Movimento Equità Territoriale

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Il Movimento Equità Territoriale, fondato da Pino Aprile, si propone come voce e strumento dei cittadini del Sud impegnati nella lotta contro le disuguaglianze territoriali che da troppo tempo i cittadini meridionali sono costretti a subire.

06/09/2026
04/09/2026

E TU MERIDIONALE TRA DESTRA E SINISTRA LO PRENDI ESATTAMENTE AL CENTRO

Ministro Valditara, dov'è la tabella completa del nuovo riparto del fondo nazionale per gli asili nido?Come, e dove, ver...
29/08/2026

Ministro Valditara, dov'è la tabella completa del nuovo riparto del fondo nazionale per gli asili nido?
Come, e dove, verranno ridistribuiti i 29 milioni di euro ottenuti dalla nuova quota perequativa che scenderà dal
20% al 10%.

VALDITARA, SUGLI ASILI LA PEZZA È PEGGIO DEL BUCO. IL SOLITO METODO LEGHISTA PER DERUBARE IL SUDdi Paolo Nino CatileriLa...
27/08/2026

VALDITARA, SUGLI ASILI LA PEZZA È PEGGIO DEL BUCO. IL SOLITO METODO LEGHISTA PER DERUBARE IL SUD
di Paolo Nino Catileri

La replica del Ministero dell'Istruzione sulla vicenda degli asili nido è arrivata puntuale. E, a leggerla bene, la pezza è persino peggio del buco.
Nel comunicato del MIM del 26 agosto 2026, firmato dai capi dipartimento Carmela Palumbo e Simona Montesarchio, il Ministero sostiene che non ci sarebbe alcun taglio al Fondo 0-6. Nel 2026 le risorse complessive saliranno infatti da 275,7 a 288,8 milioni di euro. Bene. Ma questa è una smentita che gioca sulle parole, non sui fatti.

Perché nessuno ha mai sostenuto che l'intero Fondo venisse dimezzato.
Il problema è come quei soldi vengono distribuiti.

Il nuovo Piano prevede infatti una vera e propria rimodulazione: la quota perequativa, quella destinata a ridurre i divari territoriali, passa dal 20% al 10%. Chiamatela pure rimodulazione, se vi fa stare più tranquilli: quando una quota viene dimezzata, per noi si chiama taglio.

E contemporaneamente il Ministero ammette che il nuovo criterio attribuisce maggiore peso agli utenti dei servizi già attivati, con una variazione di circa 29 milioni di euro nella distribuzione delle risorse. A conti fatti proprio il 10% dei 288,8 milioni.

Tradotto: non si taglia la torta, si cambiano le fette. E la fetta destinata a riequilibrare i territori più deboli viene dimezzata.
E proprio qui sta l'inganno.

Nel Mezzogiorno la copertura dei servizi per l'infanzia è appena del 19%, contro il 31,6% della media nazionale. Campania e Sicilia sono ancora lontanissime dall'obiettivo del 33%.

Dunque, la domanda è semplice: se la perequazione serve a colmare i divari, perché dimezzarla proprio mentre quei divari sono ancora enormi?
Il MIM risponde che il Fondo 0-6 non serve ad aprire nuovi nidi e che per questo esistono altre risorse. Ma questa risposta non risolve il problema: non spiega perché ridurre proprio il peso del criterio perequativo e aumentare quello legato ai servizi già esistenti.

È il solito metodo leghista: non chiamarlo taglio, chiamalo rimodulazione; non chiamarla penalizzazione del Sud, chiamala efficienza; non dire che rafforzi chi è già avanti, dì che valorizzi gli utenti.

Ma la matematica resta matematica.
20% diventa 10%.

E mentre il Sud è al 19%, si rafforza il criterio che premia chi i servizi li ha già.
Il Piano, peraltro, non è ancora definitivo e dovrà passare dalla Conferenza Unificata.

E allora Regioni e sindaci hanno un'occasione precisa: fermare questa rimodulazione prima che diventi definitiva.
Perché il problema non è il nome che gli danno.
Il problema è dove finiscono i soldi.

E il solito metodo leghista, quando si parla di perequazione, lo conosciamo già: cambiare le regole per continuare a far pagare il conto al Sud.

