Compagni ANPI Altavalconca

Compagni ANPI Altavalconca la pagina informale della sezione
"Iris Versari"
donne e madri della Resistenza
- ANPI ALTAVALCONCA

02/09/2026

Cesare Goi
Partigiano

Nato a Gontardo (Cremona) il 2 luglio 1924, caduto sul Ticino il 2 settembre 1944, Medaglia d'argento al valor militare alla memoria.

Rifiutando di essere arruolato nell'esercito della RSI, il ragazzo aveva lasciato il suo paese e, raggiunto il Piemonte, si era unito ai partigiani garibaldini della "Volante Ross". Con loro aveva partecipato a numerose, audaci azioni contro i nazifascisti. Trovò la morte dopo aver giocato uno scherzo al podestà fascista di Romentino (Novara). Indossate le divise della X Mas, che avevano avuto modo di procurarsi in una precedente azione, Cesare Goi e i suoi compagni si presentarono nella sede comunale. Accolti molto cordialmente dal podestà, che li trattenne anche a pranzo, i giovani, ancora eccitati per la riuscita della beffa, si diressero verso l'autostrada per Milano e, arrivati al ponte sul Ticino, attaccarono una postazione tedesca. Fu in questo frangente che, com'è ricordato nella motivazione della ricompensa al valore, Goi, "cooperava con prontezza e coraggio a risolvere una situazione resasi particolarmente difficile. Ferito a morte da un nemico, da lui stesso ferito in precedenza e generosamente risparmiato, cercava di usare l'arma per la difesa dei compagni e rifiutava un aiuto che poteva compromettere la malsicura ritirata." Al giovane partigiano caduto fu subito intitolato il 3° Battaglione della "Volante Ross". Il nome del ragazzo, dopo la Liberazione, è stato dato ad una strada del suo paese natale.

02/09/2026
02/09/2026

Diplomatici UE hanno confermato che da settimane Israele sta trasferendo silenziosamente, anche attraverso i fondi del Board of Peace, centinaia di migliaia di tonnellate di macerie mescolate a cadaveri fuori da Gaza, per seppellire le prove del suo genocidio.

Quando le autorità europee hanno chiesto a Israele il motivo o se filtrassero i resti umani dalle macerie, non è arrivata nessuna risposta.

Con migliaia di persone ancora disp***e sotto gli edifici crollati, tali operazioni rischiano di cancellare resti umani, reperti balistici e prove materiali senza consentire alle famiglie la restituzione delle salme.

Si tratta della cancellazione delle prove del genocidio.

Link al report di Euro-Mediterranean Human Rights Monitor (trovate un riassunto nel primo commento, “fissato in alto”) “Israel wipes genocide evidence in Gaza, carting off rubble and remains in 100 trucks daily”:

https://euromedmonitor.org/en/article/7088/Israel-wipes-genocide-evidence-in-Gaza,-carting-off-rubble

[P.S. La foto è indicativa della realtà che si trova sotto le macerie e non è stata scattata recentemente, poiché, come ben sapete, nella Striscia di Gaza non è permesso ai giornalisti entrare; dall’ottobre del 2023, le forze dell’IDF hanno ucciso almeno 200 giornalisti]

02/09/2026

INES
"Ines Bedeschi era nel fiore della vita
e tutta intera voleva viverla
invece la dette da partigiana
ad ogni cosa più cara rinunciò che non fosse la lotta
dalle sue valli e monti di Romagna
andò dove era maggiore il bisogno
la presero i nazisti feroci e spaventati
la tortura non strappò dalla sua bocca rotta
neppure un nome di compagno
infuriati i tedeschi la portarono sulla riva del po
ma anche in un giorno di primavera che era fatica morire
Ines Bedeschi non sentì la voglia
di salvarsi col tradimento"
Queste parole della scrittrice Renata Viganò sono impresse nella lapide che, a Conselice, in provincia di Ravenna, rende onore e memoria ad Ines Bedesschi.
Ines nasce proprio in terra di Romagna il 31 agosto 1914 e, durante la seconda guerra mondiale, con il nome di battaglia "Bruna" diviene staffetta partigiana.
Dopo aver portato a compimento numerose delicate missioni, cade prigioniera dei tedeschi a poche settimane dalla fine del conflitto.
Per giorni viene inutilmente interrogata e torturata e, il 28 marzo, viene uccisa.
A meno di un mese dalla liberazione, la vita di Ines finisce a 31 anni, con il ca****re gettato nel Po.

