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PROMOrcone Idee, confronto e partecipazione civica: facciamo nascere azioni concrete per il nostro territorio.

Una domanda sulla situazione idrica di Morcone: GESESA comunica “prolungate chiusure del servizio idrico” e mette a disp...
02/09/2026

Una domanda sulla situazione idrica di Morcone: GESESA comunica “prolungate chiusure del servizio idrico” e mette a disposizione autobotti per garantire l’approvvigionamento di acqua potabile.

Il pomeriggio è trascorso con un interessante dibattito sulla problematica della carenza d’acqua. Vorrei aggiungere qualche ulteriore domanda.

Sarebbe importante sapere: 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗵𝗮 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲? È stata adottata un’ordinanza o qualche altro provvedimento? È stato attivato il sistema comunale di Protezione Civile o il COC?

𝗖𝗵𝗶 𝗵𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗯𝗼𝘁𝘁𝗶𝗲 𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗻𝗲 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗶? Quali comunicazioni sono intercorse tra Comune e GESESA e con quali altri enti — Ente Idrico, Regione, Prefettura — sono stati presi contatti?

Soprattutto: 𝗰𝗵𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗱𝗼𝘁𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗶𝗱𝗿𝗶𝗰𝗼?

Una risposta, però, ce l’ho:

𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗢𝗦 𝗥𝗘𝗚𝗡𝗔 𝗦𝗢𝗩𝗥𝗔𝗡𝗢!

Corrado Mobilia

💧 Morcone, ma la carenza idrica non doveva essere superata?Ve lo ricordate il nuovo pozzo di Morcone?Nel novembre 2021 N...
28/08/2026

💧 Morcone, ma la carenza idrica non doveva essere superata?
Ve lo ricordate il nuovo pozzo di Morcone?
Nel novembre 2021 NTR24 pubblicava la notizia dell'accordo tra Comune e GESESA per la realizzazione di un pozzo profondo, presentato come una nuova fonte di risorsa idrica capace di affrontare la “storica carenza idrica nel periodo estivo”. L'obiettivo era quello di avere il pozzo operativo già dall'estate successiva. (ntr24.tv)
La stessa notizia veniva ripresa, due giorni dopo, da Il Sannio Quotidiano, con un titolo molto chiaro: “Morcone, una nuova fonte per superare la crisi idrica”. (ilsannioquotidiano.it)
Poi il pozzo è stato effettivamente realizzato.
Nel dicembre 2023 GESESA comunicava che a Morcone era stato completato un nuovo pozzo profondo 100 metri, in località Piana – Ponte Stretto, con una portata massima di circa 5 litri al secondo, da utilizzare soprattutto nel periodo critico agosto-dicembre. (ntr24.tv)
Il 13 gennaio 2024 il pozzo è stato inaugurato. Il Sannio Quotidiano titolava: “Inaugurato il nuovo pozzo ‘Ponte Stretto’ a Morcone”. (ilsannioquotidiano.it)
E allora la domanda è inevitabile.
👉 Se oggi la carenza d'acqua continua a creare problemi, che risultati ha prodotto concretamente il Pozzo Ponte Stretto?
Quanta acqua viene effettivamente immessa nella rete?
Il pozzo sta funzionando alla portata prevista?
Quanto ha contribuito a ridurre le turnazioni e i disagi?
E, soprattutto, perché a distanza di anni dalla progettazione e dopo l'inaugurazione dell'opera il problema della carenza idrica continua a ripresentarsi?
Una domanda legittima, anche perché già nel 2023 Il Murgantino spiegava che i 5 litri al secondo del nuovo pozzo rappresentavano una risorsa aggiuntiva, ma evidenziava anche il problema delle forti perdite della rete idrica, definendo il pozzo sostanzialmente un intervento non sufficiente da solo a risolvere una situazione strutturale. (adotta il tuo paese)
Non si tratta di fare polemica. Si tratta semplicemente di capire cosa sia cambiato.
GESESA aveva annunciato un intervento importante. L'opera è stata realizzata e inaugurata.
Oggi, però, i cittadini continuano a confrontarsi con la carenza d'acqua.
Sarebbe quindi interessante che GESESA facesse il punto della situazione e spiegasse pubblicamente cosa sta accadendo.
💧 Il pozzo funziona? Quanto produce? Quanto di quell'acqua arriva realmente nelle case? E perché il problema non è ancora risolto?
Sono domande alle quali sarebbe utile dare una risposta.
Fonti: NTR24 (3 novembre 2021), Il Sannio Quotidiano (5 novembre 2021 e 14 gennaio 2024), Il Murgantino (ottobre 2023), comunicato GESESA del dicembre 2023. (ntr24.tv).

