Progresso Sociale Valdarno

Siamo un'associazione politica di area centrosinistra, nata per riavviare il dibattito politico nel Valdarno e per promuovere nuove forme di partecipazione civica.

La nostra presa di posizione sulla spaccatura nel centrosinistra a Bucine: deporre i personalismi, sedersi a un tavolo e...
29/03/2024

La nostra presa di posizione sulla spaccatura nel centrosinistra a Bucine: deporre i personalismi, sedersi a un tavolo e costruire una proposta unitaria per il bene della comunità.

L’associazione politica Progresso Sociale Valdarno prende posizione in merito alla possibile spaccatura del centrosinistra di Bucine: la richiesta è una sola: fare un passo indietro per una proposta unitaria e vincente. Per questo è partita una lettera aperta a Nicola Benini e al circolo Pd del ...

31/12/2021

BUON ANNO!

L'Associazione politica Progresso Sociale Valdarno augura a tutte le cittadine e i cittadini valdarnesi un 2022 di vero Progresso Sociale:
• Nel quale possa trovare lavoro chi lo cerca,
• Che veda l'affermazione dei diritti inviolabili di ciascuno,
• Durante il quale cadano gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l'eguaglianza dei cittadini,
• Che sia un anno proficuo per l'accrescimento della cultura di ciascuno, anche grazie a nuovi investimenti in formazione, istruzione e ricerca,
• Che sia un anno che riporti la salute a tutti, nel quale forti delle dolorose esperienze passate negli ultimi due anni, si sia capaci di tornare ad investire nella sanità pubblica.

Auguri a tutti per un 2022 di Pace, che non è solo assenza di guerra ma anche ricerca dell'armonia nella società: che ciascuno sia capace di uscire dall'angolo di individualismo in cui ci ha confinati la paura, ascoltando la consapevolezza ancestrale dell'uomo: la paura si sconfigge in gruppo, non da soli.

Progresso Sociale chiede l'immediato intervento dei Sindaci del Valdarno a tutela dei pendolari della linea Arezzo-Firen...
22/12/2021

Progresso Sociale chiede l'immediato intervento dei Sindaci del Valdarno a tutela dei pendolari della linea Arezzo-Firenze, vittime da tempo di una situazione del trasporto pubblico insostenibile.

Disagi continui, ritardi e polemiche. Chi, in queste settimane, è costretto a prendere un treno e a viaggiare sulla tratta Arezzo-Firenze deve fare i conti con problemi di non poco conto, evidenziati, nelle ultime ore, dal movimento politico Progresso Sociale Valdarno, che ha chiesto anche un inter...

Progresso Sociale Valdarno prende posizioni sugli incarichi affidati dal Sindaco Silvia Chiassai Martini a quattro consi...
07/12/2021

Progresso Sociale Valdarno prende posizioni sugli incarichi affidati dal Sindaco Silvia Chiassai Martini a quattro consiglieri di maggioranza.

Progresso Sociale Valdarno, il nuovo movimento politico costituito nei mesi scorsi e presentato pochi giorni fa, prende posizione su quanto accaduto, a Montevarchi, in consiglio comunale, definendo “sconcertanti” alcuni aspetti emersi. Il riferimento è alla decisione del sindaco Silvia Chiassai...

Oggi ci trovate anche su La Nazione-Arezzo, che ringraziamo per l'attenzione dedicataci.
28/11/2021

Oggi ci trovate anche su La Nazione-Arezzo, che ringraziamo per l'attenzione dedicataci.

Grazie a Valdarno24 per il resoconto della nostra presentazione. All'interno potete ascoltare anche una intervista al no...
27/11/2021

Grazie a Valdarno24 per il resoconto della nostra presentazione. All'interno potete ascoltare anche una intervista al nostro presidente Mauro Valeri.

Stamani alla Bartolea di Montevarchi è stata presentata “Progresso Sociale Valdarno”, associazione politica costituita da un gruppo di cittadini. Sarà una sorta di laboratorio politico creato per far appassionare di nuovo le persone alla buona politica, dialogando su idee, progetti e questioni...

Appena conclusa la conferenza stampa di presentazione di Progresso Sociale Valdarno. Al centro del nostro intervento i m...
27/11/2021

Appena conclusa la conferenza stampa di presentazione di Progresso Sociale Valdarno. Al centro del nostro intervento i motivi che ci hanno portato a costituire l'associazione, la nostra scelta di campo, i valori di riferimento, il metodo di lavoro e gli obiettivi

Anche Progresso Sociale Valdarno prende posizione sui vergognosi insulti a Luca Canonici e sull'imbarbarimento della cam...
23/09/2021

Anche Progresso Sociale Valdarno prende posizione sui vergognosi insulti a Luca Canonici e sull'imbarbarimento della campagna elettorale sui social. Lo facciamo a partire dal ricordo di un grande politico.
Un'avvertenza: il post è lungo, ma in questa campagna elettorale così convulsa non fa male fermarsi dieci minuti a riflettere.

