24/08/2026
Morcone e quella difficile capacità di attrarre
😊Proviamo a semplificare un concetto che forse può aiutarci a leggere quello che è accaduto questa estate a Morcone: l'essere autoreferenziali. Una parola che può sembrare astratta, quasi da dibattito sociologico, ma che in realtà descrive abbastanza bene una condizione nella quale una realtà tende a vivere dentro sé stessa, a considerare sufficienti le proprie dinamiche, i propri riferimenti e il proprio modo di fare, finendo per confrontarsi poco con ciò che accade al di fuori dei propri confini. Pensando agli eventi di questa estate morconese, viene inevitabilmente da fare una riflessione proprio su questo.
👉Partiamo, però, da un punto che riteniamo doveroso: alle associazioni che operano sul territorio va riconosciuto tutto il merito per l'impegno, la passione e l'instancabile tenacia con cui continuano a portare avanti le proprie iniziative. In molti casi si tratta di persone che dedicano tempo, energie e risorse personali alla comunità, e questo non può essere ignorato né sottovalutato. Ma riconoscere questo impegno non significa rinunciare alla possibilità di discutere dei risultati. Anzi, dovrebbe essere proprio il contrario. Se abbiamo a cuore Morcone, dobbiamo avere il coraggio di porci anche le domande meno comode.
🤔E una di queste domande riguarda, inevitabilmente, la capacità attrattiva che il nostro paese sembra aver progressivamente perduto.
👨🦳Senza andare a rievocare necessariamente gli anni Settanta e Ottanta, quando il mondo della promozione degli eventi era completamente diverso da quello attuale e Morcone riusciva ad avere un ruolo primario soprattutto con la festa del 15 agosto – tra i pochissimi paesi a festeggiare 🎆– , diventando un riferimento anche per le vicine Benevento e Campobasso, dobbiamo guardare al nostro tempo. Il mondo è cambiato radicalmente. Sono cambiate le abitudini, è cambiato il modo di comunicare, è cambiato il modo di scegliere dove trascorrere una serata o una giornata, ed è cambiato soprattutto il modo in cui un paese può competere con gli altri per attirare persone. Ed è proprio per questo che forse dovremmo cominciare a chiederci se sia ancora attuale il modo in cui costruiamo e comunichiamo il nostro calendario estivo.
🗓️ Un manifesto che raccoglie trenta giorni di iniziative può certamente rappresentare un utile strumento di comunicazione, ma dobbiamo domandarci se abbia ancora senso mettere sullo stesso piano eventi profondamente diversi tra loro. Ci sono manifestazioni capaci di attirare persone anche da fuori Morcone e altre che hanno, invece, una funzione prevalentemente locale, legata all'associazionismo, alla socialità e alla vita delle singole realtà. Sono entrambe importanti, ma hanno obiettivi diversi e, proprio per questo, forse dovrebbero essere raccontate e considerate in maniera diversa.
Perché il punto non è stabilire quali eventi siano belli e quali brutti, quali siano meritevoli e quali no. Il punto è un altro: quali iniziative sono realmente in grado di far ve**re a Morcone persone che normalmente a Morcone non verrebbero? È questa la domanda che dovremmo porci.
👉E qui il discorso si allarga inevitabilmente alla nostra comunità. Morcone è una realtà articolata, fatta di centro, contrade, associazioni, gruppi e tante identità che nel corso degli anni hanno costruito una propria dimensione. È una ricchezza, certamente. Ma può diventare anche una debolezza quando queste realtà finiscono per vivere quasi esclusivamente all'interno del proprio circuito.
👨🎓È quello che intendiamo quando parliamo di autoreferenzialità: non la mancanza di valore delle singole realtà, ma la difficoltà a metterle in relazione tra loro.
👉Il sistema delle contrade, per esempio, è parte integrante della storia e dell'identità di Morcone. Ma è altrettanto evidente che molte di esse, anche per una naturale vicinanza geografica, hanno sviluppato rapporti e riferimenti con i comuni vicini più che con il centro di Morcone. E anche le contrade organizzano, come è giusto che sia, le proprie feste e le proprie iniziative, investendo risorse e mobilitando persone. Ma quante volte queste iniziative riescono realmente a trasformarsi in un momento di partecipazione dell'intera comunità?
👉Il rischio è che ciascuno continui a coltivare il proprio pezzo di territorio, la propria festa, il proprio gruppo, il proprio pubblico. E alla fine ci ritroviamo con tante iniziative, tante energie e tante persone impegnate, ma con una comunità che non sempre riesce a muoversi nella stessa direzione.
👉E allora torniamo al manifesto estivo. Perché non possiamo almeno discutere della possibilità di modificarlo? Perché non possiamo pensare a uno strumento che dia maggiore evidenza alle iniziative realmente capaci di portare persone da fuori Morcone, lasciando naturalmente dignità e spazio a tutte le altre attività che hanno una funzione più strettamente locale? Non dovrebbe essere una questione di lesa maestà👨🎓. E soprattutto non dovrebbe diventare una questione di reazioni isteriche 🤯 ogni volta che qualcuno prova a mettere in discussione un modello consolidato.
