Palazzo Donn'Anna

Palazzo Donn'Anna Pagina dedicata ad uno dei più bei palazzi di Napoli. info: [email protected] "Meraviglioso palazzo antico in rovina a Posillipo. Herman Melville, 1857.

Palazzo sul mare... tale una profusione e un intrico di antri bui, di macchie, di gole che c'e' bisogno di una certa pazienza per districare questo groviglio di bellezza". "Perche' Palazzo Donn'Anna non era solo un palazzo, era un mondo, talmente vasto che non si finiva mai di scoprirne gli angoli nascosti, scale misteriose e grotte oscure, pozze d'acqua morte e perfino trabocchetti..." Raffaele L

a Capria

Il Palazzo Donn'Anna, ubicato all'inizio di via Posillipo, è uno dei più celebri palazzi di Napoli. Le origini del palazzo risalgono al XVII secolo, quando venne modificata la preesistente Villa della Sirena per la volontà di Donna Anna Carafa, consorte del viceré di Napoli, Ramiro Núñez de Guzmán, duca di Medina de las Torres. Il progetto per la realizzazione fu commissionato al più importante architetto di quel periodo, Cosimo Fanzago, che nel 1642 approntò un progetto secondo i canoni del barocco napoletano. Il Fanzago non riuscì a portare il palazzo al suo compimento per la morte di Donn'Anna e il rientro in Spagna del viceré. L'edificio, rimasto incompiuto, assunse lo spettacolare fascino di una rovina antica confusa fra i resti delle ville romane che caratterizzano il litorale di Posillipo e fra gli anfratti delle grotte. Nell'interno di notevole interesse è il teatro, aperto verso il mare e dal quale si gode un bel panorama della città partenopea, oggi sede della Fondazione Culturale Ezio De Felice. Il palazzo è il punto di ancoraggio di una delle più celebri leggende napoletane scritte da Matilde Serao. Nel libro Leggende napoletane la scrittrice così lo dipingeva: "Il bigio palazzo si erge nel mare. Non è diroccato, ma non fu mai finito; non cade, non cadrà, poiché la forte brezza marina solidifica ed imbruna le muraglie, poiché l'onda del mare non è perfida come quella dei laghi e dei fiumi, assalta ma non corrode. Le finestre alte, larghe, senza vetri, rassomigliano ad occhi senza pensiero; nei portoni dove sono scomparsi gli scalini della soglia, entra scherzando e ridendo il flutto azzurro, incrosta sulla pietra le sue conchiglie, mette l'arena nei cortili, lasciandovi la verde e lucida piantagione delle alghe. Di notte il palazzo diventa nero, intensamente nero; si serena il cielo sul suo capo, rifulgono le alte e bellissime stelle, fosforeggia il mare di Posillipo, dalle ville perdute nei boschetti escono canti malinconici d'amore e le malinconiche note del mandolino: il palazzo rimane cupo e sotto le sue volte fragoreggia l'onda marina...". Nelle credenze popolari Donn'Anna viene confusa con la famosa e discussa regina Giovanna d'Angiò che qui avrebbe incontrato i suoi giovani amanti, scelti fra prestanti pescatori e con i quali trascorreva appassionate notti di amore, per poi ammazzarli all'alba facendoli precipitare dal palazzo; la leggenda vuole che le anime di questi sventurati giovanotti tuttora si aggirino nei sotterranei dell'antica dimora, affacciandosi al mare ed emettendo lamenti. Altri invece raccontano che la regina facesse uscire il suo amante con una barca a remi dall'entrata che da sul mare, quella che oggi è possibile vedere dalla spiaggia, tuttora usata dagli inquilini per accedere alle imbarcazioni. Un'altra leggenda, riportata dalla stessa Matilde Serao, narra di un fantasma della giovane e bellissima Mercedes de las Torres che in una scena teatrale baciò il nobile Gaetano di Casapenna, amante della viceregina Anna Carafa. La giovane, nipote della nobildonna Carafa, scomparve misteriosamente. Così conclude la Serao in merito alla leggenda di "Palazzo Dogn'Anna":"Quei fantasmi sono quelli degli amanti? O divini, divini fantasmi! Perché non possiamo anche noi, come voi, spasimare d'amore anche dopo la morte?".

Finalmente dopo anni di incurie e abbandono il palazzo si presenta con le sue facciate restaurate, una operazione lunga ...
26/04/2026

Finalmente dopo anni di incurie e abbandono il palazzo si presenta con le sue facciate restaurate, una operazione lunga e faticosamente portata avanti con risultati molto soddisfacenti, ma lasciano perplessi alcune scelte della DL, come quella di demolire la mensola sotto il balcone nell’angolo (perché non originale degli anni '30 e in cattive condizioni) e lunghi tratti di cornicione, perché anch'essi non originali, lasciando il tufo a vista (un po' come se un edificio dei primi del Novecento non potesse essere re-intonacato).

