Sondrio per Matteo Renzi

Sondrio per Matteo Renzi comitato a sostegno del segretario nazionale del Partito Democratico e Presidente del Consiglio. [email protected]

09/12/2017

Sono in treno verso Como. Ricorderete che qualche giorno fa il Fronte Veneto SkinHead ha interrotto una riunione di alcune associazioni comasche per lanciare un messaggio allucinante nella sua ignoranza. E il capo di questo gruppo - intervistato alla radio - ha negato l'Olocausto parlando bene di Hi**er e Mussolini. In tutta Italia ci sono segnali analoghi, che non vanno presi sotto gamba. Per questo il PD ha deciso di reagire e per stamani abbiamo organizzato una semplice manifestazione a Como. Si chiama "E questo è il fiore". Ciascuno, con un fiore, sul lungolago, ad ascoltare giovani leggere brani che richiamano la Resistenza. Una manifestazione per tutti voluta per dire alle nuove generazioni che non si scherza su questi temi. Perchè ognuno vota come gli pare ma il rifiuto del nazifascismo è valore civile e unificante per tutto il Paese, non solo per una parte politica. Una mattinata in nome dei valori e della civiltà, insomma. Buon sabato a tutti

14/11/2017

10/10/2017
C'è poco da fare: nonostante la svolta "italica" di Salvini, il vizio di giocare con i cittadini del Nord la Lega non lo...
09/10/2017

C'è poco da fare: nonostante la svolta "italica" di Salvini, il vizio di giocare con i cittadini del Nord la Lega non lo perde mai. È nel suo Dna. L'ultima trovata (in Veneto, a dire il vero, c'avevano già provato qualche anno fa) è il referendum "consultivo" in programma per il prossimo 22 ottobre. Una roba da ridere, se non fosse che costerà milioni e milioni di euro all'erario.

In un articolo apparso sul Tempo alcuni giorni fa a firma di Dario Martini, si parlava di un costo complessivo – tra le due regioni - pari a 64 milioni di euro, di cui ben 22 sarebbero serviti per comprare 24 mila tablet per il voto elettronico in Lombardia (916 euro a pezzo).

Soldi spesi inutilmente, per chiedere ai cittadini della Lombardia e del Veneto se sono d'accordo acché le loro regioni negozino con il governo centrale una maggiore autonomia su alcune materie di legislazione concorrente e su altre di esclusiva competenza statale (giudici di pace, istruzione, ambiente). Un'opzione prevista dalla Costituzione, che non prevede, tuttavia, alcun referendum, ma, semplicemente, l' "iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali", e, infine, una legge che le Camere dovranno approvare a maggioranza assoluta dei componenti.

Ma che significa "materie di legislazione concorrente"? Che già oggi, per queste materie, "spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato". Ergo: su tutta una serie di materie, dalla sicurezza sul lavoro all'energia, dal governo del territorio ai porti (e agli aeroporti), passando per le casse di risparmio, la protezione civile e la valorizzazione dei beni culturali, già oggi le regioni decidono e legiferano, sebbene nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento.

A rendere maggiormente irritante questa farsa sono i quesiti proposti agli elettori, nei quali non c'è nessun accenno alla materie su cui queste regioni chiederebbero l'autonomia. In Veneto, addirittura, gli elettori saranno chiamati a esprimersi sul seguente quesito: "Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite forme e condizioni particolari di autonomia?". Più o meno come chiedere a un bambino se vuole bene a mamma e papà. Nessuna meraviglia, beninteso: nel 2012 il governatore Zaia, per farsi dire che un referendum sull'indipendenza del Veneto era inammissibile (ai sensi dell'art. 5 della Costituizione), si rivolse all'Avvocatura regionale, che, manco a farlo apposta (sic!), pronunciò un secco no.

È il federalismo fiscale? Le magiche risorse che dovrebbero rimanere sul territorio? Macché, tra tutte le "chiamate" dell'articolo 117 il fisco non c'è. Autonomia sì, ma con i soldi di Roma. Non va dimenticato, peraltro, che, nel 2015, la Corte costituzionale aveva già censurato la norma contenuta nella legge n.15/2014 della Regione Veneto (quella relativa al referendum consultivo per l'autonomia), laddove si prospettava che la Regione mantenesse "almeno l'ottanta per cento dei tributi riscossi nel territorio regionale", con la motivazione che la "distrazione di una cospicua percentuale dalla finanza pubblica generale" avrebbe alterato gli equilibri della stessa e i "legami di solidarietà tra la popolazione regionale e il resto della Repubblica". Capitolo chiuso.