Corrado Mobilia

Morcone e quella difficile capacità di attrarre😊Proviamo a semplificare un concetto che forse può aiutarci a leggere que...
24/08/2026

Morcone e quella difficile capacità di attrarre

😊Proviamo a semplificare un concetto che forse può aiutarci a leggere quello che è accaduto questa estate a Morcone: l'essere autoreferenziali. Una parola che può sembrare astratta, quasi da dibattito sociologico, ma che in realtà descrive abbastanza bene una condizione nella quale una realtà tende a vivere dentro sé stessa, a considerare sufficienti le proprie dinamiche, i propri riferimenti e il proprio modo di fare, finendo per confrontarsi poco con ciò che accade al di fuori dei propri confini. Pensando agli eventi di questa estate morconese, viene inevitabilmente da fare una riflessione proprio su questo.

👉Partiamo, però, da un punto che riteniamo doveroso: alle associazioni che operano sul territorio va riconosciuto tutto il merito per l'impegno, la passione e l'instancabile tenacia con cui continuano a portare avanti le proprie iniziative. In molti casi si tratta di persone che dedicano tempo, energie e risorse personali alla comunità, e questo non può essere ignorato né sottovalutato. Ma riconoscere questo impegno non significa rinunciare alla possibilità di discutere dei risultati. Anzi, dovrebbe essere proprio il contrario. Se abbiamo a cuore Morcone, dobbiamo avere il coraggio di porci anche le domande meno comode.

🤔E una di queste domande riguarda, inevitabilmente, la capacità attrattiva che il nostro paese sembra aver progressivamente perduto.

👨‍🦳Senza andare a rievocare necessariamente gli anni Settanta e Ottanta, quando il mondo della promozione degli eventi era completamente diverso da quello attuale e Morcone riusciva ad avere un ruolo primario soprattutto con la festa del 15 agosto – tra i pochissimi paesi a festeggiare 🎆– , diventando un riferimento anche per le vicine Benevento e Campobasso, dobbiamo guardare al nostro tempo. Il mondo è cambiato radicalmente. Sono cambiate le abitudini, è cambiato il modo di comunicare, è cambiato il modo di scegliere dove trascorrere una serata o una giornata, ed è cambiato soprattutto il modo in cui un paese può competere con gli altri per attirare persone. Ed è proprio per questo che forse dovremmo cominciare a chiederci se sia ancora attuale il modo in cui costruiamo e comunichiamo il nostro calendario estivo.

🗓️ Un manifesto che raccoglie trenta giorni di iniziative può certamente rappresentare un utile strumento di comunicazione, ma dobbiamo domandarci se abbia ancora senso mettere sullo stesso piano eventi profondamente diversi tra loro. Ci sono manifestazioni capaci di attirare persone anche da fuori Morcone e altre che hanno, invece, una funzione prevalentemente locale, legata all'associazionismo, alla socialità e alla vita delle singole realtà. Sono entrambe importanti, ma hanno obiettivi diversi e, proprio per questo, forse dovrebbero essere raccontate e considerate in maniera diversa.
Perché il punto non è stabilire quali eventi siano belli e quali brutti, quali siano meritevoli e quali no. Il punto è un altro: quali iniziative sono realmente in grado di far ve**re a Morcone persone che normalmente a Morcone non verrebbero? È questa la domanda che dovremmo porci.

👉E qui il discorso si allarga inevitabilmente alla nostra comunità. Morcone è una realtà articolata, fatta di centro, contrade, associazioni, gruppi e tante identità che nel corso degli anni hanno costruito una propria dimensione. È una ricchezza, certamente. Ma può diventare anche una debolezza quando queste realtà finiscono per vivere quasi esclusivamente all'interno del proprio circuito.

👨‍🎓È quello che intendiamo quando parliamo di autoreferenzialità: non la mancanza di valore delle singole realtà, ma la difficoltà a metterle in relazione tra loro.

