13/04/2026
Una visione un po' più sfumata rispetto a certe celebrazioni
Molti a destra sostengono che, avendo Orbán riconosciuto la sconfitta, non fosse il dittatore dipinto dalla sinistra.
Questa è una semplificazione di comodo che nasconde il modello di autoritarismo oggi prevalente nel mondo: l'autoritarismo competitivo.
Nell’autoritarismo competitivo:
- le elezioni sono formalmente libere, ma gli oppositori fortemente penalizzati, ad esempio attraverso il controllo governativo dei media
- i contropoteri sono indeboliti e infiltrati da lealisti governativi
- corruzione, cooptazione e forme sottili di persecuzione "legale" sostituiscono la violazione aperta delle regole.
Di fronte al calo dei consensi e a una sconfitta elettorale, un autoritarismo competitivo ha due scelte, scrive Zack Beauchamp.
1) Annulla le elezioni ed evolve verso un autoritarismo puro, ricorrendo agli apparati di sicurezza.
2) Accetta la sconfitta elettorale, se intuisce di non avere sufficiente capacità repressiva.
"La migliore strategia di Orbán per la sopravvivenza del regime e per un ritorno al potere non era organizzare un colpo di mano alla “6 gennaio” destinato al fallimento di fronte a una sconfitta schiacciante. Era ritirarsi e fare tutto il possibile per preservare gli elementi del regime che potrebbero consentire un ritorno all’autoritarismo competitivo in futuro."