ANPI Sezione di Montorio al Vomano

ANPI Sezione di Montorio al Vomano ANPI Sezione Montorio al Vomano รจ un'associazione apartitica che si occupa di preservare la memoria e diffondere i valori della Resistenza.

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08/09/2026

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In occasione dell'83ยฐ anniversario dell'armistizio dell'8 settembre 1943, stasera Rai Storia trasmette dalle 21:15 alle 22:15 il documentario realizzato da 3D Produzioni con il patrocinio di ANEI Milano. Il lavoro, firmato da Marco Brando per il soggetto e da Marialuisa Miraglia per regia e sceneggiatura, racconta la scelta di centinaia di migliaia di soldati italiani che rifiutarono di aderire al nazifascismo.

Per chi non riuscisse a vederlo in TV, il filmato resterร  disponibile in streaming su RaiPlay per 15 giorni. รˆ inoltre possibile organizzare proiezioni del docufilm in scuole, cinema e circoli scrivendo all'indirizzo [email protected].






Vania Calandrelli

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04/09/2026

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La tragedia della famiglia di Pietralata, a Roma, dove due genitori si sono tolti la vita insieme alla loro bambina di 5 anni affetta da una grave disabilitร , lascia uno sconcerto profondo. Ma soprattutto, lascia una domanda a cui non possiamo sottrarci.
Quella frase incisa nei biglietti d'addio ยซDa soli non ce la facciamoยป non รจ solo il grido di disperazione di una famiglia. รˆ la condanna di un modello di societร  che sta sgretolando i legami comunitari e lasciando i piรน fragili nell'isolamento assoluto.

Per l'ANPI l'antifascismo รจ attuazione quotidiana della Costituzione: solidarietร , giustizia sociale e cura delle persone.

L'Articolo 3 della nostra Costituzione parla chiaro: ยซรˆ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertร  e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umanaยป. Quando uno Stato sociale arretra, quando la cura e la disabilitร  vengono delegate interamente al peso economico e psicologico delle singole famiglie, la Costituzione viene tradita.
Non possiamo accettare che la solitudine diventi una sentenza. Dobbiamo ricostruire comunitร  capaci di posare lo sguardo sull'altro, di intercettare il dolore invisibile e di pretendere servizi pubblici, assistenza e dignitร  per tutti.
Nessuno deve piรน sentirsi solo. Nessuno deve piรน pensare che non ci sia alternativa.



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31/08/2026

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๐ŸŒน
Non dimentichiamo cosa รจ stato il fascismo.

Grazie Archivio Fotografico Montoriese.



IL PRIMO MAGGIO DI FINE ANNI '40

Partendo dai racconti di Lucio Nallira, memoria storica montoriese, uomo di cultura e grande attivista del Partito Comunista della sezione locale, e con lโ€™ausilio dellโ€™intelligenza artificiale, ho provato a ricostruire uno dei cortei che sfilavano per le vie del paese la notte del Primo di Maggio e che portavano โ€œin processioneโ€ la falce e martello.

Per piรน di ventโ€™anni il regime fascista aveva proibito di esporre simboli che non fossero riconducibili al fascismo stesso, e per tutti quegli anni era stato proibito celebrare il Primo Maggio, per cui possiamo solo immaginare lโ€™entusiasmo e la voglia di libertร  che spingevano uomini e donne, operai, artigiani e contadini a sfilare con quella gigantesca falce e martello.

Ricordiamo che la stessa fu costruita proprio a questo scopo, e solo diversi anni dopo venne installata nel muraglione sul Vomano.
Forse la ricostruzione รจ un po fantasiosa, ma mi interessava poter contribuire a trasmettere lโ€™atmosfera che ci poteva essere durante il corteo.

Questa รจ la storia raccontatami da Lucio Nallira:
"La grande falce e martello, alta piรน di 3 metri, fu realizzata intorno al 1948 a Montorio al Vomano dai giovani fabbri Bruno e Lenin Di Donatantonio, sullโ€™idea e con la collaborazione di alcuni attivisti della locale sezione del Partito Comunista, tra i quali Walter Santarelli. Fu costruita in lastre di metallo, sagomate e saldate, e verniciata di rosso vermiglio.