👉Il sistema delle contrade, per esempio, è parte integrante della storia e dell'identità di Morcone. Ma è altrettanto evidente che molte di esse, anche per una naturale vicinanza geografica, hanno sviluppato rapporti e riferimenti con i comuni vicini più che con il centro di Morcone. E anche le contrade organizzano, come è giusto che sia, le proprie feste e le proprie iniziative, investendo risorse e mobilitando persone. Ma quante volte queste iniziative riescono realmente a trasformarsi in un momento di partecipazione dell'intera comunità?

👉Il rischio è che ciascuno continui a coltivare il proprio pezzo di territorio, la propria festa, il proprio gruppo, il proprio pubblico. E alla fine ci ritroviamo con tante iniziative, tante energie e tante persone impegnate, ma con una comunità che non sempre riesce a muoversi nella stessa direzione.

👉E allora torniamo al manifesto estivo. Perché non possiamo almeno discutere della possibilità di modificarlo? Perché non possiamo pensare a uno strumento che dia maggiore evidenza alle iniziative realmente capaci di portare persone da fuori Morcone, lasciando naturalmente dignità e spazio a tutte le altre attività che hanno una funzione più strettamente locale? Non dovrebbe essere una questione di lesa maestà👨‍🎓. E soprattutto non dovrebbe diventare una questione di reazioni isteriche 🤯 ogni volta che qualcuno prova a mettere in discussione un modello consolidato.

🚗Perché basta uscire da Morcone, basta prendere la macchina e fare qualche chilometro per rendersi conto che quello che stiamo dicendo non è una semplice impressione personale. 👀È sufficiente guardare cosa accade nei paesi che ci circondano: Sassinoro con la passeggiata nel centro storico, Santa Croce con la sagra della scamorza, Castelpagano con il prosciutto, Fragneto con le mongolfiere, Campolattaro con salsiccia e cicatielli, e ancora le principali feste di Circello, Casalduni e Pesco Sannita.

🏘️Parliamo di realtà vicine, spesso simili alla nostra per dimensioni e caratteristiche. Eppure alcune di queste manifestazioni riescono a portare migliaia di persone📈.

🤔E qui c'è un dato che dovrebbe farci riflettere ancora di più: tra quelle migliaia di persone ci sono anche tanti morconesi. Siamo perfettamente disponibili a spostarci, a prendere l'auto e a raggiungere il paese vicino per partecipare a una festa, mangiare qualcosa, ascoltare musica, passeggiare o semplicemente stare insieme. Non abbiamo alcuna difficoltà a farlo. Allora perché non facciamo la stessa cosa a Morcone? Perché un morconese è disposto a spostarsi per raggiungere un evento organizzato a pochi chilometri da casa e molto meno disposto a frequentare un evento organizzato nel proprio paese? Questa, forse, è la domanda più importante di tutte❤️‍🩹.

👉Perché il problema non è soltanto capire come attirare persone da fuori. Prima ancora dovremmo capire perché noi stessi non siamo sufficientemente attratti da ciò che accade a casa nostra. E se non riusciamo a rispondere a questa domanda, diventa difficile pensare di poter costruire una vera capacità attrattiva verso l'esterno.

😲Qualcuno potrebbe obiettare che anche a Morcone ci sono eventi che fanno cento, duecento o qualche centinaio di presenze. Ed è vero. Ma se vogliamo essere seri, dobbiamo anche riconoscere che questi numeri possono essere soddisfacenti per una singola iniziativa locale, ma diventano assolutamente insufficienti quando li confrontiamo con gli eventi dei comuni che ci circondano e che riescono a generare presenze nell'ordine delle migliaia.🧮

👉E qui la questione smette di essere semplicemente culturale o organizzativa e diventa anche economica. Perché migliaia di persone significano migliaia di consumatori. Significano bar, ristoranti, negozi, attività commerciali, prodotti acquistati, servizi utilizzati. Significano economia che si muove📈.

😮‍💨Non possiamo quindi affrontare questo argomento con sufficienza, soprattutto in un paese nel quale alcune attività commerciali costruiscono una parte importante del proprio bilancio proprio sulla stagione estiva. Per qualcuno quei giorni non rappresentano semplicemente una festa o una bella serata: rappresentano una parte importante della propria capacità di lavorare e di produrre reddito. Per questo la discussione sugli eventi non può essere liquidata con il rassicurante “a Morcone non manca niente rispetto agli altri comuni”.

😮Forse è vero che non ci manca niente, ma se gli altri comuni riescono a portare migliaia di persone nelle proprie piazze e noi non ci riusciamo, qualcosa dobbiamo necessariamente provare a capire. E forse dobbiamo anche avere il coraggio di mettere in discussione l'idea secondo cui fare più cose significhi necessariamente fare meglio🐌🐌.