🚗Perché basta uscire da Morcone, basta prendere la macchina e fare qualche chilometro per rendersi conto che quello che stiamo dicendo non è una semplice impressione personale. 👀È sufficiente guardare cosa accade nei paesi che ci circondano: Sassinoro con la passeggiata nel centro storico, Santa Croce con la sagra della scamorza, Castelpagano con il prosciutto, Fragneto con le mongolfiere, Campolattaro con salsiccia e cicatielli, e ancora le principali feste di Circello, Casalduni e Pesco Sannita.
🏘️Parliamo di realtà vicine, spesso simili alla nostra per dimensioni e caratteristiche. Eppure alcune di queste manifestazioni riescono a portare migliaia di persone📈.
🤔E qui c'è un dato che dovrebbe farci riflettere ancora di più: tra quelle migliaia di persone ci sono anche tanti morconesi. Siamo perfettamente disponibili a spostarci, a prendere l'auto e a raggiungere il paese vicino per partecipare a una festa, mangiare qualcosa, ascoltare musica, passeggiare o semplicemente stare insieme. Non abbiamo alcuna difficoltà a farlo. Allora perché non facciamo la stessa cosa a Morcone? Perché un morconese è disposto a spostarsi per raggiungere un evento organizzato a pochi chilometri da casa e molto meno disposto a frequentare un evento organizzato nel proprio paese? Questa, forse, è la domanda più importante di tutte❤️🩹.
👉Perché il problema non è soltanto capire come attirare persone da fuori. Prima ancora dovremmo capire perché noi stessi non siamo sufficientemente attratti da ciò che accade a casa nostra. E se non riusciamo a rispondere a questa domanda, diventa difficile pensare di poter costruire una vera capacità attrattiva verso l'esterno.
😲Qualcuno potrebbe obiettare che anche a Morcone ci sono eventi che fanno cento, duecento o qualche centinaio di presenze. Ed è vero. Ma se vogliamo essere seri, dobbiamo anche riconoscere che questi numeri possono essere soddisfacenti per una singola iniziativa locale, ma diventano assolutamente insufficienti quando li confrontiamo con gli eventi dei comuni che ci circondano e che riescono a generare presenze nell'ordine delle migliaia.🧮
👉E qui la questione smette di essere semplicemente culturale o organizzativa e diventa anche economica. Perché migliaia di persone significano migliaia di consumatori. Significano bar, ristoranti, negozi, attività commerciali, prodotti acquistati, servizi utilizzati. Significano economia che si muove📈.
😮💨Non possiamo quindi affrontare questo argomento con sufficienza, soprattutto in un paese nel quale alcune attività commerciali costruiscono una parte importante del proprio bilancio proprio sulla stagione estiva. Per qualcuno quei giorni non rappresentano semplicemente una festa o una bella serata: rappresentano una parte importante della propria capacità di lavorare e di produrre reddito. Per questo la discussione sugli eventi non può essere liquidata con il rassicurante “a Morcone non manca niente rispetto agli altri comuni”.
😮Forse è vero che non ci manca niente, ma se gli altri comuni riescono a portare migliaia di persone nelle proprie piazze e noi non ci riusciamo, qualcosa dobbiamo necessariamente provare a capire. E forse dobbiamo anche avere il coraggio di mettere in discussione l'idea secondo cui fare più cose significhi necessariamente fare meglio🐌🐌.
👉Potremmo scoprire che è vero esattamente il contrario, potremmo scoprire che concentrare risorse, energie e capacità organizzative su poche iniziative forti, riconoscibili e realmente capaci di attrarre persone potrebbe essere una scelta apparentemente meno populista, ma in realtà molto più popolare🐎🐎.
👉Non si tratta di cancellare le iniziative locali. Non si tratta di dire che una festa di contrada non abbia valore. Non si tratta di mortificare il lavoro delle associazioni. Si tratta semplicemente di distinguere le funzioni e di costruire, finalmente, una strategia📝.
👉Perché una comunità non diventa attrattiva semplicemente sommando le proprie iniziative. Diventa attrattiva quando quelle iniziative riescono a parlarsi, a coordinarsi e a costruire qualcosa che sia più grande della singola associazione, della singola contrada o del singolo gruppo.
👉Forse il problema di Morcone non è che facciamo troppo poco. Forse è che facciamo troppo spesso ognuno per conto proprio.
👉E questo, alla fine, è proprio il significato più concreto di quella parola dalla quale siamo partiti: autoreferenzialità👨🎓.
🙂Il punto, allora, non è smettere di fare. È smettere di pensare che quello che facciamo da soli sia necessariamente sufficiente. Perché fuori da Morcone il mondo si muove, le persone si spostano, gli eventi crescono e i paesi competono per attirarle⛹️♀️⛹️♀️⛹️♀️⛹️♀️.
🤔La domanda che dovremmo farci è molto semplice: noi vogliamo continuare a guardarli passare, oppure vogliamo finalmente provare a farli ve**re da noi?❤️