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01/09/2026
31/08/2026
La priorità non è chi fa il capo della coalizione, ma dire ai cittadini come vogliamo cambiare il Paese. Qui sotto l'int...
30/08/2026

La priorità non è chi fa il capo della coalizione, ma dire ai cittadini come vogliamo cambiare il Paese.

Qui sotto l'intervista di Nicola Fratoianni oggi a la Repubblica, buona lettura 👇🏽

❓Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, lei è sempre dell’idea che le primarie è meglio evitarle?
🎙️«Sono mesi che lo sostengo, fin da quando è cominciato questo dibattito surreale».

❓Perché lo trova surreale?
🎙️«Perché chi si è mobilitato allora per difendere la Costituzione forse si aspettava qualcosa di diverso da una discussione tutta con concentrata su chi debba essere il capo del prossimo governo di centrosinistra».

❓Legge elettorale o meno, non è un elemento di chiarezza presentarsi con un nome?
🎙️«Credo che gli elettori continuino a chiederci cosa faremo se vinciamo le elezioni: qual è la nostra agenda politica, come possiamo restituire speranza a un Paese che l’ha persa?».

❓Quindi non è una discussione da fare adesso?
🎙️«Si può discutere di tutto, ma non abbiamo tempo da perdere: ci sono cose più importanti su cui siamo in ritardo».

❓Ma perché le primarie non vanno bene?
🎙️«Non va bene concentrarsi su chi comanda nella coalizione. È un’idea buona per chi vuole il premierato».

❓Vi coglie una subalternità alla destra?
🎙️«Tutti i leader della coalizione progressista sottolineano ad ogni piè sospinto che il nostro punto di riferimento è la Costituzione, ma poi ci concentriamo sul nome invece che mettere tutte le energie sulla definizione della nostra agenda».

❓Dicono che lei sia tentato di candidarsi nel caso si facessero.
🎙️«Non ho tentazioni personali. Però ho un pensiero fisso: cambiare questo Paese, e la vita di milioni di italiani».

❓Difficile rimanerne fuori.
🎙️«Decideremo insieme in Avs, come sempre è avvenuto. Ma è l’ultima delle nostre preoccupazioni. Qui ora è il tempo di costruire una proposta politica in grado di vincere le elezioni».

❓Cosa mette al primo punto?
🎙️«Ci sono milioni di persone che hanno uno stipendio troppo basso. E poi una crisi climatica esplosiva di cui incredibilmente non si discute politicamente».

❓Comincerebbe dal clima?
🎙️«Il 16 ottobre è convocato un grande sciopero globale per il clima. Dobbiamo essere in piazza e costruire una proposta di governo in sintonia con quella mobilitazione, alternativa alle destre climafreghiste. È una enorme questione politica».

❓Questa storia delle primarie ancora una volta ripropone le divisioni nel centrosinistra.
🎙️«Ma guardi che rispetto al passato — ai tempi dell’Unione, di Prodi e Bertinotti — noi siamo molto più uniti».

❓Ne è sicuro?
🎙️«Per la prima volta il centrosinistra è largamente coeso sulla stragrande maggioranza delle questioni, com’è successo nell’ultima risoluzione sulla spesa militare. Le differenze sono marginali. Ma questa coesione bisogna farla vivere, offrire speranza a chi l’ha smarrita. Le cose possono cambiare. E la politica può servire a cambiare la loro vita».

❓Ecco, questo il punto: le battaglie che fate arrivano a chi non vota più?
🎙️«Perciò dico: hai voglia a scrivere belle pagine se poi non mettono in moto un cambiamento».

❓Insomma, bisogna fare prima il programma.
🎙️«Una proposta. E farla vivere nel Paese, con una mobilitazione comune, iniziative, raccontare cosa abbiamo in mente di fare, in maniera comprensibile».

❓Lei è d’accordo con Francesco Piccolo che ha espresso il suo alle primarie su Repubblica.
🎙️«Sono d’accordo pure con quello che ha scritto Augias su Repubblica ieri, ma ciò che mi preoccupa di più non è tanto il rischio che se vince uno l’altro non s’impegna più o i suoi elettori non andranno più a votare».