Sul piano formale, quindi, questo referendum è una farsa. Sul piano politico, come è stato riconosciuto da più parti, esso costituisce un mezzo attraverso il quale la Lega nazionalista cerca di rinsaldare il suo rapporto col Nord, recuperando, a pochi mesi dalle elezioni politiche (e a spese dei cittadini), il vecchio argomento dell'autonomia, su cui ha campato per oltre un ventennio.

Un sostegno ufficiale al referendum arriva dal Movimento 5 Stelle, che, in questo caso, pensa pure (e dichiara) che i soldi pubblici siano spesi bene ("I soldi spesi per interpellare i cittadini non sono mai uno spreco"). Piccoli e meschini calcoli di bottega, ipocrisia a gogò.

Al fondo, problemi atavici di un Paese che, a furia di soffiare sul fuoco degli egoismi, complici stagnazione e disagio sociale, rischia la bancarotta (fraudolenta).

A breve si parte.
28/09/2017

A breve si parte.

Venerdì 15 settembre TUTTI a Lecco a sentire l'intervento del segretario PD Matteo Renzi.
14/09/2017

Venerdì 15 settembre TUTTI a Lecco a sentire l'intervento del segretario PD Matteo Renzi.

Carissime e carissimi,questi ultimi mesi sono stati molto impegnativi sia per il nostro Partito che per il nostro Paese....
18/03/2017

Carissime e carissimi,

questi ultimi mesi sono stati molto impegnativi sia per il nostro Partito che per il nostro Paese. L’instabilità politica che ha seguito l’esito del referendum del 4 dicembre ha imposto un notevole rallentamento al percorso di rilancio che il nostro Paese, grazie all’azione decisiva del Partito Democratico, stava percorrendo.

Dopo il necessario periodo di riflessione, ora è tempo di rimettersi in cammino.

Non possiamo lasciare il nostro Paese a chi non ha proposte, ma solo proteste: il Partito Democratico è l’unica forza capace di proporsi per il futuro, evitando le pericolose nostalgie del passato e le facili risposto di chi parla per slogan.

Noi crediamo alla buona politica: quella che dialoga, che spiega, che si assume le responsabilità delle scelte. Crediamo fermamente che in questo momento in Italia il Partito democratico sia l’unica risposta a chi non vuole cedere alla paura, all’odio per il diverso, alla rabbia e al rancore: queste idee trovano casa e rappresentazione nelle figura e nella mozione congressuale di Matteo Renzi.

Quella di Matteo Renzi è una mozione che nasce dal basso, grazie all’ascolto costante col territorio e alla tre giorni di discussione, confronto e coprogettazione di Torino, grazie all’aiuto fondamentale di Maurizio Martina e di decine di migliaia di iscritti in tutta Italia. Come è giusto che sia tocca moltissimi temi, proponendo una visione del futuro del nostro Partito e del nostro Paese: vi invitiamo a leggerla, la
potete scaricare al link che segue (http://www.partitodemocratico.it/gCloud-dispatcher/212377ad-0a54-11e7-a4b5-001b21be4498)

Noi crediamo che Matteo Renzi sia la figura migliore per guidare il nostro Partito nei prossimi quattro anni: per non disperdere tutte le cose buone fatte in quattro anni di Governo, per continuare sulla strada delle riforme e soprattutto per completare il percorso di rinnovamento dell’Italia.

Anche a livello locale è importante contribuire attivamente a questa fase delicata e centrale nella vita del nostro Partito. Per questo motivo abbiamo organizzato una serata di incontro tra tutti gli iscritti e i
simpatizzanti del Partito democratico che intendono sostenere la Mozione Renzi al congresso, per condividere i prossimi passi e raccogliere le disponibilità in vista soprattutto delle convenzioni dei circoli che si terranno entro il 2 aprile.

Ci vediamo nella sede della Federazione provinciale del PD, in via Trieste 70 a Sondrio, LUNEDÌ 27 MARZO ALLE ORE 20.45: c’è molto lavoro da fare e ogni aiuto in termini di tempo e disponibilità, anche se piccolo, è ben accetto!

Ti aspettiamo per metterci in cammino.

A lunedì,

Irene Bertoletti Mauro Del Barba Federico Gusmeroli Gloria Moiraghi

24/02/2017

OK CON 104 SÌ E 3 NO
Congresso Pd, primarie il 30 aprile: via libera della Direzione.