OGGI 23 SETTEMBRE E' IL COMPLEANNO DI ALDO MORO. IL 105°
È molto importante, per noi di Progresso Sociale Valdarno, celebrarlo proprio oggi, per quello che è stato, oltre la tragedia del suo sequestro e della strage della sua scorta.
Aldo Moro aveva un disegno politico lungimirante, che si è sviluppato nel corso di decenni con un obiettivo difficilissimo da raggiungere: l’allargamento della base sociale dello Stato.
Che significa coinvolgere strati sempre più ampi di popolazione nel governo del paese.
Dalla segregazione del potere, gestito dal fascismo abolendo la democrazia e riservandolo solo ad adepti scelti e nominati dal duce (o dal prefetto o dal podestà) “per i loro meriti” era necessario traghettare la società verso la diffusione del potere ed il suo esercizio in modo compiutamente democratico.
Il primo passo fu la realizzazione dei governi del “centro sinistra” che oggi sembrano una banalità: all’inizio degli anni sessanta significava portare nelle stanze del potere esponenti di partiti (sorti dal risorgimento o dalla resistenza) che avevano nei loro statuti la possibilità di prendere il potere con la rivoluzione.
Poi con la solidarietà nazionale, che addirittura apriva la possibilità di governare ad un partito (il PCI) che gli alleati atlantici dell’Italia consideravano un terminal della potenza avversaria.
Addirittura cercava un modo per “istituzionalizzare” le brigate rosse. Il resto del mondo ci è arrivato venti anni dopo, con i processi politici che hanno portato alla normalizzazione dell’IRA, dell’ETA, delle FARC.
Anche il suo riformismo perseguiva l’obiettivo dell’inclusione e dell’apertura dello stato ai cittadini: tra le sue riforme ricordiamo l’introduzione dell’educazione civica, l’abolizione dell’avviamento professionale con la riforma della scuola media e l’introduzione del suo obbligo (garantendo quella mobilità sociale che garantì allo Stato crescita e benessere).
Riformò il diritto di famiglia introducendo la parità di diritti e doveri tra i coniugi e il riconoscimento dei figli “comunque nati”.
Operò anche in campo internazionale, in modo significativo, facendo superare all’Italia il ruolo subalterno che il trattato di pace della seconda guerra mondiale le riservava in quanto paese sconfitto: con gli accordi sull’Alto Adige mise fine ai devastanti attentati degli anni cinquanta; collaborò alla definizione degli accordi di Helsinki che furono la vera causa della fine dell’Unione Sovietica; con gli accordi di Osimo mantenne (venti anni dopo la sua morte!) l’Italia fuori dalla guerra scoppiata con la fine della Jugoslavia.
E tutto questo fatto rivendicando orgogliosamente di essere soltanto un docente universitario, il suo vero lavoro. La politica era, per Moro, semplicemente servizio alla società.
Nel nostro piccolo e con le nostre capacità vorremmo perseguire un analogo obiettivo: riportare la politica ad essere un servizio agli altri e non un mezzo di prevaricazione. Riportare la politica al centro dell’interesse della gente come mezzo per tutelare e consolidare il bene comune, garantendo quel progresso sociale nel nome del quale ci siamo associati.
E proprio oggi, proprio in questo anniversario, dobbiamo assistere all’indegno spettacolo che “sedicenti politici” locali (un ex candidato sindaco e consigliere comunale, addirittura un presidente di consiglio comunale), mettono in scena portando avanti le loro tesi con un linguaggio che è la negazione esatta di quei principi con l’esaltazione dell’esclusione, della discriminazione, e con la contrapposizione intesa come valori in sé.

Viva il Progresso Sociale.
Viva la democrazia.
Viva l’Italia.