❓Cosa allora?
🎙️«Il rischio è di offrire l’impressione di gruppi dirigenti scarsamente capaci di assumersi la responsabilità di cosa significa elaborare una proposta di governo per risolvere i problemi del Paese»

❓Candiderete Sigfrido Ranucci in Parlamento?
🎙️«Le liste le faremo quando ci saranno le elezioni politiche. Quello che è successo è grave: la Rai esautora il conduttore di un trasmissione sgradita al governo. E dagli elementi che conosciamo>>

Quasi 1000€ di rincari attendono gli italiani al rientro delle vacanze, tra bollette, carburante e carrello della spesa....
28/08/2026

Quasi 1000€ di rincari attendono gli italiani al rientro delle vacanze, tra bollette, carburante e carrello della spesa.

Un colpo durissimo per milioni di famiglie, da tempo ostaggio di stipendi troppo bassi, tagli ai servizi e mancanza di soluzioni da parte del governo.

Le cause dei rincari le sappiamo.
Sono la crisi climatica e la guerra illegale di Trump all'Iran.
Quello che non sappiamo è perché Meloni e i suoi continuino a fare la cosa sbagliata.

Non servono bonus e mancette.
Servono risposte vere ai problemi di lavoratori e famiglie.

Finalmente oggi tutti parlano di tassare gli extraprofitti. Bene. Quando lo chiedemmo per la prima volta nel 2021 eravamo soli.
Ora passiamo dalle parole ai fatti, senza prendere in giro i cittadini.

Ma non basta.
Serve con urgenza investire nelle rinnovabili e nell'elettrificazione per rendersi indipendenti dal gas e dal petrolio, ovvero dalle guerre e dalle speculazioni.

E infine, la cosa più urgente.
Bisogna aumentare subito gli stipendi adeguandoli automaticamente al costo della vita. Perché non possono essere sempre i più deboli a pagare il prezzo più alto.

Non se ne può più delle parole vuote.
Queste sono le nostre proposte. Concrete, immediate e realizzabili.

Ascoltateci oppure fatevi da parte, è chiaro che non avete idea di cosa fare per migliorare la vita di chi vive questo Paese.

Nicola Fratoianni
Deputato per
Segretario Nazionale di Sinistra Italiana

Autonomia differenziata. Perché tutta questa fretta?Dopo mesi di silenzio, la maggioranza vuole portare in Consiglio reg...
27/08/2026

Autonomia differenziata. Perché tutta questa fretta?

Dopo mesi di silenzio, la maggioranza vuole portare in Consiglio regionale le prime intese sull'autonomia differenziata in tempi strettissimi e senza un vero confronto con il territorio, le parti sociali e le istituzioni.

In queste slide spieghiamo cosa prevede l'accordo e perché riteniamo che presenti criticità importanti, soprattutto per la sanità pubblica, il lavoro e l'uguaglianza dei diritti.

Per questo serve una risoluzione alternativa, come quella già presentata unitariamente da tutte le forze di opposizione alla Camera lo scorso luglio, che chieda di sospendere questo percorso e di aprire un confronto serio, trasparente e partecipato.

E non ci fermeremo nelle istituzioni. Nelle prossime settimane saremo anche nelle piazze, al fianco delle cittadine e dei cittadini che chiedono di fermare un'autonomia che rischia di aumentare le disuguaglianze e di indebolire i diritti.

Onorio Rosati

Qual è secondo voi l'urgenza della scuola italiana per il Ministro Valditara?Gli edifici che cadono a pezzi?Il costo eso...
26/08/2026

Qual è secondo voi l'urgenza della scuola italiana per il Ministro Valditara?

Gli edifici che cadono a pezzi?
Il costo esorbitante dei libri di testo?
Gli oltre 200.000 precari tra docenti e personale?
La carenza cronica di scuole dell'infanzia e asili nido?
I miliardi che mancano per essere al pari degli altri paesi europei?

