Movimento Equità Territoriale Campania

Movimento Equità Territoriale Campania Movimento Politico promosso da PINO APRILE per l'Equità Territoriale.

I SEGRETARI DEL NO SUD!di SADopo che la stampa nazionale ha legato l'opera con il suo pianificatore (un animismo mai vis...
10/06/2026

I SEGRETARI DEL NO SUD!
di SA

Dopo che la stampa nazionale ha legato l'opera con il suo pianificatore (un animismo mai visto nelle opere del nord), leggiamo anche le dichiarazioni dei segretari dei partiti di opposizione che dovrebbero essere alternativa pensante e attuante al governo delle destre.

La Schlein definisce il ponte un progetto "inutile e dannoso". Conte ne esalta la fallacia progettuale e, senza ancora conoscere gli esiti delle indagini della magistratura, accusa di corruzione tutta l'attuazione.

Questo è il campo largo. L'alternanza ragionata e consapevole ai guasti delle destre che sanno far male anche quando l'opera da realizzare ha un impatto storico e definitivo sull'unità d'Italia, mai veramente attuata.

La Schlein cavalca il no ponte per puro partito preso. Nessuna consultazione interna al partito, nessuna verifica dell'umore dei Siciliani sul tema, nessuna riflessione su come si attenua il divario nord-sud. Per Schlein il sud è una macchia sulla cartina geografica a cui va propinato il modello Emilia Romagna, modello di eccellenza che ruota dentro una contribuzione statale e una economia privata, dove amministrare male, con tutto quell'innaffiamento di capitali pubblici e privati, è difficile.

La Schlein non si cura del divario, non sa neppure di che costi l'anno sia (7 miliardi di euro). Non immagina nè vuole immaginare cosa significherebbe allineare una Italia che oggi è una nazione a metà in un contesto geopolitico dove prevale il più forte economicamente. La Schlein non si occupa del sud. Lo chiama solo quando si tratta di imbastire crociate laiche elettorali ed etiche. Nei suoi sermoni moraleggianti tutti i diritti vanno rispettati, tranne il diritto all'infrastrutturalità media nazionale. Quello è un diritto che va cercato sono nelle regioni padane nelle quali lei si riconosce a pelle.

E noi dovremmo guardare al campo largo come alternativa al governo devastante delle destre? Dopo non essere stati degnati di una consultazione anche informale sul tema ponte?
Chi è la Schlein e il suo competitore interno Conte per dire no ad un'opera storica e confondere la progettualità di un ministero leghista con la valenza dell'opera? Chi sono costoro? I vessilliferi dell'eccellenza che sbandierano alle regioni in difficoltà?

Con tale postura snob chiedono di essere alternativa. Lo chiedono con passione e convinzione e poi non si domandano se tra i Siciliani e i Calabresi c'è una attesa spasmodica di non essere lasciati indietro, di cancellare quei 7 mld di euro di insularità che serve anche a tutta l'Italia per assumere quel ruolo di nazione mediterranea che desta timore ai pedemontani.

Come oseranno chiedere il voto al sud con questo atteggiamento di sufficienza? Osano perchè predicano il benaltrismo? Prima del ponte c'è altro? E allora prima della diga di Genova cosa c'è di prioritario per la Liguria? E cosa c'è di prioritario in Lombardia e Veneto prima di celebrare le Olimpiadi di Milano-Cortina? Cosa di prioritario a Venezia prima di sostituire il Mòse che ormai genera più di 200.000 euro di costi per singola attivazione?

Voi siete l'alternativa? Dopo aver disprezzato il sentire di tanti Siciliani e Calabresi e gente del sud che attende segnali storici per dire che l'Italia non lascia indietro nessuno?

Le prossime campagne elettorali al sud avranno il sapore di proporre agli elettori meridionali se preferiscono morire impiccati o fucilati. Questa è l'alternativa dell'alternanza che Schlein, Conte e il campo largo del nord ci sta propinando!

29/05/2026
AGGIORNAMENTO REGISTRO DEI TUMORI E BINIFICHE IMMEDIATEdi Rossella Solombrino segretario MET Accogliamo con soddisfazion...
23/05/2026

AGGIORNAMENTO REGISTRO DEI TUMORI E BINIFICHE IMMEDIATE

di Rossella Solombrino segretario MET
Accogliamo con soddisfazione l’aggiornamento del registro tumori da parte della Regione Campania, una battaglia che abbiamo sostenuto con forza durante la campagna elettoralee che oggi rappresenta un passo fondamentale verso la verità e la tutela della salute dei cittadini campani.