Si decise di realizzarla nellโ€™immediato dopoguerra, in un periodo di grande confronto politico tra Partito Comunista e Democrazia Cristiana, alla vigilia di elezioni amministrative, dove a Montorio i comunisti e i socialisti si unirono in una unica lista per fronteggiare i democristiani: allโ€™epoca il Partito Comunista aveva come simbolo falce, martello e stella, i socialisti invece una falce e martello poggiata su un libro aperto.
Quindi la lista si presentรฒ alle elezioni con i due elementi comuni ai due partiti: la falce e il martello.

Essa perรฒ allโ€™inizio non era posizionata sul muraglione sul fiume Vomano, come avvenne piรน tardi, ma ogni 30 aprile, e per diversi anni, veniva portata sulla sommitร  del Colle di Montorio e issata in piedi e molto visibile da qualunque punto del paese, anche perchรฉ vi era un attivista del partito che veniva e che lavorava nelle centrali della Terni, il quale provvedeva ad illuminarla con dei grandi e potenti fari.

Il simbolo era stato verniciato di rosso brillante, quindi molto ben visibile. Veniva portata quindi sul Colle, come detto, ogni 30 aprile per i grandi festeggiamenti per la ricorrenza del 1ยฐ Maggio, festa dei lavoratori, e li rimaneva per altri tre giorni, fino al 3 di maggio.
Il 1ยฐ Maggio era allora una festa molto sentita da tutta la popolazione e vi erano numerose iniziative.

La sera del 30 aprile, poco prima della mezzanotte, nei pressi della falce e martello posizionata nella parte alta del paese, si radunava una grande folla di lavoratori e attivisti dei partiti di sinistra; da li partiva un grande corteo che girava per le strade di Montorio inneggiando canti delle lotte sindacali e della tradizione della sinistra italiana e internazionale.

Molto singolare era una canzone che veniva cantata sullโ€™aria del Va Pensiero di Verdi ma con il testo cambiato con parole inneggianti alle lotte del lavoro.
Dopo il 3 maggio il simbolo veniva riposto in un magazzino, non specificato, per essere tirato fuori lโ€™anno successivo".

Ricordo molto bene che Lucio mi raccontรฒ la storia con enfasi ed entusuiasmo, quasi con commozione, addirittura cantandomi il Va Pensiero con le parole del testo cambiato, che ricordava perfettamente, come si faceva in quel corteo.

Un vero peccato non averle potute trascrivere.

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25/08/2026

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Ringraziamo Angelo Di Donatantonio per aver condiviso con noi questa bellissima e preziosa fotografia della sua famiglia.

Nella foto:
da sinistra in alto: Pasquale Di Donatantonio e Mario Di Donatantonio.
Al centro: Lucia Modesti, Franceschina Di Donatantonio, Costanza (moglie di Pasquale), Angelo Di Donatantonio e Serafino Di Donatantonio.

Sullo sfondo si intravede la Falce e Martello costruita nella bottega artigiana della famiglia, un simbolo che custodisce la storia delle lotte dei lavoratori che, dopo il buio del fascismo, hanno lottato per conquistare diritti, dignitร  e democrazia per il nostro Paese. Una memoria familiare che si fa memoria collettiva e che merita di essere difesa.

Ancora grazie di cuore ad Angelo Di Donatantonio per questa bellissima testimonianza.

Aggiungiamo a questi post il link di un preziosissimo contributo di Archivio Fotografico Montoriese che non ringrazieremo mai abbastanza per il lavoro che svolge.

https://www.facebook.com/share/p/1Eo7xqnK3F/




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19/08/2026

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Nella giornata di oggi รจ stato rimosso il simbolo in metallo della falce e martello, collocato sul muraglione del fiume Vomano.
Rimozione eseguita in attuazione di un'Ordinanza Sindacale.

Come Sezione ANPI di Montorio al Vomano, intendiamo offrire alla cittadinanza una ricostruzione storico-documentaristica per dare il giusto valore a un oggetto che fa parte della memoria collettiva del nostro paese.

Quella grande "falce e martello", alta tra i 3 e i 4 metri, non รจ un "elemento abusivo", ma una importante testimonianza di storia locale.

