrando l’assistenza professionale con il lavoro di cura dei caregiver familiari.

✔️ Prosegue anche Vita indipendente, dedicato alla costruzione di percorsi personalizzati per favorire 𝗹’𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 delle persone con disabilità. Sono previsti 400 mila euro l’anno dal Fondo nazionale e altri 𝟲,𝟲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 nel triennio, garantendo la continuità degli interventi nei diversi Ambiti PLUS.

In Sardegna questo sistema consente già a 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟱𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘂𝘁𝗼𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶, con disabilità grave o gravissima, di rimanere nel proprio domicilio attraverso specifici piani personalizzati.

Con Ritornare a casa Plus abbiamo inoltre garantito la continuità di 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟱.𝟴𝟬𝟬 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗮𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝘂𝗮𝗹𝗶 attivi alla fine del 2025, anticipando risorse regionali in attesa della nuova programmazione nazionale.

Investire sulla non autosufficienza significa riconoscere il diritto di ogni persona a ricevere assistenza e a continuare a vivere, quando possibile, nella propria casa.

Noi ci assumiamo questa responsabilità con risorse certe e una programmazione pluriennale, affinché le famiglie sarde possano contare su servizi pubblici più solidi e vicini ai loro bisogni.

Alessandra Todde

INDUBITEVOLISSIMEVOLMENTEL' intervento di Giuseppe Conte ieri sera a In Onda l' ho vissuto con la solita grande attesa e...
01/09/2026

INDUBITEVOLISSIMEVOLMENTE

L' intervento di Giuseppe Conte ieri sera a In Onda l' ho vissuto con la solita grande attesa
e trepidazione con cui si affronta l' ennesimo esame di fronte ad una commissione composta da professoroni poco collaborativi per non dire ostili .

Ostili , il termine che meglio racchiude ciò cui
ogni volta che assisto a La7 in seconda serata
con il presidente Conte a difendere le ragioni stesse del fatto che il M5S esiste di fronte a questi ultraortodossi megalomani di sinistra con innesti autodemolitivi di destra ...alzano puntualmente il ditino fustigatore , ...io come molti di voi devo assumere il gastroprotettore di ordinanza .

La ripetitiva lamentatio IL PROGRAMMA, LA LEADERSHIP...ormai la sentiamo da mesi in modo ormai liturgico e noioso , una recriminazione costante , i professori che chiedono come mai i compiti a casa non li ha fatti lo studente Conte.

Il fastidio malcelato di Apvile di lettiana memoria , un dettaglio del tutto , a sottolineare che il M5S e Conte sono una presenza da tollerare all' interno di un club esclusivo quale la fu sinistra ancora si fregia e ritiene di essere.

Un compagno di viaggio minore , come tutti gli altri caricati a bordo , e Giuseppe Conte proprio questo ha stigmatizzato ieri sera COMPRIMARI, CESPUGLI , che la scena deve essere tutta del PD .
Noi non ci facciamo caricare a bordo.

Giuseppe Conte ha messo in verbo ciò che noi tutti diciamo, sappiamo e accusiamo da mesi
lamentando la poca appetibilita' di una coalizione obbligatoria per sventare un regime .

La leadership di una coalizione che sfida il regime affidata al partigiano o al diciottenne l' avessimo proposta noi ci perculerebbero da mattina a sera , ma a parte l' inciso di Speranza
che trovo illuminante solo nella misura in cui questi dementi sottostimano pericolosamente la sfida da affrontare, hanno capito bene che cosa implica nel fatti per il Paese ciò che abbiamo di fronte ??

Ed è questo che temo in primis .

Conte è vincente, per questo inviso e arrivano persino a scimmiottare la destra " non si può fare come hanno fatto nel governo attuale chi ha più voti decide il premier?" .

Ma scusate , ma in cosa volete essere diversi
allora? Che non si tratta di DIVERSITÀ E METODO , ma forse non è che si tratta di una sola cosa che li atterrisce ? Tipo il popolino che stende il programma e che vota chi vuole premier a rappresentarli li atterrisce?

La formula PD si rivela sempre la medesima ,
il popolino mette la crocetta, il programma lo decidiamo nelle stanze di partito, il premier che va bene a noi...e i giochi son fatti ?

Se di democratico a questi resta solo il termine nel logo di partito e della sx il santino di Berlinguer , noi 5S ci troviamo a rieducare
un coagulo di potere con cui dobbiamo correre
volenti o nolenti .
A me scazza la rieducazione .

Ma la coalizione o il campo o quel mi***ia che sia spaventa più Meloni o Schlein ?

Vogliono vincere o farsi le solite pugnette incessantemente a favore di Meloni che le sue gatte da pelare le ha eccome ?

Conte lo ha detto , questi si stanno ritagliando una legge elettorale su misura, questi vogliono un nuovo ventennio , e a sx il problema è davvero Giuseppe Conte ?
A sx il problema è proprio il PD , guerrafondaio e bellicista , ed è lì che si gioca la partita.

