Un'altra Mozzate

Un'altra Mozzate Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Un'altra Mozzate, Organizzazione politica, Mozzate.

27/01/2026
30/11/2025

Durante il consiglio comunale di martedì 18 novembre, il Sindaco, attraverso una comunicazione dell’avvocato del Comune, ha reso noto l’esito del procedimento d’appello sulle condanne per la bancarotta legata alla vicenda di Mozzate Patrimonio. Sul tema il giornale aveva già ospitato diversi interventi, compreso il nostro: non avendo ancora avuto accesso al dispositivo della sentenza, ci eravamo limitati a distinguere tra il procedimento penale – volto ad accertare eventuali responsabilità nella bancarotta – e quello civile per il fallimento della società, già confermato in via definitiva in tutti i gradi di giudizio.
Ora che abbiamo potuto anche noi leggere il testo del dispositivo, è doveroso tornare sull’argomento.

La sentenza d’appello infatti non contiene una piena assoluzione, bensì una PRESCRIZIONE, resa possibile dalla derubricazione del reato da bancarotta fraudolenta a bancarotta semplice. Si tratta di un reato meno grave, soggetto a pene più contenute e dunque con termini di prescrizione più brevi. La prescrizione non cancella i fatti né stabilisce che il comportamento contestato fosse corretto: stabilisce soltanto che lo Stato non può più perseguire quel reato perché il tempo previsto dalla legge è scaduto.

Ci chiediamo per quale motivo nei commenti e nelle riflessioni pubblicati la scorsa settimana sulla stampa, la parola _prescrizione_ non sia stata usata e sia stata invece sostituita con _assoluzione_ che nel dispositivo della sentenza non compare mai. Non si tratta di un dettaglio tecnico ma del cuore della notizia. Ometterlo significa raccontare mezza storia. Che i diretti interessati glissino è prevedibile e forse comprensibile ma che lo facciano gli organi di informazione e l’istituzione comunale lo è molto meno. I cittadini hanno il diritto di avere le informazioni in maniera corretta e completa poiché solo così ciascuno può formarsi un’opinione veramente informata.

In un’epoca in cui la fiducia nelle istituzioni e nell’informazione è sempre più fragile, fornire ai cittadini tutti gli elementi necessari per capire, non è solo una buona pratica: è un impegno di responsabilità verso la comunità.
Nel caso di Mozzate Patrimonio, la prescrizione è un dato che cambia il senso delle letture politiche e mediatiche fatte della vicenda.

Ma c’è un aspetto ancora più ampio. Se un processo finisce in prescrizione non è un incidente del destino. È il risultato di una giustizia che da anni lavora con organici insufficienti, uffici congestionati, carichi di lavoro ingestibili e strumenti che in molti casi non sono all’altezza delle necessità.
Un sistema così lento che rischia di trasformare la prescrizione da eccezione a normalità. Ed è una sconfitta per tutti: per chi attende una risposta nel merito, per chi vorrebbe chiarire la propria posizione e per una collettività che ha diritto alla verità giudiziaria.
Per questo è paradossale vedere il dibattito politico concentrato sulla separazione delle carriere, proposta come la riforma risolutiva. Una riforma che non assumerà un solo magistrato, non accorcerà un solo processo, non sbloccherà un solo fascicolo. È un diversivo, utile più alle bandiere ideologiche che alla giustizia.
Se vogliamo una giustizia che funzioni davvero, non servono slogan: servono risorse, personale, strutture adeguate e la volontà politica di affrontare le cause sistemiche della lentezza dei processi. Tutto il resto rischia di essere solo fumo negli occhi.

15/11/2025

La scorsa domenica, si è svolto in piazza a Mozzate un evento sul tema della PACE, organizzato dall'Amministrazione comunale a seguito di una nostra mozione, presentata in Consiglio Comunale sulla questione della guerra israelo-palestinese.