Una storia che parte dal 1948.
Secondo i ricordi orali raccolti prima della sua scomparsa da Lucio Nallira, memoria storica montoriese, lโ€™opera fu realizzata intorno al 1948 dai giovani fabbri Bruno e Lenin Di Donatantonio insieme ad alcuni attivisti locali, tra cui Walter Santarelli.

Nacque nellโ€™immediato dopoguerra alla vigilia delle elezioni amministrative, quando il Partito Comunista e il Partito Socialista si unirono in un'unica lista: scelsero come simbolo proprio la falce e il martello, gli elementi d'unione tra le due forze politiche.

Realizzata in lastre di metallo saldate e verniciata di rosso vermiglio, per anni non รจ rimasta sul muro del fiume.
Ogni 30 aprile, in occasione della Festa dei Lavoratori, veniva portata sulla sommitร  del Colle di Montorio (dove oggi sorge la croce luminosa). Lรฌ veniva illuminata con potenti fari da un operaio delle centrali della Terni e rimaneva visibile a tutto il paese fino al 3 maggio, mentre la sera del 30 aprile partivano i cortei dei lavoratori che cantavano inni sulle note del Va' Pensiero di Verdi.

Solo verso la metร  degli anni โ€™50 fu posizionata dal maniscalco Serafino Di Donatantonio sul muraglione contiguo alla sua abitazione sul Vomano, dove per decenni รจ stata curata e conservata, visibile anche per chi attraversava il ponte della SS80.

Vogliamo sottolineare che non si tratta solo di salvaguardare un documento storico, ma anche di avere rispetto.

Rispetto per uomini e donne di Montorio, ormai scomparse, che nell'immediato dopoguerra credevano in una politica fatta di passione, di sacrifici e di dignitร .
Un'epoca in cui le forze politiche portavano avanti un sogno collettivo di riscatto e ricostruzione, spinto da ideali puri per cui valeva la pena impegnarsi e lottare insieme.

๐‚๐ก๐ข๐ž๐๐ข๐š๐ฆ๐จ ๐ซ๐ข๐ฌ๐ฉ๐ž๐ญ๐ญ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ข ๐ง๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ข ๐ฉ๐š๐๐ซ๐ข ๐ž ๐ข ๐ง๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ข ๐ง๐จ๐ง๐ง๐ข, ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ข ๐ฅ๐จ๐ซ๐จ ๐ข๐๐ž๐š๐ฅ๐ข antifascisti ๐๐ข ๐œ๐ฎ๐ข ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ฌ๐ข๐š๐ฆ๐จ ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž๐ซ๐ž ๐จ๐ซ๐ ๐จ๐ ๐ฅ๐ข๐จ๐ฌ๐ข!

Prendiamo atto che la rimozione รจ stata motivata da ragioni di pubblica incolumitร .
Tuttavia, la stessa Ordinanza stabilisce chiaramente:

Il divieto assoluto di distruzione, smaltimento o alienazione del manufatto;

L'obbligo di trasferimento e custodia presso un deposito comunale idoneo;

Che la misura non pregiudica le successive decisioni circa la sua conservazione o ricollocazione.

La passione, la fatica e i sogni di chi ha creduto in un mondo piรน giusto non possono finire dimenticati nell'ombra di un magazzino o peggio ve**re rottamati.

๐‘น๐’†๐’๐’…๐’†๐’“๐’† ๐’๐’Ž๐’‚๐’ˆ๐’ˆ๐’Š๐’ ๐’‚ ๐’’๐’–๐’†๐’ ๐’Ž๐’‚๐’๐’–๐’‡๐’‚๐’•๐’•๐’ ๐’”๐’Š๐’ˆ๐’๐’Š๐’‡๐’Š๐’„๐’‚ ๐’‘๐’๐’“๐’•๐’‚๐’“๐’† ๐’“๐’Š๐’”๐’‘๐’†๐’•๐’•๐’ ๐’‚๐’๐’๐’† ๐’๐’๐’”๐’•๐’“๐’† ๐’“๐’‚๐’…๐’Š๐’„๐’Š ๐’† ๐’‚ ๐’•๐’–๐’•๐’•๐’Š ๐’„๐’๐’๐’๐’“๐’ ๐’„๐’‰๐’† ๐’‰๐’‚๐’๐’๐’ ๐’”๐’‘๐’†๐’”๐’ ๐’๐’‚ ๐’—๐’Š๐’•๐’‚ ๐’‘๐’†๐’“ ๐’๐’‚ ๐’๐’Š๐’ƒ๐’†๐’“๐’•๐’‚ฬ€ ๐’† ๐’Š๐’ ๐’๐’‚๐’—๐’๐’“๐’.

