31/08/2026
"๐๐๐ซ ๐ฉ๐ข๐ฎฬ ๐๐ข ๐ฏ๐๐ง๐ญโ๐๐ง๐ง๐ข ๐ข๐ฅ ๐ซ๐๐ ๐ข๐ฆ๐ ๐๐๐ฌ๐๐ข๐ฌ๐ญ๐ ๐๐ฏ๐๐ฏ๐ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ข๐๐ข๐ญ๐จ ๐๐ข ๐๐ฌ๐ฉ๐จ๐ซ๐ซ๐ ๐ฌ๐ข๐ฆ๐๐จ๐ฅ๐ข ๐๐ก๐ ๐ง๐จ๐ง ๐๐จ๐ฌ๐ฌ๐๐ซ๐จ ๐ซ๐ข๐๐จ๐ง๐๐ฎ๐๐ข๐๐ข๐ฅ๐ข ๐๐ฅ ๐๐๐ฌ๐๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ ๐ฌ๐ญ๐๐ฌ๐ฌ๐จ, ๐ ๐ฉ๐๐ซ ๐ญ๐ฎ๐ญ๐ญ๐ข ๐ช๐ฎ๐๐ ๐ฅ๐ข ๐๐ง๐ง๐ข ๐๐ซ๐ ๐ฌ๐ญ๐๐ญ๐จ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ข๐๐ข๐ญ๐จ ๐๐๐ฅ๐๐๐ซ๐๐ซ๐ ๐ข๐ฅ ๐๐ซ๐ข๐ฆ๐จ ๐๐๐ ๐ ๐ข๐จ."
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Non dimentichiamo cosa รจ stato il fascismo.
Grazie Archivio Fotografico Montoriese.
IL PRIMO MAGGIO DI FINE ANNI '40
Partendo dai racconti di Lucio Nallira, memoria storica montoriese, uomo di cultura e grande attivista del Partito Comunista della sezione locale, e con lโausilio dellโintelligenza artificiale, ho provato a ricostruire uno dei cortei che sfilavano per le vie del paese la notte del Primo di Maggio e che portavano โin processioneโ la falce e martello.
Per piรน di ventโanni il regime fascista aveva proibito di esporre simboli che non fossero riconducibili al fascismo stesso, e per tutti quegli anni era stato proibito celebrare il Primo Maggio, per cui possiamo solo immaginare lโentusiasmo e la voglia di libertร che spingevano uomini e donne, operai, artigiani e contadini a sfilare con quella gigantesca falce e martello.
Ricordiamo che la stessa fu costruita proprio a questo scopo, e solo diversi anni dopo venne installata nel muraglione sul Vomano.
Forse la ricostruzione รจ un po fantasiosa, ma mi interessava poter contribuire a trasmettere lโatmosfera che ci poteva essere durante il corteo.
Questa รจ la storia raccontatami da Lucio Nallira:
"La grande falce e martello, alta piรน di 3 metri, fu realizzata intorno al 1948 a Montorio al Vomano dai giovani fabbri Bruno e Lenin Di Donatantonio, sullโidea e con la collaborazione di alcuni attivisti della locale sezione del Partito Comunista, tra i quali Walter Santarelli. Fu costruita in lastre di metallo, sagomate e saldate, e verniciata di rosso vermiglio.
Si decise di realizzarla nellโimmediato dopoguerra, in un periodo di grande confronto politico tra Partito Comunista e Democrazia Cristiana, alla vigilia di elezioni amministrative, dove a Montorio i comunisti e i socialisti si unirono in una unica lista per fronteggiare i democristiani: allโepoca il Partito Comunista aveva come simbolo falce, martello e stella, i socialisti invece una falce e martello poggiata su un libro aperto.
Quindi la lista si presentรฒ alle elezioni con i due elementi comuni ai due partiti: la falce e il martello.
Essa perรฒ allโinizio non era posizionata sul muraglione sul fiume Vomano, come avvenne piรน tardi, ma ogni 30 aprile, e per diversi anni, veniva portata sulla sommitร del Colle di Montorio e issata in piedi e molto visibile da qualunque punto del paese, anche perchรฉ vi era un attivista del partito che veniva e che lavorava nelle centrali della Terni, il quale provvedeva ad illuminarla con dei grandi e potenti fari.
Il simbolo era stato verniciato di rosso brillante, quindi molto ben visibile. Veniva portata quindi sul Colle, come detto, ogni 30 aprile per i grandi festeggiamenti per la ricorrenza del 1ยฐ Maggio, festa dei lavoratori, e li rimaneva per altri tre giorni, fino al 3 di maggio.
Il 1ยฐ Maggio era allora una festa molto sentita da tutta la popolazione e vi erano numerose iniziative.
La sera del 30 aprile, poco prima della mezzanotte, nei pressi della falce e martello posizionata nella parte alta del paese, si radunava una grande folla di lavoratori e attivisti dei partiti di sinistra; da li partiva un grande corteo che girava per le strade di Montorio inneggiando canti delle lotte sindacali e della tradizione della sinistra italiana e internazionale.
Molto singolare era una canzone che veniva cantata sullโaria del Va Pensiero di Verdi ma con il testo cambiato con parole inneggianti alle lotte del lavoro.
Dopo il 3 maggio il simbolo veniva riposto in un magazzino, non specificato, per essere tirato fuori lโanno successivo".
Ricordo molto bene che Lucio mi raccontรฒ la storia con enfasi ed entusuiasmo, quasi con commozione, addirittura cantandomi il Va Pensiero con le parole del testo cambiato, che ricordava perfettamente, come si faceva in quel corteo.
Un vero peccato non averle potute trascrivere.