L'altro Ottocento

L'altro Ottocento L’altro Ottocento. Dipinti della collezione d’arte della Città Metropolitana di Napoli

Dipinti della collezione d’arte della Città Metropolitana di Napoli

Nel 1861, all’indomani dell’Unità d’Italia, un gruppo di artisti e di intellettuali redasse lo statuto di quella che sarebbe divenuta la più importante istituzione nel sistema delle arti figurative di scuola napoletana: la Società Promotrice di Belle Arti. Un nuovo circuito espositivo che, garantito nel tempo, agganciato al colle

zionismo e al mercato, con le sue mostre a cadenza annuale, esercitò un peso notevole per tutta la restante parte del secolo e per i primi trent’anni del Novecento. La Promotrice, che soltanto nel 1892 sarebbe stata intitolata a Salvator Rosa, fu a tutti gli effetti una vera e propria società per azioni. Azionisti erano gli artisti stessi, gli intellettuali, gli uomini politici, i mecenati, i professionisti di ogni settore e le istituzioni pubbliche, tra cui proprio l’Amministrazione Provinciale di Napoli. Essere soci significava aggiudicarsi, tramite sorteggio, una o più opere tra quelle rimaste invendute a chiusura delle esposizioni o acquistandole, con diritto di prelazione, durante il tempo di apertura della mostra. Ed ecco che la Provincia, oggi Città Metropolitana, vide nel tempo accrescere la propria raccolta anche grazie a donazioni o ad acquisti di opere di grande valore in tempi a noi più vicini. Per problemi di spazio e in assenza di un luogo adibito a museo, degli oltre seicento dipinti (e poche sculture), più di trecento sono conservati in un deposito nel Pio Monte della Misericordia. Altri sono collocati negli uffici del palazzo in piazza Matteotti; altri ancora sono concessi in consegna ad enti di pertinenza provinciale. Di questa enorme collezione non si è vista nel tempo che una piccola parte, emersa di volta in volta in occasione dell’apertura al pubblico di esposizioni temporanee. Nell’attesa che la città riesca a dotarsi di una sede museale organica e indipendente, capace di ospitare per la fruizione pubblica la vasta collezione della Città Metropolitana, è qui possibile vedere circa settanta dipinti che, insieme a quelli della mostra allestita nella Reggia di Portici e nel palazzo di piazza Matteotti, offrono un quadro d’insieme di questa splendida raccolta. La presente rassegna ci permette di conoscere artisti finora ignoti, obliati dalla critica novecentesca e trasformati dal mercato in nomi di fama maggiore. È il caso di Vollaro, Corrado, Vaccaro, Donadio, Fabozzi, Guidotti, Jannuzzi, Izzo, Nicoli, Passarelli etc., accanto ai quali sono rappresentati altri artisti già acquisiti, come De Nigris, Monteforte, De Sanctis, Marinelli, Laezza o, ancora, nomi celebri come quelli di Migliaro, Altamura, Santoro, Cosenza, Sagliano. Ultimi, in ordine di tempo, sono Curcio, Viti, Limauro che segnano nel primo ventennio del nuovo secolo l’apertura dell’ambiente artistico napoletano alle novità delle Secessioni europee. Ciò che colpisce maggiormente è il variegato gusto dell’epoca, così come doveva presentarsi sul palcoscenico delle mostre della Società Promotrice di Belle Arti. Una molteplicità di generi pittorici – realismo, orientalismo, neopompeiano, verismo storico, passione letteraria, paesaggio e ritratto – che fu specchio di un collezionismo altoborghese di respiro europeo, agguerrito nella corsa al mecenatismo e alla costituzione di personali raccolte d’arte, sempre di maggiore spessore.

Indirizzo

Naples

Telefono

+390810334924

Sito Web

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