14/10/2025
REGNO delle DUE SICILIE
⚜Villa REALE⚜ alla Riviera di Chiaia di Napoli
Vista dal Chiatamone
Archivio Alinari - il casino del Chiatamone - 1860.
L'immagine, una stampa all'albumina da negativo su lastra di vetro al collodio, è attribuita al fotografo francese Alphonse Bernoud (1820-1889), attivo a Napoli in quel periodo, sebbene talvolta venga fatta un'attribuzione errata ad altri fotografi dell'epoca come Achille Mauri a causa della comune area di operatività; la datazione è riconducibile con certezza all'autunno del 1860, specificamente al periodo immediatamente successivo all'ingresso di Giuseppe Garibaldi a Napoli, avvenuto il 7 settembre.
La fotografia documenta un momento storico preciso e un edificio oggi scomparso, il Real Casino del Chiatamone, noto anche come Palazzina del Chiatamone, che sorgeva sull'omonima via affacciata sul mare, in un'area oggi profondamente trasformata dalla colmata che ha creato l'attuale via Nazario Sauro.
L'edificio, originariamente una residenza reale borbonica, divenne celebre per la sua associazione con lo scrittore francese Alexandre Dumas padre, come testimoniato dall'iscrizione in francese apposta a mano sul margine inferiore della foto: "Palais Chiatamone Donné par garibaldi" (Palazzo Chiatamone Donato da Garibaldi), seguita da una firma non chiaramente leggibile ma coerente con la documentazione dell'evento.
L'analisi storica conferma infatti che il massone garibaldi, assunto il titolo di Dittatore delle Due Sicilie, firmò un decreto il 25 settembre 1860 con il quale concedeva a Dumas l'uso vitalizio della palazzina come riconoscimento per il suo sostegno, anche finanziario, alla causa garibaldina e all'impresa dei mille.
Dumas, arrivato a Napoli al seguito di garibaldi, risiedette nell'edificio, che ribattezzò "Villa garibaldi", e vi fondò il suo giornale bilingue "L'Indipendente" / "L'Indépendant", le cui pubblicazioni iniziarono proprio nell'ottobre del 1860.
La fotografia cattura quindi la palazzina nel momento esatto della sua nuova destinazione d'uso, trasformata da casino reale a quartier generale intellettuale e politico di una delle figure più celebri della letteratura europea, immersa nel fervore rivoluzionario della Napoli post-borbonica.
La scena mostra la struttura neoclassica a due piani, con la sua caratteristica loggia, affacciata direttamente su una scogliera bassa, prima dei grandi lavori di urbanizzazione di fine Ottocento che avrebbero stravolto il litorale napoletano.
La qualità tecnica dell'immagine, con il cielo parzialmente solarizzato e il mare reso con un nero profondo, è tipica delle tecniche fotografiche dell'epoca, che richiedevano lunghi tempi di esposizione e presentavano limiti nella resa delle diverse luminosità.
L'opera costituisce pertanto un documento visivo di eccezionale valore, testimoniando non solo un pezzo di storia urbanistica perduta di Napoli, ma anche l'intreccio tra le vicende del risorgimento, la figura del massone garibaldi e il mondo culturale massonico internazionale rappresentato da Alexandre Dumas.
Fonti:
Fondazione Alinari per la Fotografia;
G. Ruggiero, "Napoli com'era nelle fotografie di una volta", Edizioni Kairós;
R. De Fusco, "Napoli nel Cinquecento e la veduta di Antonio Lafréry", Electa Napoli;
Decreto Dittatoriale n. 30 del 25 settembre 1860, in "Collezione delle leggi e de' decreti reali del regno delle Due Sicilie";
A. Dumas, "L'Indipendente", annate 1860-1861.
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