Per troppo tempo interi territori sono stati lasciati senza dati aggiornati, senza monitoraggi adeguati e senza la trasparenza necessaria a comprendere realmente l’impatto ambientale e sanitario della Terra dei Fuochi.
Un registro tumori aggiornato significa finalmente avere strumenti concreti per misurare, studiare e affrontare una tragedia che per anni è stata minimizzata o affrontata con ritardi inaccettabili.

Ma questo non basta più.

Il passo successivo deve essere immediato: pretendere dal Governo centrale le bonifiche delle aree contaminate, con tempi certi, risorse certe e cantieri veri. Non possiamo continuare ad assistere a promesse, annunci e commissariamenti senza risultati concreti per le famiglie campane.

Secondo gli studi e le stime rese note dalla struttura del Commissario per la Terra dei Fuochi, servono circa 2,6 miliardi di euro per affrontare realmente il problema delle bonifiche.
Quei fondi devono essere stanziati ed erogati immediatamente.

È emblematica, oggi, la presenza del Papa ad Acerra: una terra diventata simbolo di sofferenza, abbandono e ingiustizia ambientale. Una visita che assume un significato profondo e che richiama tutti alle proprie responsabilità morali e politiche.

E chi dovrebbe vergognarsi sono tutti quei governi, di destra e di sinistra, che si sono alternati negli anni mentre migliaia di cittadini campani continuavano ad ammalarsi.
Per troppo tempo la Campania è stata lasciata sola davanti a un’emergenza sanitaria e ambientale enorme.

Non è più accettabile che in territori esposti a decenni di sversamenti, roghi tossici e mancati controlli si continui a morire di tumore con incidenze che molte associazioni e studi territoriali denunciano da anni come drammaticamente superiori rispetto ad altre aree del Paese.

Ora servono:

* bonifiche immediate,
* trasparenza totale,
* monitoraggi costanti,
* fondi subito disponibili,
* e una strategia nazionale vera per salvare la salute dei campani.

MERIDIONALISMO E POLITICHE NEI TERRITORI Partecipato incontro ieri a Campagna in Provincia di Salerno per parlare di Sud...
20/05/2026

MERIDIONALISMO E POLITICHE NEI TERRITORI

Partecipato incontro ieri a Campagna in Provincia di Salerno per parlare di Sud nell'ambito della campagna elettorale per le elezioni comunali del prossimo 24 maggio.
Organizzato da Amedeo Probo coordinatore provinciale di Salerno di MET nonchè candidato al Consiglio Comunale nella lista Visione Comune, Livio Moscato Sindaco ha visto la partecipazione tra gli altri del Segretario politico Rossella Solombrino e del Presidente dell'Assemblea nonchè Referente regionale per la Campania di MET Giuseppe Ercolino.
Molti gli argomenti dibattuti, dai mancati finanziamenti ordinari ai servizi pubblici al Sud palesemente penalizzato rispetto al Centro Nord ai fondi di coesione e del PNRR alle difficoltà delle amministrazioni locali meridionali a far fronte alle tante discriminazioni finanziarie che comportano anche carenza di personale per numero e per adeguamento tecnico tale da poter utilizzare al meglio i pur carenti finanziamenti dello Stato.
Insomma si è evidenziato quanto e come le tematiche affrontate quotidianamente dal Movimento Equità Territoriale si riflettono drammaticamente nella vita quotidiana delle amministrazioni locali e quindi dei cittadini meridionali.

VI ASPETTIAMO...
18/05/2026

VI ASPETTIAMO...

Di Davide Torone Sal Da Vinci é in finale dell’ Eurovision che si terrà il 16 maggio ed è un fatto.É un fatto anche che ...
13/05/2026

Di Davide Torone

Sal Da Vinci é in finale dell’ Eurovision che si terrà il 16 maggio ed è un fatto.
É un fatto anche che la quasi totalità dei commenti negativi che emergono sotto le pagine social che trattano l’argomento sono italiani.
Apprezzatissima all’estero, disprezzata in “patria”.

Se è vero che il gusto musicale, oltre ad un valore oggettivo che lasciamo agli addetti ai lavori (i migliori critici, quelli veri e no scanzi e musicisti hanno apprezzato tantissimo la canzone di Da Vinci) ha un valore soggettivo altrettanto importante e questo é rispettabilissimo.