Onore al comandante Lisciét .Modena non dimentica i suoi martiri.
01/09/2026

Onore al comandante Lisciét .
Modena non dimentica i suoi martiri.

🟥 1 SETTEMBRE 1944: IL MARTIRIO DI ATHOS IORI "LISCIÈT"

«Torturato, seviziato e fucilato al passaggio a livello davanti agli occhi di un sedicenne. La brutalità delle Brigate Nere per terrorizzare Modena».

Il 1° settembre 1944, la barbarie fascista della Brigata Nera stroncava a soli 22 anni la vita del comandante partigiano Athos Iori, nome di battaglia "Liscièt".
Nato a Modena e residente a Baggiovara, Athos lavorava come meccanico artigiano. Sognava di fare il pilota, ma rifiutato dall'Aviazione per tre anni, non combatté mai la guerra del regime. Il 10 maggio 1944 scelse da che parte stare: entrò nella Brigata "Mario", diventando protagonista della "battaglia della trebbiatura" e di audaci azioni di sabotaggio nella pianura modenese, fino a comandare una formazione di oltre 35 uomini.
Sorpreso a Saliceta San Giuliano durante un'azione mirata contro il colonnello fascista Rossi — insospettito da una rete di spionaggio —, Athos fu catturato dalle Brigate Nere insieme a un giovanetto di sedici anni.
Portato a Modena, "Liscièt" fu sottoposto a feroci torture e sevizie. I fascisti cercarono in ogni modo di piegarlo, ma di fronte al suo silenzio decisero di trasformare la sua esecuzione in un cinico spettacolo di terrore. Lo condussero nei pressi della sua casa, al passaggio a livello di Baggiovara sulla via Giardini, e lo fucilarono a sangue freddo. Costrinsero il compagno sedicenne ad assistere all'esecuzione, sperando che l'orrore lo spingesse a parlare, ma il ragazzo mantenne il silenzio.
Il giorno dopo, il cronista Adamo Pedrazzi descriveva quel macabro orrore: il corpo di Athos lasciato abbandonato sul margine della strada come avvertimento per la popolazione.
La furia cieca delle Brigate Nere non fermò la Resistenza modenese. Il sacrificio del Comandante Liscièt rimane una testimonianza incancellabile di coraggio e amore per la libertà.
Onore al Comandante Liscièt! Modena non dimentica i suoi martiri!

01/09/2026

🔴⚫️ 30 agosto 2016 – ASIA RAMAZAN ANTAR, eroina militare attivista antifascista curda di 19 anni, muore combattendo lo Stato Islamico:

[Prima di leggere la storia di questa eroina, noi di Antifa Perugia aggiungiamo una nota importantissima, dopo alcuni interventi vergognosi, islamofobi e profondamente ignoranti sul Popolo curdo.
No! I curdi non combattevano “l’Islam”.
Combattevano gli estremisti islamici, i cugini dei nostri fascisti.
E soprattutto perché la grande maggioranza dei curdi è di religione musulmana!

♦️Ripartizione religiosa dei curdi :

🔴 - Musulmani Sunniti:
Sono la stragrande maggioranza, principalmente appartenenti al rito sciafeita.
🔴 - Musulmani Sciiti e altre correnti:
Esistono cospicue minoranze di curdi sciiti duodecimani (soprattutto in Iran e Iraq), aleviti (specialmente in Turchia), Ahl-e Haqq e Yarsani.
🔴 - Altre minoranze:
Fanno parte del popolo curdo anche comunità di fede non musulmana, come gli yazidi e piccoli gruppi cristiani o di altre religioni storiche.]

⚫️🔴 Asia Ramazan Antar, nota anche con lo pseudonimo di Viyan Antar (Al-Qamishli, 1997 – Manbij, 30 agosto 2016), è stata una militare e attivista curda con cittadinanza siriana.

Asia Antar si unì, nel 2014, all'età di 16 anni all'Unità di Protezione delle Donne per combattere lo Stato Islamico nel conflitto del Rojava, nel quale p***e la vita.

Divenne nota alle cronache internazionali dopo che le sue foto sono state diffuse su internet e venne soprannominata "l'Angelina Jolie curda" dai media internazionali per la sua somiglianza fisica. Questi confronti vennero ripudiati da parte di altri combattenti curdi e attivisti della causa curda, che definirono il confronto come sessista e oggettivante.