L'IMBARAZZANTE SILENZIO DI CHIASSAI E CANONICI SUI PROGRAMMI ELETTORALISiamo costretti, per la terza volta, a richiedere...
01/09/2021

L'IMBARAZZANTE SILENZIO DI CHIASSAI E CANONICI SUI PROGRAMMI ELETTORALI
Siamo costretti, per la terza volta, a richiedere a Silvia Chiassai Martini e a Luca Canonici la immediata presentazione dei loro programmi elettorali alle cittadine e ai cittadini del Comune di Montevarchi.
È imbarazzante il silenzio dei due aspiranti Sindaci in seguito al nostro appello a diffondere i programmi prima delle liste elettorali. E ancor più imbarazzante è il persistere in una strategia che prevede prima la presentazione dei candidati consiglieri e poi, forse, quella dei progetti per il futuro del nostro territorio. A questo punto ci sorge spontaneo un dubbio: chi si presenta nelle liste a sostegno di Chiassai Martini e Canonici sa quali sono le linee programmatiche portate avanti dalle due coalizioni? I partiti e le liste che compongono i due raggruppamenti si sono alleati sulla base di programmi o solo con l’unico obiettivo di far vincere il proprio candidato, considerando i programmi una mera formalità? Ad ormai un mese dalle elezioni è infatti difficile capire in che cosa diverge la visione di città di Silvia Chiassai Martini da quella di Luca Canonici. E osserviamo questo con dispiacere: non crediamo, infatti, che in politica tutto sia uguale; i princìpi, i valori di riferimento e le idee contano. Come cittadini interessati al bene del nostro territorio, vorremmo capire che cosa hanno in mente i due competitors per i prossimi cinque anni.

Lo sappiamo, siamo ripetitivi nel continuare a ba***re su questo tasto. Ma, come dicevano i latini, repetita iuvant. E quindi rinnoviamo la nostra richiesta a Silvia Chiassai Martini e Luca Canonici, nella certezza che questa volta vorranno dare ascolto a un gruppo di cittadini che desiderano esercitare il proprio diritto di voto in maniera consapevole. E per aiutarli a risponderci, precisiamo meglio quello che vogliamo conoscere:
1) Gli accordi programmatici in base ai quali sono state costruite le due coalizioni;
2) I programmi elettorali con i progetti per il prossimo quinquennio, corredati da una previsione di spesa per ciascuna proposta e dall’indicazione delle modalità con cui reperire le necessarie coperture finanziarie;
3) I progetti che i due candidati vorrebbero finanziare con il PNRR.

A questo ennesimo appello speriamo di ricevere una rapida risposta.
Cara Silvia Chiassai Martini e caro Luca Canonici, vi candidate a rappresentare i cittadini e ad ascoltare la loro voce. Di conseguenza, vi esortiamo a raccogliere l’appello di un’associazione del vostro territorio e a darci una risposta. Altrimenti ne trarremo le dovute conclusioni, vale a dire che dei programmi, ancora, non c’è neppure l’ombra.

Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le voci secondo cui alcuni soci della nostra Associazione sarebbero candidati n...
27/08/2021

Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le voci secondo cui alcuni soci della nostra Associazione sarebbero candidati nelle liste a sostegno di Silvia Chiassai e Luca Canonici per le prossime elezioni amministrative di Montevarchi. Progresso Sociale Valdarno smentisce nettamente queste dicerie: nessun socio sarà candidato in uno dei due schieramenti né, tantomeno, sarà presente una lista di Progresso Sociale Valdarno in questa tornata elettorale, nonostante le pressanti richieste in tal senso venute da entrambe le parti

Lo ha annunciato l'associazione a seguito di alcune voci che indicavano la presenza di alcuni esponenti negli schieramenti di Canonici e Chiassai.

DA CONFUCIO UNA LEZIONE PER LA POLITICA MONTEVARCHINAIn attesa che i nostri candidati a Sindaco comunichino il loro prog...
17/08/2021

DA CONFUCIO UNA LEZIONE PER LA POLITICA MONTEVARCHINA
In attesa che i nostri candidati a Sindaco comunichino il loro programma, vorremmo ricordare un detto di Confucio che li potrebbe illuminare sulle priorità da assegnare alle scelte amministrative che vorranno compiere.

Un giorno un discepolo chiese a Confucio: “Se un re vi affidasse un territorio da governare, secondo le vostre idee, che fareste per prima cosa?”
Confucio rispose: “Il mio primo dovere sarebbe, certamente, quello di rettificare i nomi”.
Udendo questo il discepolo rimase perplesso: “Rettificare i nomi? E sarebbe questa la vostra priorità? È uno scherzo?” Confucio dovette spiegare: “Se i nomi non sono corretti, se non corrispondono alla realtà, il linguaggio è privo di oggetto. Se il linguaggio è privo di oggetto agire diventa impossibile e quindi tutte le faccende umane vanno a rotoli e gestirle diventa impossibile e senza senso. Per questo il primo compito di un vero uomo di stato diventa rettificare i nomi”.
(L. Leys - I detti di Confucio)