L'ANPI chiede formalmente al Comune di conoscere il luogo di custodia del manufatto e contestualmente un'iniziativa per il restauro e la valorizzazione del manufatto storico.

La memoria ci appartiene, non restiamo indifferenti.

(Nei commenti la ricostruzione storica completa dettata da Lucio Nallira e la foto d'epoca dell'Arch. Luigi Santarelli)



Comune di Montorio al Vomano

CGIL Teramo

Sul Centro di oggi.
17/08/2026

Sul Centro di oggi.

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16/08/2026

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Oggi, come Sezione ANPI di Montorio, abbiamo vissuto un momento di profonda commozione e di straordinario valore civile a Cesacastina, nel Comune di Crognaleto. Insieme alla comunitร , al Sindaco Orlando Persia e ai tanti cittadini presenti, ci siamo stretti attorno alla famiglia Calandrelli per la posa della Pietra dโ€™Inciampo dedicata all'Internato Militare Arnolfo Calandrelli

Arnolfo fu uno dei 600.000 Internati Militari Italiani (IMI) che, allโ€™indomani dellโ€™8 settembre 1943, trovarono la forza e la dignitร  di dire un NO fermo e intransigente al fascismo e al nazismo. Un "no" detto nel buio e nella solitudine della deportazione, rifiutando di imbracciare le armi al fianco degli oppressori. La loro รจ stata a tutti gli effetti una Resistenza senza armi, fatta di privazioni, fame, lavoro forzato e pagata da Arnolfo con il sacrificio della vita nel lager di Hemer.

Se oggi questa storia parla di nuovo a tutti noi, lo dobbiamo allo straordinario impegno e alla tenacia della sua famiglia. I nipoti non hanno mai smesso di cercare, di scavare tra i documenti e di pretendere veritร , fino a ritrovare i suoi resti a Francoforte e a riportarlo a casa nel 2011.
La dedica di questa Pietra d'Inciampo rappresenta il giusto compimento di questo lungo cammino di amore e di memoria.

Da oggi anche Cesacastina entra ufficialmente a far parte del piรน grande monumento diffuso d'Europa. Questa pietra dorata incastonata a terra รจ un presidio vivo per la nostra comunitร : costringe chiunque vi passi davanti a "inciampare" con il pensiero e ad abbassare lo sguardo per leggere il nome di Arnolfo, compiendo cosรฌ un inchino simbolico di rispetto verso chi รจ caduto per la nostra libertร .

Come ANPI raccogliamo con orgoglio e responsabilitร  l'insegnamento di Arnolfo e la testimonianza della sua famiglia: il coraggio delle proprie idee e la fedeltร  alla propria coscienza sono fari che dobbiamo continuare a difendere ogni giorno.








Vania Calandrelli

Condividiamo il saluto resistente di Giovanni Bloisi, ciclista della memoria, che oggi con la sua bicicletta รจ a Sant'An...
12/08/2026

Condividiamo il saluto resistente di Giovanni Bloisi, ciclista della memoria, che oggi con la sua bicicletta รจ a Sant'Anna di Stazzema.
Grazie Giovanni!

https://www.ciclistadellamemoria.com/

โ€œI nazisti sbatterono fuori le pecore da una stalla e fecero entrare noi. Mamma mi nascose in una nicchia dietro la port...
12/08/2026

โ€œI nazisti sbatterono fuori le pecore da una stalla e fecero entrare noi. Mamma mi nascose in una nicchia dietro la porta. โ€˜Non ti muovere per niente al mondoโ€™, mi disse. Le scaricarono un mitra addosso. Era ferita alla testa ma trovรฒ la forza per scagliare uno zoccolo verso un soldato che stava per scoprirmi. Morรฌ. Morirono tutti. Poi aprirono i lanciafiamme sulla paglia e sui cadaveri e ci diedero fuoco.
Mi tirarono fuori da lรฌ bruciato e vivo per caso.

