Potere al Popolo - Brianza

Potere al Popolo - Brianza Ci avete tolto tutto. Ora ce lo riprendiamo! Sinistra e movimenti uniti per ridare Potere al Popolo!

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Brucia il monte Moregallo, e il fumo si sente in mezza Brianza. Fa ve**re in mente che governo e PD stanno favorendo a ogni livello il riarmo invece che le spese civili. Potere al Popolo

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28/07/2026

Togli i "maranza", resta la rissa. Come ampiamente prevedibile, l'impianto ideologico classista razzista e securitario del governo si schianta ancora una volta contro i fatti.

Rissa al Lido di Mandello: ma quale sicurezza? Il vostro è odio per i poveri!

Ecco a voi il capolavoro dell’ipocrisia liberale e securitaria.

Un mese fa, il Comune di Mandello del Lario decideva di blindare il Lido sulla spiaggia. Come? Con una bella dose di retorica "anti-maranza" per scatenare la solita guerra tra poveri. Controllo dei documenti all’ingresso e, soprattutto, il grande classico: la gestione dello spazio pubblico regalata a soggetti privati (Canottieri Moto Guzzi, con il supporto nientemeno che del fondatore di Nameless). Il tutto, ovviamente, giustificato in nome della "sicurezza" e del decoro.

La solita vecchia scusa: privatizzare e sorvegliare per tenere fuori gli "indesiderabili", i giovani delle periferie, le classi popolari.

Ma la loro propaganda si scontra subito con la realtà. Le immagini e i video assurdi diffusi dalla pagina Welcome to Favelas mostrano una rissa brutale a colpi di sdraio. E chi c'era a darsele di santa ragione? I "soliti giovani maranza" tanto temuti dai giornali e dalla giunta? No. Adulti, benestanti, la bella medio-borghesia.

E qual è la risposta dei gestori e delle istituzioni? "Un episodio isolato, i responsabili sono stati subito allontanati". Ah, beh! Se a tirarsi le sdraio in testa sono i ricchi e i privilegiati, allora è solo una sfortunata eccezione. Se lo fa chi ha i soldi, il problema sistematico di sicurezza svanisce magicamente nel nulla.

Questo dimostra in modo lampante a cosa serva la loro "sicurezza": non a proteggere i cittadini, ma a selezionare chi ha il diritto di godersi un bene pubblico in base al portafoglio e alla classe sociale. Tolgono gli spazi alla collettività per consegnarli al profitto privato, e poi fingono di cadere dalle nuvole quando il degrado (quello vero, fatto di arroganza e violenza borghese) si manifesta in casa loro.

Giù le mani dal nostro territorio! Le spiagge e i lidi devono tornare pubblici, accessibili a tutti e liberi dalle logiche di profitto e controllo di classe!

LO SPAZIO PUBBLICO NON SI VENDE!

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Molti a destra sostengono che, avendo Orbán riconosciuto la sconfitta, non fosse il dittatore dipinto dalla sinistra.

Questa è una semplificazione di comodo che nasconde il modello di autoritarismo oggi prevalente nel mondo: l'autoritarismo competitivo.

Nell’autoritarismo competitivo:

- le elezioni sono formalmente libere, ma gli oppositori fortemente penalizzati, ad esempio attraverso il controllo governativo dei media
- i contropoteri sono indeboliti e infiltrati da lealisti governativi
- corruzione, cooptazione e forme sottili di persecuzione "legale" sostituiscono la violazione aperta delle regole.

Di fronte al calo dei consensi e a una sconfitta elettorale, un autoritarismo competitivo ha due scelte, scrive ‪Zack Beauchamp‬.

1) Annulla le elezioni ed evolve verso un autoritarismo puro, ricorrendo agli apparati di sicurezza.
2) Accetta la sconfitta elettorale, se intuisce di non avere sufficiente capacità repressiva.

"La migliore strategia di Orbán per la sopravvivenza del regime e per un ritorno al potere non era organizzare un colpo di mano alla “6 gennaio” destinato al fallimento di fronte a una sconfitta schiacciante. Era ritirarsi e fare tutto il possibile per preservare gli elementi del regime che potrebbero consentire un ritorno all’autoritarismo competitivo in futuro."

Indirizzo

Via Borgazzi 9
Monza
20900

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