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Una doppietta da non perdere... Nuovi giovedì 3 e venerdì 4 ottobre vi aspettiamo numeros*, affamat* di conoscenza, ri-c...
28/09/2024

Una doppietta da non perdere... Nuovi giovedì 3 e venerdì 4 ottobre vi aspettiamo numeros*, affamat* di conoscenza, ri-conoscenza e di... polpette

UN CANCELLO TIRA L'ALTRODopo Baia Donn’Anna riapriamo Riva Fiorita.Bagno collettivo settembrino a Riva Fiorita domenica ...
13/09/2024

UN CANCELLO TIRA L'ALTRO
Dopo Baia Donn’Anna riapriamo Riva Fiorita.

Bagno collettivo settembrino a Riva Fiorita domenica 15 settembre 24 alle ore 11:00

Dopo le iniziative e le vittorie di agosto, il mese di settembre ricomincia con abusi e atti illeciti da parte della lobby oscura del mare: tanto dal Governo con la proroga delle concessioni fino al 2027, quanto dal Comune di Napoli che sta facendo propaganda politica contro le nostre azioni legali facendo passare un semplice rinvio come un rigetto dell'ultimo ricorso (il Comune ne ha persi definitivamente altri due), così come dagli arroganti feudatari di Riva Fiorita, che hanno blindato il cancello della spiaggia pubblica avvalendosi di una ditta privata per l'installazione di un dissuasore antiscavalcamento.— presso Posillipo, Riva Fiorita.

Riceviamo inoltre segnalazioni di una forte presenza di barche ormeggiate che contribuiscono ulteriormente a inibire e rendere pericolosa la balneazione.

Le lamentele dei balneari e la prepotenza istituzionale che si sta riversando sugli abitanti e bagnanti di tutto il paese non fermerà la nostra voglia di fare il bagno liberamente nella nostra città!

Per questo ricordiamo che il provvedimento di rigetto dell'istanza cautelare del Tribunale (numero chiuso e divieto di accesso ai minori non accompagnati) segnalato dall'amministrazione sarà comunque discusso in Camera di consiglio il 25 settembre.

Inoltre rilanciamo la mobilitazione invitando tutti e tutte a un bagno collettivo settembrino a Riva Fiorita domenica 15 settembre alle ore 11:00 per dimostrare che la nostra stagione balneare va dal primo gennaio al 31 dicembre, e che non accetteremo nessun altro abuso sulle nostre spiagge!!

Mare libero, pulito e gratuito da San Giovanni a Bagnoli!

La politica istituzionale è ormai un teatrino vergognoso, e ancor di più lo sono le elezioni europee, ma per una volta v...
10/05/2024

La politica istituzionale è ormai un teatrino vergognoso, e ancor di più lo sono le elezioni europee, ma per una volta votare potrebbe servire a qualcosa: spingere per la liberazione di una compagna nelle mani di uno stato autoritario e, se a qualcuno non bastasse, puntare il dito sulle contraddizioni del governo italiano e del presunto liberalismo europeo.

Che le elezioni siano un esercizio a dir poco futile non serve a molto ribadirlo, i dati dell’astensionismo in sensibile crescita ad ogni tornata elettorale parlano da soli. Il quadro della partecipazione popolare alla politica istituzionale è in assoluta decomposizione. La legittimità formale di partiti politici, leaders, ministri e governi è garantita da una minoranza della società che si reca ancora alle urne per abitudine, convincimento ideale o per interessi privati. Le ultime inchieste in Puglia, Piemonte e Liguria mostrano solo la superfice di una politica che ormai da tempo è tornata ad essere unicamente una camera di concertazione per ricchi e potenti.
Proprio perché il quadro della politica istituzionale è delegittimato di fronte alla maggior parte della popolazione e lo sarà sempre di più di certo non sarà il voto ad Ilaria Salis a rilegittimarlo. Capiamo i timori di alcuni e la ritrosia di altri, ma più che i dibattiti ideologici come sempre proviamo a guardare le cose nella loro concretezza e ci fa piacere immaginare, se Ilaria dovesse essere eletta, i mal di pancia di Orban e compagnia e l’imbarazzo di chi, in Italia, non sta muovendo un dito per la sua liberazione e sotto sotto (ma neanche troppo) sarebbe felice di vederla marcire in una prigione ungherese.
Non bisogna dimenticarsi che i dispositivi di repressione del dissenso e dell’antagonismo sempre più duri non sono propri solo dei regimi autoritari, ma di questi tempi si diffondono sempre di più anche all’interno delle presunte democrazie occidentali in crisi. Continuare a far parlare di Ilaria Salis, evitare che la vicenda finisca nel dimenticatoio è fondamentale.
Certo, nel nostro mondo ideale sarebbe bello avere in Italia, Ungheria e tutta Europa un movimento di massa in grado di pretendere la sua liberazione sul piano della lotta, ma così non è qui ed oggi: dobbiamo capire come fare forza della nostra debolezza. Che qualcuno scelga di candidare Ilaria per genuina solidarietà o/e opportunità elettorale poco ci importa, la politica è fatta anche di questo, ben oltre gli assetti istituzionali.
Se la campagna per la sua liberazione passa attraverso le urne andremo a cercare dove diavolo è finita la tessera elettorale e faremo la nostra parte.

Da infoaut una posizione più che condivisibile. Liberiamo Ilaria Salis

Franchtiell o' bolscevico (Franco Di Matteo) lo conoscevo dai tempi in cui lavorava in una macelleria di via Morghen al ...
09/05/2024

Franchtiell o' bolscevico (Franco Di Matteo) lo conoscevo dai tempi in cui lavorava in una macelleria di via Morghen al Vomero mentre noi si frequentava Piazza Medaglie d'oro. Prima che si fondasse il suo partito (il PMLI) nel '77 anche Franco era sempre presente nella pratica dell'antifascismo militante. È sempre stato un compagno generoso, presente sempre con la sua pettorina e con le copie del giornale del suo partito. Scriveva articoli che riportavano, anche con l'enfasi propria di quel partito, delle lotte e delle mobilitazioni napoletane. Con lui e i suoi compagni abbiamo attraversato le lotte contro l'emergenza rifiuti e la vittoriosa campagna per il SI all'acqua pubblica nei referendum del 2011.
Nel 2012 ho favorito l'apertura della loro sede in Via Santa Maria dell'Aiuto volturando il contratto di affitto che avevamo come Ya Basta Napoli.
Poi l'ho perso di vista perchè quel lavoro che durava sempre troppo lo aveva portato in provincia di Avellino ma mi sembrava sempre strano non vederlo nelle iniziative degli ultimi anni anche se so che aveva lasciato il suo partito.
Oggi leggo che non c'è più e un dolore forte mi attraversa.

Ciao Franco. Un saluto a pugno chiuso come a te piaceva.

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