Nota della redazione:
L'attuale stato dei luoghi lascia questa porzione di prospetto in una condizione di apparente incompiutezza, esponendola a un rapido degrado materico. Inoltre, il ripristino degli elementi citati sopra avrebbe rispettato la ratio dell'idea progettuale di Avena, che concepì quella facciata come un unicum finito; non trattandosi dell'impianto fanzaghiano originario, una loro ricostruzione formale non avrebbe rappresentato un falso storico.

L'articolo 29 del D.Lgs. 42/2004 (Conservazione): Definisce il restauro come "l'intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all'integrità materiale e al recupero del bene medesimo." A nostro parere se l'intonaco viene rimosso e non ripristinato, non si sta facendo "restauro conservativo" intelligente, ma una "scarnificazione" che espone l'integrità materiale del tufo a rischi chimico-fisici. L'intonaco assorbe l'urto della cristallizzazione dei sali (sub-florescenza) e l'erosione eolica. Se il cornicione resta in tufo n**o, addirittura con i ferri esposti, i sali cristallizzeranno all'interno dei pori della pietra, i ferri si ossideranno e le piogge provocheranno lo scagliamento profondo e si distaccheranno presto anche le parti di intonaco sottostanti.

20/12/2025
Palazzo Donn'Anna ricorda con gratitudine e affetto il grande Mimmo Jodice che generosamente offrì due suoi scatti per l...
30/10/2025

Palazzo Donn'Anna ricorda con gratitudine e affetto il grande Mimmo Jodice che generosamente offrì due suoi scatti per la monografia del palazzo pubblicata da Allemandi nel 2017. Un pensiero ai suoi familiari, ma anche la certezza che il suo nome e il suo sguardo resteranno sempre tra noi.

Palazzo donn’Anna festeggia il quarto scudetto del Napoli! 🩵
24/05/2025

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Uniamoci per aiutare a dare dignità alla piazzetta antistante il palazzo, ne gioverebbero abitanti della zona, commercia...
18/10/2024

Uniamoci per aiutare a dare dignità alla piazzetta antistante il palazzo, ne gioverebbero abitanti della zona, commercianti, turisti e posillipini tutti.

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NAPOLI LARGO DONN'ANNA A POSILLIPO (NAPOLI) è il tuo luogo del cuore? Votalo e salvalo con il censimento del FAI. Ricordati di far votare i tuoi amici!

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18/10/2024

Ritorna Open House, occasione per poter visitare sabato 19 ottobre tra le 10:30 e le 13:00 il teatro del palazzo:

Sabato 19 ottobre 10:30 > 11:30 | 12:00 > 13:00

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17/06/2024

REPETITA IUVANT?

Palazzo Donn'Anna, tornino gli archi perduti! (l'occasione è irripetibile e sarebbe un vero delitto perderla). Da Il Mattino di qualche settimana fa.

Franz Richard Unterberger, 1885Palazzo Donn'Anna poco prima di essere venduto ai Genevois, con la trattoria sulla banchi...
07/05/2024

Franz Richard Unterberger, 1885
Palazzo Donn'Anna poco prima di essere venduto ai Genevois, con la trattoria sulla banchina e gli archi ancora "liberi", ovvero prima che l'arch. Giordano li consolidasse chiudendoli facendo inorridire Benedetto Croce e Salvatore di Giacomo (leggere post precedente), rendendo ciechi i bellissimi affacci del Fanzago, quelli che il condominio chiede da due anni che vengano riaperti.

Nel 1901 il poeta Salvatore Di Giacomo scriveva un articolo dal titolo "Dogn'Anna fuit!" su Napoli Nobilissima (sollecit...
23/04/2024

Nel 1901 il poeta Salvatore Di Giacomo scriveva un articolo dal titolo "Dogn'Anna fuit!" su Napoli Nobilissima (sollecitato da Benedetto Croce), per criticare i lavori condotti sino a quel punto dall'architetto Guglielmo Giordano. Tra gli interventi di maggiore impatto che erano stati realizzati, vi era stata la chiusura dei due archi superiori del prospetto Est, quelli che da più di due anni a questa parte, a gran voce si chiede al Ministero della Cultura e Soprintendenza Di Napoli di poter riaprire per ridare dignità al progetto del Fanzago!

Una bellissima giornata di sole e una spiaggia gremita di giovani che hanno finalmente ottenuto il loro libero accesso a...
13/04/2024

Una bellissima giornata di sole e una spiaggia gremita di giovani che hanno finalmente ottenuto il loro libero accesso al mare. Risultato? Un immondezzaio. Certe conquiste civili dovrebbero essere meritate e qui di persone meritevoli sembrerebbe che non ce ne fossero molte. Nessuno ha raccolto quello che non gli apparteneva. Adesso chi si dedicherà alla pulizia, le onde del mare? Buon pesce alla plastica a tutti.

Indirizzo

Piazza Donn'Anna 9/Posillipo
Naples
80122

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