IL GOVERNO TAGLIA I FONDI DEGLI ASILI DOVE SERVONO: AL SUDMET: «Regioni e Comuni fermino il piano di Valditara che premi...
26/08/2026

IL GOVERNO TAGLIA I FONDI DEGLI ASILI DOVE SERVONO: AL SUD

MET: «Regioni e Comuni fermino il piano di Valditara che premia i territori già dotati di servizi e aumenta il divario tra Nord e Sud»

Il governo più antimeridionale di sempre prepara un nuovo colpo ai territori più fragili. Nello schema del Piano nazionale 0-6 per il periodo 2026-2030, predisposto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, la quota perequativa destinata alle Regioni con una copertura di asili nido inferiore alla media nazionale verrebbe dimezzata: dal 20 al 10 per cento.

Le risorse sottratte alla perequazione verrebbero spostate verso criteri legati agli utenti e ai servizi già esistenti. In altre parole, si darebbe ancora di più alle grandi città e alle Regioni che dispongono già di un maggior numero di asili, togliendo risorse proprio ai Comuni più poveri, nei quali i servizi mancano o le strutture restano chiuse perché non ci sono fondi sufficienti per sostenerne la gestione.

È il solito meccanismo perverso: si finanzia chi possiede già i servizi e si penalizza chi dovrebbe essere aiutato a crearli. In questo modo il divario territoriale non viene combattuto, ma reso strutturale.

Molti Comuni meridionali subiscono già da anni gli effetti di una perequazione incompleta e di una distribuzione delle risorse fondata sulla spesa storica: chi in passato ha avuto meno servizi continua a ricevere meno, mentre i territori più ricchi consolidano il proprio vantaggio. Nonostante le denunce e le iniziative promosse da numerosi amministratori locali, i governi che si sono succeduti non hanno ancora garantito una reale restituzione delle risorse necessarie ai Comuni penalizzati.

Il Movimento per l’Equità Territoriale rivolge quindi un appello ai presidenti delle Regioni, all’ANCI e a tutti i sindaci, soprattutto quelli meridionali e quelli appartenenti ai partiti della maggioranza: non accettino passivamente questa scelta e impediscano che venga raggiunta l’intesa sul Piano senza il ripristino di una quota perequativa adeguata.

Il nuovo Piano, infatti, può essere adottato dal ministro Valditara soltanto dopo l’intesa in Conferenza Unificata, dove siedono Governo, Regioni ed enti locali. È in quella sede che questa proposta deve essere fermata.

Chiediamo ai rappresentanti istituzionali del Sud di anteporre gli interessi delle proprie comunità agli equilibri di partito e di non rendersi complici dell’ennesima operazione che toglie ai territori più poveri per accrescere i vantaggi di quelli già dotati di maggiori risorse e servizi.

La proposta del ministro Valditara contraddice gli obiettivi europei di coesione, riequilibrio territoriale e ampliamento dell’offerta educativa nelle aree maggiormente svantaggiate. Per questo il MET interesserà anche le competenti istituzioni europee, affinché venga verificata la coerenza del nuovo Piano con gli impegni assunti dall’Italia per ridurre i divari nell’accesso ai servizi per la prima infanzia.

Gli asili nido non sono un premio da assegnare ai territori più ricchi: sono un diritto dei bambini, un sostegno indispensabile alle famiglie e uno strumento fondamentale per l’occupazione femminile e il contrasto alla denatalità.

Rossella Solombrino
Segretaria Nazionale
Movimento Equità Territoriale

I TERRONI LO FANNO MEGLIOdi Giuseppe Ercolino Ieri sera si è svolta la cerimonia di apertura dei XX Giochi del Mediterra...
22/08/2026

I TERRONI LO FANNO MEGLIO

di Giuseppe Ercolino
Ieri sera si è svolta la cerimonia di apertura dei XX Giochi del Mediterraneo, due ore di magnifico spettacolo in diretta, migliaia di atleti provenienti da decine di nazioni delle sponde del Mediterraneo, decine di miglia di spettatori.

