20/05/2026
LabMonza annuncia ufficialmente la propria adesione e il pieno sostegno alla manifestazione contro le guerre, il riarmo e la propaganda militare che si terrà a Monza il pomeriggio di domenica 24 maggio. La scelta nasce dalla profonda condivisione dei valori di pace e di rifiuto categorico della guerra, che sono pilastri identitari e non negoziabili dell'azione politica del gruppo.
La mobilitazione cittadina, promossa dal Movimento contro la guerra, nasce in risposta allo svolgimento dell’esercitazione militare "International Raid Commando" (IRC), prevista dal 22 al 24 maggio tra la Brianza e le province di Lecco e Como. Questa iniziativa prevede l'attraversamento del territorio da parte di pattuglie armate e mezzi militari, configurandosi come una vera e propria simulazione di guerra (war game) all'interno di spazi civili e ambientali di pregio frequentati dalla cittadinanza.
A questo proposito, il Consigliere Comunale di LabMonza, Spedo, ha dichiarato:
«La pace e il rifiuto della guerra non sono concetti astratti, ma valori fondanti della nostra comunità e della nostra Costituzione. Non possiamo restare indifferenti davanti alla militarizzazione del territorio e alle iniziative che spettacolarizzano la guerra. Permettere simulazioni di addestramento in aree frequentate da famiglie e giovani è profondamente diseducativo: instilla l'idea della guerra come un fatto inevitabile anziché educare alla cooperazione. Come amministratori e cittadini abbiamo il dovere di prenderci cura della pace e di difendere gli investimenti sociali, sanitari e ambientali, oggi drammaticamente sacrificati a vantaggio del comparto bellico-industriale e delle logiche di riarmo.»
LabMonza condivide interamente le preoccupazioni espresse dalla società civile riguardo all'impatto economico della "cultura della guerra". Le crescenti spese per il settore degli armamenti sottraggono risorse vitali alla sanità pubblica, alla scuola, ai trasporti e alla transizione ecologica , tagli che i Comuni e gli amministratori locali si trovano poi a subire in prima linea sulla propria pelle a discapito dei servizi alla cittadinanza.