05/06/2026
PNRR - PERCHE CONVIENE ESSERE AUTONOMI
di Lorenzo Piccolo
Partiamo dalle basi: l’Unione Europea, attraverso il programma Next Generation EU, ha assegnato all’Italia la cifra monstre di 194,4 miliardi di euro, la più alta assegnata ad un paese dell’Unione. Ha utilizzato parametri chiari per definirla (popolazione, PIL pro capite più basso e disoccupazione più alta) e fornito un'indicazione precisa: il Mezzogiorno avrebbe dovuto ricevere fino al 70% dei fondi perché è una delle aree più sottoutilizzate d’Europa e con la maggior disparità territoriale interna rispetto al Nord.
Truffa a monte: poiché i fondi passano per Roma, il governo centrale ha pensato bene di abbassare la soglia da almeno il 70% ad almeno il 40%. In questo modo si è aperto la strada per dirottare subito al nord il 30% del PNRR.
Truffe secondarie: a causa di una iniqua distribuzione dei trasferimenti statali, i comuni del nord hanno più cassa per garantire quella parte di spesa non coperta dai fondi UE. Poi c’è la questione dei bandi competitivi: a causa di carenze croniche di organico, i comuni del sud hanno più difficoltà a presentare i bandi e/o a pagare costose consulenze esterne. L’impiego pubblico, a differenza di quel che si crede, è molto più diffuso al nord che al sud, vedasi anche alla voce Autonomia Differenziata. Poi ci sarebbe tutto il discorso sui crediti d’imposta che favoriscono territori industrialmente già forti, e tanto altro ancora. La conclusione è che dal 70% iniziale si passa ad un 40% di fondi al Sud ma solo sulla carta, poiché in molti casi reali a stento si arriva al 10%.
Quando infine un comune del Sud, a causa di questi ostacoli e colpi bassi, non riesce a presentare un bando o a garantirne la corretta realizzazione, la conclusione è sempre la stessa: il Mezzogiorno non è in grado di spendere, dirottiamo le risorse al Nord.
Ed è qui che arriva la truffa al cubo: nonostante le maggiori disponibilità finanziarie e di personale amministrativo, nonché le tanto sbandierate maggiori capacità amministrative padane, il comune di Bologna non riesce a rispettare i costi preventivati per la cosiddetta Linea Verde. Ci raccontano che il PNRR ha regole ferree, che i fondi non si toccano, e se un’opera non rispetta tempi, vincoli e costi viene definanziata; tutto questo rigore evidentemente vale solo quando si deve bloccare un’opera al Sud per dirottarne i fondi altrove. Il comune emiliano infatti ha spostato i 10 milioni di extracosto da un’altra opera finanziata col PNRR e nessuno ha avuto nulla da obiettare. E il paradosso è che il capoluogo emiliano la maggior parte di questi fondi europei non avrebbe mai dovuto neanche vederli.
Io non sono certo un fan dell’UE, ma se Napoli disponesse già di una sua Autonomia Amministrativa (e mi auguro che un giorno ciò sia possibile per l’intera macroregione Sud) questi sono i vantaggi che ne avremmo avuto:
I fondi sarebbero finiti direttamente nelle nostre casse senza passare per Roma: nessun taglio alla fonte del 30%.
I bandi sarebbero stati fatti su misura e sulle esigenze dei nostri territori, senza scorrettezze e colpi bassi concepiti unicamente per spostare altri soldi al Nord.
Non avremmo neanche il problema della carenza di organico amministrativo, perché finirebbe il giochetto di sbilanciare i trasferimenti per fare più assunzioni nelle regioni settentrionali.
Lancio pertanto anche qui la stessa provocazione utilizzata nel casus belli delle targhe polacche: puoi passare tutta la vita a sprecare energie per elemosinare dalle assicurazioni del nord un’equità di trattamento che non arriverà mai, oppure puoi essere autonomo, stipulare trattati commerciali direttamente con le compagnie polacche e campare felice. Quel che vale per le assicurazioni in sostanza vale anche per i fondi UE: quanto ci costa non essere autonomi?