Allโ€™ospedale dissero che non cโ€™era piรน niente da fare, avevo ustioni di terzo grado e i polmoni scoperti. Allora zia Lola mi portรฒ in un convento di suore di Marina di Pietrasanta e ci rimasi piรน di un anno. Mi mettevano al sole per curarmi le piaghe e facevano di tutto per tenermi le mosche lontane. Un giorno del 1945 bussarono alla porta. Era il mio babbo, un alpino finito prigioniero in Russia, di cui non sapevamo piรน niente. In mezzo a tanto dolore, fu bellissimo.

Se mamma avesse una tomba tutta sua io e papร  accanto al nome avremmo messo questa foto. Invece quando riesumarono i resti dalla grande fossa comune dove i tedeschi avevano ammassato le vittime di Santโ€™Anna di Stazzema, trovarla in quel macello di ossa bruciate fu impossibile. Ci provai anche io, che allora avevo solo 10 anni, ma fu inutile.

A Santโ€™Anna dal 1945 ci torno due volte allโ€™anno, il 2 novembre e il 12 agosto. Non smisi nemmeno quando nacquero i miei figli. Me li caricavo sulle spalle e con mia moglie prendevo la mulattiera che quel giorno del 1943 percorsi con la mamma. Oggi ci porto i ragazzi delle scuole.โ€

- La storia raccontata al Corriere di Mario Marsili, uno dei pochi superstiti ancora in vita di una delle peggiori stragi della Seconda guerra mondiale, quella di Santโ€™Anna di Stazzema, avvenuta il 12 agosto 1944.
560 civili uccisi, di cui solo 393 identificati.



UNA PIETRA Dโ€™INCIAMPO PER ARNOLFO CALANDRELLI: IL RITORNO A CASA E IL VALORE DELLA MEMORIALa storia di Arnolfo Calandrel...
12/08/2026

UNA PIETRA Dโ€™INCIAMPO PER ARNOLFO CALANDRELLI: IL RITORNO A CASA E IL VALORE DELLA MEMORIA

La storia di Arnolfo Calandrelli รจ la storia di una scelta di dignitร  e di libertร .

Catturato dopo il 9 settembre 1943 in Albania, Arnolfo fu uno dei 600.000 Internati Militari Italiani (IMI) che dissero un no fermo e coraggioso al nazifascismo, rifiutandosi di continuare a combattere al fianco dei nazisti. Fu deportato prima nel campo XII D di Treviri, poi a Bathorn (lager VI C) e infine ad Hemer (lager VI A), dove trovรฒ la morte.

Per decenni la sua famiglia non ha mai smesso di cercarlo, attraversando anni di notizie mancanti, speranze e burocrazia. Poi, il ritrovamento dell'ultima lettera inviata dal campo di Hemer ha riacceso il cammino del ricordo:
Nel 1997 la scoperta della sua sepoltura nel Cimitero Militare Italiano d'Onore a Francoforte sul Meno.
Nel 2011, grazie al tenace impegno dei nipoti, il rientro delle sue spoglie in Italia per riposare a Cesacastina, vicino ai suoi cari.
Riconosciuto con la Medaglia d'Onore alla Memoria, la sua vicenda รจ diventata anche materia di studio presso la Sapienza di Roma con il Prof. Luciano Zani.

Oggi si aggiunge l'ultimo, fondamentale tassello per onorare il suo sacrificio: la posa della Pietra d'Inciampo.

Domenica 16 Agosto 2026
Ore 11:00
Cesacastina (Comune di Crognaleto)

La cerimonia sarร  presieduta dal Sindaco Orlando Persia e vedrร  la partecipazione della famiglia, dell'ANPI e della cittadinanza per rendere omaggio a un eroe silenzioso della nostra storia.

Invitiamo tutta la comunitร  a stringersi attorno alla famiglia Calandrelli e a partecipare a questo fondamentale momento di Memoria collettiva.

โ€œChi dimentica il passato รจ condannato a ripeterlo."


Vania Calandrelli
Comune di Crognaleto (TE)
Persia








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