26/08/2026
IL GOVERNO TAGLIA I FONDI DEGLI ASILI DOVE SERVONO: AL SUD
MET: «Regioni e Comuni fermino il piano di Valditara che premia i territori già dotati di servizi e aumenta il divario tra Nord e Sud»
Il governo più antimeridionale di sempre prepara un nuovo colpo ai territori più fragili. Nello schema del Piano nazionale 0-6 per il periodo 2026-2030, predisposto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, la quota perequativa destinata alle Regioni con una copertura di asili nido inferiore alla media nazionale verrebbe dimezzata: dal 20 al 10 per cento.
Le risorse sottratte alla perequazione verrebbero spostate verso criteri legati agli utenti e ai servizi già esistenti. In altre parole, si darebbe ancora di più alle grandi città e alle Regioni che dispongono già di un maggior numero di asili, togliendo risorse proprio ai Comuni più poveri, nei quali i servizi mancano o le strutture restano chiuse perché non ci sono fondi sufficienti per sostenerne la gestione.
È il solito meccanismo perverso: si finanzia chi possiede già i servizi e si penalizza chi dovrebbe essere aiutato a crearli. In questo modo il divario territoriale non viene combattuto, ma reso strutturale.
Molti Comuni meridionali subiscono già da anni gli effetti di una perequazione incompleta e di una distribuzione delle risorse fondata sulla spesa storica: chi in passato ha avuto meno servizi continua a ricevere meno, mentre i territori più ricchi consolidano il proprio vantaggio. Nonostante le denunce e le iniziative promosse da numerosi amministratori locali, i governi che si sono succeduti non hanno ancora garantito una reale restituzione delle risorse necessarie ai Comuni penalizzati.
Il Movimento per l’Equità Territoriale rivolge quindi un appello ai presidenti delle Regioni, all’ANCI e a tutti i sindaci, soprattutto quelli meridionali e quelli appartenenti ai partiti della maggioranza: non accettino passivamente questa scelta e impediscano che venga raggiunta l’intesa sul Piano senza il ripristino di una quota perequativa adeguata.
Il nuovo Piano, infatti, può essere adottato dal ministro Valditara soltanto dopo l’intesa in Conferenza Unificata, dove siedono Governo, Regioni ed enti locali. È in quella sede che questa proposta deve essere fermata.
Chiediamo ai rappresentanti istituzionali del Sud di anteporre gli interessi delle proprie comunità agli equilibri di partito e di non rendersi complici dell’ennesima operazione che toglie ai territori più poveri per accrescere i vantaggi di quelli già dotati di maggiori risorse e servizi.
La proposta del ministro Valditara contraddice gli obiettivi europei di coesione, riequilibrio territoriale e ampliamento dell’offerta educativa nelle aree maggiormente svantaggiate. Per questo il MET interesserà anche le competenti istituzioni europee, affinché venga verificata la coerenza del nuovo Piano con gli impegni assunti dall’Italia per ridurre i divari nell’accesso ai servizi per la prima infanzia.
Gli asili nido non sono un premio da assegnare ai territori più ricchi: sono un diritto dei bambini, un sostegno indispensabile alle famiglie e uno strumento fondamentale per l’occupazione femminile e il contrasto alla denatalità.
Rossella Solombrino
Segretaria Nazionale
Movimento Equità Territoriale