Alla fine le primarie Pd si svolgeranno il 30 aprile. Una data che allontana ulteriormente l’ipotesi di elezioni politiche anticipate a giugno.

La proposta, votata dalla commissione per il congresso, è stata ratificata dalla Direzione del partito, che ha approvato il regolamento congressuale con 104 sì, 3 voti contrari e 2 astenuti.

Dopo le primarie, il nuovo segretario sarà proclamato dall’assemblea nazionale che, a quanto si apprende, sarà il 7 maggio.

Candidature entro 6 marzo, 2 euro per le primarie.

Il regolamento, approvato dalla commissione per congresso, ha fissato il timing per la sfida congressuale.

La presentazione delle candidature a segretario entro le ore 18 del 6 marzo; le riunioni di circolo per presentare le candidature dal 20 marzo al 2 aprile; le convenzioni provinciali il 5 aprile.

La Convezione nazionale si svolgerà il 9 aprile per chiudere con le primarie il 30 aprile dalle ore 8 alle 20.

Per partecipazione alle primarie l'elettore si dovrà dichiarare elettore del Pd al momento del voto e pagherà 2 euro ai gazebo.

15/02/2017

Il verbo del congresso e delle primarie non è "Andatevene!" ma "Venite!", portate idee, portate sogni, portate critiche. Venite, partecipate. È inspiegabile far parte di un partito che si chiama democratico e aver paura della democrazia. Quando si è votato per fare il congresso - dopo quattro ore di riunione in direzione con oltre un milione di persone che hanno seguito il dibattito - è finita 107 a 12 per quelli che vogliono fare il congresso. Venite, amici. Dico anche a chi sta fuori dal PD "venite e iscrivetevi" (c'è tempo fino al 28 febbraio). .

27/12/2016

Prorogato il tesseramento al PD per l'anno 2016 fino al 28 febbraio 2017.

11/12/2016

Questi, in numeri, i primi 1.000 giorni del governo Renzi:

- PIL: +1,6% dal pirmo trimestre 2014 al terzo trimestre 2016.

- Rapporto deficit/pil: -0,4% dal primo trimestre 2014 al secondo trimestre 2016.

- Debito pubblico: -43 miliardi (agosto e settembre 2016).

- Consumi famiglie: +3% dal primo trimestre 2014 al secondo trimestre 2016.

- Occupati totali: +656mila da febbraio 2014 a settembre 2016.

- Occupati dipendenti permanenti: +487mila da febbraio 2014 a settembre 2016.

- Inattivi: -665mila da febbraio 2014 a settembre 2016.

- Tasso disoccupazione: -1,1% da febbraio 2014 a settembre 2016.

- Tasso disoccupazione giovanile: -5,9% da febbraio 2014 a settembre 2016.

- Produzione industriale: +2,3% da febbraio 2014 a settembre 2016.

- Export: +7,4% da febbraio 2014 a settembre 2016.

- Bilancia commerciale: +18,3 mld da febbraio 2014 a settembre 2016.

- Fiducia consumatori: +13,4% da febbraio 2014 a settembre 2016.

- Procedure di infrazione con la Commissione Ue: -47 (da 119 a 72) da febbraio 2014 a settembre 2016.

- Adozione decreti attuativi: +32% da febbraio 2014 a settembre 2016.

I maggiori provvedimenti adottati dal governo Renzi

Jobs Act (riforma del lavoro)
Stop Irap e taglio dell'Ires
80 euro per 11 milioni di italiani che guadagnano meno di 1.500 euro al mese
80 euro in più al comparto sicurezza
Riduzione del canone Rai da 113 euro del 2015 a 100 euro del 2016 che diventeranno 95 nel 2017 e si paga direttamente nella bolletta della luce.
Abolizione della tassa sulla prima casa, Imu e Tasi
Abolizione di Equitalia, dal 30 giugno 2017
Stop tasse agricole, 1,3 miliardi in meno
Processo civile telematico
Banda ultralarga e crescita digitale
Unioni civili
Divorzio breve
Norme per la non autosufficienza
Legge sul 'Dopo di noi'
Riforma Terzo settore e servizio civile
Legge contro il caporalato
Bonus bebè di 960 euro l'anno per ogni nuovo nato per 3 anni
Aumento pensioni minime da un minimo di 100 euro a un massimo di 500
Riforma del cinema e audiovisivo
Riforma La Buona scuola
18App, 500 euro per tutti i giovani che compiono 18 anni nel 2016
Legge contro i reati ambientali
Reato di depistaggio
Tetto stipendi Pubblica amministrazione a 240 mila euro.

02/12/2016

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