Ci aveva provato la triestina Gabanelli qualche mese fa a sputtanare i Giochi del Mediterraneo di Taranto e l'enorme ed efficiete lavoro svolto a tempo di record e con "quattro soldi" dal commissario Massimo Ferrarese e da tutto il sistema di imprese, lavoratori, professionisti tarantini, pugliesi, meridionali. Tanto, avrà pensato la triestina, tratandosi di Sud gli sprechi i ritardi la corruzione e la mafia (ci vogliamo dimenticare della mafia? Giammai) sono connaturati ai meridonali non c'è bisogno neanche di dimostrarlo, poi si prende tutto il pacchetto e si presenta ad un pubblico televisivo ben addestrato alla solita narrativa. Le è andata male, chissà forse si era confusa con l'organizzazione delle olimpiadi invernali Milano-Cortina, da sputtanatrice a sputtanata è stato un attimo, smentita quasi in diretta dal commissario Ferrarese: cifre, date, tempi da record e totalmente diversi da quanto raccontato dalla triestina che da allora è scomparsa dai radar e non si è più occupata dei giochi.

Cifre impietose a confronto: oltre 5 miliardi di euro i costi per le olimpiadi invernali Milano-Cortina, un miliardo di euro di debiti per la Fondazione che dovranno essere coperti dalle regioni Lombardia e Veneto ma con la garanzia dello Stato, il che significa che li pagheremo tutti noi, come al solito, e per amor di patria sorvoliamo sulle inchieste per corruzione, sulla realizzazione di infrastrutture inutili e sulle frane, sui sotterfugi giuridico/organizzativi per sottrarsi ai controlli della Corte dei Conti. Eh si le olimpiadi che dovevano essere "a costo zero", le olimpiadi di quelli che "si rimboccano le maniche", le olimpiadi della "locomotiva" nazionale. Costi complessivi dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 400 milioni, tutto compreso e stiamo parlando di quasi quattromila atleti partecipanti, mille in più che alle olimpiadi invernali di Milano-Cortina, oltre 30 discipline sportive, il doppio delle olimpiadi invernali e, questione non da poco, parliamo di nazioni del Mediterraneo che ormai da tempo è diventato uno dei maggiori centri di interessi geopolitici del mondo, e l'Italia ne è il fulcro, con tutto il rispetto per le valli alpine dove si sono svolte le olimpiadi invernali, e si parla di una città letteralmente invasa da decine di migliaia di persone, di ogni nazione, soprattutto giovani.

Scorrendo stamattina i giornaloni nazionali non si trova neanche una riga dedicata alla cerimonia di apertura dei Giochi di Taranto, ai giochi, al clima che si respira, alle cifre, ai dati eppure ci sono state due ore di diretta tv, la Rai ha rimediato in fretta e furia al totale silenzio che ha dedicato ai giochi nei mesi scorsi, ed erano presenti tutte le alte cariche dello Stato e del Governo, ah si parlano solo dei fischi alla premier Giorgia Meloni, se ci sono stati, quanti sono stati, più applausi o più fischi, tutte cose a cui noi terroni ci siamo abituati, anzi no.
Buon divertimento a tutti con i Giochi del Mediterraneo 2026 di Taranto.

RC AUTO, SOLOMBRINO (MET): «RASTRELLI E IL CENTRODESTRA VELOCISSIMI A PROTEGGERE GLI INTERESSI DELLE ASSICURAZIONI, MA N...
20/08/2026

RC AUTO, SOLOMBRINO (MET): «RASTRELLI E IL CENTRODESTRA VELOCISSIMI A PROTEGGERE GLI INTERESSI DELLE ASSICURAZIONI, MA NON I CITTADINI NAPOLETANI E MERIDIONALI»

«Ancora una volta il Governo Meloni sceglie di interve**re per proteggere gli interessi delle compagnie assicurative, invece di difendere i cittadini napoletani e meridionali dalle discriminazioni tariffarie».

Lo dichiara Rossella Solombrino, segretaria nazionale del Movimento Equità Territoriale, commentando la proposta inserita nei materiali preparatori del nuovo Codice della strada, elaborati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che prevede per i veicoli stranieri iscritti al REVE l’obbligo di stipulare una polizza con una compagnia italiana o autorizzata a operare in Italia.

«Sia chiaro: la norma non è ancora in vigore, ma la direzione politica è evidente. Dopo settimane di campagna di criminalizzazione delle cosiddette targhe polacche, il Governo si prepara a eliminare anche questa possibilità, senza interve**re sulla vera anomalia italiana: le tariffe sproporzionate imposte da decenni agli automobilisti napoletani e meridionali».

«A sollevare il caso con un’interrogazione parlamentare sono stati i senatori di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli e Alberto Balboni. Il ministro Salvini ha annunciato controlli specifici e, poco dopo, la stretta è comparsa nei materiali preparatori del nuovo Codice. Una rapidità impressionante, che non abbiamo mai visto quando si è trattato di riequilibrare le tariffe, tutelare gli automobilisti virtuosi del Sud o mettere fine a una discriminazione basata sulla residenza».