No, per il Ministro la priorità è obbligare i genitori degli studenti stranieri che vanno male a scuola a studiare l'italiano.

Forse Valditara non mette piedi in una scuola da tempo e non ha quindi la minima idea di cosa hanno bisogno studenti, famiglie e insegnanti.

O forse, ancora più probabile, anche il Ministro si è dato al nuovo sport nazionale della destra: rincorrere l'ex generale-baby pensionato.

Nel frattempo, sotto Ferragosto, proprio Valditara ha tagliato 193 milioni per i nuovi asili nido nel Mezzogiorno e nelle aree interne attraverso il piano quinquennale di nidi e infanzia.

La scuola italiana ha bisogno innanzitutto di più finanziamenti, come nel resto d'Europa.
Per questo noi proponiamo da anni l'istruzione gratuita, dall'asilo all'università e misure come "Non più di 20 per classe" da finanziare con una tassa patrimoniale sui milionari.

Misure giuste e di buonsenso, per il futuro dell'Italia. Altro che la propaganda razzista del governo pagata con i soldi di tutti.

Nicola Fratoianni
Deputato per
Segretario Nazionale di Sinistra Italiana

Ora non ci sono più scuse. Per la commissione europea sono i singoli Stati a dover tassare gli extraprofitti. E quindi, ...
25/08/2026

Ora non ci sono più scuse.
Per la commissione europea sono i singoli Stati a dover tassare gli extraprofitti.

E quindi, Giorgia Meloni, cosa aspettiamo?

Sono anni che lavoratori e famiglie pagano con i propri risparmi la speculazione di aziende energetiche, banche e assicurazioni, che registrano utili da record anno dopo anno.
Prima il covid, poi la guerra in Ucraina, oggi quella in Iran. Alla fine il risultato è sempre uguale: a pagare sono sempre gli stessi.

La nostra posizione dal 2021 è chiara e non fraintendibile.
I miliardi di extraprofitti frutto della speculazione devono essere restituiti ai cittadini. Tutti. Non provino di nuovo a prendere in giro gli italiani con scappatoie e accordi al ribasso.

Questo è quello che farebbe un governo che protegge davvero i suoi cittadini.

Nicola Fratoianni

Temono la stangata?No: temono di dover finalmente pagare anche loro il conto.Da anni chiediamo invano di tassare gli ext...
24/08/2026

Temono la stangata?
No: temono di dover finalmente pagare anche loro il conto.

Da anni chiediamo invano di tassare gli extraprofitti delle grandi compagnie energetiche. Denunciamo un sistema in cui la crisi viene scaricata sempre sugli stessi: lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, famiglie già strangolate da bollette, affitti e prezzi dei beni essenziali.

La crisi energetica è già stata pagata da loro. Ora basta.

Nei primi sei mesi dell’anno, le otto principali compagnie petrolifere europee hanno incassato quasi 18 miliardi di extraprofitti, più che raddoppiando gli utili rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel solo mercato europeo, i profitti extra ammonterebbero a 7,5 miliardi. In Italia, circa 500 milioni. Per Eni, 550 milioni di extraprofitti europei.

E mentre milioni di persone rinunciavano a curarsi, scaldarsi e fare la spesa, Big Oil trasformava la guerra e l’emergenza energetica in una macchina per fare soldi.

Finalmente alcuni governi europei chiedono di tassare questi guadagni eccezionali. Bene. Ma non veniteci a raccontare che è complicato, impossibile o giuridicamente rischioso: complicato è arrivare alla fine del mese con uno stipendio fermo e una pensione che perde valore. Impossibile è chiedere ancora sacrifici a chi ha già dato tutto.

Se gli extraprofitti esistono, si tassano. Se sono stati fatti sulla pelle delle persone, devono tornare alle persone: bollette più basse, trasporti accessibili, sanità pubblica e welfare.

La crisi è già stata pagata dai lavoratori, dalle lavoratrici e dai pensionati. Ora paghino le compagnie petrolifere.

Marco Grimaldi

Indirizzo

Via Orsini 4a
Monza
20900

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