👉Potremmo scoprire che è vero esattamente il contrario, potremmo scoprire che concentrare risorse, energie e capacità organizzative su poche iniziative forti, riconoscibili e realmente capaci di attrarre persone potrebbe essere una scelta apparentemente meno populista, ma in realtà molto più popolare🐎🐎.

👉Non si tratta di cancellare le iniziative locali. Non si tratta di dire che una festa di contrada non abbia valore. Non si tratta di mortificare il lavoro delle associazioni. Si tratta semplicemente di distinguere le funzioni e di costruire, finalmente, una strategia📝.

👉Perché una comunità non diventa attrattiva semplicemente sommando le proprie iniziative. Diventa attrattiva quando quelle iniziative riescono a parlarsi, a coordinarsi e a costruire qualcosa che sia più grande della singola associazione, della singola contrada o del singolo gruppo.

👉Forse il problema di Morcone non è che facciamo troppo poco. Forse è che facciamo troppo spesso ognuno per conto proprio.

👉E questo, alla fine, è proprio il significato più concreto di quella parola dalla quale siamo partiti: autoreferenzialità👨‍🎓.

🙂Il punto, allora, non è smettere di fare. È smettere di pensare che quello che facciamo da soli sia necessariamente sufficiente. Perché fuori da Morcone il mondo si muove, le persone si spostano, gli eventi crescono e i paesi competono per attirarle⛹️‍♀️⛹️‍♀️⛹️‍♀️⛹️‍♀️.

🤔La domanda che dovremmo farci è molto semplice: noi vogliamo continuare a guardarli passare, oppure vogliamo finalmente provare a farli ve**re da noi?❤️

🚜 *Ape Car: da semplice servizio a vera esperienza per scoprire il centro storico* 🏘️Ho scritto qualche giorno fa che sa...
21/08/2026

🚜 *Ape Car: da semplice servizio a vera esperienza per scoprire il centro storico* 🏘️

Ho scritto qualche giorno fa che sarebbe stato opportuno creare un evento specifico che portasse a utilizzare le Ape Car in dotazione del Comune come vero e proprio *strumento di promozione del nostro centro storico*. 📣🏘️

Orbene, forse anche merito nostro, *“la Pro Loco”* ne ha fatto una propria iniziativa e, finalmente, sembra che si sia partiti proprio in questa direzione. 👏

Basta sedersi per qualche minuto in Piazza San Bernardino per accorgersi di una certa frequenza di passaggi delle Ape Car. 🚜

E, insieme ai passaggi, si possono leggere sui volti dei passeggeri sorrisi divertiti 😄, provocati anche da quella particolare sensazione che il mezzo trasmette: una sorta di simpatica precarietà, quasi si potesse correre, da un momento all'altro, il rischio di un ribaltamento! 😅🙃

Sensazione che raggiunge il suo apice nella curva a gomito presso l'Istituto dell'ex scuola elementare, affrontata magistralmente dall'autista con un'unica manovra: un'impresa che sarebbe impossibile per qualsiasi altro mezzo a quattro ruote. 😂🚜

Ma il sorriso diventa ancora più evidente sui visi dei bambini 👧🧒, per i quali il viaggio sull'Ape Car assume le caratteristiche di una vera e propria attrazione da parco giochi. 🎢😄

E forse è proprio questo uno degli aspetti più belli dell'iniziativa: *il mezzo riesce a creare un'esperienza*, non limitandosi semplicemente a trasportare delle persone da un punto all'altro. ❤️

E proprio perché l'iniziativa sembra funzionare, sempre con grande spirito costruttivo 🤝, ci permettiamo di avanzare qualche considerazione e, magari, qualche proposta per farla crescere ulteriormente. 💡

Attualmente, anche “grazie allo spirito spontaneo dell'autista” — generoso e pronto ad assecondare ogni richiesta dei passeggeri — la "scarrozzata" segue più o meno questo tracciato: 🚜👇
*Villa Comunale → Largo Palazzo → Panoramica → Corso Italia → Piazza San Bernardino → Piazza Libertà → Viale San Domenico → ritorno alla Villa Comunale*.