Secondo i dati IVASS, ad agosto 2025 il premio medio RC Auto in Campania risultava di 1.012,76 euro, contro 645,58 euro di media nazionale, cioè circa +57%; Napoli arrivava a 1.093,07 euro. Differenze che diventano ancora più pesanti nei preventivi destinati ad alcune categorie di cittadini.

«Non è vero che ogni veicolo con targa straniera sia automaticamente irregolare. Gli illeciti, le coperture false e i noleggi fittizi devono essere perseguiti, ma non possono essere utilizzati come pretesto per costringere tutti a rientrare in un mercato profondamente squilibrato, senza prima correggerne le storture. Controllare la legalità è doveroso; consegnare nuovamente i cittadini napoletani alle stesse tariffe discriminatorie è una precisa scelta politica».

«I dati sull’incidentalità non giustificano una penalizzazione territoriale di queste dimensioni. Eppure nessun Governo ha avuto la stessa solerzia nel costruire un sistema realmente equo, che premi la condotta individuale e gli automobilisti che non provocano sinistri, indipendentemente dal luogo di residenza».

«Rastrelli, eletto in Campania, e il centrodestra si sono mossi immediatamente contro l’unico espediente utilizzato da una parte dei cittadini per sottrarsi a prezzi insostenibili. Non hanno mostrato la stessa determinazione contro la discriminazione assicurativa subita da Napoli e dal Mezzogiorno».

«I cittadini meridionali prendano nota dei nomi, dei partiti e delle scelte. È arrivato il momento di chiedersi per chi lavorino davvero i rappresentanti eletti al Sud: per il proprio territorio oppure per interessi economici e politici decisi altrove. Continuare a non votare Sud significa continuare a eleggere chi, una volta arrivato nelle istituzioni, dimentica immediatamente i cittadini che dovrebbe rappresentare».
Quando un Governo, invece di curare la malattia, decide di vietare il sintomo, è lecito domandarsi chi stia realmente proteggendo.
Il cittadino o il mercato assicurativo?

Rossella Solombrino
Segretaria nazionale
Movimento Equità Territoriale

Si torna a parlare di collegare Milano al Monte Bianco, prolungando il sistema ferroviario fino a Courmayeur, località t...
18/08/2026

Si torna a parlare di collegare Milano al Monte Bianco, prolungando il sistema ferroviario fino a Courmayeur, località turistica di appena 2.700 abitanti.

Il progetto prevede un tram-treno fino alla Skyway, con nuove stazioni e corse ogni 30 minuti. Costo stimato: 437 milioni di euro, più circa 16 milioni ogni anno per la gestione, a fronte di ricavi previsti per appena 3,3 milioni.

Per ora è una proposta in project financing, ancora da valutare e non un’opera pubblica già finanziata. Ma la sinistra non batte ciglio, Bonelli e Fratoianni non si fanno ve**re la bava alla bocca quando si parla delle opere costosissime e inutili del Nord perché sono sempre “sviluppo”; l’unica grande opera destinata al Sud, il Ponte sullo Stretto, diventa invece uno “spreco”. Questi invece sono i veri sprechi! Non le piccole e grandi infrastrutture al sud

Vogliamo ricordare a destra e sinistra dove servirebbero davvero infrastrutture ferroviarie?
TUTTO IL SUD
* Matera ancora fuori dalla rete ferroviaria nazionale.
* Crotone isolata dai collegamenti veloci.
* Reggio Calabria–Bari: oltre 7 ore.
* Catania–Caltagirone–Gela interrotta per oltre tredici anni.
* Palermo–Trapani via Milo chiusa dal 2013.
* Napoli–Bari ancora incompleta.
* Alta Velocità Salerno–Reggio Calabria largamente sulla carta.
* Taranto–Battipaglia lenta e rinviata.
* Sardegna con una rete ancora interamente non elettrificata.

Al Nord progettano il treno per raggiungere le piste da sci. Al Sud manca ancora quello per studiare, lavorare e curarsi.

15/08/2026

LA POLITICA CONTINUA AD OFFRIRE IL PEGGIO DI SE MENTRE MIGLIAIA DI CITTADINI VIVONO NELLA PAURA

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Piazza Giulio Rodinò, 24
Naples
80121

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