Portiamo un esempio concreto: la delibera con cui la Giunta di Montevarchi ha approvato lo stanziamento di € 40.000 per l’attuazione di un “SISTEMA INTEGRATO PER L’EROGAZIONE DEI BUONI SPESA DIGITALI PER RIDURRE L’IMPATTO SOCIALE ED ECONOMICO DEL CORONAVIRUS”. Nella delibera si fa esplicito riferimento alle “Fasce deboli”:
“Ritenuto adottare ulteriori misure specifiche integrative e attuative dei provvedimenti statali e regionali, volte da un lato al contenimento della diffusione del contagio da COVID-19 e dall’altro alla predisposizione di azioni di assistenza alla popolazione ed in particolare alle fasce deboli”
Ecco a cosa alludeva Confucio: cosa saranno mai le fasce deboli? Cosa significano questi termini?
Se esaminiamo la delibera le categorie che vengono interessata dal beneficio sono 3. Sicuramente le “fasce deboli” saranno tra loro:
1) La delibera prevede una consulenza specifica a vantaggio di “un partner esperto in Tecnologie di informazioni e comunicazione (ICT)”:
“Ritenuto avvalersi di un partner esperto in Tecnologie di informazioni e comunicazione (ICT) che possa mettere a disposizione le proprie soluzioni prodotto e permettendo al Comune di Montevarchi ed aziende private di garantire la continuità dei servizi nei confronti dei propri clienti/cittadini “
La consulenza sarebbe quindi a vantaggio non solo dell’istituzione Comune ma anche delle “aziende private”. Un mercato sterminato. Se la fascia debole è questa effettivamente il problema sembra risolto.
2) La delibera dichiara che il provvedimento è anche a beneficio di alcuni commercianti: il buono spesa infatti potrà essere utilizzato:
“presso gli esercizi di vicinato alimentare e non alimentare ed esercizi di vendita e somministrazione di alimenti e bevande” con esclusione delle medie e grandi strutture di vendita.
I sospetti che le “fasce deboli” a cui si riferisce la Giunta siano queste sono molto fondati: si è creato un budget di spesa potenziale di € 200.000 (i buoni non sono cumulabili e sono riscattabili solo se utilizzati in una spesa di almeno € 50) dedicato ad una categoria che può concorrervi infischiandosene delle regole del libero mercato, perché, sostiene la delibera:
“è di competenza della Giunta comunale, in quanto organo di indirizzo politico, l’assunzione del presente atto laddove esistono margini di discrezionalità”
Si comprende il plauso delle associazioni dei commercianti, che addirittura dimenticano la pressoché contestuale apertura di una nuova struttura “medio-grande” alle porte del centro cittadino.
3) Una cosa è certa: le fasce deboli non coincidono con i destinatari dei buoni. Infatti i buoni sono per tutti i 20.414 residenti maggiorenni (udite udite SENZA DISTINZIONE PER CITTADINANZA) e non è prevista alcuna selezione tra di essi se non quella di avere già in tasca € 40 per poter incassare il bonus, e di essere più veloci degli altri. Tra l’altro sembra che si possano comprare anche € 50 di caramelle o altri beni voluttuari senza che il Sindaco si alteri.
Parafrasando un vecchio tormentone pubblicitario di ovetti e sorprese suggeriamo il seguente slogan
“Un cittadino su cinque avrà uno di noi”

Ha proprio ragione Confucio: senza il significato dei nomi le politiche diventano senza senso.
FASCE DEBOLI ha un suo significato, indica gruppi di persone ben precisi, minoritari nella nostra società, che vivono nel disagio.
Solo ritornando al significato se ne capisce la gravità e si capisce la “bestemmia politica” di invocarne il concetto in un contesto come questo. Anche solo utilizzando dati generali dell’ISTAT è possibile individuare tali fasce (vedi immagine)

Ma la confusione sul significato dei nomi non risparmia neanche l’opposizione che è parte del Consiglio Comunale, cioè dell’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del comune.
Lo scorso 8 agosto le opposizioni sono intervenute su questo argomento, dopo che il Sindaco lo ha illustrato alla stampa. Ma la delibera è datata 8 luglio e la pubblicazione è stata fatta il 13 luglio.
Cari oppositori, supponiamo che anche Confucio abbia a suo tempo ricordato ai discepoli che il significato di “Controllo politico amministrativo” non corrisponde all’azione di lettura della rassegna stampa!

Oggi ci trovate anche su La Nazione
15/08/2021

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