- PRIMI ANNI DI VITA :

Nata in una famiglia curda, Asia Antar si sposò molto giovane in un matrimonio combinato dalla sua famiglia. Tuttavia, dopo tre mesi, fu in grado di divorziare grazie alle nuove leggi nella regione curda a seguito del conflitto del Rojava, che vietano i matrimoni combinati e la poligamia. Nel 2014, dopo il divorzio, è entrata a far parte delle Unità di Protezione delle Donne (YPJ) con l'ideale di lottare per l'emancipazione delle donne dalle mani dell'oppressione patriarcale nella regione.
Le informazioni fornite dai media occidentali sulla sua età sono state incoerenti, anche se il comandante YPJ Abdullah Shirin ha confermato che era nata nel 1997 e aveva 19 anni quando è morta.

- TRASCENDENZA NEI MEDIA :

Antar ha attirato l'attenzione internazionale nel 2015 quando una fotogiornalista le ha fatto delle foto e l'ha descritta come "l'Angelina Jolie curda". Molti siti mediatici hanno ripreso le foto e hanno confrontato Asia anche con l'attrice sp****la Penélope Cruz.
Quando morì, i media e i titoli delle notizie riportarono la notizia come "L'Angelina Jolie curda è morta", sottolineando in ogni momento la somiglianza fisica tra le due e raramente discutendo della sua partecipazione alla lotta contro l'ISIS. Questa continua comparazione con l'attrice venne duramente condannata dai sostenitori della causa curda e da altri combattenti.

- REAZIONI E ACCUSE DI SESSISMO :

La minimizzazione di lei come persona è stata vista come umiliante da molte attiviste curde. Choman Kanaani, attivista e combattente curda che ha ripudiato il trattamento dei media occidentali sui fatti dell'Asia, ha detto alla BBC che "L'intera filosofia dell'YPJ è quella di combattere il sessismo e prevenire l'uso delle donne come oggetto sessuale", in riferimento alla posizione dell'YPJ sul sessismo. Ha inoltre aggiunto: "Vogliamo dare alle donne il loro legittimo posto nella società e dar loro la facoltà di scegliere i propri destini. Viyan è morta per questi ideali. Nei media, nessuno ha parlato degli ideali per i quali ha dato la vita, né di ciò che Viyan ha fatto per le donne nel Rojava negli ultimi quattro anni".

- MORTE :

Asia Antar venne uccisa durante un attacco nella città di Manbij dopo aver partecipato alla liberazione della città dalle mani dello Stato islamico nell'offensiva di Manbij. Sebbene i primi rapporti indicassero che lei e altri combattenti delle Unità di Protezione Popolare (YPG) erano morti vicino a Jarabulus a seguito di attacchi dell'esercito siriano libero, queste voci vennero smentite quando il portavoce dell'YPJ confermò che Asia Antar era morta in un attacco dello Stato Islamico.

❤ ORA E SEMPRE RESISTENZA !
Per una Patria e un mondo umanisti, civili, laici, progressisti e costituzionali: un MONDO e una PATRIA ANTIFASCISTI!
Il Tricolore è la nostra storia, lo portiamo nel cuore e, possibilmente, anche nel voto.
Solidarietà internazionale a tutti i popoli oppressi!

01/09/2026

Ricordarsi di ricordare il Partigiano Luciano bracci nome di battaglia “Toro” nato l'11 febbraio 1926 a Bologna; ivi residente nel 1943. Meccanico.
Militò nella 62a brigata ma Camicie rosse Garibaldi. Ma
Cadde prigioniero dei tedeschi mentre tentava di portare in salvo un compagno ferito.
Fu rinchiuso nel carcere di San Giovanni in Monte e sottoposto a torture e sevizie.
Venne fucilato al Poligono di tiro di Bologna il 30 agosto 1944 assieme ad altri 11 antifascisti e partigiani per una misura di rappresaglia decisa dai fascisti a seguito di atti di giustizia compiuti dai partigiani.
UL'annuncio dell'avvenuta fucilazione apparve su «il Resto del Carlino» del 31 agosto 1944.
Riconosciuto partigiano dal 10 settembre 1943 al 30 agosto 1944.

E' ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.
Resistenza 🌹

01/09/2026

Indirizzo

Morciano Di Romagna

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