Un percorso, lungo da scrivere ma non da percorrere, che si completa in circa cinque minuti. ⏱️

Ed è proprio qui che, forse, rimane una certa insoddisfazione. 🤔

Non tanto perché il giro non sia piacevole, quanto perché *si potrebbe ottenere molto di più* da questa esperienza. 💡

L'Ape Car potrebbe infatti diventare una sorta di piccolo *"trenino turistico" del centro storico* 🚜🏘️, con un percorso studiato, riconoscibile e possibilmente replicabile, nel quale “ogni passaggio abbia una sua ragione”.

Si potrebbe, per esempio, individuare un certo numero di *tappe o punti di interesse* 📍, prevedendo in ciascuno una breve sosta. Non servirebbero lunghi discorsi né spiegazioni da guida turistica: “basterebbero pochi secondi per dire al visitatore dove si trova, quale luogo sta osservando e, magari, una piccola curiosità”: 👀📖
"Questa è Piazza..."
"Qui siamo davanti a..."
"Da questo punto si può vedere..." 👇

Poche parole, ma sufficienti a trasformare un semplice giro in un *racconto del paese*. ❤️🏘️

Naturalmente, questo richiederebbe una minima formazione degli autisti, che dovrebbero essere messi nelle condizioni di conoscere il percorso e di poter fornire alcune informazioni essenziali sui luoghi attraversati. 🎓

Nulla di complicato: “una piccola scheda con le tappe, i nomi dei luoghi e due o tre informazioni per ciascuno potrebbe essere già sufficiente”. 📝

L'obiettivo non dovrebbe essere quello di fare una lezione di storia, ma semplicemente di *dare un significato a ciò che si sta guardando*. 👀❤️

Perché un visitatore che passa davanti a un luogo senza sapere cosa sia lo vede semplicemente come un edificio, una piazza, una strada. 🏠

Se invece gli si dice che quello è un determinato palazzo, una particolare chiesa, un antico punto di passaggio o un luogo legato alla storia del paese, improvvisamente quel luogo acquista un'altra dimensione. ✨🏛️

E c'è poi una seconda considerazione, forse ancora più importante. ☝️

*“Bisognerebbe provare a far vivere il centro storico con maggiore lentezza”*. 🚶‍♂️🐢❤️

Perché il centro storico non è soltanto qualcosa da vedere attraverso il finestrino di un'Ape Car. È soprattutto qualcosa da *percorrere a piedi, con calma, lasciandosi sorprendere*. 🚶‍♀️🏘️✨

Si potrebbe allora pensare a un'esperienza diversa: accompagnare i visitatori in uno dei punti più alti del paese — per esempio San Salvatore/castello o Piazzetta Stampatis — e da lì invitarli semplicemente a scendere a piedi attraverso le stradine del centro. ⛰️🚶‍♂️
Senza una guida precisa. Senza un percorso obbligato. 🧭❌

Anzi, si potrebbe dire loro una cosa molto semplice:
*"Scendete. Prendete la stradina che preferite. Tanto, prima o poi, su Via Roma ci arrivate."* 😄👇

E forse sarebbe proprio questo il modo migliore per scoprire il nostro centro storico. ❤️

Perché, vagando senza una meta rigidamente prestabilita, si possono incontrare angoli che non erano stati cercati, scorci che non erano stati programmati, prospettive inattese, piccoli particolari che altrimenti rischierebbero di passare inosservati. 👀✨🏘️

E magari, nel corso di questo vagare, si potrebbe incrociare anche il Bar di Marino. ☕😄

Che, diciamolo, non sarebbe affatto un dettaglio trascurabile! 😉😂

In fondo, *“un centro storico si promuove davvero quando riesce a far ve**re voglia di fermarsi, di camminare, di curiosare e di scoprire”*. ❤️🏘️🚶‍♂️

L'Ape Car potrebbe quindi essere soltanto il punto di partenza: non un mezzo che semplicemente porta il visitatore in giro, ma quello che lo accompagna *dentro un'esperienza*. 🚜✨

Prima facendogli conoscere il paese dall'alto e attraverso un percorso ragionato, poi lasciandogli la libertà di perdercisi dentro. 🏘️⬇️🚶‍♀️

Forse è questa la direzione nella quale varrebbe la pena continuare a lavorare: *“meno "giro turistico" e più esperienza del paese; meno velocità e più scoperta; meno semplice trasporto e più promozione del nostro centro storico”*. ❤️

*“E se alla fine qualcuno dovesse tornare a casa con il ricordo di una curva affrontata su tre ruote 😅🚜, di una stradina presa per caso 🏘️, di un panorama inatteso 🌄 e magari anche di un caffè al Bar di Marino ☕😉, allora potremmo dire che l'Ape Car ha fatto davvero il suo mestiere.”* ❤️👏

Bruno Parlapiano

Mario Parlapiano:“Esperienza, passione e comunità: costruire, non dividere!”
19/08/2026

Mario Parlapiano:“Esperienza, passione e comunità: costruire, non dividere!”

