22/08/2026
🕊️ Una bandiera tagliata non taglia una comunità.
Nei giorni scorsi, davanti alla sede di Bottega Mandacarù Mori, un gruppo di pellegrini integralisti ha deturpato la bandiera della pace, scambiandola per un simbolo LGBTQIA+.
Che il bersaglio fosse la pace o i diritti delle persone LGBTQIA+ cambia poco: resta un gesto di intolleranza, per giunta compiuto contro chi ospitava e accoglieva.
E resta un gesto che colpisce Mori intera.
C'è una cosa che accomuna tutti gli estremismi, di qualunque bandiera si vestano: la pretesa di decidere chi ha diritto di esistere, e come.
Cominciano sempre così — da un simbolo strappato, da una parola d'ordine sulla "redenzione" di qualcuno che non ha chiesto di essere redento.
È un meccanismo antico, e chi lo sottovaluta perché "in fondo è solo un telo colorato" non ha capito che il telo colorato è esattamente il punto: si colpisce ciò che l'altro rappresenta, prima ancora dell'altro.
L'intolleranza non nasce mai grande. Cresce quando il silenzio la lascia crescere.
Mandacarù è da anni un presidio di cooperazione, commercio equo e giustizia sociale nel nostro paese. A chi ci lavora e fa volontariato va tutta la nostra solidarietà.
La bandiera tornerà al suo posto — e saremo lì sotto.
Uniti per Mori
L'episodio risale ai giorni scorsi, nel negozio di Mori