Per chi fosse interessato, riportiamo il discorso letto a nome del gruppo consiliare:

09.11.2025, Mozzate – Evento sulla PACE
Intervento di "Un’Altra Mozzate"

L’incontro di oggi nasce da una mozione su Gaza che il nostro gruppo ha presentato al Consiglio Comunale e che è stata condivisa anche da Passione Civica.
Votare questa mozione è stato per tutti noi un atto di solidarietà e di coscienza
democratica: non solo un gesto simbolico, ma una chiamata collettiva alla responsabilità.
L’attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas, con violenze contro civili e la cattura di ostaggi, è stato una gravissima violazione del diritto internazionale. Non esiste causa che giustifichi un crimine contro civili. Ma un crimine non ne giustifica altri.
La risposta dello Stato d’Israele ha prodotto una devastazione senza precedenti: oltre 63.000 palestinesi uccisi, di cui più di 17.000 bambini, a cui si aggiungono decine di migliaia di feriti; quartieri cancellati, ospedali bombardati, soccorritori colpiti mentre salvavano vite.
E non lo dice una parte politica: lo documentano l’ONU, organizzazioni umanitarie internazionali, e la Commissione indipendente d’inchiesta che ha accusato il governo israeliano di violazioni gravissime, fino al rischio di genocidio.
Quando un popolo viene privato dei beni essenziali e della libertà di vivere con dignità, non parliamo più semplicemente di guerra. Parliamo di un popolo schiacciato. E nessuna società libera può voltarsi dall’altra parte.
In questo momento siamo davanti a un passaggio delicato.
Da poche settimane è stato annunciato un nuovo cessate il fuoco tra Israele e Palestina. È un passo importante, che accogliamo con prudente speranza. Prudente perché sappiamo che un cessate il fuoco non è la pace.
È un varco fragile, che può richiudersi in un istante se non viene accompagnato da volontà politica, garanzie concrete e rispetto pieno del diritto internazionale.
La storia ce lo insegna: dal 1948, dalla guerra del 1967, dagli Accordi di Oslo del 1993, costruire pace è un percorso difficile.
A Gaza resta drammatica l'emergenza abitativa: centinaia di migliaia di persone dormono all'aperto, in rifugi di fortuna e in accampamenti sovraffollati. L'allarme è stato lanciato dall'Onu: centinaia di migliaia di famiglie affrontano l'inizio della stagione delle piogge senza la protezione necessaria. Sul fronte alimentare, ci sono stati evidenti progressi: il Programma alimentare mondiale ha raggiunto oltre un milione di persone con distribuzione di cibo. Ma la produzione alimentare locale resta problematica, a causa dei danni alle terre coltivabili e della contaminazione del suolo. Solo il 13% dei terreni agricoli nella Striscia di Gaza non è stato danneggiato, e la maggior parte resta inaccessibile perché situata in aree dove è ancora presente l'esercito israeliano. Danneggiati serre, pozzi agricoli e infrastrutture agricole e circa il 90% degli alberi da frutto, in particolare gli ulivi.