14/08/2026

In occasione delle sagre viene spontaneo chiedersi perché a Morcone non sia mai nata una manifestazione dedicata al prodotto forse più diffuso e rappresentativo del nostro territorio: il formaggio.

In un articolo pubblicato su Il Murgantino nel settembre del 2021 parlavo proprio del “Paniere del Sannio”. Lo ripropongo qui, con qualche inevitabile aggiornamento, perché alcune di quelle riflessioni, nonostante il tempo trascorso, conservano ancora una loro attualità.

Il Paniere del Sannio
Nel numero di settembre 2019 del Murgantino mettevo in evidenza la mancanza di iniziativa che aveva caratterizzato le nostre aree interne. In particolare, sottolineavo come fosse stata un’occasione mancata non aver saputo utilizzare al meglio le opportunità che il nostro territorio ci metteva a disposizione.

Il settore produttivo che da sempre alimenta grandi aspettative per i nostri territori è quello legato agli allevamenti e alle potenzialità dei prodotti della loro trasformazione. Carne fresca, salumi e formaggi dovrebbero diventare un punto di riferimento dell’imprenditoria dell’Alto Sannio.

Non mancano esperienze positive e ne citerò qualcuna, proprio per far comprendere quanto possa essere importante, per il nostro territorio, avere imprenditori capaci nel settore della trasformazione.

L’imprenditore a me più vicino, con il quale ho avuto modo di collaborare, è Dino, con il suo agriturismo Mastrofrancesco e l’allevamento di maiale nero. Si tratta di una realtà produttiva ormai conosciuta in provincia e anche oltre i confini del territorio morconese.

Nel mio girovagare per lavoro non è raro che mi chiedano: «Di dove sei?». E quando rispondo «Di Morcone», capita che qualcuno replichi: «Ah, dove c’è Dino, quello che fa quegli ottimi prodotti con il maialino nero!».

Lo stesso mi capita con i prodotti di Giuseppe Prozzo e con la sua mozzarella di bufala, prodotta con il latte delle bufale allevate a Cuffiano: un riferimento sicuro per chi passa da Morcone ed è diretto verso il Molise.

Sono due iniziative di grande valore, di cui tutti noi dovremmo essere orgogliosi come comunità e che contribuiscono a far conoscere Morcone anche al di fuori del nostro territorio. Tuttavia, è ancora troppo poco.

Prendiamo il latte.

Con 800 ettari di terreno di proprietà comunale in montagna, che ogni anno vengono concessi per il pascolo agli allevatori morconesi, ai quali si aggiungono innumerevoli altri ettari di terreno privato, si produce una quantità di latte davvero importante. Una produzione che dovrebbe naturalmente trovare uno sbocco nella realizzazione di un formaggio morconese.

Ma, ahinoi, non è mai decollata una cooperativa: quella vera “iniziativa dal basso” che dovrebbe nascere direttamente dagli allevatori e per la quale, a mio avviso, esistono tutte le potenzialità.

Spesso si è pensato di delegare all’amministratore di turno il ruolo di promotore, quasi fosse egli stesso un imprenditore. Ma anche là dove ci si è provato, è poi accaduto che l’iniziativa finisse per coincidere con la parabola amministrativa dell’amministratore di turno, senza riuscire davvero a piantare il germoglio di una pianta capace di crescere autonomamente.

Eppure, un fallimento del passato non dovrebbe inibire chi vuole riprovarci. Non può diventare un alibi per dire: «È stato già tentato ed è fallito, quindi non serve riprovarci!».
Può darsi che un’idea fosse buona e non abbia funzionato semplicemente perché ci si era posti obiettivi sbagliati. Oppure perché non si è verificata quella che potremmo definire una “congiuntura astrale”: quell’insieme, quasi casuale, di idee, operatori e prodotti che riesce a incontrarsi con spirito unitario e lungimirante.

Eppure, a volte, capita.

