A tutto il 2016 risulta essere la Contrada più titolata. Origine del nome:
La Contrada prende il nome da San Cassiano, maestro di scuola, martirizzato nel IV secolo d.C. a colpi di stilo, nell’ambito delle persecuzioni ai cristiani. Lo stesso nome ci riconduce anche alla chiesa sorta in contrada: giacché la pieve di S.Maria del Campo era fuori delle mura cittadine, la cura delle anime fu demandata
a quella urbana di S. Cassiano, che fu restaurata e consacrata il 26 aprile 1138. Qui le sacre funzioni furono celebrate ininterrottamente dal XII secolo al XIV. Al margine del territorio della contrada vi fu anche il portone di S.Cassiano, anticamente denominato “di Giove”, testimonianza dell’origine romana della città; citato in un consiglio comunale del 1749, era situato sulla Via Cairoli: da un muro di cinta sporgeva un massiccio tronco d’arco, all’epoca fiancheggiato da lesene e da turriti contrafforti laterali. Lo scudo:
Scudo sannitico inquartato. Nel primo e nel quarto, di verde all’oca d’oro; nel secondo e nel terzo, fasciato di sei pezzi in banda di bianco e di verde. Lo scudo mette in risalto i colori della Contrada (bianco – verde) e le due oche d’oro (premio ormai in disuso) conquistate dai contradaioli negli anni Settanta. Il motto latino 'Per Aspera Ad Astra', la cui traduzione letterale è 'attraverso le asperità alle stelle', sta a significare che il successo si ottiene solo con la fatica. Le quattro alabarde incrociate stanno a ricordare che la difesa dell’antica Porta di Giove (Porta Giovia, Porta Jovis o Principalis dextera), che sorgeva all’estremità settentrionale del Cardo (riconducibile alle attuali vie Cairoli e Pavesi Cavaglià Cossato), era compito della popolazione che risiedeva attorno alla Porta. Le lettere “S” e “C”, presenti sotto il cartiglio, sono l'acronimo di "San Cassiano". Corporazione:
La Contrada San Cassiano rappresenta la corporazione dei vignaioli. Durante il corteo storico festeggia i frutti di una ricca vendemmia, portando al cospetto di Ludovico il Moro e di Beatrice d'Este, signori di Mortara, il carretto, le gerle e i cesti carichi d’uva, per dimostrare la grande operosità dei contradaioli. Titoli vinti:
Il grande spirito contradaiolo e la perizia dei giocatori hanno portato la Contrada San Cassiano alla conquista di quindici palii, grazie anche all’apporto di abili arcieri. Essa è risultata vincitrice del Palio nelle edizioni: 1970, 1972, 1973, 1974, 1975, 1978, 1979, 1981, 1984, 1996, 1997, 2008, 2009, 2010, 2011, 2015 e 2016. Il suo palmarès comprende anche un 'radiopalio' e due 'oche d'oro' (ambito trofeo, secondo una regola rimasta in uso fino al 1976, per chi si fosse aggiudicato tre edizioni del gioco). Confini territoriali:
Il terriotorio della Contrada occupa il centro storico della città. Approssimativamente, il territorio è sotteso da: corso di Porta Novara, via XX settembre, corso Garibaldi, corso Cavour, via L.Da Mortara, via S.Dionigi, contrada San Lorenzo, contrada Della Torre, via F.Sforza, contrada S.S.Trinità, via Gianzana.