18/06/2026
Il carcere di Sollicciano è stato sequestrato dalla magistratura di Firenze. Un provvedimento devastante: chiuse ben sette sezioni per motivi igienico-sanitari.
Un luogo terribile: niente riscaldamento d’inverno, niente areazione d’estate, niente acqua calda, infiltrazioni, celle allagate e parassiti. Io le ho viste, le ho sentite e ne ho percepito l’odore. Ci sono stata più volte negli ultimi 4 anni sperando in un segno di cambiamento. Nulla.
Ho suonato il campanello presentandomi ogni volta con il cuore in gola: “Buongiorno sono Ilaria Cucchi, sono qui per un’ispezione”. “Ilaria Cucchi chi?”, mi è stato risposto la prima volta. “La sorella di Stefano Cucchi. Sono stata eletta Senatrice proprio qui”. Sono poi entrata nell’inferno perdendo ogni certezza. Uomini come animali, in condizioni inaccettabili. Personale, agenti e detenuti accomunati da un destino ingrato di totale abbandono. Così anche la seconda e la terza volta.
Ci sarebbero 9 milioni da spendere per interventi urgenti, ma restano nei conti. Nessuno si degna di spenderli per rendere accettabile la sopravvivenza di chi ci vive e lavora ogni giorno. Tutti prigionieri di uno Stato criminale che spende miliardi per nuovissime carceri in Albania che rimangono vuote, mentre a Sollicciano si muore di sovraffollamento e disperazione.
Passano anni mentre il Ministro Nordio si concede compiaciuto a un'intervista dove spiega come si fa uno spritz. Il suo vice Delmastro si dedica alle bisteccherie dopo averci spiegato come gode nel privare d’aria i detenuti.
Intanto i magistrati decidono finalmente che la misura è colma e non si può più far finta di nulla. In questi anni ho visitato carceri in tutto il Paese e, credetemi, Sollicciano non è un caso unico. Mi auguro sia solo il primo di cui lo Stato si occupi con assoluta urgenza. Che si intervenga subito. E chi se non i magistrati, visto che la politica ha cose ben più importanti da fare?
Ilaria Cucchi