Per citare un esempio a noi vicino, basta guardare alla Cooperativa del Vino di Guardia, che ogni anno riesce a stupirci positivamente e che, nel tempo, è stata anche uno stimolo per la nascita di numerose altre realtà imprenditoriali nel settore vitivinicolo.

Oggi “Pecorino del Sannio” è il marchio attraverso il quale l’imprenditrice Patrizia Mennillo, coadiuvata da Vittorio e da tutta la sua famiglia, sta promuovendo la produzione di formaggio ottenuto dal latte delle pecore del proprio allevamento.

Un prodotto morconese DOC, nato da un allevamento morconese, che si inserisce sotto un ombrello evocativo e identitario riferito a un’area più ampia e riconoscibile: il Sannio.

Sulla scia di questo percorso, si dovrebbe puntare alla nascita di una cooperativa di allevatori capace di dare vita a un vero formaggio morconese, fortemente legato al territorio e alla sua identità: “Pecorino delle Terre Sannite”, oppure “Pecorino delle Terre di Morcone”.

E poi andare ancora oltre, verso la realizzazione di un vero e proprio “Paniere del Sannio”, composto non soltanto da prodotti materiali, ma anche da tutto quel patrimonio immateriale fatto di tradizioni, saperi, identità e cultura che rende unico il nostro territorio.

Bruno Parlapiano

PS: L’articolo risale al 2021 e, a distanza di anni, alcune di quelle riflessioni sembrano ormai superate. Non perché il territorio abbia finalmente reagito, come allora auspicavo, ma perché nel frattempo è cambiato il contesto, sono mutati gli obiettivi di molti attori e sono sopraggiunte iniziative sovracomunali che hanno modificato le prospettive. Resta, tuttavia, ancora possibile — e forse ancora più necessario — pensare alla nascita di un’azione collettiva capace di mettere insieme persone, idee e produzioni attorno a un progetto comune.

🤔 Ci chiediamo quale sia, ad oggi, lo stato di attuazione della programmazione scolastica.👩‍💼 La risposta che più si avv...
04/08/2026

🤔 Ci chiediamo quale sia, ad oggi, lo stato di attuazione della programmazione scolastica.

👩‍💼 La risposta che più si avvicina alla realtà ricorda il gioco delle tre carte: "Scegli l'opzione A, la B o la C?"

💡 Una proposta, però, ci sentiamo di farla: atteso che le soluzioni spesso sono soluzioni tampone, anche utilizzando strutture che nascono con altre finalità, allora programmiamo di concentrare l'intero ciclo scolastico nella nuova struttura che dovrà sorgere nell'area della Fiera.

😁 I risultati possibili:
👉 1. Centralità.
👉 2. Accessibilità.
👉 3. Omogeneità di trattamento.
👉 4. Gestione sicura dei bambini protetti dal traffico veicolare.
👉 5. Un polo scolastico baricentrico per l'Alto Sannio tra Morcone, Sassinoro e Santa Croce del Sannio.

✏️ Quanto rappresentato nel disegno indica lo scenario dello sfruttamento idrico/energetico, ad oggi, intorno al nostro ...
31/07/2026

✏️ Quanto rappresentato nel disegno indica lo scenario dello sfruttamento idrico/energetico, ad oggi, intorno al nostro Lago.

🚧 Sono in corso di realizzazione:
▪️un parco solare in località Santo Ianni, località Pezze di Santa Maria
▪️lo sfruttamento delle acque del Lago di Morcone/Campolattaro con utilizzo irriguo ed energetico.

⏳ Rimane in fase di proggrammazion il progetto dello sfruttamento dell'invaso del lago Spino in territorio di Morcone.

🤔 Tutti noi ci poniamo delle domande piuttosto semplici e naturali:
👉La popolazione dell'Alto Sannio quanto è coinvolta da queste iniziative?
👉Le sta solo subendo oppure ci sono dei vantaggi?
👉Sono previste delle compensazioni?
👉Sono state sottoscritte delle convenzioni?
👉Da chi?

☁️🌤️☀️A questo punto è anche un problema di trasparenza!

Nulla contro l’utilità della struttura, ma ogni tanto un tocco di fantasia per rendere il mondo meno piatto.
25/07/2026

Nulla contro l’utilità della struttura, ma ogni tanto un tocco di fantasia per rendere il mondo meno piatto.

Indirizzo

Corso
Morcone
82026

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