In effetti Apvile ha molto a cuore l' Ucraina ,
mica il pensionato della Festa dell' Unità che quest' estate , restando a casa col ventaglio a farsi fresco per sopravvivere , deve trovare 650€ di maggiori costi tra energia e spesa .

Scassano le p***e a Conte mentre Schlein è sparita in ferie da un mese .
Ma a lei il programma lo hanno mai chiesto ?

Che poi i conti li dovranno fare con noi in ultima istanza , che la gente in una coalizione
con salvapoltrona per Renzi non ci sta ...e il voto non te lo da' ...Apvile je scazza sta cosa e indubbbitevolissimevolmente sta rogna democratica di passaggio obbligato non la fa' dormire .

Spiaze.

R.G.

Fonte: Antonella Orsi Orsi

Ulteriore chiarimento, perchè non è mai abbastanza come sono la cattiveria e le reazioni di certe persone.Il neurochirur...
01/09/2026

Ulteriore chiarimento, perchè non è mai abbastanza come sono la cattiveria e le reazioni di certe persone.

Il neurochirurgo e lo specialista di rianimazione e terapia intensiva che hanno raggiunto Alessandro Di Battista a non sono dovuti ad un trattamento di favore da parte dello Stato ma sono stati contattati dal presidente Giuseppe Conte.

Per quanto riguarda i costi tutto è a carico del MoVimento 5 Stelle e della società del Il Fatto Quotidiano
Altre spiegazioni?

Speriamo che stia meglio al più presto.
Elisa Guccione

Giuseppe Conte
Alessandro Di Battista


Fonte: Elisa Guccione

Alessandro Di Battista e gli infami. Era prevedibile, nella sua infamità, il dibattito sul “cittadino Di Battista che us...
31/08/2026

Alessandro Di Battista e gli infami.

Era prevedibile, nella sua infamità, il dibattito sul “cittadino Di Battista che usufruirà del volo di Stato. La casta che salva l’anticasta”.

Innanzitutto traspare evidente un godimento nel vedere un uomo in difficoltà che, in un momento drammatico, sarebbe costretto sulla sua pelle a ripudiare una delle sue battaglie, secondo la schifosa propaganda di queste persone.

Nel 2026 sono già stati effettuati 57 voli per cittadini italiani all’estero, con un protocollo che si attiva con diversi criteri che comprendono la gravità clinica.
Quindi non ci sarebbe nessun trattamento di favore. Nessuno.

Molti che fanno commenti sarcastici venderebbero la propria famiglia per uno scatto di carriera; Alessandro, che piaccia o no per le sue posizioni politiche, ha rifiutato due volte di fare il ministro della repubblica.

Questa gente non sopporta l’idea, ancora oggi, che delle persone senza clientele, senza legami con sponsor di potenti lobby e grandi gruppi editoriali, siano entrate in Parlamento e vi stiano facendo vedere da vent’anni che si può fare politica e rimanere liberi.
Ma non lo sopportano perché, guardandosi allo specchio sanno di non avere intimamente un minimo di forza morale per non cedere alle lusinghe di chicchessia.

La seconda infamità è: Alessandro Di Battista è andato a Cuba per documentare la situazione del popolo cubano che resiste, oltre ogni umana comprensione, ai soprusi degli Stati Uniti da decenni.
Molti scrivono: ora ti curano i tuoi amici cubani e non la sanità occidentale che tanto disprezzi. Peccato che fanno finta di non sapere che Il problema non è nella professionalità, ma nella mancanza di materie prime, anche banali, non solo mediche, che non arrivano a Cuba a causa dell’embargo.

Con questa infamità micidiale, non vi rendete neanche conto che state dando ragione a chi, come Di Battista e molti di noi, non sopporta l’idea di un mondo dove ci siano popoli che costruiscono il proprio benessere sulla pelle di altri, non tollera che lo strapotere e la prepotenza degli Stati Uniti affami un popolo perché c’è da combattere un nemico politico.

Le sento già le risposte: dai la colpa agli Stati Uniti e non ai tuoi amici comunisti che sono al regime.
Vedete, senza entrare nel giudizio di più di mezzo secolo di Cuba, in tutte le statistiche mondiali la sanità cubana è sempre stata un’eccellenza e le sue carenze non dipendono dalla competenza, ma dai mezzi.

Alessandro stava e sta facendo proprio questo: raccontare “la polvere del mondo”. Per raccontare invece la polvere che tenete costantemente sotto i vostri tappeti, non basterebbe un volume enciclopedico.

Tutta la comunità del Movimento 5 Stelle continua a essere vicino ad Alessandro e alla sua famiglia, in tutti i modi.
Perché non dimentichiamo chi ha fatto la storia del Movimento.

Riccardo Ricciardi

Indirizzo

Montescaglioso
75024

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