Non è altrettanto rispettabile quando ci si avventura nel commentare il proprio gusto l’impantanarsi in analisi socio-culturali antropologiche o musicali che accompagnati da salti tripli carpiati che qui, oggettivamente, non fanno altro che esplicitare i propri retropensieri che ben poco hanno a che fare con una canzone.
Sì perché non ci si limita a dire a me non piace. Ma si correda il tutto con offese alla persona, al suo aspetto fisico, al suo essere Napoletano e a Napoli.

L’Italia è un popolo strano perché è unito ipocritamente quando gioca la nazionale o quando si deve commentare qualcosa in cui c’è Napoli di mezzo.
E anche questo è un fatto, incontestabile.

Da padrona poi la fanno i meridionali, specie i napoletani che si accodano a queste orde di disprezzo che sputano sentenze e veleno e che magari a Da Vinci se lo sono andati a vedere all’Augusteo e magari hanno anche cercato di farsi regalare il biglietto per non pagare (in questo il napoletano è molto italiano) ma fanno così, commentano così perché si porta, fa fighi, cavalcano l’onda magari un like di un veneto arriva.

Disgustosi i commenti a febbraio dove cazzullo associava Da Vinci alla camorra per poi sfumare vigliaccamente la telefonata in cui una grande Balivo gli chiedeva conto delle sue affermazioni, e dove scanzi, la copia temu di Travaglio ha dedicato più post a lui che quasi quasi a renzi, a cui deve tutte le sue fortune di giornalista.
Tanti italiani sono figli di questa cultura dove certi napoletani nelle vesti del maggiordomo Stephen trovano la loro collocazione ideale.

L’ antropologia al contrario.

NAPOLI È MOLTO DI PIÙ....Ogni volta che un Papa arriva a Napoli sembra andare in scena lo stesso copione. Il festival de...
08/05/2026

NAPOLI È MOLTO DI PIÙ....

Ogni volta che un Papa arriva a Napoli sembra andare in scena lo stesso copione. Il festival del luogocomunismo in salsa partenopea.

La solita pizza consegnata al Pontefice. Il solito pastore di San Gregorio Armeno. La solita processione di personaggi in cerca d’autore, spesso diventati celebri più per cronaca, trash o folklore noir che per reale rappresentanza della città.

E poi le parole già sentite mille volte: “Napoli dai mille colori”, “la città della bellezza e delle contraddizioni”, “il sangue della criminalità”, “la sofferenza e la speranza”. Frasi vere, certo. Ma ripetute così tante volte da diventare formule automatiche, quasi cartoline obbligatorie.

Persino il Papa è sembrato accompagnato dentro un racconto prefabbricato della città, consigliato da chi continua a leggere Napoli attraverso stereotipi rassicuranti e consumati.

Napoli, però, è molto di più. È ricerca, impresa, università, cultura alta, lavoro silenzioso, innovazione, fatica quotidiana. È una metropoli europea complessa che meriterebbe finalmente di essere raccontata fuori dal folclore permanente e dalla narrazione da presepe.

INQUINAMENTO ACQUE SOTTERRANEE IN CAMPANIA,  MENTRE CI AVVELENANO CHI STA DORMENDO NELLE ISTITUZIONI?La contaminazione d...
07/05/2026

INQUINAMENTO ACQUE SOTTERRANEE IN CAMPANIA, MENTRE CI AVVELENANO CHI STA DORMENDO NELLE ISTITUZIONI?

La contaminazione delle acque sotterranee in Campania da sostanze cancerogene come tricloroetilene e tetracloroetilene apre uno scenario gravissimo e i cittadini devono sapere chi sta attentando alla loro vita nelle istituzioni.

In Campania ci stiamo svegliando con una consapevolezza terrificante: mentre prepariamo una tisana, laviamo una mela o cuciniamo un piatto di pasta ai nostri figli, ci avvelenano attraverso l’acqua.

L’Università Federico II avrebbe allertato le autorità competenti già il 20 febbraio scorso. Sono passati oltre due mesi e vogliamo capire cosa sia stato fatto fino ad oggi. La Regione Campania ha imposto verifiche immediate davanti a un potenziale disastro sanitario? Il commissario straordinario della Terra dei Fuochi nominato dal Governo Meloni, il generale Giuseppe Vadalà, ha affrontato il tema dell’inquinamento delle acque? Sono stati controllati falde, pozzi, aziende e aree agricole coinvolte o si continuano a pettinare le bambole mentre in Campania si continua a morire di tumore molto più del resto d’Italia?