Proteggere i civili e garantire accesso a cibo, acqua e cure non è una concessione: è un dovere giuridico e morale.
Una pace vera nasce dal riconoscimento reciproco della dignità umana.
Ma soprattutto il piano di Trump, è rimasto vago su questioni delicate che fanno sì che il cessate il fuoco sia sempre più precario.
Le forze israeliane hanno condotto incursioni nella Cisgiordania occupata e dal cessate il fuoco sono almeno 104 i palestinesi, tra cui bambini e donne, uccisi nei raid aerei di Israele.
Per questo dobbiamo chiedere all’Italia e all’Unione Europea di parlare con voce chiara, perché non esiste pace stabile che lasci irrisolta la questione della Cisgiordania.
La pace non può escludere territori, né popoli. Pensare il contrario significa condannare il futuro a nuovi conflitti.
Il nostro compito — politico, morale, UMANO — è fare in modo che non sia l’ennesima tregua sospesa nel silenzio, ma l’avvio del percorso verso una pace vera e giusta.
PACE: una parola che oggi è la più urgente e concreta di tutte.
Quando guardiamo a Gaza, vediamo l’immagine di un’umanità ferita: case distrutte, bambini spaventati, famiglie spezzate. Ma quella ferita attraversa anche noi, perché ogni volta che la vita umana viene calpestata, tutta la comunità mondiale ne porta il segno.
E non dobbiamo dimenticare che quello della striscia di Gaza è solo uno dei conflitti in atto in questo difficile momento storico: nel complesso, si stima siano attivi circa 56 conflitti armati a vari livelli di intensità, il numero più alto registrato dalla Seconda Guerra Mondiale.
Tra questi il conflitto tra Russia e Ucraina, a noi così prossimo, al quale purtroppo sembriamo quasi esserci abituati… tre anni dopo l’inizio della guerra, milioni di ucraini sono ancora lontani dal loro paese d’origine e molti di loro non hanno più una casa propria; inoltre nell’ultimo anno le vittime tra la popolazione sono aumentate a causa dell’aumento degli attacchi dei droni.
Ma anche la terribile guerra civile in Myanmar, e molti altri conflitti significativi in paesi come Siria, Yemen, Etiopia, Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Afghanistan, Haiti...
Dire che gli enti locali hanno un ruolo nella costruzione della pace significa riconoscere che la pace si costruisce dal basso, giorno dopo giorno. Significa che i Comuni devono essere antenne del disagio e custodi di speranza. Significa ascoltare, accogliere, difendere i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione, e ricordare che la storia — anche quella più dolorosa — serve a non ripetere le atrocità del passato.
Costruire la pace dagli enti locali significa anche non dimenticare le forme più subdole di violenza — quella che colpisce le donne, i bambini, i più fragili — e trasformare la nostra comunità in un luogo di tutela, di ascolto, di cura.
Non possiamo fermare le bombe, ma possiamo impedire che l’indifferenza metta radici.

Possiamo educare al rispetto, alla convivenza, alla solidarietà.
E allora sì, da un piccolo Comune può partire un grande messaggio: che la pace non è un sogno, ma una responsabilità quotidiana. Che l’educazione è la via che illumina il futuro.
E che, anche di fronte al dolore del mondo, noi scegliamo di stare dalla parte della vita.

22/09/2025

Oggi abbiamo presentato al Presidente del Consiglio Comunale di Mozzate una MOZIONE SU GAZA.
Di fronte all’orrore a cui stiamo assistendo, il nostro gruppo consiliare propone una mozione con lo scopo di supportare e sollecitare ogni azione volta a fermare la catastrofe umanitaria.

Ci rendiamo conto che si tratta di un piccolo segnale,
tuttavia, benché simbolico - o forse proprio per questo -sollecitiamo questo atto da parte del Consiglio Comunale perché la situazione a cui assistiamo, insieme al silenzio del nostro Governo, ci chiama tutti ad un atto di coscienza civile per cercare di fermare la strage di un’intera popolazione.

Riteniamo infatti che tra i compiti dell’Ente locale vi sia anche quello di riaffermare i principi universali della pace, della libertà e della dignità di ogni uomo e di sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di un intervento a favore della pace e della giustizia internazionale.

Ci auguriamo che la mozione venga accolta e inserita all'ODG del prossimo Consiglio Comunale.

Il nostro parere sull'assestamento di bilancio approvato dall'Amministrazione nel corso dell'ultimo consiglio comunale.
08/09/2025

Il nostro parere sull'assestamento di bilancio approvato dall'Amministrazione nel corso dell'ultimo consiglio comunale.

😢Dossi e marciapiedi al posto delle piste ciclopedonali 😭
05/05/2025

😢Dossi e marciapiedi al posto delle piste ciclopedonali 😭

📢📢 Convocazione del consiglio comunaleGiovedì 14 Novembre 2024 ore 21.00
13/11/2024

📢📢 Convocazione del consiglio comunale
Giovedì 14 Novembre 2024 ore 21.00

📢 Estratti del CONSIGLIO COMUNALE DELLO SCORSO 30 SETTEMBRE 📢
04/11/2024

📢 Estratti del CONSIGLIO COMUNALE DELLO SCORSO 30 SETTEMBRE 📢

📢 Convocazione del consiglio comunale 📢      ❓❓❓ 📹🖥💻 ❓❓❓
28/09/2024

📢 Convocazione del consiglio comunale 📢


❓❓❓ 📹🖥💻 ❓❓❓

25/07/2024

25/07/2024

Indirizzo

Mozzate

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Un'altra Mozzate pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi