22/03/2018
Chiassai Martini annaspa nella sua incapacità di governare e continua a gettare fango sulla città e il patrimonio pubblico. Eppure, per alcuni edifici almeno come l’ex Palazzo del Podestà si è messa quella fascia che le piace tanto e lo ha inaugurato, presentato a delegazioni straniere e ospiti illustri. Quando gli comoda è un’eccellenza, quando è alle strette perché non riesce a dare seguito alle tante promesse fatte (vedi Stadio, Teatro Impero ecc) allora rappresenta uno spreco del passato. Per evitarle di incorrere in qualche refuso la informiamo che non tutti gli immobili pubblici derivano dal settantennio repubblicano nel quale si è dovuto tenerli in ordine e ristrutturarli. La Ginestra, ad esempio, nasce come Monastero nel VII secolo. La Bartolea fu donata alla comunità da un grande concittadino, il notaio Bartoli. Palazzo Martini invece, fu acquistato nei primi anni Quaranta del Novecento dal Podestà dell’epoca. Al Ventennio risale la costruzione dell’Ex Gil, del Palazzo del Fascio e altre strutture in disponibilità dell’amministrazione. Comprendiamo che per lei senese, e i suoi assessori e consulenti terranuovesi e sangiovannesi molte cose della storia cittadina sfuggano e tutto sia un “peso del passato”. Sfugge loro( ma non ai cittadini) anche il fatto che dopo due anni di governo è sempre più ridicolo dare la colpa agli altri senza poter vantare della propria azione nulla se non la tentata vendita del verde pubblico per una nuova cementificazione. Dal suo insediamento Chiassai Martini ha inaugurato opere che altri, nel tempo, avevano progettato e finanziato senza neanche sentire il dovere morale di citarli e ringraziarli. Chi la sostituirà non avrà la stessa fortuna. Al massimo inaugurerà qualche rattoppo di buche fatto così così. A Chiassai Martini peraltro suggeriamo di usare e dosare meglio le parole. In un post su FB di qualche giorno addietro ha sostenuto che ci sono le buche per le strade perché “i tecnici” le hanno detto che l’asfalto usato “fatto fare in passato magari commissionato a qualche amico è stato fatto male”. Visto che non siamo al Bar Sport ma a gestire la cosa pubblica , ora Chiassai Martini faccia i nomi dei tecnici che hanno espresso tale parere in merito. E faccia anche i nomi degli “amici” che hanno beneficiato degli appalti non eseguendoli, evidentemente, a regola d’arte. Poi spedisca tutto alla Magistratura per gli atti di competenza. Ne va della sua credibilità già, ampiamente, ammaccata. Altrimenti non potremo che qualificare il suo governare con lo slogan “Chiacchere non fatti”.