Il Governo non può nascondersi dietro la regionalizzazione delle competenze mentre emerge l’ennesimo disastro in territori devastati da anni di sversamenti, roghi tossici e bonifiche mai completate. Servono immediatamente bonifiche vere, miliardi di euro, controlli senza precedenti e date certe sugli interventi.

Durante la campagna elettorale Il Movimento Equità Territoriale aveva tra l'altro proposto un registro sanitario e oncologico geolocalizzato, aggiornato anche attraverso le segnalazioni dei medici di base, per comprendere con precisione dove si sviluppano determinate patologie e intervenire tempestivamente. Perché senza dati reali continueremo a contare morti senza capire fino in fondo dove e perché ci si ammala.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha già condannato l’Italia per non aver protetto adeguatamente le popolazioni esposte all’inquinamento della Terra dei Fuochi. Per questo il Movimento Equità Territoriale avvierà una raccolta firme e una petizione dinanzi al Parlamento Europeo e alle istituzioni europee per chiedere verifiche indipendenti, monitoraggi permanenti e responsabilità precise.

ANCHE IL TERREMOTO DIVIDE QUESTO SCHIFO DI PAESEDi Paolo Nino CatileriCinquant’anni dal terremoto del Friuli. Un’intera ...
06/05/2026

ANCHE IL TERREMOTO DIVIDE QUESTO SCHIFO DI PAESE
Di Paolo Nino Catileri

Cinquant’anni dal terremoto del Friuli. Un’intera giornata di commemorazioni nazionali, il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, aperture dei telegiornali e speciali televisivi per ricordare il sisma del 6 maggio 1976 e celebrare il cosiddetto “modello Friuli”.

Ed è giusto ricordare, commemorare, ma diventa inevitabile confrontare quella tragedia con il terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980. Perché i numeri raccontano una realtà che spesso la memoria di regime dimentica, probabilmente di proposito.

Il terremoto del Friuli del 1976 ebbe una magnitudo di circa 6.5 e provocò 989 vittime, oltre 45 mila sfollati e migliaia di edifici distrutti. Una tragedia enorme, senza dubbio.

Ma il terremoto dell’Irpinia del 1980 fu ancora più devastante: magnitudo 6.9, circa 2.914 morti, oltre 8.800 feriti e più di 280 mila sfollati. Interi paesi dell’Irpinia, del Salernitano e della Basilicata vennero praticamente cancellati. Comunità isolate per ore, soccorsi arrivati in ritardo, famiglie rimaste sotto le macerie per giorni.
Quasi il triplo delle vittime. Sei volte gli sfollati. Un territorio vastissimo devastato.
Eppure, nella memoria di regime, sembra esistere una differenza enorme nel modo in cui queste due tragedie vengono raccontate e commemorate.

Per il Friuli si parla di orgoglio nazionale, di efficienza, di esempio da seguire. Ogni anniversario importante mobilita lo Stato, i media, le istituzioni. L’Italia intera ricorda. Per l’Irpinia, invece resta il rumore del silenzio. Resta soltanto il ricordo locale. Qualche cerimonia nei comuni colpiti, il silenzio dei grandi media nazionali, zero presenze istituzionali. Come se il dolore del Sud avesse meno spazio nella memoria del Paese.

Eppure, anche l’Irpinia rappresenta una pagina fondamentale della storia italiana. Non solo per la tragedia immane, ma anche per la dignità di popolazioni che hanno resistito allo spopolamento, all’abbandono e a decenni di promesse incompiute.
Uno Stato davvero unito dovrebbe commemorare tutte le sue ferite con la stessa intensità, indipendentemente dalla latitudine.

Perché se il Friuli è diventato simbolo nazionale grazie al risalto mediatico ed istituzionale, l’Irpinia non può restare soltanto memoria di provincia.

Le vittime del 23 novembre 1980 meritano lo stesso rispetto, la stessa attenzione e la stessa memoria pubblica che oggi vengono dedicate al terremoto del Friuli.
Altrimenti continuerà a restare una sensazione amara: che anche davanti alle tragedie, in Italia, esistano ancora due Italie.

Indirizzo

Naples

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Movimento Equità Territoriale Campania pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi